Vattimo: meglio Fatima che certi atei

La rivista Reset (non è la prima volta che lo fa ed è auspicabile che non sia neppure l’ultima, visto che si tratta di contributi sempre interessanti) dedica un dossier ai temi della fede, della laicità e dell’ateismo. Sull’ultimo numero, i principali contributi sono quelli di Edoardo Boncinelli, Giancarlo Bosetti (che è anche direttore della rivista) il vescovo e teologo Bruno Forte, Francesco Margiotta Broglio, Telmo Pievani e Gianni Vattimo. Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, il contributo più interessante dovrebbe essere proprio quello di quest’ultimo. Il noto filosofo torinese se la prende, infatti, con un certo modo di vivere l’ateismo (posizione di per sé più che rispettabile) in maniera più dogmatica degli aborriti “papisti”, come notava tempo fa il sempre attento Enzo Bianchi. Ma ecco la citazione integrale: “Gli atei sono convinti di rappresentare la ragione illuminata moderna, quindi hanno una supponenza tutta loro, che è la grande difesa della mia fede. Io piuttosto che diventare come Dawkins –o come Flores d’Arcais o Odifreddi- sottoscrivo anche il miracolo di Fatima”. Già, ha proprio ragione il buon Vattimo. Purtroppo non esistono più, si potrebbe concludere celiando ma non troppo, gli atei di una volta.

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Gandhi: una lezione sempre attuale a sessant’anni dalla morte

Esattamente sessant’anni fa (era infatti il 30 gennaio 1948) il Mahatma Gandhi veniva assassinato. Logico, quindi, che le celebrazioni per l’anniversario della sua scomparsa, a motivo di questa ricorrenza “tonda”, assumano quest’anno un significato particolare. Tanto per cominciare, le ultime ceneri della Grande Anima verranno disperse oggi nel Mare d’Arabia. È interessante scoprire come ciò coincida anche con una ritrovata unità a livello familiare. A Bolzano è invece in programma un interessante convegno organizzato dal Centro per la Pace del locale Comune e che vedrà la presenza di qualificati relatori. Tra le cose più interessanti che si possono leggere in Rete per l’occasione, c’è un articolo di Mao Valpiana. Interessante soprattutto perchè mette in parallelo due aspetti della personalità gandhiana che raramente vengono considerati insieme: la sua religiosità e la sua laicità. Una lezione sempre attuale e da ripassare continuamente.

Alba: al via a marzo l’edizione 2008 dell’International Film Festival

È stato presentato il programma dell’edizione 2008 di Alba International Film Festival, che si terrà dal 7 al 12 marzo prossimo. L’Alba Film Festival nasce nel 2001 grazie all’Associazione del Cinema Spirituale con il nome di Infinity Festival e in origine ha avuto come lente di osservazione e d’indagine il linguaggio cinematografico e come campo la ricerca esistenziale dell’uomo contemporaneo. Quest’anno il cinema si confronta con la musica, la televisione, la filosofia, la religione e la scienza, sempre nel segno della ricerca esistenziale. Ma la rassegna piemontese ha allargato i suoi confini è non è più solo cinema, occupandosi anche di televisione, formazione, scrittura e musica. Qui ulteriori informazioni sull’interessante evento.

Rivisteonline.org: un importante aiuto per la ricerca teologica

 Davvero interessante il progetto appena varato dall’Istituto Teologico di Assisi. Si tratta di rivisteonline.org e rappresenta un unicum nel panorama multimediale italiano, trattandosi di una felice combinazione tra teologia e nuove tecnologie informatiche. Il sito offre, gratuitamente, la possibilità di consultare un ampio ventaglio di materiale sulle varie tematiche inerenti la teologia. È quindi possibile esaminare numerose riviste specializzate italiane (il cui numero è destinato ad aumentare) per avere informazioni sugli articoli pubblicati. Il risultato è quello di velocizzare (e di molto, abbiamo fatto una prova “sul campo”) la fase di ricerca, senza più bisogno di sfogliare intere annate in versione cartacea. Allo stato attuale sono a disposizione circa 65 testate per un totale di quasi 13.000 articoli editi dopo il 2000. Davvero un’ottima iniziativa che attende solo di essere potenziata.

 

Il Papa: urge una “info-etica” nel campo della comunicazione

È un vero peccato che, complice anche la crisi di governo che tracima da ogni pagina di giornale, il messaggio papale per la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali, pubblicato come ogni anno in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, non riceverà forse il dovuto rilievo. Peccato perchè si tratta davvero di un documento molto lucido del quale conviene estrarre qui un paio di passaggi a futura memoria. “Oggi, in modo sempre più marcato –scrive il Papa- la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede”. E ancora: “Si constata, ad esempio che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per ‘creare’ gli eventi stessi“. Chissà se a Bruno Vespa, con il suo contorno di modellini della villetta di Cogne e riproduzioni del bagno della casa del delitto di Perugia fischieranno le orecchie. Con ragione il Papa afferma quindi che “più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, un'”info-etica” così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita”. Sì, sarebbe davvero interessante che uno dei tanti talk show che infestano le televisioni dedicasse una puntata di approfondimento a queste tematiche. Speranza vana, temiamo.

Roma: un premio ecumenico nel nome di Paul Wattson

Mentre è in corso la Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani, viene consegnato oggi a Roma un premio davvero ecumenico. Si tratta del premio “Paul Wattson” che per il 2008 viene assegnato congiuntamente al Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e alla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc), i due organismi che da 40 anni hanno preparato e sostenuto la celebrazione nel mondo della stessa Settimana. Il premio “Paul Wattson” prende il nome dal promotore dell’Ottavario di preghiera per l’unità della Chiesa che si è celebrato per la prima volta nel gennaio del 1908 a Graymoor (negli Stati Uniti). Nel 1968, l’appuntamento prese il nome di “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” che da allora fu preparata insieme dai due organismi premiati dando così inizio a 40 anni di collaborazione ecumenica. La cerimonia si svolgerà oggi pomeriggio a Roma presso il Centro Pro-unione.

Faith Fighter: le religioni in combattimento in un videogame

“Faith Fighter è un picchiaduro per questi tempi oscuri. Scegli il tuo credo e spacca il (beep) a chi non la pensa come te. Dai sfogo alla tua intolleranza! L’odio religioso non è mai stato così divertente”. Mah. Basterà il disclaimer («Questo gioco non vuole arrecare offesa a nessuna religione in particolare») posto in home page per far sì che Faith Fighter, ultima creazione della Molleindustria, già specialista in giochi religiosamente iconosclasti, non venga equivocato? Il Corriere della Sera sembra convinto di sì. Personalmente qualche dubbio lo abbiamo, anche perchè il gioco, come spiega il quotidiano, “altro non è che un semplice picchiaduro, che ha però dei protagonisti eccellenti: Dio, Gesù, Ganesh, Maometto (presente anche nella versione censurata, ovvero con volto oscurato), Budda e – personaggio a sorpresa – Xenu, ovvero il dittatore extraterrestre che, secondo i fedeli di Scientology, 75 milioni di anni fa ha portato miliardi di alieni sulla Terra”. Insomma, il rischio che qualcuno scambi la fantasia per realtà esiste sempre. E vabbè che almeno è meglio che la violenza resti sullo schermo di un pc.

Davos: in aumento le divisioni tra Islam e Occidente

Domani prendono il via a Davos, in Svizzera, i lavori del Forum economico mondiale, che vedrà radunati nella cittadina elvetica fino al prossimo 27 gennaio i potenti della terra (a proposito, se avete qualche domanda da porre loro, potete farlo). Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, nel corso di questi meeting non si parlo però solo di economia, anche se la medesima rimane ovviamente sullo sfondo a tutte le discussioni. Particolarmente interessante è un sondaggio commissionato dal Forum alla celebre agenzia Gallup e i cui risultati verranno discussi nei prossimi giorni in merito allo stato dei rapporti tra Islam ed Occidente. I risultati del sondaggio, in verità, non sono molto confortanti: la maggior parte degli intervistati, infatti, ritiene che le divisioni tra Islam ed Occidente tendano ad aumentare. Il presidente del Forum, Klaus Schwab, definendo la cosa “allarmante”, ha con realismo denunciato lo “scarso livello di ottimismo riguardo al dialogo tra Islam e Occidente”. Ma si sa: il realismo è primo passo per affrontare con coraggio le questioni spinose.

Islam, sport e abbigliamento: una triade di difficile composizione per le donne

Sono davvero momenti difficili per le atlete che professano la religione islamica, e questo a motivo del loro abbigliamento durante le gare. I guai sono ancora maggiori se si pensa che, da un lato, c’è chi pensa che le medesime atlete siamo troppo vestite, dall’altro chi ritiene che lo siano troppo poco. Il primo è il caso di Juashuanna Kelly, una sedicenne americana, promettente mezzofondista, che corre con un body che le lascia scoperte soltanto le mani e il volto. In questo caso i guai non le sono venuti dai rappresentanti della propria religione, bensì da un forse troppo solerte giudice di gara che l’ha squalificata a motivo del proprio abbigliamento giudicato non consono alle gare. L’altro caso, apparentemente opposto, è quello di Sania Mirza, tennista indiana accusata, dai propri correligionari questa volta, di lasciare scoperte troppe parti del proprio corpo quando impugna la racchetta. “Guardate i miei colpi, non il mio corpo”, esorta quindi con ragione la tennista. Speriamo sia ascoltata. Sempre sul tema “islam – abbigliamento sportivo femminile”, c’è questa bella galleria fotografica del Washington Post e un articolo sul sito della Women’s Sports Foundation.

Paese che vai

Pur essendo il sottoscritto un fervente sostenitore del movimento ecumenico, oggi il medesimo è particolarmente lieto di essere cattolico.