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Orvieto: al via il festival Internazionale d’Arte e Fede Giugno 9, 2009

Posted by donmo in Arte, Cattolicesimo, Cristianesimo.
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Da ormai quattro anni, ad Orvieto, la settimana che precede la festività del Corpus Domini è caratterizzata da una manifestazione denominata Festival Internazionale d’Arte e Fede. Durante il festival sono proposte mostre, spettacoli, concerti, incontri, conferenze, attività incentrate sui temi dell’arte e della fede e sul rapporto tra di esse oggi, a livello erudito e popolare allo stesso tempo, con un taglio interculturale ed ecumenico.

Il ciclo di appuntamenti prende il via stasera con la presentazione del libro “Indagine su Gesù” di Antonio Socci (a cui sarà presente l’autore). Il programma del festival Internazionale d’Arte e Fede prosegue domani alle 18 presso la Nuova Biblioteca Pubblica con l’incontro con un’ospite d’eccezione, la scrittrice Susanna Tamaro che parlerà di “Parola che crea e parola creativa”.
Venerdì 12 giugno alle 17.30 in Duomo si terrà il momento celebrativo della figura di San Paolo, con l’esegesi “Damasco: l’origine dell’Evangelo Paolino della grazia” tenuta dal biblista Giuseppe Pulcinelli e a seguire la testimonianza di Claudia Koll. Da segnalare inoltre, in chiusura di rassegna, sabato 13 giugno alle 21 presso il Monastero di San Paolo ad Orvieto (sede del Gordon College), l’installazione d’arte contemporanea del pittore Bruce Herman, accompagnata da una performance teatrale-musicale diretta dalla regista americana Karin Coonrod con musiche di Paul Vasile.

Hijab e simboli religiosi: quando la convivenza tra le religioni diventa una tempesta in un bicchier d’acqua Giugno 1, 2009

Posted by donmo in Cristianesimo, Islam, Società e religioni.
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Le cronache di questi ultimi giorni ci consegnano un paio di esempi attestanti quanto la coesistenza tra le religioni sia, nel nostro Paese, ancora un dente scoperto. Ma anche di come, con un po’ di buona volontà, i problemi potrebbero essere stroncati sul nascere.

Nel primo caso ci troviamo a Lugo di Romagna, la cui amministrazione comunale non ha trovato di meglio da fare che vietare qualsiasi tipo di simbologia nelle lapidi delle tombe a terra. “Via le croci dal cimitero” appare quindi un titolo un tantino esagerato (senza contare che le nuove norme comprendono anche i simboli delle altre religioni) ma contiene anche un fondo di verità. Gli amministratori locali, negando qualsiasi volontà discriminatoria nei confronti dei simboli religiosi, parlano (usando in linguaggio burocratese che andrebbe bandito per legge) di “semplici indicazioni finalizzate a omogeneizzare gli elementi cercando di limitare, per quanto possibile, l’effetto di disomogeneità”. E perché mail la “disomogeneità”, in questo caso di simboli religiosi, sarebbe un elemento di disturbo?

Nel secondo caso ci troviamo invece a Venaria Reale, in cui una bigliettaia di origini marocchine e indossante il tipico velo islamico è stata contestata da alcuni turisti e poi con una lettera inviata al quotidiano torinese La Stampa. Immediata la reazione delle colleghe che, per solidarietà, hanno indossato anch’esse il velo per un’intera giornata lavorativa. Dalle immagini sembra trattarsi dello hijab, che non copre il volto più di quanto lo faccia un abito da suora.  La reazione del direttore della Venaria è stata comunque molto ferma: “Se un’impiegata volesse stare con il volto coperto glielo impediremmo, ma indossare il velo è più che legittimo. E l’impiegata marocchina è una persona garbata, colta e che conosce quattro lingue: arabo, inglese, francese e italiano. Perfetta per lavorare a contatto con il pubblico che alla Reggia arriva da tutto il mondo”.

Mentre magari chi ha protestato, verrebbe da aggiungere, non va oltre il piemontese.

Il premio “Carlo Magno” assegnato oggi ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio Maggio 21, 2009

Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni, dialogo interreligioso.
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Oggi, nella cittadina tedesca di Aachen (Aquisgrana), verrà assegnato il più prestigioso premio tedesco, il “Karlspreis”, ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio, da lui fondata quarant’anni fa. Particolarmente importanti le motivazioni dell’assegnazione, nelle quali si legge che il premio medesimo viene assegnato “per il suo straordinario impegno civile in favore di un’Europa più umana e solidale all’interno e all’esterno delle sue frontiere, per la comprensione tra i popoli, le religioni e le culture, per un mondo più pacifico e giusto. Egli vive l’Europa dei valori”.

La Comunità romana è ovviamente in festa ed il suo presidente, Marco Impagliazzo, ha dichiato che “è un grande onore e una felice sorpresa che questo prestigioso premio sia stato conferito ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio. E’ un premio che rafforza il lavoro della Comunità per il dialogo tra culture e religioni diverse e che incoraggia l’opera quotidiana di migliaia di membri che si impegnano per la pace, per una società del vivere insieme e non dello scontro e per avvicinare Europa e Africa”.

Lo stesso Riccardi ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Riformista in cui si sofferma soprattutto sul delicato tema del’immigrazione. Merita la pena riportare almeno questa risposta: «Occorre avere i nervi saldi e guardare i fenomeni sul lungo periodo. Si diceva che l’Italia sarebbe divenuta un paese musulmano. E, invece, non lo siamo. Semmai siamo un paese ortodosso. Abbiamo 1 milione e 200 mila ortodossi nel nostro paese. Abbiamo 800 mila romeni: vogliamo dire che i romeni non sono integrabili? Ripeto: non è come un grande Libano che credo l’Italia debba diventare. Ma un paese capace di guardare ai fenomeni senza politiche urlate e basate sul nulla, questo sì». Auguri per il premio; non fosse che per queste parole, lo stesso è senz’altro ben meritato.

Finale col botto per “Che tempo che fa”: ospite il cardinale Dionigi Tettamanzi Maggio 20, 2009

Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni.
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Non capita troppo spesso che un cardinale vada in tv, per di più ospite di un talk show in prima serata. Anzi, diciamo pure che si tratta di un’eccezione. Ed eccezione sarà stasera, quando l’arcivescovo di Milano, il cardinal Dionigi Tettamanzi (da sempre attento ai nuovi mezzi di comunicazione) sarà ospite di Fabio Fazio per l’ultima puntata di Che tempo che fa, una delle poche trasmissioni per cui vale la pena pagare il canone.

Il cardinale parlerà del suo ultimo libro, “Non c’è futuro senza solidarietà. La crisi economica e l’aiuto della Chiesa”. Per farsi un’idea delle tesi espresse da Tettamanzi nel libro, e quindi seguire più utilmente la trasmissione, ecco due link contenenti altrettante anticipazioni: il primo è un intervento pubblicato dal quotidiano La Repubblica lo scorso 11 maggio contenente stimolanti riflessioni sul tema dell’immigrazione. Nel secondo intervento, tratto da Famiglia Cristiana, il cardinale parla delle origini remote dell’attuale crisi economico – finanziaria indicando anche alcune possibili vie d’uscita.

Ciliegina sulla torta, la serata verrà aperta – altro aspetto inedito – da un lungo racconto girato a Lampedusa da Erri De Luca: la piccola isola del Mediterraneo che per migliaia di disperati è diventata la porta dell’Occidente, simbolico luogo di incontro e di scontro di civiltà, di culture, di solidarietà e di razzismo.

“Il Vangelo che abbiamo ricevuto”: i cattolici “conciliari” riuniti oggi a Firenze Maggio 16, 2009

Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo.
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“Il Vangelo che abbiamo ricevuto”: è il titolo dell’appuntamento che vedrà oggi riuniti a Firenze un gruppo di cristiani appartenenti a parrocchie, comunità, movimenti e aggregazioni. Punto di partenza, per gli organizzatori, è la certezza che “il Concilio Vaticano II è stato ed è una grande grazia, la grazia maggiore donata alla Chiesa del nostro tempo, perché essa riscopra la forza del Vangelo nella storia vissuta”.

Come spiega sul mensile Jesus don Paolo Giannoni, tra i principali promotori dell’iniziativa, “questo incontro non è contro nessuno, ma è per qualcosa. Nessuno è escluso da questo cammino. L’atteggiamento è inclusivo, di apertura. E dice di una Chiesa che, come la veste di Gesù, tessuta tutta d’un pezzo, è unita, ma non uniforme. Uniformarla significherebbe perdere la sua grande ricchezza. Di fronte a un metodo, che da anni si va affermando in via escludente, vogliamo un’apertura che dica chiaramente che il Signore ci ha chiamati a edificare non una Chiesa che condanna, ma una Chiesa che manifesti la misericordia del Padre, viva nella libertà dello Spirito, sappia soffrire e gioire con ogni donna e con ogni uomo che le è dato di incontrare”. L’appuntamento si aprirà con la relazione di Enrico Peyretti e Ugo Rosenberg, che faranno sintesi dei contributi arrivati da tutta Italia durante la preparazione dell’incontro.

C’è da augurarsi che vengano presto pubblicati gli atti del convegno per permettere anche a chi non ha potuto essere presente a Firenze di farsi un’idea del clima che ivi si respirava.

Informazione religiosa e credo personali: il caso della BBC Maggio 14, 2009

Posted by donmo in Cristianesimo, Religioni, Società e religioni.
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È importante sapere qual è la parte politica prediletta del responsabile dei servizi parlamentari di una redazione? È importante sapere qual è lo sport preferito del responsabile di una redazione sportiva? é importante sapere chi siano i registi preferiti di un recensore di film? Una risposta di senso comune a tali domande potrebbe essere: beh, sì, può essere pure importante ed interessante, ma la cosa più importante di tutte è che la persona in questione sia autenticamente competente delle questioni che tratta e che non si lasci influenzare dai rispettivi “credo”.

Ora proviamo a formulare un’altra domanda sulla stessa scia: è importante conoscere quale credo professi il responsabile dei programmi religiosi di un’emittente televisiva? E proviamo ad applicare la risposta di cui sopra. In teoria tutto fila liscio, ma nella pratica le cose non sono così semplici, come dimostra la vicenda di Aaquil Ahmed (nella foto) musulmano, finora in forza a Channel 4 e che ora è tornato alla BBC, da cui tra l’altro proviene, per seguirne l’informazione religiosa.

Non si tratta certo di un pivellino, visto che un suo documentario dedicato ai bambini accusati di stregoneria in alcuni Paesi africani ha pure vinto un prestigioso premio, ma la sua nomina qualche inquietudine l’ha provocata se il vescovo di Manchester, Nigel McCulloch, ha dichiarato che “Aaqil Ahmed arriva all’incarico con un’ottima reputazione. Ma in un momento in cui la programmazione della Bbc sui temi religiosi desta qualche inquietudine, la Chiesa di Inghilterra vigilerà su come si svilupperà il futuro della religione e dell’etica”.

Il Corriere della Sera, nel riferire la vicenda, ipotizza tensioni pregresse tra il neo responsabile per l’informazione  religiosa della prestigiosa emittente d’Oltremanica ed i vertici della Chiesa d’Inghilterra. Non resta che fare quindi i migliori auguri ad Aaquil Ahmed per il nuovo incarico. Ne avrà sicuramente bisogno, ma il suo caso di non cristiano posto a capo della redazione religiosa della BBC non è comunque il primo: tra il 2001 e il 2006 fu infatti la volta di Alan Bookbinder, non credente dichiarato ma ottimo professionista nel campo dell’informazione religiosa.

USA: gli americani amano cambiare religione (ma poi tornano?) Maggio 6, 2009

Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Religioni, Società e religioni, Te la do io l'America.
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Gli americani, si sa, amano cambiare. Anche in fatto di religioni, come dimostra l’ultimo studio elaborato dalla Pew Foundation, che ne se sforna sempre di interessanti.

Di questo (dedicato ai flussi religiosi) si sono interessati tra l’altro il Washington Post oltreoceano e La Stampa da noi, la quale ha messo l’accento soprattutto sul tasso di abbandono dei cattolici americani. Un dato che colpisce dello studio, infatti, è che “il tasso di permanenza nel cattolicesimo di quelli che vi sono entrati nell’infanzia (68%) è decisamente più grande del tasso di permanenza di chi non ha religione ed è paragonabile, o migliore, ai tassi di permanenza degli altri gruppi religiosi”. I cattolici che abbandonano la chiesa, si fa inoltre notare, sono “sostanzialmente divisi in maniera eguale fra quelli che sono diventati Protestanti e quelli che adesso non sono affiliati con nessuna religione, con pochi elementi che aderiscono ad altre fedi. Fra i Cattolici che sono diventati protestanti, la maggior parte appartengono adesso a denominazioni evangeliche”.

In realtà, la notizia è meno clamorosa di come riportata dal quotidiano torinese, visto che, come messo bene in evidenza da Usa Today nel presentare i dati del sondaggio, ben metà degli adulti americani ha cambiato religione. Piuttosto, sarebbe interessante conoscere un altro dato sul quale, almeno sembra, nessuno si è fin qui soffermato: quanti tornano alla religione di appartenenza dopo averla abbandonata. Il suggerimento è gratuito e speriamo qualcuno lo raccolga.

Venezia: la chiesa “sponsorizzata” da RoccoBarocco solleva polemiche Maggio 5, 2009

Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Società e religioni.
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«Al­meno le facciate delle chiese an­drebbero risparmiate da que­sto segno dei tempi. In un Paese civile, per i re­stauri bisognerebbe trovare al­tre fonti di finanziamento. Inve­ce, anche nella città più artisti­ca del mondo sono arrivati gli sponsor che, ovviamente, chie­dono ritorni di immagine, piaz­zando i loro manifesti-spot su­gli edifici. Perfino noi sacerdo­ti ci siamo dovuti rassegnare, ma c’è un limite a tutto. Questa volta si è esagerato». A tuonare è monsignor Antonio Meneguo­lo, portavoce del Patriarcato di Venezia e oggetto degli strali è un maxi poster di RoccoBarocco che da qualche giorno copre la facciata della chiesa veneziana di San Simeon Piccolo, bisognosa di restauri e, quindi, di quattrini.

Maxi poster che raffigura una euforica signorina con le gambe sollevate in aria. Che dire? Non è da oggi che gli sponsor si sono affacciati tra le panche delle chiese, vedi ad esempio quello che successe pochi anni fa presso la padovana basilica del Santo, ove una banca ed una fondazione bancaria concessero pingui finanziamenti in cambio (com’è giusto) di un’adeguata visibilità. E allora perché uno stilista no e una banca sì, per dire?

Ad ingarbugliare ancora di più la già intricata faccenda c’è il fatto che la chiesa suddetta è stata affidata dal Patriarcato di Venezia alla Fraternità Sacerdotale San Pietro (di stampo tradizionalista) che vi officia secondo il rito antico e il cui rettore ha definito la pubblicità «rozza, futile, sen­za significato, indecente. Inap­propriata per una chiesa, per di più una chiesa aperta al culto. Se avesse almeno portato i sol­di per completare i restauri, ci sentiremmo un po’ ricompen­sati».

Quest’ultima frase, per la verità, sembra un po’ infelice:  come sarebbe a dire che i soldi ricompensano un’indecenza? Ma allora i valori non negoziabili non esistono più? Il dibattito, insomma, è aperto.

Dialogo interreligioso: islam e cristianesimo nell’Europa del XXI secolo Aprile 29, 2009

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A Bordeaux, in Francia, si è concluso un importante incontro dedicato al dialogo interreligioso tra cristianesimo ed islam in Europa. Organizzato dal Consiglio delle conferenze episcopali europee, il simposio è stato troppo ricco di spunti per tentare di sintetizzarlo in poche battute, ma vale la pensa soffermarsi almeno su di un paio di interventi particolarmente interessanti.

Il primo è quello dell’islamista Andrea Pacini, il quale si è soffermato sul ruolo delle generazioni dei giovani musulmani nel processo di integrazione dell’islam in Europa. “Mentre la prima generazione di immigrati tende a vivere una sorta di islam etnico –ha sottolineato lo studioso- cercando di riprodurre a vari livelli l’esperienza religiosa e sociale dei loro paesi di origine,i giovani di origine musulmana che sono nati ed hanno studiato in Europa, tendono a separare se stessi dall’islam etnico, cercando di sviluppare modalità nuove di relazione all’islam”. Il risultato è quello di una sorta di “islam liberale” fortemente diffuso in Europa dove “la maggior parte dei musulmani collocano la loro dimensione religiosa in una dimensione privata”.

L’altro intervento particolarmente interessante è stato quello card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, che, concludendo i lavori ha affermato che “ci sono in Europa un milione di persone che si recano regolarmente in sinagoga, in chiesa, in moschea. Sono persone che desiderano vivere per Dio e in Dio. Esse rappresentano un patrimonio spirituale ricchissimo che va messo a disposizione per l’Europa”. Tauran ha anche riaffermato l’importanza del dialogo interreligioso in quanto esso “è un appello ad approfondire la nostra fede per rendere ragione all’altro della nostro credere in Dio”.

Dialogare con chi la pensa diversamente, insomma, aiuta anche la propria fede.

Illegio: nei monti della Carnia una mostra sui Vangeli apocrifi Aprile 27, 2009

Posted by donmo in Arte, Cattolicesimo, Cristianesimo.
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Gli apocrifi, vale a dire quegli scritti, specialmente appartenenti al genere letterario dei vangeli, che non sono stati inseriti nel canone ufficiale delle scritture cristiane, hanno sempre destato la curiosità di molti. Particolarmente interessante è l’influsso che questi scritti hanno esercitato sull’arte, come dimostra una rassegna appena aperta e che è possibile visitare fino all’ottobre prossimo.

Apocrifi – memorie e leggende oltre i Vangeli, questo il nome della rassegna, è stata allestita ad Illegio, un piccolo borgo della Carnia che, pur essendo difficilmente identificabile persino sulla carta geografica, grazie alla passione del suo parroco, don Angelo Zanello, è diventato da alcuni anni un appuntamento imprescindibile per gli appassionati del genere. La mostra di quest’anno segue quella del 2007, “L’Apocalisse. L’ultima rivelazione”, e ”Genesi. Il mistero delle origini”, dell’anno passato e presenta un’ottantina di opere, da Bruegel il Giovane al Guercino, da Albrecht Duerer a Pomponio Amalteo, giunte ad Illegio dai Musei Vaticani, dagli Uffizi di Firenze, dalla Gallerie Borghese di Roma e Tretyakov di Mosca, dai Musei Reali di Arte e Storia di Bruxelles.

“Con la selezione delle opere, spiega il curatore, un altro sacerdote, don Alessio Geretti, abbiamo cercato di documentare tutti gli episodi più significativi descritti negli Apocrifi. Per gli artisti di ogni epoca questi testi hanno rappresentato una fonte di ispirazione straordinaria poiché implicano un fortissimo valore simbolico di rappresentazione della religiosità. Non a caso anche il ciclo di affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova illustra episodi tratti dagli Apocrifi. Oggi quel significato simbolico è meno conosciuto: proprio grazie alla mostra di Illegio vogliamo riproporlo ai nostri contemporanei”.

La mostra ha anche un “ospite d’onore”: lo splendido Riposo dalla fuga in Egitto di Caravaggio, proveniente dalla Galleria Doria Pamphilj di Roma, di cui sarà svelato in pieno per la prima volta un piccolo mistero: lo spartito musicale che san Giuseppe tiene in mano e’ un mottetto composto dal fiammingo Noël Bauldewijn nel 1519, dedicato alla Vergine Maria.