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A Roma al via il primo Festival di letteratura ebraica Settembre 19, 2008

Posted by donmo in Arte, Ebraismo, Libri.
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“E’ scritto nel Talmud che ogni uomo nel corso della propria vita dovrebbe fare un figlio, piantare un albero e scrivere un libro. In un certo senso, si tratta di tre modi diversi di garantire e preservare la nostra esistenza: portando avanti la specie, nutrendo il nostro pianeta, creando per noi stessi una cultura. Non c’è dubbio che da questi tre imperativi gli ebrei siano sempre stati attratti e si siano dedicati, con costante impegno e profonda passione, al terzo: scrivere”. Così gli organizzatori presentano la prima edizione di una manifestazione davvero originale ed interessante: il Festival di letteratura ebraica, che prende il via domani a Roma presso la Casa dell’Architettura. Memoria, identità, scrittura, il rapporto con l’altro e con il sacro, sono alcuni dei temi che saranno approfonditi, anche grazie al confronto con firme prestigiose del giornalismo e della cultura italiana come Erri De Luca, Lia Levi, Stas Grawronsky e Wlodek Goldkorn. Dopo l’inaugurazione di sabato 20 settembre (ore 12) con lo scrittore Englander e il regista Keret e la musica del progetto ‘Jewish Experience’ (fusione di jazz e ritmi popolari ebraici, a cura di Gabriele Coen), seguiranno quattro giorni di incontri, dibattiti e approfondimenti. Per stimolare la riflessione e la partecipazione del pubblico, insieme al festival è stato indetto il concorso letterario ‘Con gli occhi del racconto’. In poco più di un mese sono arrivati oltre 300 inediti sul tema dell’ebraismo. Al primo posto ‘Una cosa da niente’ di Mario Pacifici. I racconti più giudicati più interessanti verranno pubblicati in un’antologia dall’Editrice La Giuntina.

Ravasi: la Chiesa dialoghi più (e meglio) con la cultura contemporanea Marzo 31, 2008

Posted by donmo in Cattolicesimo, Scienza & Fede, Società e religioni.
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Si parla spesso (e lo facciamo anche in questo blog) di dialogo interreligioso. Ma come può la Chiesa dialogare, oltre che con le altre religioni, anche con chi non crede e, più in generale, con la cultura contemporanea? Su questi temi si esercita in un’interessante intervista a Famiglia Cristiana Mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura. Leit motiv dell’intervista sembra essere il fatto che la Chiesa non solo non ha nulla da temere, ma anzi tutto da guadagnare, dal confronto con la cultura contemporanea. Dal mondo dell’arte («Vorrei un padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia, perché lì si elaborano le nuove grammatiche artistiche e anche la Chiesa ha qualcosa da dire») a quello della scienza («Dobbiamo discutere le teorie dell’evoluzione e del rapporto tra la conoscenza e la teologia. Non possiamo far finta che non esistano>>) passando per lo stesso linguaggio ecclesiale («La Chiesa fatica a farsi comprendere. Abbiamo linguaggi troppo paludati e a volte curiali. Oltre la siepe della comunità ecclesiale il linguaggio ha toni diversi, usa molte più risorse delle nostre, è più diretto, tempestivo, più adeguato agli stili della modernità>>). Le idee del “Ministro della cultura vaticano” sono indubbiamente buone. Il tempo dirà se si passerà dalle parole ai fatti.