Buon anno a tutti (che sia alternativo o no)

C’è anche chi trascorrerà una fine ed un inizio d’anno decisamente diverso dal solito, quindi è giusto dar conto dei principali eventi al riguardo. La Comunità di Sant’Egidio, insieme ad altre associazioni, organizza per il primo gennaio, Giornata mondiale della pace, una serie di manifestazioni in varie città d’Italia e del mondo. Sul sito della Comunità è possibile scorrere l’elenco degli eventi. Sempre nel segno della pace, stasera a Bergamo Pax Christi organizza la 40ª marcia nazionale per la pace. Scelta non casuale, quella di Bergamo, che già nel 1967 ospitò la prima edizione della marcia, voluta da padre David Maria Turoldo a Sotto il Monte, paese natale di Papa Giovanni XXIII. Spostandoci all’estero, a Ginevra è invece in corso il tradizionale “Pellegrinaggio di fiducia sulla terra”, promosso dalla Comunità di Taizé e che si concluderà domani, primo gennaio. Qui è possibile leggere e ascoltare un’intervista con frère John, della medesima comunità, che spiega senso e significato dell’iniziativa.
E ovviamente buon anno a tutti!

Un fine settimana d’arte tra scene bibliche e Ultime Cene

Per coloro che (beati) se ne possono andare in giro per mostre in questo fine settimana che è anche fine anno, ecco qualche suggerimento si spera utile. A Milano, nella Sacrestia di Santa Maria delle Grazie, sono esposti 42 diorami raffiguranti altrettante scene bibliche. L’occasione può anche essere utile per visitare la bellissima sacrestia fatta costruire da Ludovico il Moro in memoria delle moglie Beatrice. Sempre a Milano, al Cenacolo Vinciano (quindi ci si sposta di pochi metri) è in corso una mostra davvero originale dal titolo Ultime ultime cene. Sulla scia del capolavoro dipinto da Leonardo nel refettorio del convento milanese, alcuni artisti contemporanei si confrontano sul tema dell’Ultima Cena. A Formigine, nel modenese, è invece in corso la mostra “Lo spirito dell’arte”, che vede allineate alcune opere del collezionista di arte contemporanea Carlo Cattelani nel decimo anniversario della sua scomparsa.   

Spigolature natalizie

Allora, passato bene il Natale? Mentre le feste proseguono, ecco qua un po’ di notizie in tema. Evidentemente contagiato dal clima natalizio, il presidente iraniano Ahmadinejad ha scritto nientemeno che al Papa, auspicando che il 2008 “porti pace e tranquillità alla comunità internazionale sulla base della giustizia e della spiritualità”. Evidentemente il Natale in Iran dev’essere proprio sentito, se anche il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha voluto far sentire la propria voce. Gli inglesi sembrano invece sentire decisamente di meno l’atmosfera natalizia. Pare infatti che siamo stati di più i sudditi di Sua Maestà incollati davanti al pc per i saldi invernali (partiti proprio la notte del 24 dicembre) dei partecipanti alle funzioni religiose.  Decisamente meglio, quanto a partecipazione alle celebrazioni natalizie, sembra essere andata in Norvegia. E infine una notizia che proviene dagli Usa: ben l’82% dei cittadini americani afferma di essere membro di una chiesa cristiana. Ma quello che può sorprendere è il dato della partecipazione al culto e che cozza con l’idea che molti hanno di un Paese ormai completamente secolarizzato. Circa il 44% degli americani partecipa infatti con una certa regolarità alle funzioni religiose. Percentuale che in Italia non si è forse raggiunta neppure nel Veneto degli anni ‘60%.

Buon Natale a tutti in poesia!

E così siamo a Natale, che è anche il primo di questo blog, nato esattamente il primo gennaio 2007 e che quindi tra qualche giorno compirà il primo anno di vita. Tanti auguri di cuore a tutti coloro che sono passati di qui, a chi ha commentato e a chi è lo ha fatto silenziosamente. Per gli auguri, però, più che alle mie parole mi piace affidarmi alla poesia. Eccone quindi una bellissima di Margherita Guidacci che si intitola “Nato di povertà e d’abbondanza”:

 

Nato di povertà e d’abbondanza,

Amore, tu fanciullo scalzo

e ignudo che ci vuoi spogli

come te, ci distacchi

da ogni nostro possesso ed orgoglio,

 

ci rendi trasparenti e sottili

come le limpide acque in cui ci lavi

o il fuoco in cui ci raffini –

e solo allora riveli le tue ricchezze abbaglianti,

ci vesti di sapienza e di gioia,

ci ricolmi di beni inestimabili:

 

perchè il superbo e l’avaro

inciampano a ogni passo nei propri limiti,

ma un cuore umile e puro

non sarà turbato dall’infinito.

 

E di nuovo tanti auguri a tutti!

Auguri diversi: un buon Natale solidale con sottobosco.org

Don Marco Sanavio, giovane prete veneto, è davvero un autentico presbitero 2.0. Pioniere della presenza cristiana sul web, dopo essersi dedicato ai futuri sposi con un apposito sito loro dedicato, eccolo ora alle prese con la sua ultima creatura. Si tratta di sottobosco.org, che propone un concorso per video realizzati con i cellulari. “C’è un sottobosco di bene e di azioni solidali che vanno fatti emergere per diffondere la cultura della solidarietà e dell’attenzione ai più deboli – si legge nel sito – Perché non raccontarlo attraverso la tecnologia attuale e farlo diventare un messaggio di speranza?”. Per partecipare è necessario pubblicare su You Tube un video di massimo trenta secondi nel quale vengono formulati auguri per Natale o per il nuovo anno mettendo in primo piano i valori della solidarietà e poi registrarsi sul sito sottobosco.org. In premio ci sono ricariche telefoniche, cosa non trascurabile, visto quello che si spenderà per gli auguri. Ma la cosa più importante è fare auguri diversi dal solito. E allora, perchè non provare?

Nasce H2O News: la Chiesa on-line in otto lingue

Qualcuno magari, con scarsa fantasia, la chiamerà “Tele Papa”, ma in realtà il progetto della neonata H2O News è più vasto. Come si legge nel sito, il nome dell’iniziativa è dovuto al fatto che “‘H2O’ news è la formula chimica dell’acqua, elemento vitale. Questo servizio informativo vuole essere acqua, per ogni utente: un’informazione rinnovatrice, che sorge dalla fonte pura del Vangelo. Nella tradizione cristiana, l’acqua è simbolo di vita, di purificazione, di salvezza, e di rinnovata vitalità”. In concreto, si tratta di un servizio gratuito rivolto a televisioni, siti e radio cattoliche “affinché le parole del Papa e le notizie sulla Chiesa possano essere accessibili a tutti coloro che lo desiderino, anche alle realtà più povere”. Non manca uno spazio destinato agli utenti in cui i medesimi potranno pubblicare materiale autoprodotto. Insomma, un’iniziativa interessante che sarà bene seguire nei suoi sviluppi.

Italiani e religione: crescono identificazione e pluralismo

Nei giorni scorsi si è tenuto a Camaldoli un interessante convegno organizzato dalla rivista dei dehoniani Il Regno avente a tema “Il futuro del cattolicesimo italiano”. All’interno dello stesso sono stati i presentati i risultati di una indagine (dal curioso titolo de “Il praticante, il pellegrino, il convertito”) che vale qui la pena riprendere perché contiene dei dati su cui è bene riflettere. Mentre è in calo progressivo il numero dei frequentati chiese e altri luoghi di culto, la religione rimane comunque motivo di identificazione per ben il 60% degli italiani. “La secolarizzazione – come spiega uno dei responsabili dell’indagine – corrisponde ad una diminuzione dell’importanza della religione per il funzionamento di ruoli e istituzioni non religiose come lo stato e l’economia. L’esito però non è l’ateismo o l’agnosticismo: aumenta, infatti, la pluralità religiosa e il coinvolgimento delle persone in differenti pratiche religiose”. Quindi, da un lato pare che gli italiani si identifichino sempre più nel cattolicesimo (pur frequentando sempre meno le chiese) e dall’altro lato aumenta in offerta il cosiddetto “mercato religioso”. Due dati che sembrano in contraddizione, ma che non sono altro che due aspetti della complessità (e nell’aggettivo non vuole esserci nessuna nota negativa) della società attuale.

Gli auguri di Natale? Sono sempre più multireligiosi

Auguri auguri auguri. Buon Natale Buon Natale Buon Natale. Siamo circondati da auguri. Ne facciamo. Ne riceviamo. Ma come comportarsi se chi ci fa gli auguri di Natale non è cristiano? Come rispondere? Questione che si pone sempre più frequentemente, tra l’altro, nella nostra società via via più multiculturale e multireligiosa. Alla domanda si applica con un interessante post il gesuita Thomas J. Reese sul blog di argomenti religiosi del Washington Post. Reese afferma di preferire, ovviamente, il classico “Buon Natale”, ma se a rivolgergli l’augurio è un tale che indossa lo yarmulke preferisce rispondere con un più anonimo “Buone feste” o “Felice Hanukkah”. E questo non è da ritenere un qualcosa di politicamente corretto, ma semplicemente una questione di buone maniere. Allo stesso tempo, afferma ancora il gesuita, il 25 dicembre si celebra la nascita di Gesù, e il dire “Buon Natale” non implica automaticamente l’adesione alla fede cristiana. Questione interessante, davvero. Che io personalmente ho risolto così. Quando mi augura buon Natale un musulmano (per dire) rispondo: “Grazie! Anche a te!”. Così evito di dire direttamente “Buon Natale” a chi non è cristiano, ma rispondo agli auguri. Chissà cosa penserebbe Reese della trovata. C’è da scommettere che, da buon gesuita, ne sarebbe comunque intrigato.

Patti Smith e la spiritualità: in equilibrio tra ricerca del sacro e istinto

Qualche giorno fa segnalavo la notizia che Patti Smith sta effettuando un tour (peraltro gratuito) in alcune chiese italiane. Qualcuno si sarà magari stupito: ma come, Patti la rivoluzionaria che canta in chiesa? Ebbene sì, e ora un’intervista alla grande artista apparsa sul “Il Giornale” ( anche se il titolo è come al solito fuorviante) contribuisce a conoscere meglio il pensiero della rocker riguardo alla sua spiritualità. Alla domanda se non abbia paura della morte, Patti risponde: «No, perché so che c’è uno spirito che continua il suo viaggio se ti sei comportato bene sulla Terra. Alla fine ti ricongiungi con la tua essenza. Però ho intenzione di vivere a lungo, fare tante cose e veder crescere i miei figli». “È una visione quasi cattolica della morte”, chiosa l’intervistatore. Già, proprio così. «Il cielo –afferma ancora Patti- è la rappresentazione perfetta della vita. È una grande opera della natura e al tempo stesso uno spettacolo teatrale dove c’è la luna, le stelle, i pianeti, le costellazioni, gli astronauti, gli uccelli; anche i tuoi cari sono lassù. C’è tutto e il contrario di tutto, ci sono anche gli effetti speciali dati dai tuoni, i fulmini, i cicloni. È qualcosa da amare e da temere». Bella intervista davvero, tutta da leggere. E beato chi stasera sarà a Prato ad ascoltarla.

Gran Bretagna: giù le mani dal Natale, affermano i leader religiosi non cristiani

Chissà com’è andata realmente questa storia del piccolo alunno di una scuola elementare di Firenze cui sarebbe stato impedito di disegnare Gesù bambino perché così avrebbe offeso i fedeli di altre religioni. C’è solo da augurarsi che la cosa sia ingigantita (la fonte della notizia spingerebbe tra l’altro a pensare in tale direzione) ma se così non fosse, non rimarrebbe che constatare che a volte si è davvero più realisti del re e ci si fanno problemi anche a nome di coloro che non se li pongono. Basti guardare ciò che succede nel Regno Unito, dove ad ammonire “giù le mani dal Natale” non sono solo i fedeli cristiani, ma indù, sikh e musulmani, i quali invitano i cristiani britannici a godere della loro festa preferita senza temere di offendere i non cristiani. Vale la pena riportare l’opinione di Indarjit Singh, portavoce della comunità Sikh. “Ogni anno –afferma- mi si chiede- se mi oppongo alla celebrazione del Natale. È una domanda assurda: come sempre, io e la mia famiglia invieremo le nostre cartoline di auguri ai nostri amici cristiani e agli altri”. Appunto, non facciamoci problemi anche a nome di coloro che non se li pongono. E buon Natale a tutti in anticipo.