“La lezione è finita”: da Rimini la prima sit-com prodotta dalle suore Dicembre 14, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Televisione.Tags: Cattolicesimo, Cristianesimo, sit-com, suore
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Chissà, magari il prossimo passo sarà la realizzazione di un reality. Per il momento, la congregazione delle Maestre Pie dell’Addolorata si è limitata a realizzare una sit-com. “La lezione è finita” (questo il titolo della serie) rappresenta in assoluto il primo caso di sit-com prodotto da un istituto religioso femminile, ma la superiora generale della congregazione, suor Lina Rossi, ha le idee ben chiare: «Il nome del nostro Istituto sembrerebbe non promettere nulla di ironico o leggero – afferma infatti con una buona dose di autoironia – è proprio per questo vogliamo dare un messaggio in controtendenza. Vogliamo stupire … bonariamente!».
Il set principale è a Rimini, dove le suore hanno un Liceo. Altre riprese sono state girate nello stato americano della Louisiana dove la Congregazione gestisce diverse opere ed attività sociali. Protagonista della sit-com, voluta dalle suore e realizzata in collaborazione con il Centro di produzioni multimediali NOVA-T di Torino (dei Frati Cappuccini italiani), è Francesca Draghetti, che interpreta una professoressa che vive con i suoi studenti l’ultima ora dell’ultimo giorno di liceo. Tutte le domande, la paura di crescere, le incertezze per il futuro, diventano tormentoni che innescano situazioni divertenti. La professoressa è capace di fare cose che sono fuori dall’ordinario. Gli studenti non si stupiscono, anzi la seguono nelle sue piccole e grandi follie. Qui è possibile visionare un trailer della sit-com, alla quale non rimane che fare l’augurio che possa smentire i triti e ritriti luoghi comuni sulle suore.
Internet e comunicazione nella Chiesa: da domani i vescovi europei riuniti in Vaticano Novembre 11, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni, Web-Tech.Tags: Cattolicesimo, chiesa, Cristianesimo, internet, web 2.0
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Facebook, YouTube e Wikipedia sbarcano in Vaticano. Non nel senso che tali strumenti non siano finora conosciuti e usati oltre le Mura Leonine, bensì in quello che tali mezzi (ed altri appartenenti al cosiddetto Web 2.0) saranno per la prima volta oggetto di intense giornate di studio. L’incontro, intitolato “La cultura di Internet e la comunicazione della Chiesa”, è organizzato nell’ambito dell’Assemblea plenaria della Commissione episcopale europea per i media (Ceem) che si svolgerà da domani a domenica 15 novembre.
Durante l’assemblea i vescovi europei si confronteranno con chi fa comunicazione e produce cultura attraverso Internet: dalla rete sociale Facebook al motore di ricerca Google-Youtube, dal microblogging Identi.ca all’enciclopedia sociale Wikipedia (è stranamente assente Twitter). Un sociologo aiuterà i partecipanti a comprendere il rapporto che i giovani hanno con Internet. Successivamente, si parlerà di pirateria informatica e copyright. Infine, dato che “i media diventano sempre più lo spazio sociale e culturale entro cui passano tutte le nostre pratiche individuali e sociali”, l’assemblea “cercherà di verificare come internet cambia anche le pratiche religiose in particolare tra i cristiani”. La Ceem è una commissione specializzata del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee) che segue lo sviluppo dei media e delle comunicazioni ecclesiali. All’incontro prenderanno parte un centinaio di delegati: vescovi responsabili delle commissioni episcopali per le comunicazioni sociali, unitamente ad esperti, addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa.
Un altro segnale, unitamente a quello lanciato con il messaggio della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dell’interessamento della Chiesa attorno a tutto ciò che ruota attorno al fenomeno Internet.
Padre Matteo Ricci: apre oggi una grande mostra nel quarto centenario della morte Ottobre 30, 2009
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Di Cina si parla molto ultimamente, è vero. Ma l’occasione che si apre oggi per farlo è davvero ghiotta e da non farsi sfuggire, tanto è particolare la sua angolazione. Presso il Braccio di Carlomagno in Vaticano viene infatti inaugurata la mostra “Ai crinali della storia. Padre Matteo Ricci fra Roma e Pechino”. Prendendo spunto dal quarto centenario della morte del gesuita, matematico e astronomo che intraprese un’azione missionaria nel territorio cinese al tempo della Dinastia dei Ming, la mostra è suddivisa in cinque sezioni: La Compagnia di Gesù e Padre Matteo Ricci; Ritratti e documenti; La Roma di Matteo Ricci; Matteo Ricci e la Cina; L’opera scientifica e geografica; e L’eredità/inculturazione.
”Nella mostra sono esposti molti autografi, tra cui il trattato sull’amicizia, se gli servì da passaporto per entrare in Cina – spiega Giovanni Morello, presidente della Fondazione per i Beni e le Attivita’ Artistiche della Chiesa – In mostra anche la matrice di una lettera che papa Sisto V avrebbe dovuto scrivere all’imperatore cinese per avviare i rapporti diplomatici tra i due Stati. La lastra – continua Morello – fu scritta da Matteo Ricci, purtroppo però quando arrivò in Italia il Papa morì e il progetto non si realizzò”’.
“Li Madou” – questo il nome cinese di padre Ricci – si spense a Pechino l’11 maggio 1610. In deroga alla tradizione di non consentire l’inumazione in Cina agli stranieri, l’imperatore concesse un terreno per la sua sepoltura, come estremo tributo alla sua scienza e al suo amore per i cinesi. La via dell’ “inculturazione” scelta dal gesuita, unita alla pratica instancabile della carità, seppe dare i suoi frutti, con le conversioni di importanti dignitari e di esponenti di ceti modesti, colpiti dal grande rispetto del missionario per il Confucianesimo e per il patrimonio culturale cinese. La mostra sarà visitabile fino al 24 gennaio 2010 e l’auspicio è che serva a diffondere maggiormente la conoscenza della sua persona e del suo metodo di evangelizzazione. Qui un’intervista con Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani.
Giornate europee del patrimonio: un’occasione per scoprire i luoghi (di culto ma non solo) più belli d’Italia Settembre 25, 2009
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Sabato 26 e domenica 27 settembre si svolgerà la XV edizione delle Giornate europee del patrimonio, promosse dal Consiglio d’Europa con il sostegno della Commissione Europea. L’edizione di quest’anno verterà sul tema particolarmente attuale ”Il Patrimonio europeo per il dialogo interculturale”. Per l’occasione, saranno aperti al pubblico gratuitamente i luoghi della cultura che comprendono il patrimonio archeologico, artistico, storico, architettonico, cinematografico, teatrale e musicale. Larga parte di questo patrimonio artistico è ovviamente, almeno in Italia, costituito da luoghi di culto e quindi non è a caso che per il secondo anno parteciperà all’iniziativa anche il Fondo edifici di culto (Fec), istituito nel 1985 presso il ministero dell’Interno col compito di sovrintendere a oltre 750 chiese confiscate alle autorità ecclesiastiche dallo Stato italiano dopo l’Unità (come Santa Maria del Popolo a Roma, Santa Chiara a Napoli o Santa Croce a Firenze). È da segnalare anche la recente firma di un protocollo di intesa per inserire le chiese di proprietà del Fec nel circuito turistico nazionale.
“Fra i tanti siti visitabili – come ha dichiarato il direttore centrale del Fec, Lucia De Maro – va segnalata la chiesa di Santa Sofia a Benevento, candidata a entrare nella lista dell’Unesco, la fiorentina Santa Maria Novella, da poco tornata di competenza del Fondo, e le stanze di San Luigi Gonzaga a Roma, adiacenti alla chiesa di Sant’Ignazio”.
Anche la la Santa Sede partecipa alla celebrazione delle “Giornate Europee del Patrimonio” con un programma cui hanno collaborato la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, i Musei Vaticani e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Per l’occasione si potrà entrare gratuitamente ai Musei Vaticani e alla Catacombe di Roma, mentre sabato 26 settembre sarà aperta presso la Catacomba di San Callisto la mostra fotografica sul tema: ”Usi e testimonianze funerarie della Roma tardoantica: sepolture cristiane, pagane e giudaiche a confronto”. La mostra resterà poi aperta fino al 27 ottobre.
“Limes”: la geopolitica vaticana per il primo volume della collana Classici Settembre 2, 2009
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Era l’ormai lontano 1981 quando Peter Nichols, storico e vaticanista britannico, diede alle stampe “Le divisioni del Papa”. Il volume (il cui titolo era ispirato ad una nota battuta di Stalin ed è ormai reperibile quasi solo su Ebay) esaminava le figure degli ultimi Papi, la Curia romana e i suoi organigrammi e, soprattutto, i rapporti con i poteri politici e l’influenza della geopolitica vaticana sullo scacchiere mondiale.
Sono passati quasi trent’anni da allora ma l’interesse per tali problematiche non è andato scemando, anzi. Prova ne sia il primo volume della serie I Classici della prestigiosa rivista di geopolitica Limes, diretta da Lucio Caracciolo, e intitolata significativamente “Quando il Papa pensa il mondo”, sottotitolo: “La potenza della Chiesa – Vaticano e Italia, strana Italia – Cattolicesimi di frontiera”. Il volume contiene tra l’altro articoli di Andrea Riccardi, della Comunità di Sant’Egidio, dello storico Alberto Melloni e del vaticanista Sandro Magister. Tutti disponibili esclusivamente su carta tranne uno: un articolo di Lucio Brunelli intitolato “Così eleggemmo Papa Ratzinger” e che è consultabile integralmente. Lo scritto contiene la ricostruzione dell’elezione dell’ultimo Papa attraverso il diario di uno dei partecipanti al Conclave.
Ricostruzione interessante e della quale è ovviamente impossibile stabilire il tasso di autenticità. Ma che da una rapida lettura dimostra di essere, se non veritiera, certamente verosimile.
Giornata per la salvaguardia del creato: è l’aria il tema di quest’anno Agosto 31, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni.Tags: Cattolicesimo, Cristianesimo, ecologia, Religioni
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Si svolgerà domani, primo settembre, la quarta “Giornata per la Salvaguardia del Creato”, un’iniziativa che conferma la crescente attenzione del mondo cattolico verso le tematiche ambientali. Il titolo della giornata di quest’anno è preso da verso del Cantico delle Creature di San Francesco: “Laudato si’, mi’ Signore… per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento” e sottende che l’attenzione di quest’anno è incentrata sull’elemento dell’aria.
Nel documento redatto per l’occasione dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, e dalla Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, si richiama infatti l’invito alla lode al Signore per il dono dell’aria, fonte di vita per tutte le creature, che San Francesco proclama appunto nel Cantico. Il documento richiama l’attenzione di tutti a un rinnovato impegno “per quel bene indispensabile alla vita di tutti che è l’aria” sottolineando “la necessità di respirare aria più pulita” e l’importanza del “contributo personale” di ciascuno “perché ciò avvenga”. “Viviamo in un mondo contrassegnato dal peccato e nel contempo già redento e avviato a un processo di trasformazione”, si affermano e “la crisi ecologica appare come un momento di questo processo: è conseguenza del peccato se la rete delle relazioni con il creato appare lacerata e se gli effetti sul cambiamento climatico sono innegabili, se proprio l’aria – così necessaria per la vita – è inquinata da varie emissioni, in particolare da quelle dei cosiddetti gas serra”.
Infine, nel messaggio si sottolinea che occorre un profondo rinnovamento del nostro modo di vivere e dell’economia, cercando di risparmiare energia con una maggiore sobrietà nei consumi, per esempio nell’uso di automezzi e nel riscaldamento degli edifici, ottimizzando l’uso dell’energia stessa, a partire dalla progettazione degli edifici stessi, valorizzando le energie pulite e rinnovabili.
I cambiamenti, insomma, cominciano anche da noi stessi.
Frank Stella: una Via Crucis per Roma con polemiche incorporate Giugno 12, 2009
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Sono destinate a provocare polemiche le 14 stazioni della Via Crucis che il notissimo artista americano Frank Stella ha realizzato per la chiesa romana di Tor Tre Teste e che sono state presentate in anteprima a New York in attesa di giungere nella capitale. Del resto la chiesa, dedicata a Dio Padre Misericordioso e progettata da Richard Meier, alle polemiche è abituata, avendone provocate all’infinito fin dalla sua inaugurazione in concomitanza con il Giubileo del 2000.
Ma, appunto, c’è da scommettere che la Via Crucis realizzata da quello che è considerato uno dei più grandi artisti americani viventi e l’ispiratore della Minimal Art, contribuirà non poco a rinfocolare le polemiche. Il Corriere della Sera pubblica un’interessante intervista con Stella di cui purtroppo l’edizione online riporta soltanto un’anticipazione. Alla domanda su come descriverebbe la sua opera, così risponde: “Si tratta di 14 sculture piuttosto piccole –alte non più di 30 centimetri- che sporgono dal grande muro bianco al lato dei banchi. Ho usato solo acciaio inossidabile e resina plastica, curvando il metallo per creare il senso di continuità e movimento della Passione. Le 14 forme si muovono, per farti salire fino al Monte Calvario”.
Riguardo all’assenza di colore, Stella dichiara di aver voluto “rispettare la gravitas del soggetto e il carattere ascetico della chiesa di Richard (Meier, ndr). Quando le vedi appese al muro, le mie stazioni formano un’unica immagine, ma allo stesso tempo proiettano delle ombre, creando un ulteriore livello di significato. Non volevo far competere colore e ombre e comunque queste ultime saranno completamente assorbite dal muro e dalla luce della chiesa”.
Peccato che in rete non siano disponibili altre immagini della Via Crucis all’infuori di quelle riportate nell’articolo indicato sopra, ma c’è da scommettere che lui un’idea se l’è già fatta e sarà interessante conoscere la sua opinione.
Update: l’intera intervista è disponibile qui
Orvieto: al via il festival Internazionale d’Arte e Fede Giugno 9, 2009
Posted by donmo in Arte, Cattolicesimo, Cristianesimo.Tags: Arte, Cattolicesimo, corpus domini, Cristianesimo, fede, orvieto
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Da ormai quattro anni, ad Orvieto, la settimana che precede la festività del Corpus Domini è caratterizzata da una manifestazione denominata Festival Internazionale d’Arte e Fede. Durante il festival sono proposte mostre, spettacoli, concerti, incontri, conferenze, attività incentrate sui temi dell’arte e della fede e sul rapporto tra di esse oggi, a livello erudito e popolare allo stesso tempo, con un taglio interculturale ed ecumenico.
Il ciclo di appuntamenti prende il via stasera con la presentazione del libro “Indagine su Gesù” di Antonio Socci (a cui sarà presente l’autore). Il programma del festival Internazionale d’Arte e Fede prosegue domani alle 18 presso la Nuova Biblioteca Pubblica con l’incontro con un’ospite d’eccezione, la scrittrice Susanna Tamaro che parlerà di “Parola che crea e parola creativa”.
Venerdì 12 giugno alle 17.30 in Duomo si terrà il momento celebrativo della figura di San Paolo, con l’esegesi “Damasco: l’origine dell’Evangelo Paolino della grazia” tenuta dal biblista Giuseppe Pulcinelli e a seguire la testimonianza di Claudia Koll. Da segnalare inoltre, in chiusura di rassegna, sabato 13 giugno alle 21 presso il Monastero di San Paolo ad Orvieto (sede del Gordon College), l’installazione d’arte contemporanea del pittore Bruce Herman, accompagnata da una performance teatrale-musicale diretta dalla regista americana Karin Coonrod con musiche di Paul Vasile.
Radio Vaticana e la pubblicità: prima apertura dopo quasi ottant’anni di vita Maggio 27, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni.Tags: Cattolicesimo, mezzi di comunicazione, pubblicità, radio vaticana
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A questo punto quelli di Radio Maria (il Deus ex machina padre Livio in testa) si staranno evangelicamente fregando le mani. Già, perché l’emittente che, partendo dalla Lombardia, è ormai arrivata letteralmente in tutto il mondo è rimasta praticamente l’unica a resistere alle sirene della pubblicità.
L’ultima a capitolare, infatti, è stata nientemeno che Radio Vaticana, la “radio del Papa” per eccellenza, che d’ora in poi ospiterà inserzioni pubblicitarie per la prima volta nei suoi quasi ottant’anni di vita. Le motivazioni della virata sono certamente nobili e dovute ad alcuni cambiamenti, come dichiarato il direttore dell’emittente, padre Federico Lombardi: “Il primo cambiamento piuttosto evidente -ha infatti spiegato il religioso- è il fatto che su Roma in Fm, sull’Italia in Dab e per tutto il mondo via Internet, vi è adesso un canale di trasmissione della Radio Vaticana: “One-o-five-live”. E’ un canale radio che trasmette 24 ore su 24. Questa programmazione, con un pubblico anche sempre più stabile, è naturalmente un ambiente in cui la pubblicità si inserisce con più pertinenza, con più logica”.
Un’altra motivazioni (e certamente non tra le ultime) come evidenziato anche da La Stampa, è il fatto che l’emittente pontificia fa registrare da anni un passivo di bilancio che gli introiti pubblicitari contribuiranno certamente a diminuire. E comunque gli affezionati della storica emittente vaticana possono stare tranquilli: sulle sue frequenze non si ascolteranno infatti certamente i fastidiosissimi spot cui ci hanno abituati le emittenti radiofoniche e televisive “normali”. Come spiegato sul sito ufficiale della stessa Radio Vaticana, il primo inserzionista prescelto è l’Enel, il che fa presupporre che ci si trovi davanti ad una vera e propria pubblicità istituzionale, cosa ben diversa da quella che siamo abituati a conoscere.
E comunque, la pubblicità non è il diavolo e se ne sono accorti pure in Vaticano.
Il premio “Carlo Magno” assegnato oggi ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio Maggio 21, 2009
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Oggi, nella cittadina tedesca di Aachen (Aquisgrana), verrà assegnato il più prestigioso premio tedesco, il “Karlspreis”, ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio, da lui fondata quarant’anni fa. Particolarmente importanti le motivazioni dell’assegnazione, nelle quali si legge che il premio medesimo viene assegnato “per il suo straordinario impegno civile in favore di un’Europa più umana e solidale all’interno e all’esterno delle sue frontiere, per la comprensione tra i popoli, le religioni e le culture, per un mondo più pacifico e giusto. Egli vive l’Europa dei valori”.
La Comunità romana è ovviamente in festa ed il suo presidente, Marco Impagliazzo, ha dichiato che “è un grande onore e una felice sorpresa che questo prestigioso premio sia stato conferito ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio. E’ un premio che rafforza il lavoro della Comunità per il dialogo tra culture e religioni diverse e che incoraggia l’opera quotidiana di migliaia di membri che si impegnano per la pace, per una società del vivere insieme e non dello scontro e per avvicinare Europa e Africa”.
Lo stesso Riccardi ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Riformista in cui si sofferma soprattutto sul delicato tema del’immigrazione. Merita la pena riportare almeno questa risposta: «Occorre avere i nervi saldi e guardare i fenomeni sul lungo periodo. Si diceva che l’Italia sarebbe divenuta un paese musulmano. E, invece, non lo siamo. Semmai siamo un paese ortodosso. Abbiamo 1 milione e 200 mila ortodossi nel nostro paese. Abbiamo 800 mila romeni: vogliamo dire che i romeni non sono integrabili? Ripeto: non è come un grande Libano che credo l’Italia debba diventare. Ma un paese capace di guardare ai fenomeni senza politiche urlate e basate sul nulla, questo sì». Auguri per il premio; non fosse che per queste parole, lo stesso è senz’altro ben meritato.

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