Quando l’archeologia ha un anima: in un film la vicenda di padre Michele Piccirillo Giugno 8, 2009
Posted by donmo in Arte, Cristianesimo, Ebraismo, Scienza & Fede.Tags: archeologia, Ebraismo, israele, palestina, terra santa
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“Quando ebbi l’incarico di girare un documentario sui mosaici della Terra Santa, la prima reazione fu di sconcerto: come raccontare quell’insieme infinito di colori, animali, uomini, padri della chiesa, simboli e divinità, – quell’incrocio senza soluzione di continuità tra paganesimo e cristianesimo? Ogni immagine raffigurata aveva una storia da raccontare. Il filo conduttore era rappresentato da Padre Michele Piccirillo, che, come un subacqueo, si era immerso per decenni in quel mondo perduto. (…) Per me, non credente, non avrei pensato che un incontro con un uomo di chiesa potesse essere tanto vivificante. C’era un momento, quando eravamo alla fine di qualche lavoro, in cui mi diceva scherzando: “Ora ti devi confessare”. Non mi sono confessato, ma credo di aver fatto qualcosa – dal mio punto di vista – di più importante: aver contribuito a mettere davanti a tanti occhi uno dei più bei momenti dell’arte cristiana, quello in cui alla raffinatissima tecnica del mosaico si unisce, deciso e inspiegabile, l’impulso verso il divino. Anche i non credenti provano emozione leggendo il Vangelo”.
Così il regista Luca Archibugi presenta il docu-film “Tessere di pace in Medio Oriente”, che illustra la trentennale attività di padre Michele Piccirillo, definito l’Indiana Jones con il saio e scomparso lo scorso anno. Ma padre Michele non è stato solo un valentissimo archeologo: si deve a lui la creazione di laboratori di restauro in cui lavorano fianco a fianco ragazzi di diversa nazionalità e religione che, come le tessere del titolo del film, compongono alla fine un disegno armonioso.
Una figura affascinante, quella di Piccirillo, che l’opera di Archibugi può contribuire a far uscire dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori. Se a sua volta, essa stessa, dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori riuscirà ad uscire: per ora si sa solo che verrà proiettata alla prossima edizione della Borsa mediterranea del turismo archeologico.
Influenza suina: in Israele sarà solo “messicana” per non urtare la sensibilità degli ultraortodossi Aprile 28, 2009
Posted by donmo in Ebraismo, Islam, Società e religioni.Tags: Ebraismo, influenza suina, israele, maiali
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Se si vuole essere certi, ma proprio certi al 100% di non essere colpiti dal virus dell’influenza suina che sta allarmando il mondo intero per il pericolo di una pandemia, non rimane che una cosa da fare: trasferirsi in Israele. E non perché il Paese mediorientale sia al riparo dal contagio (un paio di casi sembra si siano verificati anche lì e un paio di persone di ritorno da Messico sono attualmente tenute sotto osservazione) bensì perché le autorità israeliane hanno deciso di cambiare nome al morbo.
Come informa il quotidiano israeliano Haaretz, infatti, il viceministro con delega alla sanità Yakov Litzman, appartenente ad un partito ultraortodosso, avrebbe preso la decisione per non urtare la sensibilità dei suoi correligionari, visto che la carne di maiale è severamente proibita nell’alimentazione ebraica. Incontrando i cronisti in un centro medico, l’esponente politico ha quindi dichiarato che nel territorio israeliano l’influenza sarà chiamata “messicana”, anziché “suina”, per non dover usare l’aborrito termine. Essendo per una volta forse d’accordo anche con la minoranza musulmana che vive in Israele, la quale a sua volta non ciba di carne suina.
La questione ha comunque anche un risvolto scientifico, in quanto l’Organizzazione mondiale della sanità animale ha invitato a sua volta a non usare il termine “influenza suina” bensì, “influenza nord-americana”. Senza che fossero dei religiosi a dettare la linea.
“Letture”: un dossier per parlare dei libri delle fedi Aprile 22, 2009
Posted by donmo in Bibbia, Cristianesimo, Ebraismo, Libri.Tags: Bibbia, Cristianesimo, Ebraismo, Libri, Religioni
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“Letture”, la sempre interessante rivista della San Paolo dedicata al mondo dei libri, dedica il suo ultimo numero ad un argomento quanto mai stimolante: I libri, le fedi. Relativamente al tema principale della rivista, online sono disponibili due articoli. Prima di tutto l’editoriale di Sandra Mazzolini nel quale l’autrice si sofferma sulla necessità per ognuno di conoscere i testi sacri delle varie fedi. “Gli odierni flussi migratori afferma tra l’altro l’autrice- presentano caratteristiche peculiari, tra le quali non secondario è il fatto che molti dei migranti appartengono a tradizioni religiose differenti da quella cristiana. I medesimi spazi sociali (lavoro, scuola, condomini, ecc.) sono abitati da persone i cui mondi culturali e religiosi di riferimento sono assolutamente diversi. Non infrequentemente la diffusa ignoranza o non conoscenza di tali mondi ingenera indifferenza e ostilità, dalle quali è necessario sortire per più motivi”.
Segue quindi un articolo del biblista Mauro Meruzzi dedicato al testo sacro per ebrei e cristiani: quella Bibbia più citata che letta e per stimolarne la lettura vale quindi al pena riportare la conclusione dello scritto dell’autore: “La Bibbia insegna che non è possibile disgiungere Dio dall’uomo, e viceversa. Dio crea l’uomo a sua immagine in quanto comunione di maschile e femminile, chiamata a dominare la terra (cf Gn 1,26-28). L’uomo conosce se stesso nella misura in cui conosce Dio; e conosce Dio solo conoscendo l’uomo. Se l’uomo è immagine di Dio in quanto maschio e femmina, ciò significa che Dio si rivela come pluralità relazionale ordinata alla comunione. L’umano è l’unica via di comunicazione del divino, fino ad arrivare all’incarnazione di Cristo: «il Verbo/Parola si fece carne»”.
Lombardia: accordo Regione – comunità ebraica per l’assistenza ospedaliera Marzo 12, 2009
Posted by donmo in Ebraismo, Società e religioni.Tags: Ebraismo, sanità
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Se è vero che la civiltà di un popolo si misura anche dal rispetto delle minoranze (ivi comprese ovviamente quelle religiose) non c’è che da salutare con favore l’accordo raggiunto in Lombardia tra l’ assessorato regionale alla sanità e la comunità ebraica locale guidata da Leone Soued.
L’accordo in questione è davvero completo perché, per così dire, riguarda anima e corpo. Nel primo caso prevede una specifica assistenza religiosa ai ricoverati ebrei negli ospedali pubblici e le strutture sanitarie individueranno luoghi da adibire a funzioni religiose ebraiche di preghiera collettiva o alla veglia dei defunti.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, invece, è prevista la somministrazione di pasti conformi alle regole previste dal culto («kosher») per i degenti di religione ebraica ricoverati nelle strutture di cura. La Lombardia «è la seconda Regione in Italia a stipulare questo accordo dopo il Lazio – spiega Soued – dove la comunità ebraica è più densa. Ci sarà un numero verde, che sarà diffuso all’interno della comunità e per mezzo degli organi di stampa, per permettere a tutti di conoscere e di usufruire del servizio». L’accordo deriva da una legge d’intesa del 1989 tra lo Stato e la Comunità ebraica, «che finora – aggiunge l’assessore lombardo alla sanità Bresciani – non era ancora stata applicata. Finalmente si è compiuto un dovere verso il cittadino, è il completamento di un percorso». «In circa un anno – conclude Soued – prevediamo 200-250 richieste per questo servizio sul territorio di Milano e provincia», su un totale di circa 10 mila fedeli.
Quindi, tutto bene. Ma se si dovesse pensare ad un accordo simile con la ben più folta comunità islamica le cose andrebbero molto diversamente, c’è da scommetterci.
Israele e Italia: due interessanti novità nel campo “Tech” Marzo 4, 2009
Posted by donmo in Cattolicesimo, Cristianesimo, Ebraismo, Web-Tech.Tags: Cattolicesimo, Cristianesimo, Ebraismo
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Un paio di notizie dal sempre fecondo campo “Tech”. La prima viene da Israele, dove è stato presentato un dispositivo GPS dalle finalità davvero originali. Il nuovo device non serve infatti solo per non smarrirsi strada facendo (almeno non solo quello) ma svolge un sacco di funzioni “ebraicamente corrette”: aiuta a trovare migliaia di ristoranti kosher (e nutrirsi correttamente, ma non solo il nutrirsi, è per un ebreo faccenda tutt’altro che semplice) contiene l’intero Libro dei salmi e il formulario delle tre preghiere giornaliere del buon ebreo, nonché le preghiere per il viaggio, il calendario ebraico e ben due versioni delle preghiere di ringraziamento dopo i pasti. Nel GPS “Kosher”, non potevano mancare altre applicazioni interessanti per l’utenza ebraica, tipo elenchi di luoghi santi, sinagoghe, cimiteri e bagni rituali è in inglese e in ebraico, mentre benedizioni e preghiere sono attualmente disponibili sono in quest’ultima lingua.
L’altra notizia viene invece dall’Italia ed è che (finalmente, verrebbe da dire, visto che l’assenza era davvero difficile da giustificare) anche il mondo salesiano (tramite l’agenzia informativa Info Salesiana) sbarca su YouTube con un canale chiamato ANSchannel. Il canale “è aperto a tutti coloro che vorranno inviare un video, di natura informativa, sull’esperienza giovanile e salesiana – spiega don Donato Lacedonio, direttore responsabile del medesimo -. Sappiamo che nelle nostre opere ci sono molte attività e che la creatività che caratterizza il mondo salesiano è tanta. In modo particolare attendiamo le immagini delle iniziative che si metteranno in atto per festeggiare i 150° di fondazione della Congregazione salesiana”. Auguri per la nuova avventura.
Gerusalemme: un pellegrinaggio virtuale (ma non per questo non reale) per la Quaresima Febbraio 26, 2009
Posted by donmo in Cristianesimo, Ebraismo.Tags: Cristianesimo, Ebraismo, spiritualità
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È ormai datata la diatriba tra coloro che vedono nel virtuale una mera contrapposizione al reale e coloro che (molto più correttamente) vedono nel virtuale medesimo non già un sinonimo di falso, bensì semmai di potenziale.
Questa premessa era necessaria per presentare un’iniziativa davvero interessante legata al periodo quaresimale. Consiste in un pellegrinaggio virtuale (ecco il perché della premessa) a Gerusalemme ed è stata messa in atto dall’organizzazione caritativa britannica Christian Aid. Iscrivendosi al sito Lent Pilgrimage i partecipanti, attraverso video, podcast, gallerie fotografiche, storie e testimonianze, potranno compiere un vero e proprio pellegrinaggio in Terra Santa della durata di quaranta giorni.
Giorno dopo giorno, cliccandovi sopra si potrà conoscere, per esempio, Nazareth, Betlemme, Gerico, il luogo del battesimo sul Giordano, Ramallah e Hebron. Luoghi antichi e moderni che raccontano anche il conflitto ultradecennale che segna questa terra e che vogliono mostrare cosa significhi lavorare per la pace. I pellegrini virtuali potranno postare i loro commenti e riflessioni ed eventualmente porre domande, offrire preghiere e sostenere opere di solidarietà per le comunità locali. Un pellegrinaggio in cui spiritualità e solidarietà vanno a braccetto, e la cosa rappresenta senz’altro un valore aggiunto.
Territori palestinesi: a rischio importanti reperti di storia religiosa Febbraio 19, 2009
Posted by donmo in Arte, Cristianesimo, Ebraismo, Islam.Tags: Cristianesimo, Ebraismo, Islam
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Non solo la convivenza umana, ma pure importantissimi reperti della storia delle tre religioni monoteiste sono in pericolo a causa del conflitto in atto ormai da decenni nei territori palestinesi. A lanciare l’accusa è la rivista Archeologia Viva, che fa anche un sommario elenco dei maggiori siti archeologici presenti nell’area: Gerico, con il tell e la città erodiana; Betlemme, con le vestigia cristiane, le piscine di Salomone, il palazzo dell’Herodion e i monasteri del deserto, Hebron, con le tombe dei patriarchi e Sebastia e Nablus, le città dei samaritani.
Come spiega l’articolo, <<con gli accordi di Taba (1995) si era stabilito che Israele avrebbe trasferito (insieme al controllo del territorio), anche «la protezione e preservazione dei siti archeologici, la gestione, supervisione, concessione di licenze e tutte le altre attività archeologiche» all’amministrazione civile palestinese. Ma di fatto nulla o quasi è avvenuto. Dove l’Autorità nazionale palestinese è subentrata all’amministrazione israeliana, mancano fondi e professionalità per intervenire a tutela del patrimonio culturale. Nella Cisgiordania e a Gerusalemme Est, territori occupati militarmente da Israele, l’accordo è sospeso e i beni culturali sono relegati in una sorta di «terra di nessuno».
Sembra un problema secondario, rispetto al dramma della popolazione, ma non lo è. E, guaio ancora maggiore, non si intravvede ancora una possibile soluzione al problema. Come per tuttò ciò che riguarda la regione, del resto.
Sanremo: le religioni in dialogo nel nome del Nobel per la Pace Moneta Febbraio 18, 2009
Posted by donmo in Cristianesimo, Ebraismo, Islam, dialogo interreligioso.Tags: Cristianesimo, Ebraismo, Islam, pace, Religioni
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Forse non molti ne sono a conoscenza, ma l’Italia, oltre ad aver conseguito non molti Premi Nobel in assoluto, può vantarne soltanto uno per la Pace. Ad essere stato insignito dell’ambito riconoscimento fu, nel lontano 1907, un giornalista e patriota milanese che rispondeva al nome oggi semidimenticato di Ernesto Teodoro Moneta. Per ricordare il centenario dell’attribuzione del Nobel a Moneta, è stato indetto nel 2007 un biennio di celebrazioni che vedrà la sua conclusione il prossimo 26 febbraio presso il Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo.
La cittadina ligure ospiterà nell’occasione una tavola rotonda dal titolo “Ebrei, Cristiani e Musulmani: elementi comuni di dialogo per un mondo di pace”. All’evento parteciperanno monsignor Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea nonché ex presidente di Pax Christi, il Rabbino Giuseppe Laras, presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana, Abd al-Wahid Pallavicini, presidente della Co.Re.Is. (Comunità Religiosa Islamica) e il gesuita Padre Paolo Dall’Oglio, fondatore della Comunità monastica di Mar Musa in Siria, laboratorio del dialogo cristiano-islamico. Moderatore del dibattito, Antonio Caprarica, Direttore di Radio Uno e dei Giornali Radio Rai.
Sanremo: non solo canzonette, quindi. Del resto, chi mai avrebbe avuto dubbi al riguardo?
Religiolus: le religioni alla berlina (con l’”imprimatur” delle medesime?) Febbraio 12, 2009
Posted by donmo in Cinema, Cristianesimo, Ebraismo, Islam.Tags: Cristianesimo, Ebraismo, Islam, Religioni, religious
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È stato presentato a Roma Religiolus, il film che, a detta dei commentatori, intenderebbe mettere le religioni alla berlina. Mentre altri, nelle opportune sedi, si soffermeranno sulle qualità del medesimo, quello che in questa sede merita di essere sottolineato è che alla presentazione medesima hanno partecipato anche tre esponenti di altrettante religioni.
La domanda è quindi d’obbligo: si tratta semplicemente di mosche cocchiere che hanno stabilito una sorta di intelligenza con il “nemico” o invece il film non intende tanto ridicolizzare le religioni in quanto tali, ma semplicemente mettere in guardia dagli aspetti “fondamentalisti” delle medesime e quindi operarne una sorta di “purificazione”?
Difficile che sia stata la prima ipotesi ad essersi concretizzata, visto il livello degli intervenuti. Si tratta infatti di Victor Magiar, assessore alla cultura dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, di Khalid Chaouki, dell’Associazione giovani musulmani e di Paolo Naso, cristiano protestante e direttore della rivista Confronti. Ecco per esempio quanto afferma quest’ultimo a proposito del film: “Larry Charles fa un’intelligente provocazione che si basa su tre punti : c’e’ una denuncia del dogmatismo, laddove non vengono spiegate ai credenti i dogmi della fede. Poi si parla di pluralismo e dell’importanza che questo accada. Non per niente il documentario tratta questo punto in Olanda e negli Usa dove si vive un pluralismo religioso sconosciuto nel nostro Paese. Infine c’e’ una denuncia dei fondamentalismi”.
Insomma, magari (e chissà se la cosa è semplicemente un’eterogenesi dei fini) il film fa riflettere più di quanto ci si aspetti.
Etty Hillesum: un monologo teatrale per conoscerla meglio Febbraio 5, 2009
Posted by donmo in Ebraismo, spiritualità.Tags: Ebraismo, etty hillesum, spiritualità
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Quello di Etty Hillesum non è un nome eccessivamente noto, purtroppo, anche se i suoi scritti sono stati praticamente tutti tradotti in italiano e non mancano saggi di approfondimento sulla sua figura. Una prova del crescente interesse verso la sua figura è dato dal monologo teatrale teatro “Cercando un tetto a Dio”, in scena stasera e domani a Forlì, ma che sta girando varie parti d’Italia.
A riprendere in mano i diari e le lettere della ventiseienne figlia della borghesia intellettuale ebrea vissuta ad Amsterdam e morta ad Auschwitz nel 1943, è stata la scrittrice ed editorialista di Avvenire Marina Corradi che ha riadattato i testi per il palcoscenico. La vicenda, narrata in prima persona dalla stessa protagonista, interpretata dall’attrice Angela Demattè sola in un monologo diretto dal giovane regista Andrea Chiodi, passa attraverso le passioni, la conversione e il cambiamento umano e spirituale di una ragazza brillante e intensa.
Nei testi, Etty racconta quelli che saranno gli ultimi due anni della sua vita. Anni di guerra e di persecuzioni razziali, trascritti in undici quaderni e lettere fitti di problemi personali e incontri con persone che l’aiuteranno a cambiare prospettiva sulla realtà. Così, quando tutto si incrudelisce e tende verso la morte, la ragazza parla di speranza e gioia di vivere.
Una figura che vale davvero la pena di conoscere.

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