Cattolicesimo nel Sud del mondo: un’interessante analisi di John Allen

Quello di John L. Allen Jr. è un nome poco noto, al di là di una ristretta cerchia di addetti ai lavori, almeno in Italia. Ed è un peccato. Prestigioso commentatore del National Catholic Reporter, vaticanista della CNN e della National Public Radio, Allen è uno di quei giornalisti che non scrivono mai cose banali. Un suo corrispettivo italiano poteva essere (per dire) Sandro Magister, se non fosse inacidito come uno yogurt andato a male.

Questa premessa per dire che anche l’ultima analisi di Allen è da leggere dalla prima all’ultima riga. In sintesi, il giornalista americano dice che alcuni recenti viaggi in Africa e in America Centrale lo hanno fatto arrivare a due conclusioni riguardo al cattolicesimo e a come lo stesso viene vissuto nel Nord e nel  Sud del mondo. La prima è che la scarsa frequenza alla Messa, nel Nord è generalmente indice di secolarismo e che le pratiche religiose non sono ritenute una priorità, mentre nel Sud è indice della carenza di preti. La seconda conclusione cui Allen è arrivato è che quando i cattolici del Nord sono in crisi con la Chiesa, diventano non praticanti, mentre quelli del Sud diventano Pentecostali. Il vaticanista esemplifica poi prendendo come modello l’Honduras, da lui recentemente visitato e che da Paese pressoché interamente cattolico fino a pochi anni fa, ora fa registrare ora un 35% di protestanti.  Davvero un’analisi molto interessante.

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