SpiritualSeeds aderisce alla campagna “Free Burma”

Pur essendo da queste parti piuttosto allergici alle manifestazioni mediatiche, non si può in questa occasione, considerando la cosa una tantum, non aderire alla campagna Free Burma. Ci piace farlo con le parole di Claudio Torrero presidente del Centro Studi Maitri Buddha di Torino e direttore responsabile della rivista interreligiosa Interdipendenza: “Il radicamento nella dimensione interiore della preghiera e della meditazione può dare il coraggio di affrontare sistemi di potere dotati di una schiacciante superiorità materiale. La testimonianza dei monaci rappresenta un insegnamento che i credenti di ogni fede possono accogliere, che fa risuonare dentro ciascuno le corde che gli sono più proprie. Un insegnamento che si comunica a ogni essere umano, in quanto capace di riconoscere in sé, irriducibile a ogni condizione economica, politica e sociale, il nucleo spirituale della propria umanità”.

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Un nuovo disco, un nuovo tour (e una nuova vita) per Ornella Vanoni

“Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. Quiz in due domande. La prima: di quale citazione biblica si tratta? E qui la risposta è facile: si tratta  del venticinquesimo capitolo del vangelo di Matteo. La risposta alla seconda domanda sarà invece decisamente meno agevole: sulla home page del sito di quale cantante si trova la citazione suddetta? Per non stancare il lettore, sveliamo subito l’arcano: si tratta di Ornella Vanoni, di cui esce giusto oggi il nuovo lavoro, intitolato “La bellissima ragazza”. Pochi sanno infatti che la brava artista meneghina si è da poco convertita al cristianesimo nella sua forma evangelica ricevendovi in essa il battesimo. Testimonianza del nuovo corso della cantante è tra l’altro l’adesione data dalla stessa a Missione Possibile, una onlus legata al mondo evangelico che opera nei Paesi del sud del mondo. Per un’artista che giusto trent’anni fa (era il 1977) compariva sulle pagine platinate di Playboy istallando nei lettori pensieri non propriamente pii e devoti, si tratta di un cambiamento del quale darle atto e di cui ringraziarla per la testimonianza. Percorso per certi versi simile a quello di un’altra artista nostrana: Claudia Koll. Il tour di Ornella Vanoni partità dopodomani, domenica 30 settembre, dalla cittadina romagnola di Cattolica (che per una che è appena diventata evangelica sembra una beffa del destino, ma tant’è).

Chi vuole una seconda vita (almeno spirituale)?

La «Churches Advertising Network», un gruppo cristiano di comunicazione con sede nel Regno Unito, ha lanciato la sua campagna per il Natale 2007. Lo slogan della quale è particolarmente invitante, almeno da queste parti: “Want a second go at life?”. Anche il lettore più distratto avrà capito che ci troviamo di fronte a qualcosa che ha a che fare con Second Life. Infatti, la campagna medesima ha previsto la creazione di una vera e propria isola nel celebre mondo virtuale a disposizione dei cyber-fedeli. Simon Jenkins, un membro della società di comunicazione che è anche direttore dello spassosissimo (ma non solo) sito Ship of Fool, ha dichiarato che la popolazione di Second Life tende ad essere un po’ ostile verso le religioni organizzate e che il progetto tende a raggiungere tutte le persone che nella vita reale non hanno occasione di avere contatti con la cristianità. Certo che questi creativi della «Churches Advertising Network» devono essere proprio dei tipi originali, come dimostrato anche dalle loro campagne del passato. E comunque creativi lo sono di sicuro, molto più di certi creativi nostrani che rischiano di diventare la caricatura di sé stessi.

Costruire o demolire? Tempi duri per le chiese cristiane

Come riportato da Asia News, verrà inaugurata a febbraio 2008 la prima chiesa cattolica del Qatar. La notizia è degna di rilievo per diversi motivi. Uno è che la stessa verrà costruita su di un terreno donato dall’emiro Amir Hamad bin Khalifa Al Thanim, che in questi ultimi anni sta proseguendo sul cammino del dialogo interreligioso e che dal 2002 ha istaurato rapporti diplomatici con la Santa Sede. Un altro motivo di interesse può essere rappresentato dal fatto che la chiesa del Paese arabo sarà simile in tutto e per tutto a quelle di tutto il mondo tranne che per due particolari: in ossequio alle norme locali non potrà infatti avere né campanile né croce. Il fatto che nella chiesa stessa non potrà entrare chiunque lo voglia, ma solo i fedeli cattolici, rappresenta un altro aspetto interessante. Ma la notizia della prossima inaugurazione è forse ancor più interessante se messa in parallelo con un’altra che viene dalla Francia. Dove è in corso un accesissimo dibattito perché molte chiese vengono demolite per problemi finanziari legati alla loro manutenzione o, semplicemente, perché mancanza di fedeli che le frequentino (questioni tra loro legate perché se ci fossero i secondi non ci sarebbe il primo problema). In ogni caso la cosa, letta in parallelo, è davvero interessante: di là fa notizia una costruzione, di qua una demolizione.

Update: (già, dimenticavo: poi c’è anche il fenomeno delle chiese in vendita)

Assegnati a Londra i Christian Blog Awards

A Londra sono stati assegnati i Christian Blog Awards, in pratica i premi per i migliori siti cristiani. Questi alcuni dei premiati (alcuni davvero notevoli):

Miglior sito di una chiesa: King’s Church Manchester

Miglio sito per il settore “culto”: Worship Central

Miglior blog per il settore “under 25”: Unfurling Flower

Miglior blog nel settore “novità”: Krish Kandiah

Miglior sito per il settore “news”: Christian Today

Miglior sito per il settore “evangelizzazione”: Rejesus

Eh, sì, complimenti ai vincitori: alcuni siti e blog sono fatti davvero molto ma molto bene. (La foto è tratta dal set di Flickr dedicato alla premiazione).

Svizzera:dialogo interreligioso per immagini

Davvero molto carine queste due immagini tratte da una campagna del Gruppo di lavoro svizzero per il dialogo interreligioso. Questa:

E forse questa ancor di più:

Proprio vero che un’immagine (quando ben fatta, ovviamente) parla più di mille discorsi.

La fede del terzo millennio? Sarà in franchising

Cosa possono avere in comune Starbucks, McDonald’s e una chiesa cristiana? Di avere delle filiali in franchising. Fantascienza (anzi, fantafede)? Non se siamo negli States.

Da oggi a Milano per un mese la “Tenda del dialogo”

Inizia oggi a Milano un’iniziativa davvero interessante, fin dal titolo: “La tenda del dialogo”. Una volta tanto conviene citare direttamente l’articolo che riporta la notizia perché la cosa viene fatta in maniera esaustiva e corretta. Si tratta di “un mese di dibattito franco e diretto, fra laici, uomini di chiesa e operatori nel sociale. Con momenti di festa, con un grande concerto etnico e con un “cammino ecumenico” che nelle giornate del 9, del 16 e del 23 ottobre permetterà a chi lo desidera di conoscere i luoghi dove si trovano per pregare i cristiani, gli ebrei, i musulmani milanesi. Il 28 ottobre, la giornata conclusiva, all´Angelicum, con una tavola rotonda fra i leader delle fedi a Milano – gli islamici accanto ai rabbini, i monaci buddisti accanto ai monsignori della Curia – un coro e una preghiera comune “nello spirito di Assisi”, come insegnò papa Wojtyla nell´86. A lavorare al programma è padre Cesare Azimonti, responsabile da trent´anni del convento francescano di piazza Sant´Angelo dove fino a poche settimane fa c´era anche una delle mense dei poveri più frequentate di Milano. È stato Azimonti a coinvolgere tutti i soggetti della Milano che crede, dal “Forum delle religioni” – l´associazione all´interno della quale si confrontano cristiani, ebrei, musulmani e buddisti – alla Comunità Sant´Egidio, dalla Casa della carità di don Virginio Colmegna al Servizio per l´ecumenismo della Curia”. Bella idea che merita di essere esportata.

Tempi duri per i polli ebraici in occasione di Yom Kippur

I rapporti tra il mondo animalista e le religioni non sono sempre pacifici (anche se dallo stesso vengono a queste ultime dei doverosi riconoscimenti). Ma basti ricordare le polemiche che puntualmente accompagnano le feste pasquali o l’islamica festa del Sacrificio per constatare come l’incomprensione sia a volte realmente profonda. Non bastassero le polemiche con cristianesimo ed islam, stavolta è l’ebraismo a finire sul banco degli accusati. Come informa infatti l’agenzia Israel Infos, Ety Altman, presidente di “Lasciate vivere gli animali”, ha dichiarato di essere appoggiato dal Rabbino Ovadia Yossef nella sua campagna contro le “Kaparot”. Si tratta di una consuetudine consistente nel sacrificare a scopo espiatorio dei polli in occasione di Yom Kippur. “E’ ai polli che si dovrebbe chiedere perdono per il Kippur”, ha dichiarato Altman. Personalmente, chiedere perdono non saprei, ma un occhio di riguardo per i poveri polli (in questi tempi in cui persino ad un tacchino americano viene concessa la grazia –due quando il presidente è di luna buona– per la festa del Ringraziamento) bisognerebbe davvero averlo.

Prosperini, la Croce e il Crocefisso

Ma come ha fatto a sfuggirmi una cosa simile? Vediamo di rimediare. Narrano dunque le cronache che lo scorso 14 settembre (data scelta non a caso: era la festa della Esaltazione della Santa Croce) presso il milanese Palazzo delle Stelline è iniziata la mostra “Civiltà del Crocefisso” promossa dall’assessore regionale lombardo al turismo Pier Gianni Prosperini. Il quale ha dichiarato di considerare <<la Croce come simbolo “dell’amore che libera e della morte della morte” (sic) racchiude e incarna contemporaneamente la somma di tutte le sofferenze di Gesù Cristo e la speranza e la promessa della salvezza eterna.>> Parole da incidere nel marmo. Però al blogger (che per certe cose ha una memoria da elefante e non ha bisogno neppure di archivi elettronici) si è accesa immediatamente la classica lampadina. Prosperini? Sarà mica quel Prosperini le cui prodezze verbali in stretto dialetto lumbard sono state immortalate su YouTube a futura memoria? Sarà mica quel Prosperini che si dipinge quale “Baluardo della Cristianità, Flagello dei centri sociali e condottiero del Nord?”. Sarà mica quel Prosperini che ha usato parole di cristiana comprensione (“Ci vuole il modello Singapore: lo stendi sulla panchetta, ten ten ten, dieci nerbate. Inutile sporcargli la fedina penale: equivale a escluderlo dalla vita. Col marchio di Caino lo perdiamo per sempre”) verso i tossicodipendenti? Sarà mica quel Prosperini la cui proposta di garrotare i gay fece infuriare anche Fini? Ma è lui? No, perché altrimenti, povera Croce. E, soprattutto, povero Crocefisso.