Suore o colf? La vicenda di Albano Laziale varca la Manica

Beh, devo fare davvero pubblica ammenda. Lì per lì avevo preso sottogamba la questione delle suore “cacciate” (notasi le virgolette, la questione è ancora controversa) dal vescovo di Albano perché si rifiutavano di fare le colf del parroco e del vice parroco. Come scrive Giacomo Galeazzi su La Stampa “le suore dovevano prestare servizio «materiale» ai due anziani sacerdoti presenti nella parrocchia. La richiesta è stata giudicata «inaccettabile» dalla superiora della casa generalizia di Lucca, e così il vescovo ha dato il benservito alle tre sorelle, nonostante i parrocchiani gli avessero chiesto, con una petizione che ha raccolto 1500 firme, di ritornare sui propri passi”. La vicenda deve avere comunque un suo spessore, se ora se occupa pure Ruth Gledhill, vaticanista del prestigioso Times, nel suo blog (e comunque Joe, autore del primo commento al post di Ruth, dev’essere proprio un bel birichino a farsi venire certi pensieri).

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2 Risposte

  1. i punti mi pare che sianoi due:
    1) se le suore erano costrette per un voto di obbedienza
    2) se erano pagate e messe in regola.

    Era un lavoro?

  2. Non so se la cosa può configurarsi come rapporto di lavoro, ma so che le suore (almeno quelle di ultima generazione) sono sempre meno inclini ai lavori domestici (non a torto, detto tra parentesi e sottovoce).

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