Tappeti e preghiere

In un suo bel post, Luisa Carrada cita un articolo apparso sull’inserto domenicale di Repubblica che parla di tappeti persiani. Lo scritto di Tahar Ben Jelloun e davvero molto bello a cominciare dal titolo: “Ho visto il cielo in un tappeto” (l’articolo è a pagina 12). Come spiega bene lo scrittore marocchino, infatti, esiste una strettissima correlazione tra questi oggetti (che per noi occidentali sono diventati dei semplici complementi di arredo) e la spiritualità. C’è solo un’imprecisione in un commento –forse dovuta ad una imprecisa conoscenza della materia- ma che siccome mi sembra abbastanza diffusa ho ritenuto opportuno segnalare: la postura classica della preghiera, per gli ebrei come per i cristiani, è quella eretta. Lo si spiega bene, tra l’altro, qui.

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2 Risposte

  1. L’articolo di Tahar Ben Jelloun è veramente bellissimo e ricco di spunti: grazie!!

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