Grande festa a Roma per i 40 anni di “Dio è morto”

Grande festa stasera a Roma, presso il locale La Palma, per i 40 anni di “Dio è morto”, la celeberrima canzone di Francesco Guccini, portata al successo dai Nomadi e da loro incisa proprio nel 1967. Il brano rappresentò un vero e proprio caso nel panorama musicale e sociale italiano (oltre che in quello religioso, ovviamente) in quanto, giudicato blasfemo, fu censurato dalla Rai e trasmesso invece da Radio Vaticana, anche perché pare piacesse molto allo stesso Paolo VI. Oltre che strimpellato in migliaia di parrocchie durante la celebrazione della Messa. “Aggiunsi una speranza finale non perché la canzone finisse bene, ma perché la speranza covava veramente – spiega Guccini -il brano è stato una spallata presessantottesca, sentivamo che tante cose dovevano essere cambiate per riedificare con Dio, che non è il Dio della religione”. Non c’è dubbio, non sono semplicemente i 40 anni, ma i *primi* 40. Sul sito del celebre cantautore è disponibile un video che lo vede impegnato nell’esecuzione.

Olanda: al via la nuova Arca di Noè

Se non avete ancora prenotato le vostre vacanze estive (io purtroppo ho provveduto da poco, se non ci avrei fatto un pensierino) e avete voglia di qualcosa di veramente alternativo, proprio della serie “via dalla pazza folla”, perché non chiedete a Johan Huibers di portarvi con sé? Chi è costui? Come raccontano le cronache, si tratta nientemeno che del nuovo Noè, che nella cittadina olandese di Schagen sta costruendo addirittura la nuova Arca. L’inventivo imprenditore olandese ha pensato proprio a tutto: «E’ lunga 150 cubiti (ovvero la misura di lunghezza più comune dell’antichità, la quale corrisponde a circa 44,5 centimetri) e alta come un’abitazione di tre piani», ha dichiarato infatti. Dice che l’idea gli è venuta dopo aver sognato che l’Olanda sarebbe stata sommersa dalle acque. Sono passati pochi anni da quel sogno, e il problema sembra essere esattamente l’opposto, ma un novello Mosè si potrà mai far frenare da certi dettagli?

Latinoamericani e fede negli USA: i risultati di un interessante studio

I latinoamericani stanno trasformando il panorama religioso americano, specialmente per quanto riguarda la Chiesa cattolica, non solo a motivo della loro crescita numerica, ma specialmente per le modalità con cui praticano la propria fede cristiana. È questo il risultato cui è giunto un interessante studio (se ne è occupato tra gli altri anche il Washington Post) reso pubblico dal Pew Hispanic Center. Lo studio è stato condotto su di un totale di oltre 4000 ispanici tra l’agosto e l’ottobre del 2006 ed ha dimostrato come due terzi di essi siano fedeli della Chiesa cattolica mentre un piccolo numero –anche se in crescita crescente- si è convertito al protestantesimo evangelicale. Un dato che salta agli occhi è che circa un terzo dei cattolici americani sia ispanico e che circa la metà di essi si consideri appartenente alla corrente carismatica del cattolicesimo. Il sommovimento in campo religioso ha ripercussione anche in quello politico: sempre secondo lo studio, infatti, i latinoamericani di fede protestante votano repubblicano ed appoggiano le scelte del presidente Bush in maniera maggiori di quelli di fede cattolica.

Labirintando nella cattedrale

Che se poi il gioco precedente vi avesse stressato, provate a rilassarvi con il Cathedral labyrinth.

Bertinotti: bacchettate sulle ginocchia per la visita al Monte Athos

È domenica, magari avete qualche tempo da dedicare ad un giochino, no? Non si vince nulla, però prometto che ci diverte. Allora partiamo. Premessa: la scorsa settimana il presidente della Camera Bertinotti ha realizzato un suo sogno visitando il Monte Athos. Ne abbiamo accennato anche noi. Ora, questo suo viaggio è stato oggetto di una pesante critica. Il giochino consiste appunto in questo: leggendo, cercate di immaginare chi è l’autore della stroncatura: L’Osservatore Romano? Il quotidiano cattolico Avvenire? Voi leggete che poi ve lo dico, ok? Partiamo:

Charles Eugène de Foucauld è un beato della chiesa dal 2005. E’ più noto per aver fondato i Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle e per il suo apostolato in Marocco e in Algeria dove viveva. Venne assassinato per futili motivi da dei ribelli nel dicembre 1916, sulla soglia del suo eremo. Nella prima parte della sua vita era stato militare e assai irregolare nella condotta, fino alla conversione. L’incontro con il Cristo avveniva nel silenzio estremo, nel «deserto». I tuareg lo apprezzava e lo chiamavano «fratello Carlo di Gesù». Un’esperienza mistica, in mezzo ai poveri che non pretendeva di convertire, ma cui donò una traduzione in lingua tuareg del Vangelo e una versione del catechismo. Qualcosa di abbastanza diversa dal popolarissimo monte Athos, dove i turisti sono ben accolti, i liquori anche, Internet pure, ma la televisione no, e specialmente le donne sono tenute fuori, come ha giustamente fatto notare in diretta una giornalista del Tg1. Il Piccolo Fratello difficilmente avrebbe accolto un tipo come Fausto Bertinotti che arriva dall’Italia con un aereo privato, con l’addetto stampa e la televisione al seguito, se non altro perché l’esperienza personalissima della meditazione è fatta di contatto diretto con la parola di Dio e per sua natura rifugge dalla spettacolarizzazione. Si fa e non si dice, e poco vale la spiegazione dell’ufficio stampa che quei filmati serviranno a futura memoria della Camera dei Deputati. Persino il presidente Irene Pivetti, prima maniera, aveva un altro stile. Che la religione esibita o l’ispirazione mistica siano oggi parte della costruzione del proprio personal brand non deve stupire, purtroppo.

Allora, ci siete arrivati? No, né Osservatore RomanoAvvenire, bensì Franco Carlini sul Manifesto (oltre che sul suo sito). Vatti a fidare degli amici, verrebbe da dire. Anche se, detto in confidenza, qualche buon fondamento le critiche ce l’hanno eccome.

Bach e Dio

Sul numero in edicola di Classic Voice (una splendida rivista che incredibilmente sembra non avere un sito web, né sembra averlo la sua casa editrice) ritrovo questa citazione di E. M. Cioran, che conoscevo, ma si era infilata in qualche recesso della memoria e ora è tornata fuori:

“Mentre ascoltate Bach vedete germinare Dio. L’opera di Bach è generatrice di divinità. Dopo una cantata, un oratorio, una Passione, Dio deve esistere. Altrimenti tutta l’opera del Kantor non sarebbe che un’illusione lacerante”.

Bellissimo. Specie se ci si pensa ascoltando Bach.

Domande per il Dalai Lama?

Il prossimo 6 maggio il Dalai Lama sarà a Chicago (ci sono ancora biglietti disponibili, se qualcuno fosse interessato) ed è possibile porgergli domande compilando l’apposito form contenuto nel sito appositamente approntato per l’occasione.