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Libertà religiosa nel mondo: luci ed ombre nel rapporto del Dipartimento di Stato americano Ottobre 28, 2009

Posted by donmo in Religioni, Società e religioni, dialogo interreligioso.
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Qual è la situazione della libertà religiosa nel mondo? Un’interessante e particolare angolatura per parlarne è rappresentata dal rapporto che il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha presentato al Dipartimento di Stato. Con la speranza che la relazione incoraggi l’azione dei movimenti per libertà religiosa nel mondo, il rapporto mette sul banco degli accusati soprattutto alcuni Paesi, tra i quali primeggiano (naturalmente in senso negativo): Corea del Nord, Iran, Myanmar, Cina, Sudan, Eritrea, Arabia Saudita e Uzbekistan.

Michael Posner, funzionario del Dipartimento, ha affermato che la nuova politica inaugurata dal presidente Obama nei confronti del mondo musulmano non significa affatto un accantonamento del tema della libertà religiosa, dato che quest’ultima rappresenta “un diritto fondamentale, un bene sociale, una fonte di stabilità  e una chiave per la sicurezza internazionale”.  Alcuni Paesi, come la Giordania, la Spagna e altri, sono stati lodati per i loro sforzi nel campo del dialogo interreligioso, mentre  il rapporto non si esime da un’autocritica: “Siamo pienamente consapevoli che, anche in Paesi con solide garanzie giuridiche, compresi gli Stati Uniti, non siano immuni da atti di intolleranza”, ha infatti affermato il medesimo funzionario.

La Cina, che il presidente Obama visiterà nel prossimo mese di novembre, viene citata nel rapporto per la maggior tolleranza dimostrata nei confronti di alcuni gruppi religiosi, ma criticata a motivo della repressione in Tibet e di quella nei confronti dei musulmani uiguri che ha avuto luogo nella regione occidentale dello Xinjiag.

Giornata del dialogo cristiano-islamico: al via domani l’ottava edizione Ottobre 26, 2009

Posted by donmo in Cristianesimo, Islam, dialogo interreligioso.
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Si celebra domani la Giornata del dialogo cristiano islamico, giunta alla sua ottava edizione. Le sei prime edizioni sono sempre state celebrate l’ultimo venerdì del mese di Ramadan. Ma per ragioni pratiche legate al calendario lunare islamico, dal 2008 all’evento è stato attribuita una data fissa, il 27 ottobre appunto, che ricorda l’incontro di Assisi del 1986 in cui rappresentanti di diverse religioni mondiali si sono uniti in una preghiera per la pace.

La Giornata fu ideata nel 2001, all’indomani degli atentati dell’11 settembre, come iniziativa tesa a contrastare il clima di incomprensione e talvolta di contrapposizione che si era determinato tra musulmani e cristiani. Da allora ogni anno centinaia di eventi vengono promossi in tutta Italia, ciascuno organizzato secondo specifiche modalità locali.

“La Giornata di dialogo cristiano islamico del 2009 –sottolineano gli organizzatori- avviene in un periodo particolarmente difficile. La questione della “sicurezza” che in quest’ultimo anno ha monopolizzato il dibattito politico e culturale – non sempre pacato – in Italia ha dato luogo ad una legge che in alcuni suoi provvedimenti ostacola l’integrazione degli immigrati, di cui un terzo circa è di origine islamica. I promotori della Giornata (cristiani e musulmani) invitano istituzioni politiche e religiose, società civile e cittadini ad impegnarsi affinché la logica e la pratica del dialogo prevalgano sullo scontro tra le culture”.

Tra le numerose iniziative di rilievo di quest’anno sono da ricordare: l’incontro che si svolgerà alle 13 di domani presso la Camera dei Deputati (Sala del Mappamondo), intitolato: “La libertà religiosa, un diritto universale garantito da uno Stato laico”; sempre a Roma, alle 19, l’incontro   -   presso il Centro Islamico Moschea di Centocelle, di Via dei Frassini 4 – dove si potrà assistere alla Preghiera serale islamica, per poi raggiungere la Chiesa battista di Via delle Spighe 6, dove si terrà una cena e condivisione organizzata dai movimenti giovanili islamici e cristiani. A  Firenze, presso il Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira ” si tratterà il tema: «La religione nell’educazione dei giovani d’oggi»; il 29 ottobre, a Roma, un’incontro, alle 19, alla Moschea “della Magliana” Al Fath dal titolo «La figura dell’Altro nelle scritture» con Gianni Novelli del CIPAX, l’Imam Sami Salem e Antonio Guaglione.

“I giorni del dialogo” un calendario per conoscere le feste delle religioni Ottobre 9, 2009

Posted by donmo in Religioni, dialogo interreligioso.
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Non lo vedremo certamente mai appeso nelle cabine di qualche TIR o nelle autocarrozzerie, ma “I giorni del dialogo”, il calendario interreligioso allegato all’ultimo numero del mensile Jesus è davvero una bella idea che calza a pennello nell’attuale società multiculturale e plurireligiosa.

Al prezzo davvero modico di 2 € oltre il prezzo della rivista, mese per mese, si troveranno segnalate le principali ricorrenze delle tre grandi fedi mondiali: cristiane (delle diverse confessioni) ebraiche e musulmane. Come spiegano Antonio Tarzia, direttore della rivista, ed Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, che ha collaborato alla realizzazione editoriale, “nel lento e faticoso cammino verso la pienezza dei tempi, il calendario, da strumento ideale per fare memoria e dunque rendere presente l’azione di Dio nella storia, ha finito sempre più per essere il segno tangibile della divisione tra gli uomini. Ogni confessione religiosa ha subito la tentazione di fare del proprio calendario il segno di un’identità cercata senza l’altro. Solo la più antica scansione –quella settimanale legata al racconto creazionale della Genesi e al riposo sabbatico, di Dio prima e dell’uomo in conseguenza- è rimasta comune alle tre religioni che confessano il Dio unico, nonostante lo spostamento della festività dal sabato, alla domenica, al venerdì”.

Le feste delle varie denominazioni religiose sono segnalate con colori e simboli diversi per renderle immediatamente distinguibili. Come scritto nella presentazione, l’auspicio è quello che il calendario interreligioso “possa aiutare a fare dei giorni e dei mesi che scorrono, altrettante occasioni per ripensare la propria vita nella sinfonia dell’alterità”.

Assisi Mosaic: le cinque religioni raccontate attraverso il tema conduttore dell’acqua Ottobre 5, 2009

Posted by donmo in Arte, Società e religioni, dialogo interreligioso.
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Si presta sotto i migliori auspici la prima edizione di Assisi Mosaic, che prende il via oggi nella cittadina francescana per concludersi domenica prossima. L’evento si presenta nella sua prima edizione come un articolato insieme di spettacoli, performance, laboratori culturali, tavole rotonde, mostre, convegni e percorsi di degustazione. Protagoniste della prima edizione dell’evento saranno le cinque principali religioni: Cristianesimo, Ebraismo, Buddismo, Islam e Induismo.
Ogni religione sarà raccontata “laicamente” da figure ed interpreti di fama internazionale: studiosi, artisti e religiosi. L’intera manifestazione prenderà vita intorno al tema dell’acqua, che filtrando tra le diverse tessere del mosaico, assumerà forme e sfumature suggestive.
Assisi Mosaic si suddivide in tre macrosezioni: arte, scienza, enogastronomia.
La sezione artistica conterrà spettacoli di musica, rappresentazioni di danza, mostre e proiezioni di film tutti volti a meglio comprendere le varie esperienze religiose .
La sezione scientifica, che si articolerà in due giornate, si occuperà dell’acqua (l’acqua nella storia; l’acqua nelle religioni; l’acqua e l’ambiente; l’acqua come bene comune.)
La sezione enogastronomica è divisa in due momenti: il primo sarà costituito da una tavola rotonda – “il gusto e lo spirito del cibo” e analizzerà le abitudini alimentari a tavola che regolano la vita di ogni professione religiosa; il secondo prende invece il nome di Assisi Mosaic Convivio ed è costituito da una serata di beneficenza nella quale cuochi e chef di altissimo livello internazionale e di diversa provenienza religiosa prepareranno interessanti e articolati menù.

Direttore artistico della manifestazione è lo storico Franco Cardini.

Turchia: stavolta il Fratello è davvero grande e invita alla conversione Settembre 23, 2009

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Ogni volta che parte un nuovo reality, la domanda che salta alla mente è d’obbligo: questa volta il fondo lo avremo toccato? Non fa eccezione quello partito su di una piccola tv turca, Kanal T, ed intitolato «Tovbekarlar Yarisiyor» (da tradursi più o meno con “Penitenti in gara”).

Come narrano le cronache, lo scopo del neonato reality è quanto mai lineare: “Chiusi in una stanza, un monaco buddista, un rabbino ebreo, un sacerdote cattolico, uno ortodosso e un imam musulmano cercano di conquistare alla fede 10 miscredenti, la cui laicità è stata appurata da un’apposita commissione di teologi. Che alla fine dovranno anche vagliare la reale conversione dei concorrenti. In palio non vi sono né cospicui premi in denaro, né beni di lusso, bensì un pellegrinaggio. Chi ha abbracciato una delle fedi proposte, verrà accompagnato dalla guida che lo ha convertito nei luoghi santi della fede per la quale si è schierato: il Tibet per il buddismo, Gerusalemme per l’ebraismo, il Vaticano per il cattolicesimo e La Mecca per l’islamismo”.

Inevitabili le polemiche, ma i vertici dell’emittente televisiva  non se ne sono fatti travolgere: “Offriamo il più grande premio al mondo, il dono della fede in Dio”, ha infatti dichiarato alla Reuters il suo amministratore delegato, Seyhan Soylu. Quel che è certo è che il Fratello stavolta è davvero grande. Il più grande che possa esistere.

A Milano la “Tenda del silenzio” per riflettere sull’accoglienza degli stranieri Settembre 15, 2009

Posted by donmo in Religioni, Società e religioni, dialogo interreligioso.
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Musulmani insieme ad ebrei, cattolici con ortodossi, induisti, buddisti ma anche uomini e donne senza un’appartenenza specifica a un credo o a una confessione religiosa: tutti insieme sotto una stessa tenda a riflettere, in silenzio, su un tema molto discusso: l’accoglienza degli stranieri. È quello che accadrà a Milano il 20 e il 21 settembre, in coincidenza con la giornata Onu per la Pace, grazie all’iniziativa “La tenda del silenzio”, promossa dalla comunità francescana dei Frati di Sant’Angelo che da ormai sette anni grazie alla collaborazione del Forum delle Religioni, riporta in città quel sentimento di concordia tra le fedi che ispirò l’ormai storico incontro ecumenico di Assisi dell’86.

La proposta nacque nel 2002, quando un fermento di pace percorse credenti e non credenti che dopo l’11 settembre 2001 dicevano no al terrorismo e alla guerra, nonostante la paura. Il silenzio è paradossalmente diventato uno strumento di dialogo: quando le parole, i simboli laici o religiosi, le appartenenze possono costituire un ostacolo e un motivo di offesa reciproca, trovarsi in una tenda spoglia a testimoniare in silenzio il desiderio di pace diviene un segnale forte per tutti.

La tenda sarà montata presso le Colonne di San Lorenzo, in corso di Porta Ticinese. Dalle ore 16 alle 21, per due giorni, il 20 e il 21 settembre, questo spazio vuoto di simboli religiosi sarà riempito dalle preghiere e le meditazioni di quanti vorranno per un attimo fermarsi a riflettere. Un gesto che quest’anno, nelle intenzioni dei promotori, vuole essere rivolto in particolare al dramma di coloro che emigrano da paesi lontani per sfuggire alla miseria e alle persecuzioni e trovano invece di comprensione, solidarietà e accoglienza, indifferenza e ostilità.

Cracovia e Assisi: l’incontro delle religioni per la pace fa tappa quest’anno in Polonia Settembre 7, 2009

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Proseguono a Cracovia i lavori de “Lo spirito di Assisi a Cracovia”, il tradizionale Incontro Internazionale delle religioni per la pace tramite il quale, ogni anno, la Comunità di sant’Egidio fa memoria di quello svoltosi nel 1986 ad Assisi. Ospitato ogni anno in una città diversa, a 70 anni dall’inizio della II Guerra Mondiale e 20 della caduta del Muro di Berlino, sede dell’incontro di quest’anno è appunto la città polacca di Cracovia, scelta effettuata anche in omaggio alla figura di Giovanni Paolo II, che fu sempre fautore del dialogo tra le religioni.

Tra i temi affrontati nei lavori di quest’anno vanno menzionati: ”La società’ del mercato: le religioni e la sfida del materialismo”, ”L’America Latina in un mondo globalizzato”, ”Dialogo tra religioni e culture”, ”Le religioni in Asia: per un mondo senza violenza”, ”Convivere in un mondo al plurale” e ”Africa delle opportunità”’.

Il momento più significativo delle tre giorni è forse quello di domani, un pellegrinaggio, inedito per dimensioni e rappresentanza, al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, segno di riconciliazione e di pace, per sottolineare un radicale rifiuto della violenza e della guerra come strumento per la soluzione dei conflitti internazionali. «Un momento unico per segnare tutti insieme – spiega il portavoce, Mario Marazziti – la frattura radicale con la Shoah, e per affermare che le religioni non possono mai essere utilizzate per giustificare la violenza». Il dialogo tra le culture e le religioni, sottolinea ancora Marazziti, «è stato duramente messo sotto accusa all’inizio del 21/o secolo, perché ritenuto debole e inadeguato per affrontare le sfide del terrorismo». E, dopo l’11 settembre, «la guerra sembrava l’unica risposta». Oggi invece, rimarca il portavoce, «è proprio il dialogo l’unica arma per sconfiggere la violenza, anche quella terroristica».

Alla Comunità di Sant’ Egidio dedica un approfondito dossier l’ultimo numero della rivista Jesus.

Tony Blair e le religioni: un’iniziativa per la loro conoscenza reciproca a partire dalle scuole Giugno 10, 2009

Posted by donmo in Società e religioni, dialogo interreligioso.
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Dopo il suo abbandono della politica attiva ed il suo passaggio (non è esatto parlare di conversione, come si fa invece solitamente, visto che si tratta della medesima religione) al cattolicesimo, l’ex primo ministro britannico Tony Blair sembra aver preso decisamente sul serio il suo ruolo di tessitore di dialogo tra fedi e culture.

L’ultima realizzazione della Tony Blair Faith Foundation è infatti un programma decisamente interessante e chiamato Face to Faith. È solo parlando di diverse prospettive culturali e religiose che i giovani potranno sviluppare una maggiore consapevolezza del ruolo della fede nel mondo moderno, ha affermato Blair presentando il progetto. Il quale consentirà a bambini di tutte le etnie e religioni, grazie ad un sistema di videoconferenze, di scambiarsi opinioni sul mondo di oggi e sulla fede.

In particolare, l’iniziativa è rivolta ai bambini e ragazzi delle scuole secondarie di tutti i continenti ed ha l’obiettivo di offrire ai giovani tra gli 11 e 16 anni la possibilità di poter esplorare attraverso il dialogo il rapporto tra la fede e i temi d’attualità come la carità, la povertà, la ricchezza, l’ambiente, l’arte, l’architettura, la musica e i testi sacri. Nella giornata di ieri, in concomitanza con la presentazione del progetto, si è avuta la prima videoconferenza tra i bambini di una scuola di Bolton, nella contea del Lancashire, e i bambini di Betlemme e Nuova Delhi.

I bambini e le religioni in un libro-documentario presentato a Roma Maggio 29, 2009

Posted by donmo in Cristianesimo, Ebraismo, Islam, dialogo interreligioso.
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Come informa il sito di Radio Vaticana, a Roma si è svolta una serata interreligiosa durate la quale sono stati presentati il libro ed il documentario da esso tratto “Il Signore è grande e non si può disegnare (perché nel foglio non ci sta)”, opera di Gualtiero Peirce. Il lavoro è frutto di un lungo periodo trascorso dall’autore a contatto con i bambini di tre scuole confessionali di Roma, rispettivamente ebraica, cattolica e musulmana e descrivono il particolarissimo modo di vedere Dio che hanno i bimbi.

Vale la pena riportare alcune affermazioni dei piccoli perché fanno davvero riflettere: “Secondo me c’erano due mani nell’universo. Allora Dio ha preso due pianeti li ha uniti e così si è fatto da solo», afferma un piccolo ebreo. “Dio assomiglia alla maestra. Anzi no, ai genitori. No, Dio assomiglia a Giulio”, gli fa eco un piccolo cattolico. E quando l’imam, alla scuola coranica, afferma che siamo tutti figli di Adamo, il piccolo Tasnim non riesce a trattenersi e se ne esce con un: “Tutti proprio tutti? Madonna quanti figli!”.

“Non è Dio che ci divide, ma l’uso strumentale che viene fatto delle religioni”, ha affermato quindi la presidente del centro che ha organizzato l’incontro. E i piccoli autori di queste perle in stile “io speriamo che me la cavo” in salsa religiosa, sembrano proprio darle ragione.