Politica e appartenenza religiosa: Romney 2007 come Kennedy 1960?

Era il lontano 1960 quando Robert Kennedy, candidato alle presidenziali americane, pronunciò un discorso rimasto celebre in cui affrontava le problematiche che scaturivano dalla sua appartenenza religiosa. Era infatti la prima volta che un cattolico arrivava ad un passo dalla Casa Bianca e qualcuno temeva che magari Kennedy potesse prendere ordini dal Vaticano. Nel suo discorso, il candidato cattolico disse tra l’altro di credere “in un’America dove la divisione dei ruoli della Chiesa e dello Stato è assoluta; dove nessun prelato cattolico indicherebbe al Presidente, se dovesse essere cattolico, come comportarsi e che nessun pastore protestante direbbe ai suoi parrocchiani per chi votare”. Gli americani gli credettero.

Bene, è passato quasi mezzo secolo ed ora c’è un altro candidato che deve vedersela con la sua appartenenza religiosa: Mitt Romney. L’appartenenza non è quella cattolica, stavolta, bensì mormone. La fede nella cui chiesa sta provocando ben più di qualche mal di pancia al candidato repubblicano, che pure avrebbe qualche chance di vittoria sugli altri pretendenti alle primarie appartenenti al proprio partito: Romney è infatti belloccio (o almeno appare così in TV e in foto, ma questo a volte basta) parla bene, ha esperienza politica e dispone di un discreto gruzzolo da mettere sul piatto della sempre più dispendiosa campagna elettorale americana. Ma l’handicap non è da poco: l’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (questo il nome ufficiale della fede mormone) è infatti invisa ad una larga fetta dell’opinione pubblica americana (quella che ovviamente non professa tale fede). Per fugare tutti i dubbi, Mitt Romney ha tenuto ieri un discorso (qui il video, qui il testo) che magari non passerà alla storia come quello citato sopra di Kennedy, ma che è comunque interessante. “La libertà ha bisogno della religione e la religione ha bisogno della libertà”, ha affermato tra l’altro rivendicando orgogliosamente che la sua fede religiosa non influenzerà la propria linea politica. Per concludere con un immancabile “God bless the United States of America.”. Gli americani gli crederanno? Alla risposta mancano solo pochi mesi.

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2 Risposte

  1. Devo dire che gli americani sono un popolo nettamente diverso da noi… terribilmente più estremo, non accettano compromessi e si prodigano con tutte le loro forze su quello che credono. Onestamente mi fanno paura ma, se indirizzati verso le strade giuste (riconosco che però è difficile e finora non è successo) possono essere persone brillanti…

  2. e dai: non sarai troppo drastico:) ?

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