Pubblicità e sacro: una manifestazione a Losanna per approfondire l’argomento

Con colpevole ritardo, vedo che la città svizzera di Losanna sta ospitando un’interessante manifestazione dedicata al rapporto tra il sacro e la pubblicità. Dieu et la pub, questo il nome dell’evento, è iniziato nei primi giorni del mese di aprile e si concluderà nell’ultima settimana di maggio. Nel corso delle settimane losannesi, sono previsti incontri pubblici, convegni, esposizioni e concorsi, tutti dedicati a dipanare i rapporti tra il divino ed il mondo dell’advertising. In concomitanza con la manifestazione losannese, il sito della Radio Televisione Svizzera, sempre attento, ospita un servizio della trasmissione Segni dei tempi dedicato al rapporto pubblicità – religione. E in Italia, come siamo messi al riguardo? Una simpatica applicazione del linguaggio pubblicitario al sacro è quella del Rosario in grani, che fa il verso alle pubblicità dei medicinali pur non avendo, si assicura, effetti collaterali.

Indagine sulla Bibbia in Europa: presente nella case ma poco letta

Si tratta di un testo ritenuto di difficile lettura ma considerato dalla maggioranza della popolazione interessante. Poco letto ed utilizzato per la preghiera personale, ma presente nelle case. Si tratta della Bibbia, al centro di un’indagine condotta da Gfk – Eurisko, presentata in sala stampa vaticana (qui il comunicato ufficiale) e patrocinata dalla Federazione biblica cattolica, in vista del Sinodo dei vescovi che si terrà nel mese di ottobre e verterà sul tema della “Parola di Dio” nella vita della Chiesa. Si tratta di un’importante indagine condotta in 8 Paesi Europei (Regno Unito, Germania, Olanda, Francia, Polonia, Russia, Spagna, Italia) e negli Stati Uniti per “valutare il rapporto della popolazione adulta con le Scritture”. E’ stato preso in esame un campione rappresentativo ed ecumenico (cattolici, protestanti e ortodossi). Riguardo alla frequenza di lettura, dall’indagine emerge che negli ultimi 12 mesi ha letto almeno un brano della Bibbia il 20% della popolazione spagnola, il 27% degli italiani e il 36% degli inglesi. La percentuale si alza per i polacchi (38%) e per i russi (35%) fino a raggiungere la punta del 75% degli americani. Nella preghiera, si fa un ricorso alla Bibbia modesto rispetto al ruolo che le Sacre Scritture dovrebbero avere. Gli Stati Uniti rappresentano il caso più positivo con un 37% degli intervistati che prega utilizzando le Scritture. Questo valore resta alto anche in Polonia (32%) ma scende al 13% in Germania, al 9% in Italia e addirittura al 6% in Spagna. Nelle case di una larga maggioranza degli intervistati, vi è una copia della bibbia. L’unica eccezione è costituita dalla Francia dove meno del 50% degli intervistati ha in casa una copia della Bibbia. Risultati davvero molto interessanti, resta da vedere quale uso ne verrà fatto.

Chiesa e comunicazione: un seminario romano per i professionisti del settore

“Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia”: è questo il titolo di un interessante seminario che, organizzato dalla Facoltà di Comunicazione del Pontificio Ateneo della Santa Croce, prende il via oggi a Roma. L’iniziativa, cui parteciperanno circa 300 persone provenienti da più di 60 nazioni, è destinata ai professionisti che operano all’interno degli Uffici di Comunicazione della Chiesa. Nel corso dei tre giorni di seminario verranno anche esaminate alcune esperienze comunicative particolarmente significative: la campagna promossa dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti in favore della stabilità familiare, le trattative di pace e della lotta contro l’AIDS promosse dalla Comunità di Sant’Egidio e lo sviluppo di www.sqpn.com la rete cattolica di podcast più premiata nei People’s Choice Podcast Awards. Né può mancare, ovviamente, una visita alla Sala stampa della Santa Sede, cosa che per chi si occupa di comunicazione equivale ad una gita premio.

Federazione dell’Islam italiano: prime buone notizie (in attesa di sviluppi)

Un soggetto unitario con cui lo stato potesse dialogare da pari a pari. Questa è la mancanza che più si avvertiva in Italia nei rapporti con l’Islam. L’uso dei verbi al passato è purtroppo ancora solo un auspicio, in quanto le notizie che parlano della nascita di una Federazione dell’islam italiano sono ancora troppo vaghe. In ogni caso, qualche motivo di ottimismo esiste realmente. Il più importante è costituito dal fatto che ben sette firme sono state apposte sotto la “Dichiarazione di intenti” presentata alla stampa dopo un incontro con il ministro degli Interni uscente Giuliano Amato. “In quasi un anno di lavoro … abbiamo avuto conferma che è possibile la nascita di una Federazione dell’islam italiano”, si legge nella Dichiarazione, che cita tra le finalità del progetto “la regolazione delle moschee (e) la formazione degli imam”, e “garantire l’autonomia da ogni ingerenza di centrale straniera, rifiutare ogni collegamento con organizzazioni integraliste e marcare un confine netto nei confronti di ogni tipo di fondamentalismo”. Ora la palla passa alla politica, in particolare al nascituro nuovo governo e alla sua volontà di proseguire sulla strada del dialogo. Forse qui stanno i problemi maggiori, ma non è mai giusto fasciarsi la testa prima di rompersela.

Difensori dell’Occidente un po’ troppo zelanti?

Le religioni? “Tutte le religioni meritano rispetto e tutti i religiosi sono da rispettare, ma sono da rispettare in ogni angolo del pianeta e se in uno stato la nostra religione e i nostri religiosi non sono rispettati, tutti gli immigrati non Cristiani di quel paese sono da spedire al mittente e quindi devono essere espulsi”. La famiglia? “E’ necessario promuovere senza esitazione aiuti mirati, anche economici alle famiglie Cristiane, favorendo la nostra crescita demografica”. L’immigrazione? “E’ importante favorire l’integrazione, nel rispetto delle nostre regole democratiche, evitando assembramenti di immigrati in condomini, vie e quartieri, per scongiurare la nascita di ghetti, favorendo in questo modo l’integrazione vera ed il controllo da parte delle forze dell’ordine. Inoltre è oltremodo importante favorire l’eventuale immigrazione Cristiana piuttosto di altre”. Non sono proposte di un qualche futuribile membro del governo prossimo venturo, bensì ciò che si può leggere sul neonato sito Difensori dell’Occidente, che ad occhio e croce dovrebbe essere di estrazione evangelica. Cosa dire di una simile iniziativa? Fatta salva la buona fede dei proponenti, quella che desta più di una perplessità è proprio l’identificazione Cristianesimo – Occidente, con il rischio di fare del primo una religione esclusivamente civile. Senza contare che proprio l’identificazione suddetta è esattamente ciò che i nemici del cristianesimo rimproverano all’occidente. Insomma, l’eterogenesi dei fini è sempre dietro l’angolo.

Earth Day: anche le Chiese cristiane impegnate per l’ambiente

Oggi è l’Earth Day, la Giornata della Terra, ventiquattr’ore dedicate a riflettere su quanto può fare l’uomo per conservare l’ambiente in cui vive e per promuovere adeguate politiche di sviluppo. Le tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità sono da tempo al centro anche della riflessione delle chiese cristiane (non mancano neppure i tipetuti appelli papali al riguardo) che quindi celebreranno anch’esse, da par loro, l’Earth Day. Dimostrazione di questa accresciuta sensibilità (ma è solo un esempio tra i tanti) è l’istituzione da parte della Chiesa cattolica della Giornata per la salvaguardia del creato, celebrata il primo settembre e giunta nel 2008 alla terza edizione. Il tema di quest’anno sarà particolarmente attuale: Una nuova sobrietà, per abitare la Terra. E chi pensasse che sia tutto solo teoria verrebbe presto smentito. Esiste infatti uno stato sulla faccia della terra realmente ad impatto zero. Va beh, è piccolo e non inquina più di tanto, ma si tratta proprio della Città del Vaticano. E comunque, quando c’è di mezzo l’ambiente, nulla è solo simbolico.

Svizzera: due buone iniziative nel campo del dialogo interreligioso

Due buone notizie nel campo del dialogo interreligioso arrivano dalla Svizzera. La prima racconta della nascita a Lugano del Forum di dialogo interreligioso (Fodint). La cittadina ticinese non è stata scelta a caso: la stessa fa infatti registrare un 37% di popolazione di origine straniera e ben 132 nazionalità rappresentate. Il Forum nasce come organismo apartitico delle comunità religiose, associazioni e istituzioni per il dialogo nelle religioni e tra le religioni e rappresenta una delle sfide da cogliere rispetto all’evoluzione sociale di un contesto urbano in profonda mutazione. Attualmente fanno parte del Fodint i delegati delle seguenti comunità religiose, associazioni e istituzioni: Aharam – Circolo culturale Tamil, Associazione amicizia ebraico-cristiana, Associazione Ticino-Tibet, Baha’i , Comunità di lavoro delle Chiese Cristiane nel Ticino, Facoltà di teologia di Lugano e Lega dei Musulmani in Ticino. Fra le varie attività che il Fodint prevede di organizzare, si segnala la Settimana delle Religioni, prevista dal 2 all’8 novembre prossimi in oltre 40 città e comuni della Svizzera.

L’altra buona notizia che arriva dal Paese elvetico riguarda la nascita di Religion.ch, un portale d’informazioni religiose che intende dare un’immagine viva del panorama religioso svizzero analizzando i rapporti tra la società e le comunità religiose e ancora quelli tra religione ed economia, politica, diritto, arte, sanità, educazione, affari sociali e scienza. Peccato che il sito sia attualmente solo in tedesco, ma è comunque un buon inizio.