Scomunica e penitenza per i piromani. Nel 1193

“Riproviamo con tutte le nostre forze e proibiamo con l’autorità di Dio e dei beati apostoli Pietro e Paolo la pessima malvagità devastatrice e abominevole di appiccare incendi”. E ancora: “Chiunque, dopo la promulgazione del nostro divieto, con intenzione malvagia per odio o per vendetta, avrà causato un incendio o avrà incaricato altri di provocarlo, o avrà prestato consapevolmente consiglio o aiuto agli incendiari, sia scomunicato”. Queste singolari disposizioni ricordate dall’agenzia Sir sono contenute un decreto del Concilio Lateranense II, tenutosi nel 1193. Evidentemente questa piaga (a dimostrazione che non vi è nulla di nuovo sotto il sole) era già viva allora. E non è tutto: “Se poi l’incendiario troverà la morte – aggiungono infatti i vescovi -, sia privato della cristiana sepoltura”. Anche l’assoluzione era condizionata al risarcimento “del danno arrecato”, previo giuramento di “non causare più alcun incendio”. In più, “per penitenza gli si imporrà di stare a Gerusalemme o in Spagna a servizio di Dio per un anno intero”. Dopo circa 800 anni gli incendi ardono ancora. E, soprattutto, nessuno ha più paura della scomunica.

 

“The God Dog Connection”: in libro sul rapporto tra animali e spiritualità

Ecco un libro che c’è da augurarsi trovi presto un editore anche in Italia. Ne è autrice Marti Healy, membro della Zionsville United Methodist Church, ed è carino fin dal titolo: The God Dog Connection. Personalmente non avevo mai pensato che i tue termini fossero l’anagramma l’uno dell’altro. Marti racconta che l’idea di scrivere un libro dedicato al rapporto tra i nostri amici quattrozampati e la spiritualità le è venuta osservando il suo gatto Sparkey e il suo cane (ora defunto) Pookey, in particolare la loro capacità di starsene seduti tranquillamente in contemplazione. Sembra che ora l’idea di coinvolgere maggiormente i pets nella vita delle chiese abbia contagiato anche un’altra congregazione protestante, mentre il cattolicesimo sembra purtroppo ancora troppo restio a procedere speditamente in tale direzione. Ma ovviamente non esistono solo animali “cristiani”. Questo bellissimo gattone buddhista sta lì a dimostrarlo.

Un fine settimana all’insegna dell’ecumenismo e del dialogo tra civiltà e religioni

Prendono il via in questo fine settimana due importanti eventi, rispettivamente nel campo dell’ecumenismo e della dialogo interreligioso, molto diversi tra di loro ma ambedue molto interessanti. Nel primo caso ci si muove sul filo della teologia. Il Sae (Segretariato attività ecumeniche) infatti, propone a Cianciano, a partire da domenica prossima per concludere il 4 agosto, la sua consueta sessione di formazione ecumenica. Quella di quest’anno (la quarantaquattresima della serie) avrà come tema “Chiamati a libertà. Fede, Chiese, storia” e vedrà riuniti esponenti delle diverse confessioni cristiane per una settimana di conferenze, meditazioni bibliche, celebrazioni delle diverse confessioni e gruppi di studio.

L’altro evento si muove invece sul versante artistico. A Venezia si apre infatti la mostra “Venezia e l’Islam”, che in duecento opere ricostruisce mille anni di incontri e scontri tra questi due mondi all’apparenza lontanissimi ma che non hanno mai cessato di dialogare tra loro.

Israele e India: notizie in chiaroscuro per i mezzi di informazione cristiani

Notizie ambivalenti per quanto riguarda i mezzi di comunicazioni cristiani che operano in Paesi che non sono a maggioranza cristiana. Anzi, nei quali i cristiani sono nettamente in minoranza. La prima notizia, certamente negativa, arriva da Israele, dove una Tv via cavo, la Hot Cable Tv, sta progettando di staccare la spina a Daystar Tv, un’emittente cristiana. Motivi della decisione, che sembra prossima, sarebbero gli asseriti messaggi di proselitismo che l’emittente rivolgerebbe agli ebrei. La decisione sta comunque provocando molte polemiche e vedremo come andrà a finire. Intanto, il sito internet dell’emittente sembra già fuori uso e ciò non fa ben sperare.

Spostandoci in India, ecco che invece le notizie sono di ben altro genere. Un uomo d’affari musulmano ha infatti rilevato la maggioranza di un quotidiano cattolico edito nello stato del Kerala. Chissà se il nuovo editore avrà intenzione di cambiare la linea editoriale del giornale. C’è da augurarsi di no, e se le cose dovessero funzionare, difficilmente avverrà; del resto, pecunia non olet.

 

Posta bollente per Gianni Riotta: ora è il turno dell’informazione religiosa

Certo che la casella postale del direttore del TG1 Gianni Riotta, ultimamente, dev’essere decisamente affollata. Dopo le missive elettroniche e cartacee inviategli da Boh (tra parentesi: non vedo l’ora di leggerla e soprattutto non vedo l’ora di leggere la risposta di Riotta, visto che gli ho fatto da ghost writer) ora è il turno di un’altra missiva. Come informa Adista, infatti, una pepata missiva gli è stata inviata da un gruppo che si autodefinisce di utenti del TG1 della Rai e paganti il canone. Oggetto del contendere è il modo in cui il telegiornale ammiraglio della flotta Rai avrebbe affrontato la delicata questione che ha investito la diocesi di Los Angeles. “Potrebbe dirci”, chiedono i firmatari dell’appello, “se Lei sia sottoposto a censura, o se si autocensuri, preventivamente, su argomenti ‘caldi’ per il Vaticano; il risultato, comunque, per la gente, non cambia: il Tg1, nel campo dell’informazione religiosa, è a sovranità limitata”. Verrebbe quasi da dire che se il TG1 fosse a sovranità limitata solo nel campo dell’informazione religiosa, ci sarebbe quasi da stare allegri. Ma ora la questione è un’altra: Riotta risponderà o no?

 

PrayAbout: il social in versione “orante”

In piena era Web 2.0, non poteva mancare un’applicazione social applicata al campo delle preghiere. Per la verità non è la prima, ma PrayAbout.com (è di lei che ci stiamo occupando) sembra davvero una delle migliori del settore, almeno di quelle che hanno fatto finora la loro apparizione sul Web. Non manca proprio nulla: dopo aver postato (oddio, fa un po’ impressione scrivere così, ma così è) la propria richiesta di preghiera, gli altri utenti, con un apposito click, possono accendere una candela manifestando così la propria partecipazione alle intenzioni dell’orante proponente. Da notare che (come si capisce bene dall’apposita pagina) non si tratta di un sito specificatamente cattolico e neppure specificatamente cristiano, anche se questi ultimi, tra gli utilizzatori, sono in maggioranza, specie quelli di fede battista. Scorrendo le varie denominazioni religiose è possibile infatti scoprire davvero di tutto. La preghiera unisce, insomma. Almeno lo si spera.

 

Donne e religioni: è l’ora del “branco rosa”?

Una sessantina di donne chiuse in conclave per eleggere il Papa? Può essere pure una buona idea, ma a patto di sincerarsi che all’esterno della Cappella Sistina stazioni un’ambulanza, perché sicuramente finirà a borsettate. Qualcuno magari sarà tentato di liquidare con battute come queste le riflessioni sul ruolo della donna nella Chiesa che padre Eberhard von Gemminger ha affidato al Messaggero. E sarebbe un peccato, perché non di un Mister X qualsiasi si tratta, bensì del direttore dei programmi in lingua tedesca della Radio Vaticana. Lingua che, gioverà ricordarlo, è quella madre del Papa. Riflessioni davvero interessanti, peccato che poi lo stesso intervistato affermi di temere che «che questi sogni resteranno, appunto, dei sogni. Ma sognare fa bene e non costa nulla». In ogni caso, a proposito di donne e di sogni, anche il Dalai Lama ha qualcosa da dire. Come riporta il Corriere della Sera, infatti, afferma di sognarle spesso (anche se riesce sempre a respingere le tentazioni) ma soprattutto fa delle affermazioni importanti riguardo alla sua successione. «Non c’è alcun motivo cogente per cui la prossima guida politica e spirituale dei tibetani non possa essere di sesso femminile», afferma infatti. Qualcosa sembra si stia smuovendo, insomma, nel delicato campo donne-religioni. C’è solo da augurarsi che i passi in avanti non siano ostacolati dalle stesse donne, che, come a volte succede, sanno essere le peggiori nemiche di sé stesse.