Algeria: si prepara un ritorno dei monaci trappisti?

Sono trascorsi ormai undici anni da quando Dom Christian de Chergé, il priore del monastero trappista di Notre Dame de l’Atlas a Thiberin, in Algeria, fu rapito con i suoi sei monaci. Era la notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 e tutti furono uccisi il 21 maggio. Nel suo bellissimo testamento spirituale Dom Christian aveva chiesto a Dio la grazia di poter perdonare i suoi assassini, che avrebbe voluto incontrare di nuovo, “ladroni colmati di gioia, in paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, Padre di tutti e due”.

Da allora il monastero fu abbandonato e dal Paese nordafricano scomparve questa importantissima testimonianza di vita evangelica e di dialogo interreligioso. Le ultime notizie dicono comunque che qualcosa si stia muovendo: l’arcivescovo di Lione, il cardinal Barbarin, si starebbe infatti interessando per un ritorno dei monaci in terra algerina. C’è davvero da augurarsi che gli sforzi vadano a buon fine: sarebbe una testimonianza di cui ci sarebbe davvero bisogno.

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14 Risposte

  1. perché invece io proprio certe cose non riesco a perdonarle? Anche perché perdona che ti perdona, vedo che chi è perdonato lo prende non solo come un supporto, ma come un incoraggiamento a rifarlo.

    Un po’ questo Dom Christian lo invidio, se perdona veramente si sentirà libero e leggero.

  2. Beh, leggero Dom Christian lo è di sicuro in quanto ora è in paradiso. Ma leggi attentamente il suo testamento. Io ogni volta che lo faccio mi commuovo.

  3. lo sapevo che è morto, ma volevo dire prima!
    ” che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in paradiso, se lo vorrà Dio, nostro Padre comune. Amen.Insciallah.” questa è proprio carina, ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in paradiso…:)

  4. Ah, questo è anche il mio passaggio preferito. Dice tutto della gratuità della salvezza, e poi il buon ladrone è sempre stato il mio santo preferito. Sant’Agostino dice che è stato ladro fino alla fine: ha pure rubato il paradiso.
    Non male:)

  5. ahahah! L’ho sempre ehm sopettato che S. Agostino non fosse per niente scemo…!:)

    Certo che il problema della gratuità della salvezza mi mette sempre in un sacco di guai: ma perché uno fa tutto quello che gli pare, il peggio del peggio magari, si pente sinceramente all’ultimo secondo ed è perdonato? Allora noi che abbiamo ehm fatto la fila a fare?

    E anche la carità mi mette problemi, intesa come il perdono estremo e intesa come Provvidenza.

    Non che ci abbia pensato molto ma sono tutti problemi per me. Tutti misteri che non so assolutamente risolvere…

  6. Beh, credo che il Padreterno sappia riconoscere al volo i bluffatori.
    Credo che la chiave di tutto sia nella retta intenzione, pensaci e vedrai che ci giochiamo tutto lì.
    Quanto ai misteri, un mistero non è che sia tale perchè di quella cosa non ci capiamo nulla, ma perchè non possiamo abbracciarla per intero. E’ diverso.

  7. Certo, ed è questo che mi inquieta. Che Dio è un Grande Mistero.
    Così grande che in pratica ci capisco poco o niente. Cerco solo di mantenermi dritta, o come dici tu “retta” (intenzione).

    Ma è dura per me non capire, io che devo sempre capire tutto e da molti lati, sotto tutti gli aspetti possibili e immaginabili. Che analizzo e investigo fino a che la situazione non la percepisco chiara, netta, dai contorni definiti. Intelligibile insomma, con la testa e col cuore, se possibile.

    Tu sembri sempre avere molte certezze o, almeno, le essenziali. E’ una gran bella cosa. Anche il tuo amico Don Tommaso, nonostante il nome, sembra averle.:)

    Quanto ai ladroni, anche io se fossi sulla croce e stessi per rendere l’anima al Signore mi pentirei di tutto, scusa! Bello sforzo…!
    Voglio dire, tanto che ci perdi? Meglio pentirti sinceramente e vai sempre bene…:)))

    Il punto del pentimento è stato frutto di una bella discussione col mio direttore ad Harvard, ateo e alquanto cinico, ma persona onesta — e quindi, studiando quello che studiamo, ovviamente il problema non lo evitava. Intendi, non che sia stato il ns problema, non siamo teologi o affini, però c’è. Si pone.

    Diceva sempre che il Cristianesimo è una religione molto comoda…:) In effetti concordo.

  8. Non sono mica tanto d’accordo con la storia dei due ladroni, sai. Pensaci un attimo: la cosa più naturale sarebbe stata fare quello che ha fatto l’altro: sfidare Gesù a salvarlo. Era una vita che “rompeva” con questa storia di essere figlio di Dio, beh, ora poteva dimostrarlo salvando se stesso e lui, no?
    Invece l’altro cosa ha fatto? Ha visto un povero uomo in croce esattamente come lui (perchè tale si dimostrava Gesù) e ne ha avuto fede come se fosse stato Dio. Se non è fede questa!
    Quanto alla comodità del cristianesimo, direi che più che una religione comoda, è umana, profondamente umana. Quindi, proprio per questo, divina.

  9. donmo, DIo non ti ha detto perdono fino a qui, e qui no, questo è il limite: perdona tutto, se uno si pente sinceramente (e quindi chiede perdono).

    Questo è il sublime, e questo è il comodo. Ai miei occhi, ovvio.

  10. p.s. non discuto sulla fede, discuto sul fatto che si può far tutto, certi che se ci si pente sinceramente si sarà perdonati.

    Io non sono d’accordo. Come quelli che commettono crimini terribili e poi dopo pochi anni di buona condotta e un bel pentimento escono: non sono d’accordo. La pena la devono scontare, altrimenti senza certezza di pena non c’è né deterrente né punizione. E senza punizione si può far tutto, sapendo che presto si verrà “condonati”. Quindi, in una società non ci sono regole fisse e chiare e senza regole vince “la regola”, o meglio il capriccio, del più forte, del più furbo ecc: le regole proteggono i deboli, non condonano i prepotenti.

    Ecco, per me il pentimento e il perdono divino sono uguali. Certo, non sta a me giudicare, ma mi pare che se fosse così sarebbe un Dio molto comodo.

    Il punto non è il carceriere, il punto è la società.

  11. Boh, non confondere i due piani: un conto è il livello statuale, un conto è il livello divino. Ovvio che (a meno di non trovarsi in uno stato teocratico) nessun giudice passerebbe con disinvoltura da uno all’altro.
    Comunque sono questioni davvero complesse e affascinanti. Ci si è esercitato molto Gustavo Zagrebelsky, giurista, ex-presidente della Corte Costituzionale e persona di grande levatura morale e giuridica.

  12. già, dimentico che ho studiato a lungo (e insegnato) legge religiosa (cioè laica applicata al mondo laico ma fondata sulla religione) e che nelle “mie” religioni i livelli sono confusi, almeno fino a qualche annetto fa lo erano..
    Ah sì lo conosco Zagrebelsky.

  13. cmq non capisco la legge divina, è troppo al di sopra della mia portata..

  14. Ancora non la capisco neppure io, ma non dispero!

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