(No) Veg, no party

Pare che alla gesuita Saint Joseph’s University abbiano dei problemi in mensa.

Conversioni d’oltre oceano

Chissà se tradurranno mai in italiano questo libro. C’è da augurarsi di sì (anche se temo di no). È la storia di Sara Miles e della sua conversione al cristianesimo. Sarà che le storie “vere”, fatte di carne, sangue e passione mi sono sempre piaciute, ma sarebbe davvero bello leggerlo. Intanto, accontentiamoci di un’intervista con l’autrice.

Festival di Sanremo: un autorevole parere

E va beh, sono costretto a fare un altro post nazional-popolare e ad occuparmi ancora di Sanremo. Il fatto è che ho visto che don Giovanni Desio ha rilasciato delle dichiarazioni all’agenzia Sir che meritano di essere riportate. Don Giovanni (che qui si può ammirare nella quinta foto dall’alto) è un prete della diocesi di Ravenna che conosco personalmente e con il quale ho anche collaborato. Siamo infatti “colleghi”, visto che dirige il settimanale della sua diocesi, Risveglio 2000 ed è particolarmente competente in quanto si occupa da sempre di questioni inerenti il cinema e lo spettacolo.

Insomma, don Giovanni (siccome non gli piace parlare per sentito dire) si è recato personalmente nella Città dei fiori ed ecco quello che ha dichiarato: “Quest’anno c’è uno spartiacque molto netto riguardo alla qualità del testi, nettamente divisi tra quelli di marcato impegno sociale e civile e quelli più frivoli e salottieri”. Segno, sempre a suo parere, di “una maturazione degli autori”, ma anche “occasione propizia per discutere anche di argomenti non semplici”, grazie ad esempio al “ritorno molto gradito di Mango, autore straordinario”, che ha composto una canzone sulla situazione nelle carceri, o a testi dedicati a Paolo Borsellino e alla lotta alla mafia”.

E anche quest’anno con Sanremo dovremmo essere a posto. Però, don Giovanni, la prossima volta che vai, avverti, ok?

 

La moda del Buddhismo

No, non in senso traslato, ma proprio letterale.

Il vescovo di Sanremo: troppe parolacce al Festival

Inizia stasera il Festival di Sanremo, e come si fa a non parlarne? Anche perché ne ha già parlato il vescovo della cittadina ligure, Mons. Alberto Maria Careggio, il quale ha fatto gli auguri ad organizzatori ed ospiti esprimendo però anche le sue riserve: “Mi piace il Festival –pare abbia infatti dichiarato- lo seguo sempre da casa, ma quest’anno devo dire che fra le parole delle canzoni ci sono troppe parolacce“. Pare che il prelato abbia inarcato le sopracciglia soprattutto al sentire l’attacco della canzone di Alberto Silvestri: “Mi sono innamorato di una (beeeep!)”. Cosa vuole, monsignore, così va il mondo.

Sempre per restare in tema musicale, ecco un’interessante intervista in cui il neo premio Oscar Ennio Morricone rivela insospettati lati della sua vita spirituale.

Algeria: si prepara un ritorno dei monaci trappisti?

Sono trascorsi ormai undici anni da quando Dom Christian de Chergé, il priore del monastero trappista di Notre Dame de l’Atlas a Thiberin, in Algeria, fu rapito con i suoi sei monaci. Era la notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 e tutti furono uccisi il 21 maggio. Nel suo bellissimo testamento spirituale Dom Christian aveva chiesto a Dio la grazia di poter perdonare i suoi assassini, che avrebbe voluto incontrare di nuovo, “ladroni colmati di gioia, in paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, Padre di tutti e due”.

Da allora il monastero fu abbandonato e dal Paese nordafricano scomparve questa importantissima testimonianza di vita evangelica e di dialogo interreligioso. Le ultime notizie dicono comunque che qualcosa si stia muovendo: l’arcivescovo di Lione, il cardinal Barbarin, si starebbe infatti interessando per un ritorno dei monaci in terra algerina. C’è davvero da augurarsi che gli sforzi vadano a buon fine: sarebbe una testimonianza di cui ci sarebbe davvero bisogno.

In vacanza in convento per ritemprare la mente e lo spirito

Se ancora non avete fatto progetti per le prossime vacanze di Pasqua (ammesso e non concesso che ne abbiate) ecco una buona notizia. Lo Studio filosofico Domenicano di Bologna e la Nuova Associazione ‘Accademia’ organizzano infatti una serie di incontri chiamata ”La filosofia nei luoghi del silenzio”. Luoghi del silenzio in quanto gli incontri avranno luogo in alcuni tra i più bei monasteri e santuari d’Italia.

Il primo appuntamento avrà luogo a partire dal 4 aprile (vigilia di Pasqua, appunto) ed avrà come tema “’I colori dell’infinito’, un viaggio virtuale attraverso l’arte cristiana e le rappresentazioni dell’inferno e del paradiso”.

Comunque, se proprio per Pasqua non potete liberarvi, nessun problema: il ventaglio degli incontri è davvero molto ampio, sia per le tematiche, che per i relatori –tutti di primissimo piano- che per i luoghi in cui gli incontri stessi avranno luogo. Per cui, direi proprio che è il caso di farci almeno un pensierino.