Vattimo: meglio Fatima che certi atei

La rivista Reset (non è la prima volta che lo fa ed è auspicabile che non sia neppure l’ultima, visto che si tratta di contributi sempre interessanti) dedica un dossier ai temi della fede, della laicità e dell’ateismo. Sull’ultimo numero, i principali contributi sono quelli di Edoardo Boncinelli, Giancarlo Bosetti (che è anche direttore della rivista) il vescovo e teologo Bruno Forte, Francesco Margiotta Broglio, Telmo Pievani e Gianni Vattimo. Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, il contributo più interessante dovrebbe essere proprio quello di quest’ultimo. Il noto filosofo torinese se la prende, infatti, con un certo modo di vivere l’ateismo (posizione di per sé più che rispettabile) in maniera più dogmatica degli aborriti “papisti”, come notava tempo fa il sempre attento Enzo Bianchi. Ma ecco la citazione integrale: “Gli atei sono convinti di rappresentare la ragione illuminata moderna, quindi hanno una supponenza tutta loro, che è la grande difesa della mia fede. Io piuttosto che diventare come Dawkins –o come Flores d’Arcais o Odifreddi- sottoscrivo anche il miracolo di Fatima”. Già, ha proprio ragione il buon Vattimo. Purtroppo non esistono più, si potrebbe concludere celiando ma non troppo, gli atei di una volta.

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11 Risposte

  1. Vattimo: meglio Fatima che certi atei « SPIRITUAL SEEDS

    La rivista Reset dedica un dossier al tema della fede e dell’ateismo. Da segnalare uno scritto del filosofo Gianni Vattimo che stigmatizza un certo modo di vivere l’ateismo che risulta, alla fine, quanto mai dogmatico. Meglio Fatima che certi atei, c…

  2. Sono perfettamente d’accordo con Vattimo.
    Tempo fa mi sono ritrovata a parlare di qualcosa di simile proprio con una mia amica: chi, tra i sedicenti atei, ha la coerenza di esserlo fino in fondo, e quindi senza cadere nell’idolatria della verità-senza-Dio? La realtà, probabilmente, è più complessa, e risiede nei complicati percorsi interiori di OGNI uomo, anche di coloro che pensano di essere un mero agglomerato di molecole più o meno organizzate. E credo che la velenosa acredine di un Odifreddi e di quanti spendono tante loro energie contro la religione si spieghi solo nel fatto che qualcosa, in quelle stesse religione da loro ridicolizzate, li tocca nella loro sensibilità più profonda. La cecità di fronte a questo è ciò che mi infastidisce particolarmente, poichè sono queste stesse persone, poi, a voler spiegare ai “poveri” fedeli schiavi del “sonno dogmatico”, la loro concezione altrettanto dogmatica e intransigente del mondo.

  3. Già. Che poi l’ateismo ha una sua intrinseca nobiltà. Sono questi Talebani che ne fanno una caricatura. E’ davvero difficile da spiegarsi il perchè di un simile atteggiamento, forse un analista (ma dev’essere di quelli bravi) ne verrebbe a capo. Credo infatti che in molti casi ci sia alla base un conflitto irrisolto con i genitori (ovviamente la spiegazione non vale per tutti e per sempre, ma ritengo abbia una sua solida base).

  4. E’ vero, caro DonMo, non ci sono più gli atei di una volta. In compenso i preti sono, in abbondanza, sempre gli stessi: pedofili e pervertiti. Del resto, chi, sottoposto a divieti e umiliazioni di ogni sorta, non lo diventerebbe?

  5. Appunto, come volevasi dimostrare!

  6. Eh, già! Certo che anche la sua faccia…

  7. No. Senza offesa, ma sembra che stia dento un amplesso… O Santa Madonna che ho detto! Mi scusi, mi scusi

  8. Ah beh, davanti ad argomentazioni sì raffinate, alzo bandiera bianca e mi arrendo! Ma tu continua pure, non c’è problema. Prima però voglio dirti un’ultima cosa. Siccome ho capito chi sei (gli indirizzi IP, del resto, servono pure a qualcosa) segui il consiglio che ho dato più sopra, dai retta a me, vedrai che poi starai meglio.
    Dopo di che, passo e chiudo!

  9. …non lega con i commetni precedenti,si insomma,come i cavoli a merenda, ma a me la fede piace pensarla così,come ha scritto Bruno Forte…

    I campi erano arsi e screpolati dalla mancanza di pioggia. Le foglie pallide e ingiallite pendevano penosamente dai rami. L’erba era sparita dai prati. La gente era tesa e nervosa, mentre scrutava il cielo di cristallo blu cobalto.
    Le settimane si succedevano sempre più infuocate.
    Da mesi non cadeva una vera pioggia.
    Il parroco del paese organizzò un’ora speciale di preghiera nella piazza davanti alla chiesa per implorare la grazia della pioggia.
    All’ora stabilita la piazza era gremita di gente ansiosa, ma piena di speranza.
    Molti avevano portato oggetti che testimoniavano la loro fede. Il parroco guardava ammirato le Bibbie, le croci, i rosari.
    Ma non riusciva a distogliere gli occhi da una bambina seduta compostamente in prima fila.
    Sulle ginocchia aveva un ombrello rosso.
    Pregare è chiedere la pioggia, credere è portare l’ombrello.

  10. Non la conoscevo: bella 🙂

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