Olanda: Paperino “cacciato” dall’Arca di Noè

Non ci crederete, ma hanno espulso Paperino dall’Arca di Noè. Beh, messa così, in effetti, sembra una battuta, ma la cosa è vera, anche se merita una spiegazione. Tutto parte da Johan Huibers, un ingegnoso olandese (ne abbiamo parlato tempo fa) che si è messo in testa di costruire una copia della celebre Arca. Che sembra essergli venuta decisamente bene: anche se le dimensioni sono solo un quinto di quelle originali, il suo aspetto esteriore è tale e quale quello che siamo abituati a vedere nelle illustrazioni. Huibers e i suoi collaboratori hanno fatto quindi attraccare il veicolo natatorio noachico in diversi porti olandesi, compresi Amsterdam e Rotterdam, per mostrarlo ai bambini e spiegare loro la storia di Noè. Iniziativa lodevole, non c’è dubbio, solo che, a scopo didattico mostravano ai bimbi in visita all’Arca una clip tratta dal celebre Fantasia 2000 in cui compare il celebre papero disneyano. Apriti cielo. I membri di una chiesa Riformata locale hanno protestato per la presenza pennuta ed i membri dello staff dell’Arca, per evitare polemiche, hanno deciso di cassarlo. Peccato, però, il cartoon è davvero delizioso. E poi è così diseducativo Donald Duck? Mi sa tanto che le cose diseducative sono altre.

Urbino: una laurea honoris causa per mons. Ravasi, studioso della Bibbia

La Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” conferirà oggi a monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, la laurea ad honorem in Antropologia ed Epistemologia delle Religioni. La motivazione della laurea ad honorem, secondo quanto affermato dal Consiglio di Facoltà, parla di mons. Ravasi come di “una delle personalità più apprezzate e conosciute della cultura cattolica italiana” per l’eccellenza “dell’attività scientifica e la straordinaria capacità di alta divulgazione dei temi biblici”. Il titolo della lectio magistralis che mons. Ravasi terrà in occasione del conferimento della laurea è infatti: “La Bibbia come grande codice della cultura occidentale”. Alcuni scritti, divulgativi ma interessanti, del neo-laureato si possono trovare qui. È davvero una bella notizia, questa della laurea ad honorem a mons. Ravasi, prima di tutto perché se la merita in toto (visto che alla Bibbia ha dedicato circa 150 volumi) e poi perché l’università marchigiana ha l’opportunità, conferendo questa, di lavare l’onta di altre lauree conferite recentemente con forse qualche (si noti la delicatezza) superficialità.

Amartya Sen, il terrorismo internazionale e le religioni

“Il dialogo tra le religioni non argina l’odio”: un titolo così non poteva ovviamente non attirare la mia attenzione. E in effetti, l’articolo che il premio Nobel Amartya Sen ha pubblicato sul Corriere della Sera merita la massima attenzione. Con qualche però. L’economista indiano prende le mosse da un rapporto, denominato “Un cammino civile verso la pace” e redatto dalla Commissione del Commonwealth, che ha il compito di indagare le cause del terrorismo internazionale. Parlando della questione delle identità, Sen scrivi che “persino l’immane violenza scatenata dalla Prima guerra mondiale, che costrinse tanti europei a partecipare da protagonisti consapevoli a una guerra inutile, si giustificava esaltando le identità nazionali, a scapito di tutto il resto. Oggi, l’effetto dirompente di una priorità così esasperata scaturisce sempre di più dall’affermazione di un’identità religiosa, anziché nazionale, ignorando tutte le altre eventuali appartenenze”. Osservazione ineccepibile e riguardo alla quale è difficile fare obiezioni. Poi però l’autore prosegue affermando che “persino il voler instaurare un «dialogo tra le religioni», che per quanto animato da buone intenzioni resta sempre piuttosto angusto (benché molto in voga in questo momento), rischia di minare seriamente altri tentativi civili, che si ricollegano a lingua, letteratura, espressioni culturali, politiche nazionali e interazione sociale capaci di aiutare gli individui a sottrarsi allo sfruttamento delle differenze religiose, perché questo ben presto minaccia di scalzare tutte le altre affiliazioni”. Cioè, pare di capire (anche se questo si comprende solo dall’insieme dello scritto) che l’autore auspicherebbe l’eliminazione di tutte le differenze (comprese, è questo il punto, quelle religiose) perché solo questo aiuterebbe a superare l’odio e la violenza montanti nel mondo. Magari questa è una semplificazione. Magari ho capito così solo io. Magari non era questa l’intenzione di Sen, però sarebbe bello discuterne con lui e si tratta di uno scritto davvero interessante.

Animali e religioni tra Oriente e Occidente

Davvero carinissima (e quindi meritevole di rilancio) questa cosa segnalatami da Boh dei cani onorati in Nepal in occasione della festa di Tihar. Anzi, con l’occasione “smaltisco” un po’ di materiale relativo al rapporto “animali – religioni”.

Può succedere che i nostri pets ci lascino anticipatamente. Come ricordarli in modo adeguato? La Pet Tribute Creations viene in nostro soccorso: con neppure 20 dollari (e ricordiamoci il favorevole cambio con l’euro) possiamo portare a casa un’illustrazione raffigurante il nostro animaletto scomparso tra le braccia di Gesù o della Madonna. Magari a qualcuno la cosa potrà sembrare kitch, ma siamo certi che Lui non sarebbe contrario.

È appena uscito in libreria «Gli animali del Vangelo raccontano…», del noto sacerdote – scrittore Alessandro Pronzato, particolarmente raccomandabile anche per la prefazione di Paolo De Benedetti, noto amico degli animali.

Il Los Angeles Times pubblica un articolo il cui titolo può far sobbalzare sulla sedia, ma il cui contenuto è davvero interessante.

E infine: avete mai pensato che a Natale potreste regalare un animale? Ma non un pet, bensì uno che serve per vivere alle popolazioni delle zone più svantaggiate del pianeta. Ecco un’utilissima guida per sapere come fare.     

Suore o colf? La vicenda di Albano Laziale varca la Manica

Beh, devo fare davvero pubblica ammenda. Lì per lì avevo preso sottogamba la questione delle suore “cacciate” (notasi le virgolette, la questione è ancora controversa) dal vescovo di Albano perché si rifiutavano di fare le colf del parroco e del vice parroco. Come scrive Giacomo Galeazzi su La Stampa “le suore dovevano prestare servizio «materiale» ai due anziani sacerdoti presenti nella parrocchia. La richiesta è stata giudicata «inaccettabile» dalla superiora della casa generalizia di Lucca, e così il vescovo ha dato il benservito alle tre sorelle, nonostante i parrocchiani gli avessero chiesto, con una petizione che ha raccolto 1500 firme, di ritornare sui propri passi”. La vicenda deve avere comunque un suo spessore, se ora se occupa pure Ruth Gledhill, vaticanista del prestigioso Times, nel suo blog (e comunque Joe, autore del primo commento al post di Ruth, dev’essere proprio un bel birichino a farsi venire certi pensieri).

Gran Bretagna: forti opposizioni al “cappellano multireligioso”

Negli ospedali è bene che ci sia un unico cappellano che si occupi dei degenti di tutte le confessioni religiose o è piuttosto meglio che ciascuna fede abbia il proprio? Vista dall’Italia, la domanda (e l’alternativa che la stessa pone) sembra davvero lunare. Così non è invece in Gran Bretagna, dove il governo di Gordon Brown (per motivi di bilancio, non certo ecumenici) sembra decisamente orientato verso la prima ipotesi. Per scongiurare la cui attuazione si è addirittura costituito un comitato formato da parlamentari di diverso schieramento politico denominato “All Party Parliamentary Group for Chaplaincy”. La cosa sta provocando diverse polemiche oltre Manica e sarà interessante seguirne gli sviluppi. Chissà che un giorno o l’altro anche in Italia vedremo un imam accostarsi al capezzale di una vecchietta con il rosario in mano. Oggi sembra fantascienza, ma domani?

Francia: un interessante sondaggio sull’avvenire del cristianesimo

Il quotidiano cattolico francese La Croix (che sia detto tra parentesi è un gran bel giornale) ha fatto realizzare dall’agenzia specializzata Ifop un sondaggio dall’impegnativo titolo di “L’avvenire del cristianesimo”. Interessanti i risultati, secondo i quali la maggioranza dei francesi ritiene che nella società attuale i cristiani “siano sufficientemente visibili”. Curioso che solo 4 francesi su 10 affermi di conoscere personalmente un amico o un vicino che sia “praticante” o “impegnato” nella vita della Chiesa. Per quanto riguarda le due principali missioni che i francesi assegnano alle Chiese per il 21° secolo, le stesse sono state individuate nella lotta alla povertà e in azioni per la pace nel mondo. Preoccupante (forse) che la maggioranza dei francesi (62%) si dica d’accordo riguardo l’ipotesi secondo la quale “tutte le religioni equivalgono”. In ogni caso, si tratta di un gran bello studio del quale sarebbe bello leggere l’equivalente nel nostro Paese.