Islam, sport e abbigliamento: una triade di difficile composizione per le donne

Sono davvero momenti difficili per le atlete che professano la religione islamica, e questo a motivo del loro abbigliamento durante le gare. I guai sono ancora maggiori se si pensa che, da un lato, c’è chi pensa che le medesime atlete siamo troppo vestite, dall’altro chi ritiene che lo siano troppo poco. Il primo è il caso di Juashuanna Kelly, una sedicenne americana, promettente mezzofondista, che corre con un body che le lascia scoperte soltanto le mani e il volto. In questo caso i guai non le sono venuti dai rappresentanti della propria religione, bensì da un forse troppo solerte giudice di gara che l’ha squalificata a motivo del proprio abbigliamento giudicato non consono alle gare. L’altro caso, apparentemente opposto, è quello di Sania Mirza, tennista indiana accusata, dai propri correligionari questa volta, di lasciare scoperte troppe parti del proprio corpo quando impugna la racchetta. “Guardate i miei colpi, non il mio corpo”, esorta quindi con ragione la tennista. Speriamo sia ascoltata. Sempre sul tema “islam – abbigliamento sportivo femminile”, c’è questa bella galleria fotografica del Washington Post e un articolo sul sito della Women’s Sports Foundation.

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8 Risposte

  1. Islam, sport e abbigliamento: una triade di difficile composizione per le donne

    Come deve abbigliarsi un’atleta che professa la religione islamica? Diversi casi occorsi negli ultimi tempi ripropongono la questione.

  2. Islam, sport e abbigliamento: una triade di difficile composizione per le donne « SPIRITUAL SEEDS

    Come deve abbigliarsi un’atleta che professa la religione islamica? Diversi casi occorsi negli ultimi tempi (nei quali le atlete senbravano vestite troppoo troppo poco) ripropongono la questione.

  3. Mi ricordo di un’atleta islamica che correva con lo chador siglato nike.. dove non arriva la religione o il buon senso arrivano gli sponsor

  4. Cosa cambia tra l’abbigliamento della Kelly e l’abbigliamento di questo atleta? http://www.repubblica.it/speciale/2006/olimpiadi/images/prima/01.jpg
    Perchè lei no e lui sì? Questione di temperature? O di pura e semplice intolleranza, nonchè mancanza di buon senso??

    Mah…

  5. Già, Fiorella, hai perfettamente ragione, anche se credo che il problema principale (triste a dirsi ma credo sia così) è che le atlete in questione siano donne.
    Stefano, già, speriamo almeno che un po’ dei proventi degli sponsor siano dedicati a finanziare corsi per combattere l’intolleranza.

  6. VORREI SAPERE SE UN ATLETA MUSULMANO, PUO’ BERE, DURANTE LE GARE CHE SI SVOLGONO NEL PERIODO DEL RAMADAM.

  7. Non ho mai affrontato l’argomento, ma credo di no.

  8. durante il ramadan, non si potrebbe ne bere ne mangiare, cualuncue posto o occhiasione si trovi, è permesso bere e mangiare SOLO ai malati e alle donne nel periodo della mestruazione, altri casi non ce ne sono, per affrontare il ramadan ci vuole una vera intenzione di farlo, se l’intenzione non c’è si farà fatica a svolgerlo…

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