Meditazione e digiuno per la mummificazione

Accipicchia, questa proprio non la sapevo. Magari qualche illustre orientalista era a conoscenza della cosa, ma io non ne avevo mai sentito parlare. Oggetto dello stupore è la pratica per diventare Sokushinbutsu, vale a dire la pratica seguita dai seguaci dello Shugendo, un’antica forma di buddismo e che consente di “mummificarsi in vita” (notasi le virgolette). Le tappe descritte nell’articolo sono davvero impressionanti, almeno per una mentalità occidentale. Come viene spiegato, in Giappone la pratica è stata dichiarata fuorilegge alla fine del Diciannovesimo secolo ma “nel 2001, nel villaggio di Ghuen, in Tibet, è stato ritrovato il corpo mummificato di un monaco buddista. Aiutato dalle temperature molto basse, il villaggio si trova a 4.284 metri di altitudine. Anche in questo caso il monaco si è lasciato morire di fame seduto per mesi nella posizione del loto, che è riuscito a mantenere fino ad oggi grazie a una fasciatura di juta”. Non esiste nulla del genere nel cristianesimo, l’unico accostamento che mi viene è quello con i monaci stiliti, ma sono fenomeni diversissimi. Comunque, il rapporto cibo – religione da sempre luogo a fenomeni interessantissimi.

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6 Risposte

  1. ahah!:) Grazie per l’illustre, che spero meritato.

    Veramente io sapevo che i monaci buddhisti si auto-mummificano sedendo in mezzo alla neve, in pratica, con temperature di diversi gradi sotto zero. Praticando delle speciali tecniche di meditazione non muoiono di freddo fino a che lasciano il loro corpo fisico per la fame. Ma rimangono intatti grazie al freddo, più che altro, niente bacche e erbe per la lacca.

    Ci sono tanti modi per morire e questo non mi pare uno dei più brutti. Loro ci credono fortemente e muoiono per un ideale. Meglio che morire miseramente magari facendo del male agli altri..
    Chi sono i monaci stiliti?

  2. Certo che anche questa è una pratica davvero estrema. Gli stiliti erano dei monaci che passavano la vita in cima a una colonna. Però mangiavano, anche se la posizione non era delle più comode.

  3. ah, non c’era qualche santo (che mi piaceva, ma non lo ricordo) che c’era stato sul deserto?
    O forse ho detto una castroneria….
    😦
    Ma sulla colonna stavano seduti diciamo comodamente? O in piedi? Mi pare una cosa molto molto scomoda…

  4. Forse ti riferisci a San Simeone lo Stilita che era il più *famoso* nel settore. Non so se stessero in piedi o seduti, ma esposti alle intemperie è poco ma sicuro…

  5. Ti consiglio la visione di “Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera” di Kim Ki-Duk. Alla fine il monaco zen fa un suicidio rituale con una sorta di “mummificazione”.

  6. Interessante quel film. Tra l’altro pieno di riferimenti simbolici e rituali che purtroppo, data la mia ignoranza in merito, non ho pienamente colto. La scena, per esempio, del tapparsi bocca e occhi con dei fazzoletti bianchi: non c’era forse scritto qualcosa sopra alla tela? Ma cosa?

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