Germania: la pluralità religiosa è una minaccia per la società

Dev’essere stato davvero interessante il convegno svoltosi nella giornata di ieri presso l’Università Gregoriana e organizzato congiuntamente dalla medesima Università, dall’Accademia Cattolica in Baviera e dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, sul tema “Globalizzazione e religione: sfide per la politica e per la Chiesa”. Peccato che i risultati cui sono giunti i convegnisti siano davvero scoraggianti, secondo quanto riportato dall’agenzia Sir. Un sondaggio citato durante i lavori ha fatto rilevare che solo una minima parte dei tedeschi (il 27% all’Ovest e circa il 20% all’Est) considera la possibilità di scegliere tra varie tradizioni religiose “un arricchimento”; al contrario, la pluralità religiosa viene intesa “come minaccia e fonte di conflitti” dal 72% dei cittadini della Germania occidentale e dal 68% della Germania orientale. “L’aumento della varietà della religione – ha spiegato ancora il relatore illustrando il sondaggio– in Germania non comporta un’offerta in positivo; al contrario, la popolazione la considera una minaccia per la società, e spesso prende le distanze da essa”. E ciò che è ancora più grave, forse, è che se un simile sondaggio venisse effettuato in altri Paesi europei i risultati non sarebbero poi molto diversi.

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3 Risposte

  1. Considera che la Germania ancora paga i debiti di guerra, mi pare, uno dei quali è il maggior numero di immigrati musulmani dei paesi occidentali. Berlino è la seconda città turca del mondo dopo Ankara.

    Chiaro che, come i miei amici tedeschi, si siano un po’ rotti ed esprimano un punto di vista “lievemente” chiuso.

  2. Credo sia un segnale importante… considerare la pluralità religiosa come “minaccia e fonte di conflitti” indica, soprattutto, che la religione viene vista, ormai, come una sorta di bandiera, alla stregua della croce sugli scudi dei templari o del grido inneggiante alla guerra santa dei musulmani. Forse la religione può essere anche questo, e forse a volte (troppe volte) lo è stata. Ma c’è da chiedersi se sia davvero giusto, questo… la religione è, secondo me, “espressione” di qualcosa che non può, non è, origine di conflitti. Il fatto che una religione possa “separare” (ogni scelta separa, discrimina tra possibilità… lo stesso Cristo ha parlato di spade, se non sabglio…) non vuol dire che debba minacciare. Se la pluralità religiosa è vista come minaccia è perchè le religioni stesse – chi le fa, chi le pratica e chi le predica – si sono concentrate troppo su quella spada, e un po’ meno sul “messaggio” che c’è dietro… e così, la gente si sente minacciata tra differenze che, anzichè strumenti di arricchimento sono diventati strumenti di guerra. Ma è un discorso molto complicato… e complesso, e non ho gli strumenti per sviscerarlo. Ma già solo che se ne parli è importante…

  3. Già, infatti è davvero tragico che la religione venga vista come una sorta di bandiera e che questa stessa bandiera venga usata per minacciare gli altri o per costruire barriere attorno a se stessi. E’ senza dubbio una involuzione, e il minimo che si possa fare è chiamare le cose con il proprio nome.

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