Chi comanda in TV? I pubblicitari: parola di cappuccini

“Che progetto segue la televisione italiana? Quello dettato dalla ‘mannaia dei pubblicitari’”. E ancora: “Esiste oggi un ‘progetto editoriale’ nella e della televisione italiana, pubblica e privata? Episodi così dimostrano che l’unico progetto editoriale è quello dei pubblicitari”. Chi è che parla così? Il pvesidente della Cameva Bevtinotti? L’Onorevole Wladimir Luxuria? Acqua. Nientemeno che quei rivoluzionari di frati cappuccini che fanno capo alla casa di produzione televisiva Nova T, e che quindi, essendo del mestiere, sanno cosa dicono. A provocare l’ira funesta dei serafici padri lo slittamento all’ultimo momento della fiction su don Di Liegro, di cui abbiamo parlato, dalla rete ammiraglia di Mediaset, Canale 5, a Retequattro. Cosa che ha fatto slittare lo share al 7,6%, che per una trasmissione di prima serata non è certo il massimo. Hanno ragione da vendere, i padri. Del resto, si sa, la verità è rivoluzionaria, che non è un detto evangelico, ma di uno che la sapeva lunga.

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10 Risposte

  1. 1) in Italia i bei lavori si ottengono quando fai il pubblicitario, se sai vendere e far vendere. Se curi le public relation e così via. Vedi i primi blogger di Blogbabel.
    La professionalità tecnica o umanistica, la professionalità in un ramo del sapere insomma, assolutamente non paga.

    2) La verità ti fa male, lo diceva anche Caterina Caselli. La mia migliore amica, che conosci, mi diceva sempre, dato che io tendo a cantarle chiare se occorre, “attenzione che la verità è sempre scomoda.” E quindi, mi voleva dire, anche io diventavo scomoda. Cosa verissima…
    😦

    3) Il mio parroco, uomo che per certi versi non apprezzo perché è ruvido e non ama né piante né animali, ma ha uno spirito pratico invidiabile ed è uomo assolutamente secco, onesto e retto, quindi ogni tanto ci chiacchiero e mi riporta ad una visione più concreta della vita, una volta ha fatto una predica dicendo che gli unici che Gesù non ha perdonato sono gli ipocriti, sbattendoli fuori dal tempio. (te la riassumo, ha detto molto di più..)
    Ecco, la verità è contro l’ipocrisia.

    La pubblicità è una forma di ipocrisia + contro la verità, perché non necessariamente la rispecchia. Anzi, spesso la altera o la tace.

    Ergo, i buoni frati hanno ragione da vendere!
    Ma con la pubblicità però…!:)

  2. rettifico: gli unici peccati/peccatori che non ha tollerato sono gli ipocriti. E che non ha perdonato.

  3. Già, hai ragione. I frati in effetti volevano stigmatizzare il fatto che la dittatura della pubblicità si imponga anche sui palinsesti, non tanto la pubblicità in se stessa (tanto è vero che se ne servono anche loro e pure bene).

  4. Buongiorno, mi chiamo Sante Altizio, lavoro presso la NOVA-T e sono l’autore della recensione in ogetto.
    Ciò che ci preoccupa è l’assenza di un progetto editoriale. Quale esso sia. L’unico riferimento “culturale” è la raccolta pubblicitaria. Troppo poco davvero.
    La pubblicità non è cattiva “in sè”, ma non le posso delegare in toto la scelta dei contenuti il sistema radio-televisivo.
    Non entro nel merito de “L’uomo della carità”, ma non si può non registrare l’improvvisazione con la quale Mediaset ha programmato la fiction.
    Ringrazio per l’ospitalità.

  5. Sante, scusami sai, ma col tuo nome il tema pubblicità/cappuccini c’entra proprio bene!:)

  6. Grazie a te, Sante.
    Boh,non rinunci mai alla battuta eh! Come ti capisco:)

  7. donMo, me l’ha tirata fuori di bocca scusa! Non è colpa mia, che devo fare??
    🙂

  8. Ora mi metto giù e penso a una di quelle penitenze come quelle che andavano una volta:)

  9. 🙂 in effetti… un nome, un programma 🙂

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