
Cosa c’è nel piatto dell’Ultima Cena? E, soprattutto, com’è cambiata l’alimentazione in questi ultimi duemila anni? Al curioso ed intrigante interrogativo a provato a dare una risposta un accurato studio pubblicato dal “Giornale internazionale dell’obesità”. Inutile dire che l’analisi di decine e decine di dipinti aventi come soggetto l’ultimo pasto consumato da Gesù e dai suoi discepoli ha evidenziato come le porzioni alimentari siano andate progressivamente aumentando nel corso degli anni e dei secoli. Ciò che colpisce è però la dimensione di tale aumento.
Mettendo a raffronto le dimensioni delle teste dei personaggi e quelle degli alimenti, infatti, i ricercatori hanno scoperto che le dimensioni del piatto principale sono aumentate del 69%, il piatto e il pane, dal canto loro, sono lievitati del 23%. Altro elemento curioso è rappresentato da ciò che la tavola offre. Se il racconto evangelico fa riferimento solo a pane e vino, nel 18% dei casi tele evidenziano anche la presenza di pesce, nel 14% di agnello e addirittura nel 7% si riscontra la presenza di maiale, il cui consumo –va ricordato- è assolutamente vietato agli ebrei.
Il risultato di queste variazioni e di questo aumento di quantità è che invece di Ultima Cena sarebbe più opportuno parlare di Ultima Abbuffata.
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Delizioso post
Ti linko subito!
[...] rimando al blog Spiritual Seeds per la lettura delle [...]
Grazie
Il bello è che ora sono uscito a prendere e ho notato che di fronte al bar c’è una piadineria con in vetrina una riproduzione dell’Ultima cena con su scritto: “Qui si mangia da Dio”: quando si dice i casi della vita!