Frank Stella: una Via Crucis per Roma con polemiche incorporate Giugno 12, 2009
Posted by donmo in Arte, Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni.Tags: Arte, Cattolicesimo
6 comments
Sono destinate a provocare polemiche le 14 stazioni della Via Crucis che il notissimo artista americano Frank Stella ha realizzato per la chiesa romana di Tor Tre Teste e che sono state presentate in anteprima a New York in attesa di giungere nella capitale. Del resto la chiesa, dedicata a Dio Padre Misericordioso e progettata da Richard Meier, alle polemiche è abituata, avendone provocate all’infinito fin dalla sua inaugurazione in concomitanza con il Giubileo del 2000.
Ma, appunto, c’è da scommettere che la Via Crucis realizzata da quello che è considerato uno dei più grandi artisti americani viventi e l’ispiratore della Minimal Art, contribuirà non poco a rinfocolare le polemiche. Il Corriere della Sera pubblica un’interessante intervista con Stella di cui purtroppo l’edizione online riporta soltanto un’anticipazione. Alla domanda su come descriverebbe la sua opera, così risponde: “Si tratta di 14 sculture piuttosto piccole –alte non più di 30 centimetri- che sporgono dal grande muro bianco al lato dei banchi. Ho usato solo acciaio inossidabile e resina plastica, curvando il metallo per creare il senso di continuità e movimento della Passione. Le 14 forme si muovono, per farti salire fino al Monte Calvario”.
Riguardo all’assenza di colore, Stella dichiara di aver voluto “rispettare la gravitas del soggetto e il carattere ascetico della chiesa di Richard (Meier, ndr). Quando le vedi appese al muro, le mie stazioni formano un’unica immagine, ma allo stesso tempo proiettano delle ombre, creando un ulteriore livello di significato. Non volevo far competere colore e ombre e comunque queste ultime saranno completamente assorbite dal muro e dalla luce della chiesa”.
Peccato che in rete non siano disponibili altre immagini della Via Crucis all’infuori di quelle riportate nell’articolo indicato sopra, ma c’è da scommettere che lui un’idea se l’è già fatta e sarà interessante conoscere la sua opinione.
Update: l’intera intervista è disponibile qui
Orvieto: al via il festival Internazionale d’Arte e Fede Giugno 9, 2009
Posted by donmo in Arte, Cattolicesimo, Cristianesimo.Tags: Arte, Cattolicesimo, corpus domini, Cristianesimo, fede, orvieto
add a comment
Da ormai quattro anni, ad Orvieto, la settimana che precede la festività del Corpus Domini è caratterizzata da una manifestazione denominata Festival Internazionale d’Arte e Fede. Durante il festival sono proposte mostre, spettacoli, concerti, incontri, conferenze, attività incentrate sui temi dell’arte e della fede e sul rapporto tra di esse oggi, a livello erudito e popolare allo stesso tempo, con un taglio interculturale ed ecumenico.
Il ciclo di appuntamenti prende il via stasera con la presentazione del libro “Indagine su Gesù” di Antonio Socci (a cui sarà presente l’autore). Il programma del festival Internazionale d’Arte e Fede prosegue domani alle 18 presso la Nuova Biblioteca Pubblica con l’incontro con un’ospite d’eccezione, la scrittrice Susanna Tamaro che parlerà di “Parola che crea e parola creativa”.
Venerdì 12 giugno alle 17.30 in Duomo si terrà il momento celebrativo della figura di San Paolo, con l’esegesi “Damasco: l’origine dell’Evangelo Paolino della grazia” tenuta dal biblista Giuseppe Pulcinelli e a seguire la testimonianza di Claudia Koll. Da segnalare inoltre, in chiusura di rassegna, sabato 13 giugno alle 21 presso il Monastero di San Paolo ad Orvieto (sede del Gordon College), l’installazione d’arte contemporanea del pittore Bruce Herman, accompagnata da una performance teatrale-musicale diretta dalla regista americana Karin Coonrod con musiche di Paul Vasile.
Radio Vaticana e la pubblicità: prima apertura dopo quasi ottant’anni di vita Maggio 27, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni.Tags: Cattolicesimo, mezzi di comunicazione, pubblicità, radio vaticana
2 comments
A questo punto quelli di Radio Maria (il Deus ex machina padre Livio in testa) si staranno evangelicamente fregando le mani. Già, perché l’emittente che, partendo dalla Lombardia, è ormai arrivata letteralmente in tutto il mondo è rimasta praticamente l’unica a resistere alle sirene della pubblicità.
L’ultima a capitolare, infatti, è stata nientemeno che Radio Vaticana, la “radio del Papa” per eccellenza, che d’ora in poi ospiterà inserzioni pubblicitarie per la prima volta nei suoi quasi ottant’anni di vita. Le motivazioni della virata sono certamente nobili e dovute ad alcuni cambiamenti, come dichiarato il direttore dell’emittente, padre Federico Lombardi: “Il primo cambiamento piuttosto evidente -ha infatti spiegato il religioso- è il fatto che su Roma in Fm, sull’Italia in Dab e per tutto il mondo via Internet, vi è adesso un canale di trasmissione della Radio Vaticana: “One-o-five-live”. E’ un canale radio che trasmette 24 ore su 24. Questa programmazione, con un pubblico anche sempre più stabile, è naturalmente un ambiente in cui la pubblicità si inserisce con più pertinenza, con più logica”.
Un’altra motivazioni (e certamente non tra le ultime) come evidenziato anche da La Stampa, è il fatto che l’emittente pontificia fa registrare da anni un passivo di bilancio che gli introiti pubblicitari contribuiranno certamente a diminuire. E comunque gli affezionati della storica emittente vaticana possono stare tranquilli: sulle sue frequenze non si ascolteranno infatti certamente i fastidiosissimi spot cui ci hanno abituati le emittenti radiofoniche e televisive “normali”. Come spiegato sul sito ufficiale della stessa Radio Vaticana, il primo inserzionista prescelto è l’Enel, il che fa presupporre che ci si trovi davanti ad una vera e propria pubblicità istituzionale, cosa ben diversa da quella che siamo abituati a conoscere.
E comunque, la pubblicità non è il diavolo e se ne sono accorti pure in Vaticano.
Il premio “Carlo Magno” assegnato oggi ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio Maggio 21, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni, dialogo interreligioso.Tags: Cattolicesimo, Cristianesimo, dialogo interreligioso, Religioni
2 comments
Oggi, nella cittadina tedesca di Aachen (Aquisgrana), verrà assegnato il più prestigioso premio tedesco, il “Karlspreis”, ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio, da lui fondata quarant’anni fa. Particolarmente importanti le motivazioni dell’assegnazione, nelle quali si legge che il premio medesimo viene assegnato “per il suo straordinario impegno civile in favore di un’Europa più umana e solidale all’interno e all’esterno delle sue frontiere, per la comprensione tra i popoli, le religioni e le culture, per un mondo più pacifico e giusto. Egli vive l’Europa dei valori”.
La Comunità romana è ovviamente in festa ed il suo presidente, Marco Impagliazzo, ha dichiato che “è un grande onore e una felice sorpresa che questo prestigioso premio sia stato conferito ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio. E’ un premio che rafforza il lavoro della Comunità per il dialogo tra culture e religioni diverse e che incoraggia l’opera quotidiana di migliaia di membri che si impegnano per la pace, per una società del vivere insieme e non dello scontro e per avvicinare Europa e Africa”.
Lo stesso Riccardi ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Riformista in cui si sofferma soprattutto sul delicato tema del’immigrazione. Merita la pena riportare almeno questa risposta: «Occorre avere i nervi saldi e guardare i fenomeni sul lungo periodo. Si diceva che l’Italia sarebbe divenuta un paese musulmano. E, invece, non lo siamo. Semmai siamo un paese ortodosso. Abbiamo 1 milione e 200 mila ortodossi nel nostro paese. Abbiamo 800 mila romeni: vogliamo dire che i romeni non sono integrabili? Ripeto: non è come un grande Libano che credo l’Italia debba diventare. Ma un paese capace di guardare ai fenomeni senza politiche urlate e basate sul nulla, questo sì». Auguri per il premio; non fosse che per queste parole, lo stesso è senz’altro ben meritato.
Finale col botto per “Che tempo che fa”: ospite il cardinale Dionigi Tettamanzi Maggio 20, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni.Tags: Cattolicesimo, crisi economica, Cristianesimo, fabio fazio, immigrazione, milano
add a comment
Non capita troppo spesso che un cardinale vada in tv, per di più ospite di un talk show in prima serata. Anzi, diciamo pure che si tratta di un’eccezione. Ed eccezione sarà stasera, quando l’arcivescovo di Milano, il cardinal Dionigi Tettamanzi (da sempre attento ai nuovi mezzi di comunicazione) sarà ospite di Fabio Fazio per l’ultima puntata di Che tempo che fa, una delle poche trasmissioni per cui vale la pena pagare il canone.
Il cardinale parlerà del suo ultimo libro, “Non c’è futuro senza solidarietà. La crisi economica e l’aiuto della Chiesa”. Per farsi un’idea delle tesi espresse da Tettamanzi nel libro, e quindi seguire più utilmente la trasmissione, ecco due link contenenti altrettante anticipazioni: il primo è un intervento pubblicato dal quotidiano La Repubblica lo scorso 11 maggio contenente stimolanti riflessioni sul tema dell’immigrazione. Nel secondo intervento, tratto da Famiglia Cristiana, il cardinale parla delle origini remote dell’attuale crisi economico – finanziaria indicando anche alcune possibili vie d’uscita.
Ciliegina sulla torta, la serata verrà aperta – altro aspetto inedito – da un lungo racconto girato a Lampedusa da Erri De Luca: la piccola isola del Mediterraneo che per migliaia di disperati è diventata la porta dell’Occidente, simbolico luogo di incontro e di scontro di civiltà, di culture, di solidarietà e di razzismo.
“Il Vangelo che abbiamo ricevuto”: i cattolici “conciliari” riuniti oggi a Firenze Maggio 16, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo.Tags: Cattolicesimo, Cristianesimo, firenze
4 comments
“Il Vangelo che abbiamo ricevuto”: è il titolo dell’appuntamento che vedrà oggi riuniti a Firenze un gruppo di cristiani appartenenti a parrocchie, comunità, movimenti e aggregazioni. Punto di partenza, per gli organizzatori, è la certezza che “il Concilio Vaticano II è stato ed è una grande grazia, la grazia maggiore donata alla Chiesa del nostro tempo, perché essa riscopra la forza del Vangelo nella storia vissuta”.
Come spiega sul mensile Jesus don Paolo Giannoni, tra i principali promotori dell’iniziativa, “questo incontro non è contro nessuno, ma è per qualcosa. Nessuno è escluso da questo cammino. L’atteggiamento è inclusivo, di apertura. E dice di una Chiesa che, come la veste di Gesù, tessuta tutta d’un pezzo, è unita, ma non uniforme. Uniformarla significherebbe perdere la sua grande ricchezza. Di fronte a un metodo, che da anni si va affermando in via escludente, vogliamo un’apertura che dica chiaramente che il Signore ci ha chiamati a edificare non una Chiesa che condanna, ma una Chiesa che manifesti la misericordia del Padre, viva nella libertà dello Spirito, sappia soffrire e gioire con ogni donna e con ogni uomo che le è dato di incontrare”. L’appuntamento si aprirà con la relazione di Enrico Peyretti e Ugo Rosenberg, che faranno sintesi dei contributi arrivati da tutta Italia durante la preparazione dell’incontro.
C’è da augurarsi che vengano presto pubblicati gli atti del convegno per permettere anche a chi non ha potuto essere presente a Firenze di farsi un’idea del clima che ivi si respirava.
USA: gli americani amano cambiare religione (ma poi tornano?) Maggio 6, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Religioni, Società e religioni, Te la do io l'America.Tags: america, Cattolicesimo, Cristianesimo, religione, usa
add a comment
Gli americani, si sa, amano cambiare. Anche in fatto di religioni, come dimostra l’ultimo studio elaborato dalla Pew Foundation, che ne se sforna sempre di interessanti.
Di questo (dedicato ai flussi religiosi) si sono interessati tra l’altro il Washington Post oltreoceano e La Stampa da noi, la quale ha messo l’accento soprattutto sul tasso di abbandono dei cattolici americani. Un dato che colpisce dello studio, infatti, è che “il tasso di permanenza nel cattolicesimo di quelli che vi sono entrati nell’infanzia (68%) è decisamente più grande del tasso di permanenza di chi non ha religione ed è paragonabile, o migliore, ai tassi di permanenza degli altri gruppi religiosi”. I cattolici che abbandonano la chiesa, si fa inoltre notare, sono “sostanzialmente divisi in maniera eguale fra quelli che sono diventati Protestanti e quelli che adesso non sono affiliati con nessuna religione, con pochi elementi che aderiscono ad altre fedi. Fra i Cattolici che sono diventati protestanti, la maggior parte appartengono adesso a denominazioni evangeliche”.
In realtà, la notizia è meno clamorosa di come riportata dal quotidiano torinese, visto che, come messo bene in evidenza da Usa Today nel presentare i dati del sondaggio, ben metà degli adulti americani ha cambiato religione. Piuttosto, sarebbe interessante conoscere un altro dato sul quale, almeno sembra, nessuno si è fin qui soffermato: quanti tornano alla religione di appartenenza dopo averla abbandonata. Il suggerimento è gratuito e speriamo qualcuno lo raccolga.
Venezia: la chiesa “sponsorizzata” da RoccoBarocco solleva polemiche Maggio 5, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni.Tags: Cattolicesimo, Cristianesimo, venezia
add a comment
«Almeno le facciate delle chiese andrebbero risparmiate da questo segno dei tempi. In un Paese civile, per i restauri bisognerebbe trovare altre fonti di finanziamento. Invece, anche nella città più artistica del mondo sono arrivati gli sponsor che, ovviamente, chiedono ritorni di immagine, piazzando i loro manifesti-spot sugli edifici. Perfino noi sacerdoti ci siamo dovuti rassegnare, ma c’è un limite a tutto. Questa volta si è esagerato». A tuonare è monsignor Antonio Meneguolo, portavoce del Patriarcato di Venezia e oggetto degli strali è un maxi poster di RoccoBarocco che da qualche giorno copre la facciata della chiesa veneziana di San Simeon Piccolo, bisognosa di restauri e, quindi, di quattrini.
Maxi poster che raffigura una euforica signorina con le gambe sollevate in aria. Che dire? Non è da oggi che gli sponsor si sono affacciati tra le panche delle chiese, vedi ad esempio quello che successe pochi anni fa presso la padovana basilica del Santo, ove una banca ed una fondazione bancaria concessero pingui finanziamenti in cambio (com’è giusto) di un’adeguata visibilità. E allora perché uno stilista no e una banca sì, per dire?
Ad ingarbugliare ancora di più la già intricata faccenda c’è il fatto che la chiesa suddetta è stata affidata dal Patriarcato di Venezia alla Fraternità Sacerdotale San Pietro (di stampo tradizionalista) che vi officia secondo il rito antico e il cui rettore ha definito la pubblicità «rozza, futile, senza significato, indecente. Inappropriata per una chiesa, per di più una chiesa aperta al culto. Se avesse almeno portato i soldi per completare i restauri, ci sentiremmo un po’ ricompensati».
Quest’ultima frase, per la verità, sembra un po’ infelice: come sarebbe a dire che i soldi ricompensano un’indecenza? Ma allora i valori non negoziabili non esistono più? Il dibattito, insomma, è aperto.
Illegio: nei monti della Carnia una mostra sui Vangeli apocrifi Aprile 27, 2009
Posted by donmo in Arte, Cattolicesimo, Cristianesimo.Tags: apocrifi, Arte, caravaggio, Cattolicesimo, Cristianesimo, illegio, pittura, vangeli
add a comment
Gli apocrifi, vale a dire quegli scritti, specialmente appartenenti al genere letterario dei vangeli, che non sono stati inseriti nel canone ufficiale delle scritture cristiane, hanno sempre destato la curiosità di molti. Particolarmente interessante è l’influsso che questi scritti hanno esercitato sull’arte, come dimostra una rassegna appena aperta e che è possibile visitare fino all’ottobre prossimo.
“Apocrifi – memorie e leggende oltre i Vangeli”, questo il nome della rassegna, è stata allestita ad Illegio, un piccolo borgo della Carnia che, pur essendo difficilmente identificabile persino sulla carta geografica, grazie alla passione del suo parroco, don Angelo Zanello, è diventato da alcuni anni un appuntamento imprescindibile per gli appassionati del genere. La mostra di quest’anno segue quella del 2007, “L’Apocalisse. L’ultima rivelazione”, e ”Genesi. Il mistero delle origini”, dell’anno passato e presenta un’ottantina di opere, da Bruegel il Giovane al Guercino, da Albrecht Duerer a Pomponio Amalteo, giunte ad Illegio dai Musei Vaticani, dagli Uffizi di Firenze, dalla Gallerie Borghese di Roma e Tretyakov di Mosca, dai Musei Reali di Arte e Storia di Bruxelles.
“Con la selezione delle opere, spiega il curatore, un altro sacerdote, don Alessio Geretti, abbiamo cercato di documentare tutti gli episodi più significativi descritti negli Apocrifi. Per gli artisti di ogni epoca questi testi hanno rappresentato una fonte di ispirazione straordinaria poiché implicano un fortissimo valore simbolico di rappresentazione della religiosità. Non a caso anche il ciclo di affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova illustra episodi tratti dagli Apocrifi. Oggi quel significato simbolico è meno conosciuto: proprio grazie alla mostra di Illegio vogliamo riproporlo ai nostri contemporanei”.
La mostra ha anche un “ospite d’onore”: lo splendido Riposo dalla fuga in Egitto di Caravaggio, proveniente dalla Galleria Doria Pamphilj di Roma, di cui sarà svelato in pieno per la prima volta un piccolo mistero: lo spartito musicale che san Giuseppe tiene in mano e’ un mottetto composto dal fiammingo Noël Bauldewijn nel 1519, dedicato alla Vergine Maria.
Foligno: una tre-giorni per parlare di architettura sacra e della nuova chiesa di Fuksas Aprile 24, 2009
Posted by donmo in Arte, Cattolicesimo.Tags: architettura sacra, Cattolicesimo, chiesa, Cristianesimo
5 comments
Indubbiamente, definirla uno degli edifici più brutti del mondo è un’esagerazione. Ma è altrettanto certo che la nuova chiesa progettata a Foligno dallo studio Fuksas e dedicata a San Paolo, qualche perplessità può ingenerarla.
Si tratta di un grande blocco geometrico – due parallelepipedi uno dentro l’altro, di cui uno sospeso – internamente disegnato in modo tale da esaltare la luce attraverso finestre che illuminano l’altare. un secondo elemento, anch’esso di forma parallelepipeda ma allungato e basso, ospita la sagrestia, i locali per il ministero e la casa canonica. Alle obiezioni, l’architetto Adele Savino, che ha collaborato al progetto, ribatte che ”questa architettura massiva vuole essere una risposta al disfacimento del terremoto”. La nuova chiesa sorge infatti nell’area dove era presente uno dei campi container installati dopo il sisma del 1997. Da non dimenticare la grande scultura Stele-Croce, di Enzo Cucchi, elemento in cemento e marmo bianco di Carrara di oltre tredici metri di altezza e le quattordici stazioni della Via Crucis create da Mimmo Paladino.
Comunque uno la pensi riguardo alla nuova costruzione, una possibilità per farsi un’idea è data dalla tre giorni che inizia oggi per concludersi domenica prossima nella cittadina umbra. Momenti clou saranno il convegno “L’architettura nel sacro”, in programma per oggi e cui parteciperà lo stesso Massimiliano Fuksas, e la cerimonia di dedicazione del luogo di culto, in programma per domenica prossima.
Il futuro dirà se le critiche sono state eccessive (o magari troppo poche).

Flickr/_soul_
Myspace/morenomigliorati
Facebook/donMo's network
Twitter/donmo
YouTube/momiglio
GMail/donMo's network
MyBlogLog/donmo








