Chiuso per ferie

Come ogni anno in questo periodo, il blog si prende un periodo di vacanza.

Ci si rilegge dopo la metà di luglio, buona estate a tutti.

Al via una settimana dedicata alla comunicazione con Caserta capitale

Da domenica 9 maggio, per poi proseguire per  tutta la settimana, prendono il via gli eventi legati alla Settimana della Comunicazione, che culmineranno con la celebrazione, domenica 16 maggio, con la Giornata delle Comunicazioni Sociali.

Il messaggio per la Giornata 2010 guarda ai sacerdoti e alle potenzialità pastorali dei media. In esso i sacerdoti sono incoraggiati ad affrontare «le sfide che nascono dalla nuova cultura digitale». Se conosciuti e valorizzati adeguatamente i mezzi di comunicazione sociale «possono offrire ai sacerdoti e a tutti gli operatori pastorali una ricchezza di dati e di contenuti che prima erano di difficile accesso, e facilitano forme di collaborazione e di crescita di comunione impensabili nel passato». Grazie ai nuovi media -spiega una nota ufficiale del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali- «chi predica e fa conoscere il Verbo della vita può raggiungere con parole, suoni e immagini -vera e specifica grammatica espressiva della cultura digitale- persino singole e intere comunità in ogni continente, per creare nuovi spazi di conoscenza e di dialogo giungendo a proporre e realizzare itinerari di comunione».

Cuore delle celebrazioni di quest’anno sarà la diocesi di Caserta, dove è stato organizzato l’annuale Festival della Comunicazione sociale. ”Non ci ha colti impreparati il tema e il messaggio di quest’anno, che è in sintonia con l’Anno Sacerdotale e mette in risalto la figura del sacerdote inserito in un’azione pastorale che tenga conto del mondo digitale – ha spiegato don Roberto Ponti, presidente del Centro Culturale San Paolo, organizzatore della Settimana insieme con la Società San Paolo, le Figlie di San Paolo e la diocesi campana e che vedrà dispiegare durante i sette giorni sessanta eventi e circa un centinaio di ospiti.

Unione Buddhista Italiana: un Seminario sulle religioni orientali a 25 anni dalla sua fondazione

Il 30 aprile prossimo, in occasione dei venticinque anni dalla sua fondazione, l’Unione Buddhista italiana organizza il seminario “Le Religione d’Oriente in Italia: Istituzioni, confini e dialogo”, in collaborazione con la Facoltà di Studi Orientali dell’Università di Roma La Sapienza.

Come affermano gli organizzatori, la presenza in Italia di religioni provenienti dall’oriente quali il buddhismo e le tradizioni indiane costituisce un elemento nuovo, ma ormai consolidato, della scena religiosa, sia per il numero di praticanti che per i rapporti istituzionali che hanno portato alla firma di Intese con lo Stato da parte dell’ Unione buddhista e dell’Unione Induista.

In occasione dei 25 anni dalla costituzione dell’Ubi, il seminario vuole promuovere il confronto di studiosi di diversi discipline su queste due specifiche tradizioni non abramitiche, sia per la loro peculiarità nel campo religioso che per il crescente interesse mostrato nei loro confronti da parte di diversi settori della cultura e dell’opinione pubblica. Il convegno intende inoltre mettere in luce le problematiche legate alla crescita di queste presenze religiose nel territorio nazionale e i termini del dibattito culturale e politico sul pieno rispetto della libertà religiosa e sull’attuazione dei dettati costituzionali riguardo a questa specifica tematica.

Il Seminario si terrà presso l’Aula Magna della facoltà di Studi orientali della Sapienza. L’intervento di benvenuto e introduzione ai lavori è affidato Raffaele Torella (Facoltà di Studi Orientali) e Giorgio Raspa, presidente dell’Ubi. Seguiranno gli interventi di Maria Immacolata Macioti (Lo scenario multi religioso dell’Italia di oggi) e Federico Squarcin (L’Oriente in Italia). A seguire, le relazioni di Francesco Margiotta Broglio (Il riconoscimento giuridico delle confessioni “diverse dalla cattolica”: il caso di induisti e buddhisti); Paolo Naso (Stato e pluralismo confessionale nel contesto multiculturale), e Franco Di Maria (La Laicità negata). A moderare sarà Maria Angela Falà, presidente dell’Unione buddhista europea.

Stand-by

Causa successive assenze per servizio e per diletto (e delle due cose assieme) del titolare, il blog va in stand-by fino alla seconda settimana di luglio.

Ovviamente non vanno in stand-by le altre attività di social networking del sottoscritto (elencate qui a destra, Facebook in primis) per cui ci si legge e scrive  eventualmente lì.

Stay tuned!

“Host in the post”: in Inghilterra la comunione arriva

Che molte chiese indipendenti di derivazione protestante usassero con disinvoltura gli strumenti del marketing per attrarre nuovi fedeli, si sapeva (c’è anche un interessante blog al riguardo e la cosa non è assolutamente da riprovare). Certo però che la trovata della Open Episcopal Church e davvero di quelle da far rimanere a bocca aperta, in tutti i sensi. La piccola (ma che nel sito ufficiale si definisce “dal grande cuore”) chiesa britannica ha infatti appena lanciato un servizio denominato «Host in the post» e che mantiene veramente ciò che promette. I fruitori (anche se sembra brutto chiamarli così) del servizio, potranno infatti comodamente riceve l’ostia per la comunione comodamente nella propria cassetta postale, senza neanche l’incomodo di doversi recare in chiesa.

I costi (che coprono esclusivamente le spese postali, visto che le ostie sono gratis) sono decisamente abbordabili: ogni settimana si pagano due sterline (2,30 euro) mentre è prevista la spedizione di un pacco contenente 500 ostie al costo di 10 sterline (11,60 euro).

Ovviamente l’iniziativa è pensata essenzialmente per coloro che sono fisicamente impossibilitati a recarsi in chiesa (specialmente malati ed anziani) anche se a priori nessuno è escluso dal servizio.

Le polemiche non sono ovviamente  mancate e non mancheranno. Il teologo scozzese John Drane ha per esempio visto nell’iniziativa una conferma della propria teoria riguardante la “McDonaldizzazione” della chiesa, su cui anni fa scrisse pure un libro. Ma almeno da Mc Donald si mangia insieme, seppure ognuno seduto al proprio tavolino, qui la privatizzazione del sacramento sembra invece aver raggiunto il proprio apice, fatta salva la buona fede dei promotori dell’iniziativa.

Il terremoto, il cardinale e la notte oscura

In queste ore in cui molti si stanno interrogando sul perché di tragedie quali il terremoto che ha sconvolto una vasta area dell’Abruzzo, può essere utile riflettere sulle parole del cardinal Carlo Maria Martini. All’interno della trasmissione “Le frontiere dello spirito” andata in onda domenica scorsa, l’ex arcivescovo di Milano si stava interrogando sulla “notte dello spirito” e su come non cadere nella disperazione.

Ecco alcune delle parole del cardinale (ma vale la pena spendere venti minuti per vedere tutta la trasmissione):

“Santa Teresa di Gesù Bambino, madre Teresa di Calcutta e tanti altri grandi santi sono entrati in una situazione in cui non vedevano più nulla, camminavano nel buio e avevano dei compiti da svolgere, gravi e importanti, di responsabilità, e non sentivano più nessuna forza e nessuna voglia. Una forma come di esaurimento nervoso, ma che tocca l’intimo del cuore. E perciò, continuare, in questi momenti, è molto, molto difficile. Ci si può chiedere come si vivono questi momenti in positivo. Direi che dobbiamo guardare l’esempio di Gesù nel Getsemani: egli continua a pregare ripetendo le stesse parole, e quindi guai abbandonare la preghiera, guai abbandonare quel senso di fede che ci rimane perché allora siamo come sperduti nell’immensità del nulla. E quindi la parola e resistere, resistere, resistere. Bisogna essere forti, bisogna che Dio ci dia la sua forza e in quel momento noi vediamo quanta poca forza abbiamo, quanta poca fede abbiamo e la chiediamo a Dio. Allora possiamo anche uscire da questi momenti e vivere una vita più serena. Però credo che chiunque vuole conoscere un poco il mistero di Dio deve passare un poco attraverso questa sofferenza, perché se no è una conoscenza a buon mercato. Invece questa conoscenza, questo passare per il nulla, ci fa conoscere quel tutto che è Dio e ci aiuta nella vita quotidiana.”.

Le parole del cardinale sono accompagnate dalla visione di alcune opere dello scultore polacco Igor Mitoraj, che con i suoi busti fasciati e i suoi arti mutilati da bene il senso dell’impotenza umana di fonte alle avversità.

Nel fine settimana musica e spiritualità dal nord al sud d’Italia

È davvero un fine settimana all’insegna del binomio musica e religioni quello che si preannuncia dal nord al sud d’Italia.

A Milano, infatti, prende il via domani l’edizione 2008 dei «La musica dei cieli, voci e musiche delle religioni del mondo» una rassegna di concerti che si tengono nelle Chiese di Milano e dei Comuni del territorio provinciale allo scopo di far conoscere, valorizzare e riscoprire il patrimonio artistico, culturale e religioso dell’area metropolitana milanese. L’attenzione è puntata sulle diverse espressioni religiose nelle culture del mondo, con artisti esponenti delle diverse Chiese, ma anche laici, che rielaborano il patrimonio religioso della propria cultura, compresa quella cattolica.

Spostandoci al sud, ecco che a Oria, nel brindisino, sempre nel fine settimana si svolgerà l’edizione 2008 de “Il canto di Abramo. Festival di musica sacra e religiosa del bacino del Mediterraneo”. Il Festival, affermano gli organizzatori “ non intende soltanto costituire un appuntamento annuale con le grandi tradizioni musicali religiose della cultura abramitica del Mediterraneo ma altresì dare spazio a quelle tradizioni religiose musicali che, pur all’interno dei rispettivi bacini culturali, sono in minoranza e che, strettamente legate alla loro consistenza demografica, operano alla periferia dell’attuale interscambio culturale”.

Davvero due belle occasioni da non lasciarsi sfuggire.

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