“Il Cielo e la Terra”: da stasera su Rai 3 si parla di religioni in seconda serata

Non capita spesso, purtroppo, di segnalare volentieri un programma televisivo. Per cui, quando c’è la possibilità, lo facciamo volentieri. La trasmissione in questione si chiama “Il Cielo e la Terra”, andrà in onda da stasera e per altri tre venerdì in seconda serata su Rai 3 ed è stato definito il primo talk show spirituale della televisione italiana. Ideato tra gli altri da Fabrizio Rondolino (ex Grande Fratello e autore di un romanzo che fece discutere e che quindi avrà l’occasione di scontare qualche peccato) e condotto da Giorgio Zanchini, il programma si avvarrà di una formula davvero originale. A confrontarsi sul senso della vita saranno infatti esponenti di diverse religioni ed un filosofo. Questi i loro nomi: il pastore valdese Daniele Garrone, monsignor Ermenegildo Manicardi, sacerdote cattolico e rettore dell’Almo collegio Capranica; il rabbino Benedetto Carucci Viterbi, docente del Collegio rabbinico italiano; l’imam Yahya Sergio Pallavicini, vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana; il monaco Jiso Forzani, missionario dello Zen Soto in Italia; e il professor Maurizio Ferraris, docente di filosofia teoretica all’università di Torino. L’idea è davvero buona, sarà interessante vedere la realizzazione, ma le premesse perché venga fuori qualcosa di valido ci sono tutte.

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11 Risposte

  1. Visto? E’ ciò che dicevo ieri!! Purtroppo non potrò vederlo!

  2. Marta, ma tu sei davvero una profetessa 🙂
    Comunque, tranquilla, vedrai che lo replicheranno ad orari più accessibili su Rai Sat Extra, fanno sempre così. Sei parabolata?

  3. segnalo che stasera c’è l’aldilà alle 23,45
    antonella

    bella scoperta questo sito 🙂

  4. Grazie Antonella, sia della segnalazione che dei complimenti 🙂

  5. in verità non è stato un granchè, alla fine mi sono pure addormentata 🙂 mah, vedremo come sarà quando saremo lì 🙂

  6. Davvero Antonella? Allora non mi pento di non essere riuscito ad arrivare a quell’ora per seguire la trasmissione (e non ho neppure visto se la replicano su Rai Sat Extra). Comunque vedo che dai ragione ad Aldo Grasso: ho letto una sua critica sul Corriere e la pensava proprio come te.
    Hai ragione: aspettiamo 🙂

  7. Bene e Male, da cui dipendono tutte le religioni e le divinità, ben lungi dall’ essere valori assoluti vincolanti l’ intero Universo, non sono altro che banali invenzioni della specie umana.
    Anzi delle singole collettività umane che le hanno cucite sulle proprie più smaccate esigenze contro le esigenze delle altre collettività e della altre specie viventi.
    E che pertanto non hanno alcuna validità per l’ intero Universo nonchè l’intero Multiverso tranne che per quella insignificante sfera d’ influenza della realtà esistente in cui l’ uomo, a sua volta insignificante specie batterica della crosta terrestre condannata
    a morte come individuo ed all’ estinzione come specie, potrà imporli con la forza fino al momento in cui scomparirà inesorabilmente polverizzato nella prossima implosione/esplosione universale.
    Trascinando quindi con sè nella tomba, come già successo alle altre specie intelligenti a noi antecedenti in universi precedenti, e come succederà a quelle a noi contemporanee in altri sistemi solari, galassie e universi contemporanei e quelle a noi successive in universi successivi, tutti i concetti, assolutamente inesistenti ed
    insignificanti in natura, quali Bene, Male, Metro, Minuto, Litro ecc… dall’ uomo smaccatamente inventati per misurare la realtà che lo circonda.
    Sempre che non compaia una civiltà extraterrestre più evoluta che ci imporrà i criteri di Bene e di Male da essa inventati a proprio uso e consumo. Che potrebbero benissimo prevedere l’allevamento, la macellazione e la cucinazione degli esseri umani, le femmine in particolare, come noi già facciamo con soave cultura culinaria con altre speci viventi del pianeta.

  8. Testo digitato con font Verdana, di dimensione 10. Titoli esclusi. ALCUNE IPOTESI SULLA NON ESISTENZA DI DIO 1. Le scoperte scientifiche, mattone per mattone, stanno demolendo la Bibbia A partire da Galileo, padre del metodo scientifico moderno, ma, al tempo stesso, vittima della presuntuosa ignoranza delle religioni sulla realtà che ci circonda, le scoperte scientifiche hanno sistematicamente demolito tutte le illazioni della fede sui fenomeni naturali. Illazioni, oltretutto, banalmente basate sul fin troppo comodo presupposto che tutto ciò che la scienza non riesce ancora a spiegare può essere tranquillamente spacciato per soprannaturale… almeno fino alla prossima smentita scientifica. Con una concorrenza totalmente sleale perché, mentre le affermazioni della scienza, per definizione, possono essere credute solo dopo esser state dimostrate con il rigorosissimo metodo sperimentale galileiano dei giorni nostri, le religioni, le cui affermazioni sono basate invece piuttosto sul metodo onirico di cinquemila anni fa, nonostante le madornali castronerie del passato, hanno ancora la pretesa di essere credute ciecamente spacciando l’ ingenua creduloneria per virtù dal nome di “fede” totale in una “verità” assoluta e indiscutibile. Le religioni, infatti, nonostante i loro grandi profeti in contatto diretto con i loro presunti dei, invece di profetizzare la reale struttura dell’ universo, ci hanno propinato affermazioni completamente campate in aria quali l’universo che gira intorno alla terra, eclissi, malattie, terremoti e fulmini (che già avvenivano all’epoca dei dinosauri e, molto… molto prima ancora, all’epoca dei primi aminoacidi che hanno dato origine alla vita sulla terra… e molto, molto prima ancora…) come conseguenza della collera divina nei confronti dell’uomo, la creazione diretta in 7 giorni (ferie comprese) dell’intero universo con tutte le speci viventi sulla terra (e tra un po’ dovranno anche ingoiare questo rospo: anche di tutte quelle che verranno trovate su altri pianeti) tra cui quella umana che (confermando che non può esistere un dio talmente idiota da creare una specie così distruttiva della sua opera) sta inesorabilmente devastando tutto quello che sarebbe stato creato, per ora soprattutto sulla terra, ma già un pò anche su qualche altro pianeta del sistema solare e, comunque ovunque riuscirà a dominare in futuro. Senza trascurare aspetti ridicoli quali quello della donna creata dalla costola del maschio dominante, l’albero delle mele avvelenate, l’origine preistorico/paradisiaca sul pianeta che la specie umana avrebbe perso col peccato e… chi più ne ha più ne metta… Salvo poi, dopo aver per secoli preteso che le loro “verità” venissero prese alla lettera, al punto di mandare al rogo chi si fosse permesso di metterle in dubbio, salvarsi in corner spacciando il tutto per una più che ovvia metafora. Tirandosi così addosso, a loro volta, l’ altrettanto ovvia scomunica e “messa al rogo” (fortunatamente solamente più metaforica per forzata cessata attività del boia Tomas de Torquemada) da parte di coloro che precedentemente le avevano scritte o fatte rispettare… anche a costo di una violenza tutt’ altro che rispondente all’amore predicato dei padri fondatori. Da parte della scienza, invece, solo per citare le scoperte più importanti: I. Kant e Laplace hanno totalmente smontato la creazione biblica dell’universo che è invece frutto dell’ esplosione di una struttura cosmica preesistente, magari a sua volta frutto di un’altra preesistente in un ciclo, sia a ritroso che in avanti, senza termine ma, come diceva Einstein, in un eterno presente per una realtà che, nella sua immensa interezza, esiste praticamente perennemente uguale a se stessa, in un continuo riciclo di esplosioni ed implosioni, senza che sia mai avvenuto un inizio e senza che avvenga mai un giorno una fine II. Galileo, che il Sant’uffizio ha addirittura messo sotto processo costringendolo ad abiurare, confermando la fondatezza della teoria copernicana, ha completamente smontato la centralità biblica della terra e dell’uomo che, dalla posizione presuntuosamente privilegiata al centro di un universo ridotto ad una piattaforma circondata da una sfera trapuntata di luci in rotazione intorno ad essa, da un punto di vista gerarchico, sono stati catapultati ai margini estremi dell’universo come insignificanti batteri su di un insignificante granello di polvere sperduto in un insignificante sistema solare sperduto a sua volta in un’insignificante galassia sperduta a sua volta in un probabilmente insignificante universo sperduto a sua volta in una realtà enormemente superiore a quella già enorme da noi attualmente conosciuta che un dio sprecone avrebbe creato unicamente per il sollazzo di insignificanti batteri umani III. Proprio per niente dulcis in fundo Darwin ha definitivamente smontato la creazione biblica dell’uomo che, da specie creata separatamente, in un esclusivo paradiso terrestre poi perso a causa del peccato, con un proprio elemento d’ immortalità d’ origine non animale quale l’anima, è diventato né più né meno che una volgarissima specie animale senz’anima e senza peccato in quanto emanazione di primati senz’anima e senza peccato a loro volta emanazione di roditori senz’anima e senza peccato, a loro volta emanazione dei primi aminoacidi, sempre senz’anima e senza peccato, generatisi addirittura dal mondo inorganico, la quint’essenza del senz’anima e senza peccato. Sembra ormai sempre più chiaro che, con le scoperte scientifiche che man mano si vanno aggiungendo, alla stregua di scarafaggi, piattole e vermi solitari, non siamo altro che una comunissima specie batterica appartenente alla muffa fauno/floreale (o se preferite:Humus) che, sotto l’effetto del sole e dell’acqua, si è formata sulla crosta terrestre e, ormai abbastanza probabilmente, anche sulla crosta di altri pianeti provvisti di acqua e di sole. I cui componenti, in ultima analisi, anche se in possesso dell’ultimo modello di cellulare o di griffe, dall’uomo più potente della terra, alla donna più sculettante della terra, non sono altro che insignificanti batteri inesorabilmente condannati a morte, sigillatura in una bara, sotterramento sotto 2 metri di terra, putrefazione, spappolamento, divoramento da parte dei vermi ed estinzione, sia come individui che come specie. Senza mai più ritorno su di un pianeta condannato alla distruzione con tutto il sistema solare, tutta la galassia nonché l’intero universo conosciuto che, nello svolgimento dei suoi processi esplosivo/implosivi, procede, limitandosi al mondo attualmente conosciuto, in modo totalmente ignaro, sia della nostra inesistenza durante i suoi primi 20 miliardi di anni di vita, sia della nostra esistenza temporanea di 120 anni al massimo come individui (mero punto di separazione di 2 inesistenze infinite per cui, più che di stato di esistenza degli individui, brevissimo, si debba parlare di stato di inesistenza degli stessi, eterno), sia della nostra esistenza di qualche milione di anni come specie alla stessa stregua dell’esistenza di scarafaggi, piattole o verme solitari, sia della nostra inesistenza durante i suoi ultimi 20 miliardi di anni di vita. Proprio così, l’uomo è l’unica specie batterica terrestre che s’illude di essere semidivina e le religioni sono ormai aggrappate all’estremo lumicino per cui solo più un’eventuale scintilla iniziale può ancora essere fantasticata di origine soprannaturale. Però, purtroppo per loro e per l’intera umanità (era senza dubbio molto più bella l’idea di essere eterni), anche quest’ ultima illazione è inesorabilmente destinata a crollare sotto i colpi di una scienza che, sconfessando vergognosamente la Bibbia per l’ennesima, ultima e definitiva volta, come ha trovato la giustificazione naturale di fulmini, terremoti, eclissi e nascita dell’ universo, troverà la giustificazione perfettamente naturale dell’inevitabile, non progettata oltre che totalmente inutile (a parte la egoistica ma ininfluente autogratificazione della specie batterica umana) esistenza senza origine e senza fine, della materia e dei suoi fenomeni nonché dell’altrettanto naturale e assoluta impossibilità di una sua inesistenza in periodi precedenti o successivi o di altre fantasiose soluzioni alternative. 2. Le religioni sono l’ espressione della enorme presunzione umana A dispetto della loro vantata umiltà, le religioni hanno delle belle pretese: A. Di possedere, ciascuna di esse in competizione con le altre, l’assoluta verità in ragione del fatto che le loro conoscenze sarebbero piovute direttamente e gratuitamente dall’alto anziché conquistate con lo studio e la ricerca costanti e rigorosi cui la scienza galileiana si sottopone B. Di elevare l‘uomo al rango di semidio collocandolo: i. Al centro dell’universo fisico che avrebbe ruotato interamente intorno a noi ii. Al centro dell’universo logico per cui tutta la realtà sarebbe sempre e comunque stata creata per il sollazzo di microbi umani su di un granello di polvere sperduto nell’universo. Che esso sia la semplice zattera galleggiante sotto una volta sferica trapuntata di luci di 5000 anni fa, o che sia l’immenso ammasso stellare di oggi o che sia un’ eventuale, attualmente nemmeno immaginabile, immensità di domani. Dato che le galassie continuano a spuntare come funghi e che vi sono scienziati che ipotizzano perfino un numero infinito di universi, sia nello spazio che nel tempo, con big-bang ridotti a livello di scoreggie quotidiane all’ interno di una realtà enormemente più immensa rispetto a cui il nostro universo stesso si ridurrebbe ad uno sperduto ed insignificante granellino di polvere. Il che potrebbe provare l’ esistenza di quella materia ancora sconosciuta che gli scienziati stanno cercando per spiegare un’ espansione dell’ universo in termini molto più limitati di quanto si aspetterebbero se esso fosse circondato dal vuoto. iii. Al centro dell’universo etico assegnandogli la gestione del bene e del male nonostante l’uomo sia, ormai sempre più chiaramente, il male peggiore capitato al pianeta ed alle altre specie viventi. Tali concetti di bene e di male, smaccatamente proclamati dalla specie umana, peggio, dalle sue singole collettività, in sintonia con i propri più utilitaristici interessi, in contrasto con quelli delle altre collettività e delle altre speci viventi, con la balla di essere stati stabiliti dal dio protettore della collettività stessa, dovrebbero essere categorici ed impegnativi: a. Per le altre collettività umane che,come la storia insegna, hanno sempre dovuto subire concetti di bene e di male a loro sfavorevoli, imposti dalle collettività dominanti b. Per le altre speci viventi del pianeta per le quali la nostra esistenza, con tutte le nostre pretese di essere i depositari, per delega divina, del male e del bene assoluti, rappresenta semmai, con distruzioni ambientali superiori a qualunque disastro naturale mai occorso prima, il peggior male finora capitato e per le quali, al contrario, la scomparsa della specie umana dalla faccia della terra rappresenterebbe il massimo bene nonché l’unica speranza di salvezza da un’ormai sicura estinzione e, infine… c. perché porre limiti alla presunzione umana?… anche per l’intero universo o almeno per quella parte di esso su cui l’uomo riuscirà a mettere le grinfie a meno di scontrarsi con altri esseri viventi più forti e pertanto in grado di imporre, loro a noi, i loro criteri di bene e di male, sempre stabiliti dal loro dio iv. Al centro di un presunto universo metafisico attribuendogli una (guarda caso invisibile nonché impercettibile) anima che provvidenzialmente apparsa a partire da chissà quale nostro antenato scimmione (di cui le religioni si vergognano come figli arricchiti), nella catena evolutiva, ci innalzerebbe dalla condizione di componenti dell’ humus che concima la crosta terrestre e di cui fan parte sia regno animale che vegetale a quella di esseri immortali con immagine e somiglianza a dio stesso Non sarebbe forse più onesto guardare la cruda realtà senza patetici infantilismi,e ammettere che non siamo altro che un’inutile colonia di microbi abbarbicati su di un insignificante granello di polvere alla deriva in uno spazio cosmico destinato inevitabilmente a disintegrarsi nel più totale disinteresse da parte dell’intera realtà che ci circonda? Forse, gli esseri umani, se non fossero pompati con tali presunzioni di semidivinità, si monterebbero un po’ meno la testa e sarebbero più disponibili ad aiutarsi l’un l’altro invece di pensare unicamente a fregarsi reciprocamente. 3. Superiorità della teoria dell’evoluzione nei confronti di quella del creativismo Ho sentito Zichichi giudicare la teoria dell’evoluzione di validità inferiore al 3° livello di conoscenza. Eppure è stata elaborata da uno scienziato come Darwin che ha dedicato tutta la sua vita allo studio rigorosamente scientifico della natura. E’ poi stata approfondita successivamente da altri studiosi che continuano a trovare reperti fossili che la confermano sempre più. Anche i più recenti studi sul DNA e sul genoma degli animali mettono sempre più in evidenza l’affinità tra la struttura umana e quella di altri esseri viventi quali scimpanzé e gorilla. Addirittura riusciamo a vedere esseri viventi con cicli di vita brevissimi quali i batteri subire modificazioni quasi sotto gli occhi di chi li studia diventando, nel giro di pochi decenni, resistenti agli antibiotici. Basta infine osservare le innumerevoli sottospeci domestiche prodotte dall’uomo in poche migliaia di anni in speci quali cani, gatti, cavalli, pecore, piante, fiori ecc…. enfatizzando, con ripetitivi accoppiamenti forzati tra individui separati in recinti dagli altri componenti della stessa specie, i caratteri occasionalmente comparsi su alcuni di essi per dedurre che la stessa cosa può benissimo avvenire spontaneamente in natura nel corso di milioni o addirittura miliardi di anni su speci costrette dai cataclismi naturali a ripetitivi accoppiamenti forzati tra individui rimasti separati per sempre da fiumi, mari o addirittura oceani dagli altri componenti della loro specie. Ma quale livello di conoscenza attribuire allora alle “verità” di religioni elaborate 5 o 10 mila anni fa quando, rispetto ad oggi, l’uomo più colto, sui fenomeni naturali, ne sapeva meno di un bambino odierno di 5 anni? Quando una verità scientifica (si fa per dire) scaturiva da quello che qualcuno, in modo totalmente diverso da uno scienziato moderno, si era magari sognato durante la notte e si affrettava perciò a proclamare per iscritto su di un libro “sacro” come ispirato da qualche divinità, senza la minima preoccupazione, possibilità e necessità di verifica… per essere poi clamorosamente smentito nei secoli successivi. Basti pensare ad assurdità quali la creazione dell’universo e di tutte le speci viventi in 7 giorni, l’universo che ruota in torna alla terra, i fulmini lanciati dalle divinità adirate, le malattie diffuse da dei infuriati con l’uomo ecc… Sembra quindi evidente che il creativismo, al confronto della teoria dell’evoluzione, debba essere piuttosto collocato al “nullesimo” livello di conoscenza scientifica assieme alle favolette quali il mago Merlino, i segni zodiacali, il malocchio e compagnia bella… Con tutte le scempiaggini, palesemente inventate dal raccontaballe di turno, che le varie religioni passate e presenti hanno snocciolato nel corso dei millenni nella pretesa di preconizzare spiegazioni ai fenomeni naturali che sono poi state nettamente confutate dalle scoperte scientifiche, come è possibile dare ancora loro fiducia in alcun campo dello scibile umano? E come possibile che ci siano scienziati, così esigenti con le affermazioni scientifiche, che si bevano poi tutta una serie di dichiarazioni la cui quasi totalità si sono dimostrate inventate di sana pianta? Vigliacco se una volta che è una volta, nonostante lo stuolo di profeti a filo diretto con dio, la “fede” ha saputo anticipare una teoria scientifica non sconfessata poi nei secoli successivi. Ci hanno perfino spacciato per illuminazione divina 10 banalissimi comandamenti la cui unica differenza, come sostanza, rispetto alle regole dei popoli vicini contemporanei è costituita dalla sostituzione pari pari di Iside con Ieovah. Bisogna riconoscere che i loro quasi contemporanei egizio-assiro-babiloneso-greco-romani… sono stati capaci di produrre regole molto più evolute senza nemmeno il bisogno di andare sul Sinai e che la legislazione giuridica attuale, senza tante pretese divine, è enormemente più avanzata. Addirittura ho sentito un giorno il prof. Zichichi dire che la scienza non potrà mai dimostrare l’ esistenza di dio perché quest’ ultima sarebbe al di sopra di essa. Alleluiah… avanti popolo bue… siamo lieti di presentarti la nuova vecchissima serie: “Ciò che non è spiegabile sicuramente soprannaturale… assolutamente credibile… vai sereno… credi pure a tutto quello che viene spacciato per soprannaturale… dal dio cristiano… a quello mussulmano… a quelli dei buddisti… a Giove… al dio serpente… al vitello d’oro… alla fata Morgana… al gatto nero che, se ti attraversa la strada il 17 del mese versando il sale sotto una scala che cade rompendo uno specchio del vicino menagramo vestito di viola è meglio che ti spari subito un colpo in mezzo agli occhi… alla costellazione dei tarocchi che ti fa vincere al lotto… al filtro d’ amore della chiromante… e chi più ne ha… più ne metta… io, per esempio, che non ho solo un’anima, ma 4: una bianca, una rossa, una verde ed un rosa a pallini blu… provi a dimostrare il contrario… che poi non c’è proprio nessun bisogno di dimostrare la non esistenza di dio… quando tutto avrà una spiegazione naturale… chi andrà più a cercarlo… nel momento in cui hai dimostrato che l’eclisse è causata dalla luna che si mette tra il sole e la terra… che bisogna hai ancora di dimostrare che non centra la mano di dio?… Ma ammettiamo pure che uno, come il prof. Zichichi, persista nel voler fare una scelta confessionale. Quale religione scegliere? Che diamine… quella dell’ambiente in cui sei nato!!!… Cristiana in Occidente… Mussulmana in Medio Oriente… Induista in India ecc… bel criterio… proprio una scelta ponderata e riflettuta… come per i “turtlen”, la pizza, la “bagna cauda”o la”carbonara”… dando per scontato che, essendo quella di cui si è sentito parlare di più, non può essere che quella giusta, come il detersivo più pubblicizzato o la gomma da masticare più propagandata… una vera garanzia di aver fatto la scelta più oculata e lungimirante… Non si direbbe un metodo tanto efficiente perché, tenendo conto che: 1. il numerosi di religioni, sottoreligioni e sette fondate dall’uomo nella sua millenaria storia è enorme 2. che hanno la stessa potenziale credibilità perché, come dice il prof. Zichichi, la scienza non sarà mai in grado di contestarle, e tutte, quando non stanno più in piedi, possono essere puntellate con la solita metafora (come per il monte Olimpo, l’albero del bene e del male ecc…) le probabilità di azzeccare quella buona sono 1 su un milione (una lotteria dell’ altro mondo) con l’enorme rischio: 1. di assumere una religione che, se fosse nato in un’altra nazione, avrebbe visto come il fumo negli occhi 2. di vivere tutta una vita, come gli antichi Egizi, gli antichi Greci, gli antichi Romani ecc… condizionato da una religione destinata a morire anche lei 3. colmo della sfiga, scegliere il dio sbagliato… finendo di trovarsi, esalato l’ultimo respiro, di fronte ad un dio inviperito, magari pure di pelle nera, perchè il malcapitato defunto si è lasciato turlupinare dalla varietà di dei inventati dall’ inesauribile fantasia mondiale Riassumendo la situazione della religione dell’umanità, prima c‘erano gli spiriti dei boschi. Poi gli dei. Poi c’hanno detto che dio è uno solo e che ci ha dato certe regole. Poi è arrivato un altro che ci ha detto che le regole non erano esattamente quelle. Poi è arrivato un altro ancora che ha detto che le regole erano ancora diverse. Senza contare tutte le sotto-religioni, le eresie, tutti quelli che non hanno avuto seguito ecc… Secondo i popoli orientali che non avevano contatti stretti con quelli occidentali, la divinità è addirittura tutta un’altra cosa. Ma come è mai possibile che un dio onnisciente, onnipotente, onnipresente… onni… chi più ne ha più ne metta… non sia nemmeno stato capace di farsi conoscere con chiarezza inequivocabile da tutta l’umanità? Fin dai primordi. Senza dare adito a tutta questa pletora di divinità in nome delle quali l’ uomo si è massacrato, continua e continuerà a massacrarsi fino alla totale distruzione del pianeta. Con tutta la vita esistente. Umana compresa. In altre parole, vi sono state milioni di religioni sulla faccia della terra. Da quelle già morte, a quelle non ancora morte, da quelle che hanno avuto milioni di seguaci, a quelle che ne hanno avute solo uno. Nella migliore delle ipotesi, di esse una sola non conta frottole. Nell’ ipotesi più realistica, nessuna. Ormai ci fa solo più ridere l’adorazione, nel passato, di dei con sembianze di gatto, toro o serpente. Di dei che si combattono come esseri umani o di corti divine che riproducono lo sfarzo di quelle umane. Perché allora, secondo un puro calcolo probabilistico, dovrebbero essere più credibili teorie nate 5 o 10 mila anni fa, quando l’uomo viveva solo di miti, che condividono più o meno le stesse simbologie con scontri tra Dio e Satana del tipo di Giove contro Saturno, con corti di angeli e santi di tipo olimpico, con testi scritti sul modello dei miti greco-romani, ormai sconfessati dalle scoperte scientifiche? La mia impressione è che, nel credere solo a ciò che è scientificamente dimostrato, si abbia almeno il merito dell’onestà di riconoscere che, piuttosto di raccontare balle (mescolando magari scienza sperimentata con religione fantasticata), nonostante gli enormi passi avanti, non siamo ancora in grado di spiegare tutto quanto. Il che non esclude che quello che oggi non è ancora comprensibile, esattamente come per l’inspiegabile del passato, può benissimo trovare domani una sua giustificazione naturale. Basta aspettare che la scienza faccia il suo corso senza dare retta a chi viene a raccontarci di avere illuminazioni particolari che verranno poi smascherate come illazioni totalmente campate in aria. Capisco che sia molto più piacevole pensare che, alla propria fine terrena, il più tardi possibile, magari dopo una vita benestante, si spalanchi una vita senza fine… meglio paradisiaca che infernale.. Purtroppo però, anche noi esseri umani siamo condannati a fare la stessa fine di tutte le altre speci batteriche del pianeta, dalle balene agli fino a scarafaggi e virus scomparendo per sempre squagliandoci come merda putrefatta divorata dai vermi, ritornando per sempre alla non-esistenza di sempre, di prima del concepimento. Purtroppo la realtà è sempre più brutta delle fiabe che c’ inventiamo a nostro uso e consumo. Ma quando si arriva ad una certa età non ci si può più raccontare storie ed è più conveniente avere la maturità ed il coraggio di guardare bene in faccia la realtà, per quanto spiacevole essa possa essere. 4. Così sbagliò Zarathustra… ovvero, alle origini del Bene e del Male. Uno dei pilastri su cui poggiano le religioni, fin dai tempi di Zarathustra, sono i concetti di Bene e di Male che, benché smaccatamente cuciti sui più utilitaristici interessi della “eletta” specie umana, sarebbero validi e rigorosamente impegnativi per tutte le altre “inferiori” speci del pianeta, nonché per l‘immensa realtà universale già conosciuta, oltre che per quella ancor più immensa extra-universale, attualmente ancora sconosciuta, sia in termini di spazio che in termini di tempo, in conseguenza del fatto che essi sarebbero stati stabiliti da un dio che avrebbe creato e asservito all’uomo tutto l’ambaradan unicamente per il sollazzo nonché per la soddisfazione delle egoistiche esigenze paradisiache di eterna felicità della specie umana suddetta, mera colonia batterica su di un insignificante granellino di polvere che l’uomo ha chiamato Terra, all’interno di un altrettanto insignificante granellino di polvere che l’uomo ha chiamato Sistema Solare, all’interno di un altrettanto insignificante granellino di polvere che l’uomo ha chiamato Via Lattea all’ interno di un probabilmente altrettanto insignificante granellino di polvere, che l’uomo ha chiamato Universo, rispetto all’ enormemente più immensa, probabilmente senza limiti di spazio e di tempo, complessiva realtà multiversale che gli scienziati stanno sempre più ipotizzando. Da tali concetti deriverebbero, come inevitabile conseguenza, in funzione del rispetto o della violazione di tale presunta legge divina, merito e colpa, virtù e peccato, premio e punizione eterni, paradiso e inferno, salvezza e redenzione ecc… Ma siamo proprio sicuri che, in realtà, tali concetti esistano realmente in natura con una validità assoluta ed universale, a partire dall’insignificante granellino di polvere alla deriva per l’universo su cui vive l’umanità che le sostiene, fino ad arrivare a vincolare l’ infinita totalità della realtà esistente? E non siano piuttosto altro che una pura e semplice invenzione della specie umana che, con differenze tra collettività e collettività e tra epoca ed epoca tali da escludere totalmente un’ unica divina fonte legiferante, li ha smaccatamente inventati a proprio uso e consumo? Mettendoli poi in bocca ad un proprio dio, altrettanto smaccatamente inventato, per farli così diventare imparziali ed assoluti. Il più delle volte con imposizioni violente da parte delle collettività più forti nei confronti di quelle più deboli, e comunque, sempre, da parte di ogni collettività, nei confronti delle altre speci viventi. Il tutto semplicemente allo scopo di soddisfare i più utilitaristici interessi della specie umana e, ancor peggio,quelli delle collettività dominanti all’interno di essa. Senza alcunissima validità, di conseguenza, per tutti gli altri organismi sia organici che inorganici che compongono l’intera realtà multiversale e, tanto meno, senza alcun obbligo di osservanza da parte di tutto il mondo che ci circonda, se non in funzione della capacità dell’uomo di imporli, per ora solo alla Terra, magari in futuro anche a qualche altro disgraziato pianeta, semplicemente in virtù della propria forza di specie dominante, anche se, ahinoi, limitatamente alla dimensione dello spazio ed alla durata del tempo, o “Sfera d’influenza”, in cui l’umanità è stata, è, e sarà in grado di esercitare il proprio controllo. Sfera d’influenza che, in termini di spazio, nella migliore delle ipotesi, potrà estendersi al massimo all’interno dell’ insignificante granellino di polvere chiamato sistema solare. E pure in termini molto ridotti perché, già sulla Terra, per non parlare dell’intero cosmo, i fenomeni geologici quali terremoti, uragani, siccità, collisioni di meteoriti ecc… si possono permettere di combinare tutti i cataclismi naturali che vogliono, ahiahinoi, totalmente indifferenti ed incondizionabili dai nostri criteri di Bene e di Male. Figuriamoci poi sugli altri pianeti, e sulle altre galassie, quanto se ne sbattono dei criteri da noi inventati. A cominciare da altri eventuali esseri viventi, intelligenti o no che siano. In termini di tempo, poi, potrà estendersi al massimo per quei pochi milioni di anni di esistenza della specie umana, omai prossima all’anticipata autodistruzione rispetto ai milioni di anni di esistenza che il sole le consentirebbe ancora, asteroidi e Luna killer a parte. Altrettanto ridicolamente insignificante rispetto ai circa 20 miliardi di anni di vita dell’universo già beatamente trascorsa senza l’uomo e senza i suoi criteri di Bene e di Male. Oltre che rispetto agli altrettanti 20 miliardi circa di vita futura che l’universo passerà altrettanto beatamente senza più l’uomo e senza più i suoi criteri di Bene e di Male. Per non parlare poi della probabile realtà totale precedente e successiva ai 40 miliardi di anni di vita dell’universo attualmente conosciuto, senza limiti di tempo tanto nel passato quanto nel futuro. E a noi ancora sconosciuta… ma sicuramente totalmente priva tanto dell’uomo quanto dei suoi interessati concetti di Bene e di Male… Siamo ancora vittime dell’ errore di prospettiva che ci faceva credere che l’universo ruotasse intorno a noi Prima di tutto bisogna dire che noi esseri umani, nella visione della realtà che ci circonda, continuiamo a perpetrare lo stesso errore di prospettiva che, prima di Copernico, ci faceva credere che l’Universo girasse attorno a noi. Rispetto ai nostri antenati che hanno scritto la Bibbia e che credevano che la realtà globale esistente, tutto sommato, si riducesse ad una grossa casa costituita da una zattera terrestre circondata dal mare e avvolta da un cielo trapuntato di luci fisse e mobili, al cui centro dio aveva pomposamente collocato l’uomo, ora sappiamo molto di più riguardo alla sua vastità incommensurabilmente più immensa, anche solo limitandosi alla massima struttura attualmente conosciuta: un’ immenso universo rispetto a cui l’uomo diventa un nullità estremamente marginale e periferica. Ciononostante, il nostro insignificante granellino di polvere, chiamato Terra, alla deriva per l’ universo, con i suoi oceani e continenti, ci appare enorme a confronto delle microscopiche lucine che si vedono appena sulla volta celeste, che, guarda il caso alle volte gli scherzi fà, in realtà, sono invece magari gigantesche galassie, con centinaia di miliardi di sistemi solari al cui confronto il nostro pianeta non conta assolutamente un fico secco. A causa di questo madornale errore prospettico siamo, più o meno inconsciamente, indotti a dedurre, erroneamente, che tutto l’esistente che conta, tutto sommato, siamo noi. Che siamo noi esseri umani i padroni del mondo auto-mitizzati e auto-glorificati come eroi nei nostri racconti fantastici, nelle passerelle altere e perfino nelle pubblicità idiote che tentano di illuderci che, acquistando i prodotti propinatici da chi si riarricchisce alle nostre spese, diventiamo dei veri e propri padri eterni. Niente di più sbagliato!!!!!! In realtà non siamo altro che il niente di una specie batterica sul niente di un pianeta nel niente di un sistema solare nel niente di una galassia nel niente dell’ universo conosciuto. Condannati, come singoli individui, a morte e putrefazione come qualunque scarafaggio, piattola o verme solitario, divorati dai vermi, sigillati in una bara, schiacciati sotto due metri di terra. E, come specie, condannati, all’ estinzione come qualunque altra specie batterica del pianeta: dalle balene, all’ uomo, agli scarafaggi, ai vermi solitari, fino ad arrivare ai virus ed ai più microscopici microrganismi. Alla realtà totale non interessano minimamente i nostri concetti di Bene e Male Per cui, all’immensa realtà che ci circonda, di noi, insignificanti batteri della crosta terrestre, non può che non interessare assolutamente nulla. Essa persegue i propri cicli naturali in modo totalmente casuale e totalmente avulso non solo dai nostri criteri di Bene e di Male ma addirittura dalla stessa comparsa, esistenza e scomparsa delle tanto insignificanti quanto inutili speci batteriche (nostra compresa) che compongono la muffa che si forma sui pianeti casualmente esposti all’acqua, alla luce ed al calore. I fenomeni naturali che, casualmente, hanno portato alla nostra comparsa, dopo averci fatto tribolare altrettanto casualmente per milioni di anni, ci porteranno, sempre con la stessa casuale naturalezza, alla definitiva scomparsa. Con un destino, per coloro che vivranno gli ultimi attimi dell’estinzione della nostra specie, forse ancora più duro di quello di coloro che hanno vissuto la nostra preistorica comparsa. Che, almeno, hanno avuto la fortuna di tribolare su di un pianeta ancora incontaminato. Infatti, da quanto ci dice la scienza, il mondo è sempre stato, continua ad essere e sarà sempre in continua ebollizione. L’ universo sarebbe a metà della propria vita. La nostra galassia sarebbe destinata a scontrarsi con Andromeda. Il Sole si esaurirà come una gigante rossa e si dilaterà fino ad arroventare i pianeti più prossimi che girano nella sua orbita, Terra compresa. Qualche asteroide e la Luna stessa, come già in passato, potrebbero un giorno cozzare contro la Terra danneggiando gravemente o facendo scomparire totalmente gli esseri viventi abbarbicati su di essa. Terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, inondazioni, tifoni, incendi, siccità, desertificazioni, epidemie, ecc… infliggono periodicamente colpi durissimi a tutte le speci del pianeta. Con migliaia, milioni, miliardi di morti di individui. Magari anche tutti. Euh ma che schifo!!! Male!!! Malissimo!!! Catastrofe!!! Assolutamente incompatibile con i nostri criteri di Bene e di Male!!! Al punto tale che, un tempo da tutti, oggi, grazie alla scienza, solo più da qualcuno, sono considerate ben meritate punizioni divine. A noi esseri umani, totalmente interessati ad un’ eterna esistenza sia come individui che come specie, proprio non piacciono. E se potessimo farle rientrare nei nostri criteri di Bene e di Male, che contemplerebbero volentieri la cessazione di tutti i fenomeni naturali dannosi per l’ uomo, le elimineremmo immediatamente. Dello smaccato interesse umano ad esistere il più a lungo possibile… diciamo pure per sempre… all’immensa realtà che ci circonda non gliene può fregare di meno. Per lei questo inesauribile ciclo di implosioni/esplosioni costituisce il Bene fondamentale!!! Una vera pacchia!!! E’ il suo più vero e genuino segno di vitalità. Si diverte come una matta… lei… con tutti questi fantastici fuochi d’artificio… noi… un po’ meno… Ma chissenefrega del fatto che gli esseri umani non si divertano affatto e ritengano anzi tali fenomeni naturali non solo per niente piacevoli ma addirittura estremamente dannosi e Maligni. Come un bulldozer l’universo, sia prima della comparsa dell’umanità, sia durante la sua esistenza, sia dopo la sua scomparsa, procede imperturbabile nell’adempimento dei suoi inevitabili fenomeni naturali, nella più totale indifferenza del fatto che noi lo riteniamo più o meno opportuno o più o meno aderente ai nostri criteri di Bene e di Male e nella più totale indifferenza verso la nostra stessa comparsa, esistenza e scomparsa. Siamo totalmente in balia di una natura destinata, dal caso, a realizzarsi per mezzo di esplosioni ed implosioni continue, oltre che totalmente incurante degli interessi delle ininfluenti ed inutili speci batteriche che appaiono e scompaiono occasionalmente come conseguenza dei suoi processi perfettamente naturali. Per fare un esempio emblematico, pochi anni fa il telescopio Hubble ha registrato lo scontro tra 2 galassie, con centinaia di miliardi di sistemi solari coinvolti. Embè, e a noi che ci frega!!!… Che c’è di strano… Perfettamente naturale… Nonostante siano magari state distrutte miliardi di speci viventi… magari anche intelligenti… magari anche più di noi… anche loro con i loro bei criteri di Bene e di Male…, come i nostri, totalmente insignificanti nei confronti della realtà che li ha prima creati (si fa per dire) e poi annientati. E se ci fossimo stati dentro anche noi? E quando capiterà a Via Lattea ed Andromedra che, da quanto ci dice la scienza, hanno tutta l’intenzione di copiare quelle due sciamannate galassie? Quando l’Universo, come già previsto dalla scienza, deciderà casualmente di sparare un’ altra scorreggina come quella dalle nostre parti? Eh no ehhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Un momento!!!…Fermi tutti!!!…Naturale un corno!!!… Tragedia spaventosa!!! Tremenda punizione divina!!!… e chi più ne ha… più ne metta… Purtroppo per noi, però, la realtà che ci circonda non fa differenze né sconti. Essa procede inarrestabilmente per un percorso casuale totalmente indifferente alle convenienze di qualunque organismo vivente, umani compresi. I quali, proprio perché hanno come caratteristica fondamentale quella di nascere e morire sia come individui che come specie, sono quindi, volenti o nolenti, totalmente soggiogati ai suoi più o meno piacevoli cicli naturali, indipendentemente dai soggettivi concetti etici da essi ideati, che, per essa, non sono altro che insignificante aria fritta… peggio… vuoto fritto… Quello che ora ci appare perfettamente naturale perchè capita agli altri, sarà altrettanto naturale quando capiterà a noi. Se proprio si volesse ad ogni costo individuare dei concetti di Bene e di Male assoluti, è più che evidente che essi non potrebbero che essere quelli appena evidenziati della realtà globale. Che, quindi, rispecchiano esigenze completamente diverse da quelle della conservazione della specie umana per la quale sarebbero invece molto più convenienti i concetti di Bene e di Male da essa stessa inventati a proprio uso e consumo. Purtoppo, però, per la realtà universale, diversamente da quanto desiderato dall’uomo, Bene e Male assoluti consistono nella realizzazione dei suoi fenomeni implosivo/esplosivi che hanno come conseguenza la nascita, la vita e la scomparsa dei vari corpi celesti con le correlate colonie batteriche che vengono, alle volte, a formarsi su di essi. Bene e Male come pura invenzione del pensiero umano D’altra parte basta analizzare la variazione subita nel tempo, a partire dalla comparsa dell’ uomo sulla terra fino ai giorni nostri, dei concetti di Bene e di Male per capire come essi, tutt’ altro che scaturiti dall’alto, non sono altro che il semplice frutto, più che di un fantomatico albero del paradiso terrestre, dell’evoluzione dell’organizzazione umana che, dai concetti primitivi della preistoria sono diventati, oggigiorno, scienze dai nomi altisonanti quali sociologia, politica, economia, antropologa ecc… Come ogni altra scoperta scientifica, l’uomo li ha ideati sulla base delle proprie convenienze, li ha progressivamente modificati, li sta attualmente modificando e continuerà a modificarli finchè esisterà. I criteri di oggi sono molto diversi da quelli di tre secoli fa e da quelli che, tra altri tre secoli, regoleranno la collettività umana… se mai esisterà ancora. Finchè, polverizzata nell’immensità dello spazio cosmico come tutte le altri speci già vissute in universi precedenti, di cui nessuno ha mai saputo nulla, e tutte quelle che vivranno in universi successivi, di cui nessuno saprà mai nulla, anche la nostra specie non scomparirà trascinandoli con se nella tomba e nella più totale indifferenza dell’ eterno oblio dell’ immensità cosmica. Esattamente come successo per i nostri predecessori dinosauri i cui interessi la natura ha totalmente ignorato quando, con estrema naturalezza, ha prodotto la catastrofe naturale che li ha, loro malgrado, fatti scomparire per sempre. Origine dei concetti di Bene e di Male dalle prime collettività umane Ma quale misteriosa origine avranno veramente avuto tali concetti di Bene e di Male!?!?! Niente di più banale! Tutti gli esseri viventi, ancor prima della comparsa dell’uomo, già a partire dai dinosauri e dai loro progenitori e dai progenitori dei loro progenitori…, hanno sempre mostrato di avere, se non dei concetti giuridici e teologici, almeno delle ben precise intuizioni di bene e male individuale dettati da uno spirito di conservazione senza il quale non avrebbero potuto sopravvivere fino alla loro estinzione o fino addirittura ai giorni nostri. In modo molto simile a noi, anche gli animali hanno la netta sensazione di quanto sia bene, per esempio, avere la pancia piena (anche a costo di sbranare un altro essere vivente) o avere una o più femmine a disposizione e quanto sia invece male stare a stomaco vuoto fino morire di fame o, magari, costituire il pasto altrui. Dall’ istinto di sopravvivenza tutti gli esseri viventi ereditano quindi l’istintiva percezione del bene e del male individuale che li spinge a soddisfare immediatamente i propri bisogni quali il mangiare ed il godere. “Pena la loro inevitabile scomparsa”, direbbe Darwin. Detto questo, bisogna aggiungere che, in base al loro istinto di aggregazione, gli esseri viventi si possono classificare in 2 tipologie fondamentali di animali: quelli asociali che vivono in perfetta solitudine e quelli sociali che vivono, invece, in branco. La prima delle 2 tipologie è estremamente individualista e comprende orsi, leopardi, tigri, aquile ecc… Essi, al di fuori del semplice accoppiamento sessuale limitato ad un brevissimo periodo dell’anno, conducono una vita totalmente solitaria ed hanno come unica preoccupazione quella di soddisfare le loro individualissime esigenze di bene e di male. Senza, perciò, alcun bisogno di avere rapporti di sorta né, tantomeno, compromessi di convivenza con gli altri individui della loro stessa specie. Altri animali, invece, quali lupi, scimmie ed esseri umani, leoni ecc… non si sentono abbastanza garantiti a perseguire la ricerca del proprio bene individualmente, ma sentono la necessità istintiva di realizzarlo, con maggiore successo ovviamente, mediante un rapporto di solidarietà con altri individui della stessa specie. A questo punto, mentre per la prima tipologia di animali, l’individuale criterio istintivo di bene e di male, condizionamenti ambientali a parte, è totalmente illimitato, per la seconda tipologia si pone un limite ben preciso: il compromesso con gli altri componenti del gruppo. Dando così origine alla nascita del concetto di “Bene e Male di gruppo”. Pena la debolezza, quando non il disgregamento e l’annientamento stesso del gruppo e dei suoi componenti. Ma perché accettare tali limitazioni alla propria libertà individuale e non scegliere di vivere da soli, senza alcun condizionamento da parte di propri simili, come fanno orsi,leopardi ecc…? Ovvio. Perché, se da un lato il gruppo limita la propria libertà individuale, dall’altro lato consente al singolo individuo di acquisire una maggior probabilità di successo nella lotta per la conservazione, nella caccia, nella difesa da altri predatori ecc… L’unione fa la forza. Ma a questo punto non è più come esser completamente soli e poter pensare unicamente ai cavoli propri rispondendo unicamente alle proprie individuali convenienze. Se si vuole avere i vantaggi del gruppo, bisogna in qualche modo rinunciare, almeno in parte, ai propri criteri di bene e di male per affogarli nei criteri di Bene e di Male concordato con gli altri componenti del branco. Altrimenti il gruppo salta e ci si trova a doversi arrangiare da soli. Ma, un momento. Come si stabilisce quali sono i criteri di Bene e di Male collettivo? All’origine, il modo più immediato e sbrigativo, per cervelli animali meno evoluti è stato quello in cui il più forte comanda e tutti gli altri obbediscono. Magari coalizzandosi in gruppi all’interno del branco. “Ma perché devo dipendere da un altro individuo della mia specie?” “Se non ti piace pedala e arrangiati da solo”. “Allora forse è meglio star zitto e subire. Così c’è qualche probabilità in più di magnare senza essere magnati.” In tal modo il più forte impone come Bene e Male dell’ intero gruppo i suoi individuali criteri di bene e di male… finchè qualcun’ altro non lo spodesta ed impone a sua volta i suoi… I criteri di bene e di male del più forte diventano i criteri di Bene e di Male del branco. Che tutti gli individui del branco devono osservare, pena la punizione, l’espulsione o la morte. Se la legge del più forte è quindi quella più diffusa tra gli animali, anche l’uomo, per milioni di anni, fin da quando era più scimmia che uomo, ha proseguito nella stessa forma di organizzazione animale ereditata dalle nonne lemuri e dalle madri scimmie, in cui l’unica forma di aggregazione era costituita dal branco. Senza ancora nemmeno alcuna forma di famiglia. Piano piano, poi, ha incominciato a capire che il più forte non è detto che sia anche il più intelligente e che forse è meglio che diriga il gruppo il più anziano e colui che ha più esperienza. Piano piano poi, con la continua evoluzione, con la comparsa, prima dei linguaggi e poi della scrittura, sono incominciate ad apparire regole sempre più complesse, prima verbali e poi scritte, che, passando attraverso gli antichi codici di Egitto, Hammurabi, Mosè, Pericle, Roma, Giustiniano ecc… sono finite per diventare gli attuali codici costituzionale, civile, penale, militare, ecclesiastico, stradale e… chi più ne ha più ne metta. Se, al contrario, l‘ uomo fosse stato un animale asociale, come orsi, leopardi ecc… non avrebbe mai realizzato società organizzate. Ogni individuo avrebbe continuato a combattere ferocemente i suoi simili per difendere il proprio bene individuale strafregandosene di ogni limitazione collettiva. Il che se, esattamente come per gli orsi, da un punto di vista etico e naturale sarebbe stato più che legittimo anche per l’uomo, sarebbe stato, però, indubbiamente molto meno conveniente perché l’umanità non avrebbe potuto godere dei vantaggi della vita in collettività e sarebbe invece ancora condannata allo stato animale dell’orso. Come, d’altra parte, la Storia c’insegna, tali criteri di Bene e di Male non sono assolutamente comparsi di colpo allo stato attuale con tutti i vari codici della società contemporanea belle pronti e stampati, ma hanno subito una lenta e continua evoluzione della durata di milioni di anni. Dalle primitive organizzazioni in branco di quando eravamo ancora più scimmie che uomini, dominate dall’individuo più forte, a quelle delle caverne e palafitte dove già apparivano leadership di anziani con esperienza a quelle del periodo storico dell’umanità in cui si è passati dall’organizzazione basata sul branco, a quella basata sulla famiglia delle prime civiltà agricole, alle monarchie assolute, a quelle costituzionali, all’ illuminismo, fino alle moderne democrazie laiche con le loro dettagliate leggi. Fino ad arrivare a quelle del futuro che, tra 500, 1000 o 1000000 di anni, se l’uomo, come ormai scontato, non si distruggerà prima, saranno completamente diverse dalle nostre attuali. Ed in ogni periodo storico con concetti di Bene e di Male sempre diversi. Bene e Male come criteri nemmeno unici per l’umanità, ma addirittura diversi da collettività a collettività E non solo in ogni periodo storico, ma addirittura in ogni collettività, anche contemporanea, i concetti di Bene e di Male possono essere, ancor oggi, abbastanza diversi. Il che costituisce un’ ulteriore conferma dell’ invenzione puramente umana anziché divinamente univoca dei concetti di Bene e di Male. Finora si è parlato in astratto di un’ unica collettività umana. In realtà, ciascuna collettività, passata presente e futura che essa sia, quasi sempre in contrapposizione, contrasto violento e sopraffazione nei confronti delle altre collettività, ha elaborato dei propri concetti di Bene e di Male a proprio uso e consumo mettendoli in bocca al compiacente dio dalla collettività stessa appositamente inventato al fine di farli diventare imparziali, assoluti ed impegnativi per tutte le altre collettività riluttanti ad accettarli. Altro che unica origine assoluta dei concetti di Bene e di Male da un unico dio e da un’unica sorgente! Si arriva addirittura al punto tale da considerare Bene il conflitto contro i concetti di Bene e di Male delle altre collettività allo scopo d’imporre ad esse i propri; sicuramente più convenienti per chi comanda. Soprattutto nel passato tribale della millenaria storia umana, prima dei grandi imperi, a causa delle difficoltà di comunicazione che, in milioni di anni, hanno disperso in milioni di collettività incomunicanti tra di loro quell’ unica collettività di scimmie evolutasi in ominidi e uomini nella savana africana, il rapporto tra il dio e la collettività che lo aveva ideato era praticamente biunivoco. Tanto da far decisamente pensare che, più che di creazione dell’ uomo da parte di dio, sarebbe corretto parlare di creazione del concetto di dio da parte dell’ uomo. Concetto che, parallelamente all’ evoluzione del pensiero umano, partendo dalle preistoriche infantili entità associate a ciascun fenomeno naturale, quali le divinità dei boschi e dei fiumi, passando attraverso gatti, tori, sole, politeismo, monoteismo antico, monoteismo medievale, si è progressivamente evoluto fino a raggiungere la forma del monoteismo attuale. Che, finchè avrà vita, proseguirà nella propria evoluzione che genererà teorie oggi impensabili. Oltre che totalmente sconfessate da parte di predecessori ormai non più in grado di venirne a conoscenza. E la Storia che cos’è se non altro che il racconto dei conflitti tra collettività vincenti che sono riuscite ad imporre i propri criteri di Bene e di Male a collettività perdenti che li hanno dovuti subire. Prendendo ad esempio la società occidentale, solo per citare i cambiamenti principali, essa è passata, nel tempo, dalle concezioni preistoriche dell’uomo di Nehanderthal e dell’ Homo sapiens a quelle egizio-babilonese-etrusco-greco-romane dell’antichità, a quelle cristiane medievali, a quelle rinascimentali e protestanti, a quelle illuministe, liberiste e marxiste che ancora ci pervadono tutt’ora. Al contrario le società del medio oriente, rimaste per millenni separate da quelle occidentali, hanno elaborato concetti che, anche se basate su concetti fondamentali per la conservazione della collettività, differiscono, a volte anche notevolmente, su criteri quali la parità dei sessi, la gestione del sesso, la tolleranza verso le opinioni diverse, la libertà di espressione ecc… Insomma i concetti di Bene e di Male variano continuamente tanto nel tempo che nello spazio che nelle varie diverse collettività. Un esempio emblematico è il concetto di Male del nudo, riguardo al quale appare del tutto evidente il tipo di evoluzione che esso ha subito nel tempo e nello spazio. Per milioni di anni, l’uomo, finchè è vissuto nelle zone equatoriali dove sembra ormai certa la nostra comparsa sul pianeta, esattamente come tutti le altre speci viventi, se ne è andato tranquillamente in giro col pisello fuori, senza trovarci alcunchè di sconcio. Tant’è che, ancora oggi, nelle zone equatoriali non ancora raggiunte dalla civiltà, ci sono popolazioni che continuano ad esibire senza problemi i loro attributi genitali. Alla faccia del biblico albero del Bene e del Male. Le popolazioni che si sono poi trasferite nelle zone più temperate, per poter sopravvivere al freddo, hanno dovuto necessariamente imparare a coprirsi. Dopo qualche milioncino d’anni, il vestito è diventato non solo più elemento di riparo dal freddo, ma elemento di pudicizia per nascondere le parti sessuali, comprese gambe, braccia, collo ecc… Al punto tale da sentenziare che sarebbe stato dio (che sarebbe il primo sporcaccione per averci creati nudi come vermi) a vietare il nudo come peccaminosa sconcezza da condannare. Come imposto dai colonizzatori europei agli “ignoranti” indigeni del sud del mondo. Solo ultimamente, con l’estrema facilità di comunicazione, le varie collettività del pianeta riescono a confrontarsi sempre più, anche se in alcuni casi con conflitti, ma con una progressiva tendenza ad una unificazione planetaria. Bene e male sono stati stabiliti, in ogni era geologica, dalle speci dominanti al momento Da sempre, nella storia del pianeta, le collettività più forti hanno imposto i propri concetti di Bene e di Male alle altre. Addirittura, per miliardi di anni, prima che comparisse l’uomo sulla terra, altre speci hanno dominato ed imposto al pianeta i loro criteri di Bene e di Male. Solo per fare un esempio, i dinosauri, per centinaia di milioni di anni, hanno imposto la loro legge, certamente non scritta, ma altrettanto rigorosa quanto quella umana nei confronti delle altre speci viventi, uomo compreso. Che, finchè non si prodotto casualmente quel fenomeno naturale che li ha fatti estinguere, non ha nemmeno potuto evolversi dai mammiferi che costituivano il pasto dei dinosauri e che, finchè non ha cominciato a produrre le prime armi di pietra, ha dovuto subire i criteri di Bene e di Male dei predatori del tempo che, come noi ora nei confronti delle altre speci viventi, non ci considerano altro che carne da macello. Ancora oggi, quando un uomo nudo incontra un leone nudo, quello che è Bene e Male, purtroppo per lui, lo stabilisce ancora il leone; che se ne impippa del nostro codice civile. Peggio ancora, se, anziché la specie umana, le modificazioni ambientali avessero favorito lo sviluppo cerebrale di un’ altra specie vivente quali leoni o tigri ecc… sarebbero loro ora a dettare i principi di Bene e di Male e ad allevare gli uomini in batteria per cucinarli con le succulenti ricette con cui i loro cuochi, anziché i nostri, li diletterebbero. Tuttavia, man mano che l’uomo ha elaborato armi sempre più potenti, è riuscito a diventare il predatore più forte in cima alla catena alimentare riuscendo a dominare tutti gli altri animali selvatici ed a creare imperi, coloniali e non, con cui ha imposto i propri criteri di Bene e di Male anche alle altre collettività umane, sia del vecchio che del nuovo che del nuovissimo mondo. E man mano che, con le scoperte scientifiche, l’uomo riuscirà a raggiungere altri pianeti, attualmente totalmente indipendente da noi, imporrà anche ad essi i propri criteri di Bene e di Male, ogni forma di vita compresa, come già fatto con i nativi dei continenti americano ed australiano, che, a loro volta, 20000 anni primi avevano imposto i loro ai bisonti delle praterie. Sempre che, nel frattempo, da qualche altro pianeta, non salti fuori qualche altra specie animale più evoluta di noi che se ne strafregherà completamente sia di noi che dei nostri interessati concetti di Bene e di Male. Che, come i conquistadores cristiani con quelli delle popolazioni aborigene dei nuovi mondi, riterrà ridicoli, primitivi, pagani, diabolici e animaleschi. Considerando magari quella umana nient’altro che una specie inferiore da allevare e mangiare con le patate o, nella migliore delle ipotesi, da far lavorare come schiava. Bene e Male non sono meritevoli di premio e punizione Un altro aspetto che rafforza la totale invenzione umana dei concetti di Bene e di Male è l’assurdo concetto di punizione divina che conseguirebbe alla violazioni di essi. Ditemi voi se avrebbe senso responsabilizzare una qualunque specie vivente, sia essa quella felina o quella bovina o quella suina per azioni dipendenti dalla loro natura e dall’ interpretazione della realtà che i loro cervelli limitati possiedono. Nessuno si sognerebbe ma di processare un leone o una tigre per aver sbranato un qualunque individuo di una qualunque altra specie, umana compresa. Sia che lo faccia per mangiare o per soddisfare il suo istinto di competitività. Tutti ci rendiamo conto che è la naturale conseguenza dell’ indole ed intelligenza datagli dalla natura. E perché la stessa cosa non dovrebbe valere per la specie umana derivata dalla grande famiglia delle scimmie da cui si è evoluta partendo da un cervello animale ed ignorantissimo di scimmia, passando attraverso ominidi di poco più evoluti, passando attraverso i primi esseri animaleschi umani delle caverne, le prime organizzazioni barbariche basate più sulla forza animale che sul diritto umano, per arrivare, milioni di anni dopo il primissimo atto di differenziazione dalle scimmie nelle savane africane, al periodo storico dell’umanità basato su regole scritte, fino ai complessi codici contemporanei. Anche se, nonostante le odierne legislazioni e società evolute, l’insito e pur sempre radicatissimo retaggio animale continua a spingere alcuni individui a perpetrare azioni aggressive nei confronti dei propri simili, perché le loro azioni, da un punto di vista assoluto, dovrebbero essere moralmente più colpevoli di quelle dei felini o dei dinosauri e non essere considerate, invece, conseguenze non punibili dell’indole ed intelligenza limitata che la natura ha dato alla specie umana? Essere dotati di intelligenza limitata non vuole proprio per niente dire essere colpevoli. Le azioni umane, per la materia totale che ci circonda. non hanno assolutamente alcuna importanza maggiore di quelle delle altre speci viventi. Siano esse azioni di balene, di leoni, di uomini, di scarafaggi o di vermi solitari. Tutt’ al più vorrà dire aver avuto lo svantaggio, per quanto riguarda l’umanità, di essersi procurata nel passato e continuare a procurarsi sia nel presente che nel futuro una vita peggiore per non essere stata in grado, a causa della sua intelligenza limitata dalla natura, di costruire una convivenza più piacevole. Oltre che essersi condannata ad una fine anticipata per l’incapacità di conservare integro un pianeta per tutto il tempo che separa entrambi dalla condanna a morte naturale. Senza dubbio, se la natura ci avesse dotati di un’intelligenza mille volte o, esageriamo,un milione di volte superiore, l’umanità si sarebbe risparmiata tante cavolate e tanta inutile sofferenza del passato, del presente e del futuro… o magari si sarebbe già distrutta da tempo perchè sarebbe riuscita a produrre inquinamento terrestre ed armi distruttive di massa molto prima… Anche in Storia, normalmente, le azioni dei popoli e dei personaggi, più questi sono antichi, meno si condannano perché più appaiono come evidente conseguenza dell’ignoranza del tempo. Anche quelle più recenti che, al momento, appaiono estremamente condannabili, fra qualche secolo o millennio verranno viste come conseguenza della tremenda ignoranza dei giorni nostri nei confronti delle mentalità dei prossimi secoli molto più evolute, si spera, di quella di oggi. Basti pensare alle guerre medievali tra i vari staterelli italiani che ora, dopo l’unificazione in un’unica nazione, appaiono semplicemente ridicole come gli ignoranti governanti di allora. Probabilmente fra mille anni, ad una probabile futura umanità mondiale pacificamente riunita sotto un’ unica nazione civile e democratica che riesca a dividere equamente le poche risorse rimaste del pianeta tra tutti i suoi componenti, le devastanti guerre dei giorni nostri sembreranno l’espressione altrettanto ridicola della limitatezza intellettuale dell’umanità attuale. Purtroppo le religioni, ancorate per definizione a quanto detto da una presunta divinità nel passato, esattamente come ai tempi di Galileo, fanno un’estrema fatica ad accettare l’evoluzione della sociologia umana. Al punto tale da continuare a ritenere corretto che, per una vita insignificante, mero punto di separazione tra l’inesistenza di prima e quella di dopo, magari sfortunatamente vissuta nel più totale svantaggio, sia giusto essere condannato eternamente, ad una pena perpetua, senza mai più una fine. O, per converso, avere un premio senza limiti. Con una crudeltà infinita rispetto alla giustizia umana che non considera ormai nemmeno più lecita la condanna a morte o la prigionia senza fine anche solo per quegli insignificanti anni di vita che separano il peggiore colpevole dalla sua condanna a morte naturale. Altro che punizione divina!!!!! Sono solo cavolacci nostri!!!!! L’unico inferno e paradiso esistenti sono quelli che ci procuriamo con le nostre mani!!!!! Sta solo a noi punirci con dolorose scelte fallimentari o premiarci con gratificanti scelte lungimiranti, limitatamente all’intelligenza di cui la natura ci ha dotati. La responsabilità dei creati difettosi ricadono sul creatore Oltretutto, ammesso ma non concesso che ci possa essere una colpa di qualcuno nel momento in cui l’uomo esegue atti errati, tale colpa non può che ricadere su chi lo ha creato con dei difetti. Se la nostra automobile ha un difetto di costruzione che ci procura un’ incidente o ci molla per strada, la colpa è sua o del costruttore? Analogamente, se l’uomo è stato dotato da qualcuno di un’intelligenza talmente limitata da richiedere milioni di anni di errori per riuscire a darsi un’organizzazione decente, la colpa non è certo sua. Per fare un esempio, da quanto dice la religione cristiana, gli angeli non commetterebbero gli sconsiderati errori degli esseri umani. Grazie tante. Semplicemente perché sono stati creati con caratteristiche enormemente superiori all’ uomo. Non certo per merito loro. Anche se, anche lì, qualche difetto di costruzione ci sarebbe stato perché alcuni di essi sarebbero stati creati talmente pirla da farsi sobillare da quell’altro scemo di Lucifero alias Satana alias Belzebù, nemmeno capace di capire l’ enorme inferiorità tra loro e colui che li avrebbe creati… e poi legnati a dovere… per mostrar loro il suo grande amore… Quale grane merito avrebbero allora gli angeli per essere stati creati con un’intelligenza tale da non commettere gli errori degli umani e quale grande demerito avrebbero questi ultimi per commettere tutte le cavolate che la loro intelligenza estremamente limitata ha ritenuto e ritiene legittimo fare, salvo poi ricredersi nei secoli successivi con l’aumento delle conoscenze. In termini assoluti i concetti di merito/virtù/premio e colpa/peccato/punizione/redenzione non hanno assolutamente alcuna ragione di esistere! Bene e Male come concetti da far assimilare dagli individui Nella vita di tutti i giorni la cronaca ci fa assistere quotidianamente alle enormi differenze di comportamento tra individui per bene che agiscono in modo utile alla collettività mentre altri delinquenti sono invece estremamente dannosi per la stessa. Anche ciò, invece che causato, come sostengono le religioni, da una sorta di divina bontà/merito e, all’opposto, satanica cattiveria/colpa non è che la conseguenza del diverso livello di assimilazione dei concetti di Bene e di Male elaborati, al momento, dalla collettività di cui fa parte l’individuo. Tale assimilazione è strettamene dipendente dalla capacità della società, tramite i suoi componenti costituiti dalla famiglia, la scuola, le amicizie, i media, i controlli, le sanzioni ecc…, di inculcare negli individui le regole di convivenza stabilite. Lo dimostra il fatto che, se si va a scavare nel passato degli individui che le rifiutano, si scoprono grosse falle nel processo del loro addestramento sociale. A meno che non abbiano problemi genetici di handicap si va dalle situazioni di scarsa presenza familiare e sociale, fino a situazioni di individui nati in famiglie e quartieri privi di ogni minimo concetto di organizzazione sociale dove, inoltre, la disoccupazione e la sperequazione sociale dominanti spingono gli individui a rifiutare una collettività che li condanna all’emarginazione ed alla miseria. E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che, sia in Italia che nel mondo, la delinquenza è più alta dove la sperequazione sociale e la disoccupazione sono più forti. Non solo in fisica, ma anche in sociologia “Ogni effetto ha la sua causa”! Bene e Male come unità di misura della realtà analoghe a metro, grammo ecc… Altra considerazione, più scientifica, è quella per cui l
  9. Altra considerazione, più scientifica, è quella per cui l’uomo, per poter misurare la realtà che lo circonda, ha inventato tutta una serie di unità di misura che, in natura, non esistono assolutamente.
    Per le lunghezze viene usato il metro con tutte le sue graduazioni quali decimetro, centimetro ecc.. Per i pesi il grammo, per le capacità il litro, per il tempo i secondi ecc…
    Tali unità di misura, non essendo altro che una pura invenzione umana, sono completamente soggettive e variano da collettività a collettività, sia del presente che del passato. Gli anglosassoni usano iarda, oncia, galloni ecc… I Romani antichi usavano la stara ecc…
    Allo stesso modo i concetti di Bene e di Male sono stati inventati dall’uomo per misurare la convenienza delle azioni umane. Con tutta una serie di graduazioni che vanno dal pessimo, al cattivo, al sufficiente, al buono, al discreto, all’ottimo ecc… Ovviamente senza la necessità di arrivare al dettaglio delle altre unità di misura con suddivisione decimale quali metro, litro ecc… che vengono usate nei calcoli scientifici e nella produzione industriale.
    Bene e Male, alla stessa stregua di metro, grammo, litro ecc.. non sono altro che unità di misura inventate dall’uomo per misurare la realtà che lo circonda.

    Bene e Male si stanno rivelando suicidanti errori umani

    Ulteriore prova della non provenienza divina dei concetti di Bene e di Male, è costituita dal fatto che, molto probabilmente, alla fine, non si riveleranno proprio per niente illuminati per l’uomo stesso che, in virtù di essi, come un virus impazzito, ha gia distrutto e sta continuando a distruggere il pianeta su cui vive.
    Ma si riveleranno piuttosto il frutto fallimentare di una specie dotata appena dell’intelligenza necessaria a distruggere il pianeta, ma non di quella necessaria a conservarlo.

    Bene e Male per le altre speci del pianeta sono ben diversi dai nostri

    Se riusciamo a distaccarci per un attimo dal nostro utilitaristico interesse come specie umana, ci accorgiamo che, per tutto il resto del pianeta, in particolare per tutte le altre speci sia animali che vegetali, la comparsa della specie umana ha costituito il Male peggiore che potesse loro capitare per i danni incalcolabili che stiamo causando loro attraverso la distruzione dell’ambiente in cui sia noi che essi viviamo.
    Addirittura,cercando di fare un ragionamento disinteressato e obiettivo il Bene maggiore per loro sarebbe la totale scomparsa della specie umana che permetterebbe la ricrescita della vita naturale del pianeta quasi irrimediabilmente perduta. Almeno fino alla sua fine naturale.

    Bene e Male insignificanti per una realtà totalmente inutile

    Generalmente, i concetti di bene e di male hanno un senso solo se associati al conseguimento di un fine prestabilito quale, ad esempio, la nascita, la conservazione, la crescita di un individuo, di una specie, dell’umanità o quant’ altro. Essi, infatti, stanno ad indicare ciò che è utile (bene) o dannoso (male) alla realizzazione del fine prestabilito. Senza un fine ben preciso da realizzare, diventano privi di alcun senso. Cui prodest?
    Orbene, secondo le religioni il fine supremo dell’esistenza di tutto l’ambaradan multiversale sarebbe il suo godimento da parte dell’umanità… con finale eterna salvezza… la sola parte virtuosa di essa… una minoranza… in sintesi, escludendo quelli che hanno creduto nella religione sbagliata, passata, presente o futura, e quelli che, pur credendo in quella giusta hanno combinato qualcosa di grave… quasi nessuno… molto probabilmente nemmeno i papi delle crociate, delle inquisizioni, delle persecuzioni contro gli ebrei, del nepotismo rinascimentale e dei privilegi dell’ “ancient regime”… con tutto il loro seguito… con finale eterna dannazione…
    Sarebbe cioè la gratificazione di un’ insignificante parte di un’ insignificante colonia di batteri comparsa su di un insignificante granello di polvere chiamato Terra, all’interno di un insignificante granello di polvere chiamato Sistema solare, a sua volta all’interno di un insignificante granello di polvere chiamato Via lattea, a sua volta all’interno di un probabile insignificante granello di polvere chiamato Universo, all’ interno dell’ immensa realtà multiversale. Comparsa, per di più, senza la benché minima fretta data la bellezza di almeno 20 miliardi di anni, e, forse, molto più, che ci sono voluti per la tanto agognata nascita dell’ uomo. Che continuerà ad esistere inutilmente per altri 20 miliardi di anni e, forse, molto più, dopo la scomparsa dell’ uomo. Solo per parlare della realtà per ora conosciuta e tralasciare il prima ed il dopo della suddetta fregnaccia di 40 miliardi di anni, a noi, ancora totalmente sconosciuti.
    Il tutto con l’unico supercalifragilistichespiralitoso fine della salvezza di una specie di batteri umani, abbarbicati sul più piccolo dei granelli di povere di cui sopra, le cui azioni, alla stregua di quelle di tutte le altri speci del pianeta, sono totalmente insignificanti per il resto della realtà totale, che, con i suoi processi inarrestabili, finirà per annullare completamente quanto dall’ uomo affannosamente prodotto durante la sua inutile esistenza condannando l’intera umanità alla più totale inutilità.
    Senza voler sminuire l’ infinita modestia della specie umana, sarebbe troppo impertinente insinuare che sarebbe un pochino sproporzionato creare una tale immensità per la gioia di una tale insignificante specie batterica?
    Vi lascio immaginare le risate se la stessa cosa la pensassero balene, elefanti, leoni, scarafaggi, piattole, vermi solitari, batteri, virus e… chi più ne ha… più ne metta…
    E non siamo forse noi altrettanto insignificanti quanto le altre speci batterica? Perché dovrebbe essere diverso per una specie quale quella umana che, pur vergognandosene sprezzantemente, puah che schifo, da quelle stesse inesorabilmente deriva.
    A meno che uno parta dal presupposto, non molto oggettivo ad essere sinceri, di pensare: “Dato che a noi piace così, dev’ essere per forza così”…
    Ma secondo un ragionamento totalmente disinteressato…?
    Ammesso per un attimo… ma non concesso… che una divinità creatrice, come sostengono i sedicenti “testi sacri”, sia stata tanto sprecona da creare per una tale insignificante specie batterica umana una tale enorme immensità di materia, a tutt’ oggi, tutt’ altro che completamente conosciuta, non si potrebbe assolutamente negare che l‘ipotesi godrebbe di tutta una serie di esaltanti attributi che potrebbero spaziare da quello di “bellissima”, a quello di “poetica”, esageriamo pure, addirittura fino a quelli di “meravigliosa”, “stupenda”, “fantastica”!!!

    Ma, ad una più attenta e tutt’ altro che “bellissima”, “poetica”, “meravigliosa”, “stupenda” e “fantastica”, anzi, diciamolo pure, ad una schifosamente prosaica analisi, sorge spontanea una domanda: “A che cavolo serve veramente tutto ciò”?
    Alla fine della solfa, quando una piccola parte di questi batteri umani saranno finiti in paradiso a farsela buona per sempre ed un’altra grandissima parte di essi all’inferno ad essere dannati per sempre quale grande obiettivo sarebbe stato conseguito, quale grandiosa realizzazione sarebbe stata portata a termine?
    La costruzione di tutta questa materia, quale utilità rappresenterebbe?
    Questa stessa intelligenza superiore che si divertirebbe a fare e disfare continuamente, di quale grande utilità sarebbe?
    Se non fossero mai esistite né essa, né la materia e la realtà non fosse altro che un vuoto totale, quale particolare necessità sarebbe rimasta insoddisfatta? Quale grande obiettivo sarebbe stato mancato?
    In parole povere, a cosa cavolo serve tutto ciò?
    A me non pare che decidere che fine far fare a degli insignificanti batteri sia una cosa così importante. Che siano essi scarafaggi, piattole o vermi solitari o batteri umani.
    Per di più con tutto sto popò di materia. Quando sarebbe stata più che sufficiente la semplice piattaforma della concezione preistorica. Quando sarebbe addirittura bastata la presunta creazione delle anime, senza alcuna necessità di una loro incarnazione materiale in un immenso spreco di mondo materiale, se proprio se ne voleva stabilire la totalmente discutibile bontà da totalmente discutibilmente premiare eternamente o la altrettanto totalmente discutibile malvagità da altrettanto discutibilmente punire eternamente.
    Alla fine, che l’uomo esista o che non esista, che tale materia esista o che non esista, addirittura che un dio creatore esista o che non esista, che cosa cambierebbe al di fuori dell’ egocentrico interesse umano alla massima gratificazione, prima di tutto terrena e poi, data l’inevitabile fine, esagerando, anche ultra terrena, e, stra-esagerando, pure per sempre, con un godimento senza limite di entità e di tempo? Anche un’entità creatrice non sarebbe altro che un’ entità perfettamente inutile che non fa altro che creare materia organica ed inorganica totalmente inutile.
    A questo punto un dubbio sgorga spontaneo: “Ma non sarà mica piuttosto una tale inutile realtà una semplice conseguenza dell’ ineluttabile ed improgettuante Caso. Con una realtà, nella sua totalità, perennemente uguale a se stessa, in un presente continuo, senza alcun concetto di spazio e di tempo, puramente inventati dall’ uomo. All’ interno della quale avvengono perennemente fenomeni di esplosione e implosione, con conseguente comparsa e scomparsa di mondi e organismi organici ed inorganici, che non ne modificano per niente il suo aspetto complessivo che si conserva da sempre e per sempre uguale a se stesso.
    E, quindi, con una semplice giustificazione perfettamente naturale in virtù della quale il nulla non può esistere in alternativa alla materia esistente, nè prima né dopo di essa. Giustificazione perfettamente naturale che, al pari di quella di fenomeni quali, formazione dell’universo, comparsa della vita e dell’uomo sulla terra, eclissi, fulmini, malattie ecc…, che l’uomo ha scoperto nel tempo in alternativa al semplicisticamente fiabesco intervento divino, prima o poi verrà individuata dall’ Einstein di turno. Con il dovuto beneficio d’inventario che l’uomo non riesca a scoprirla prima della propria inevitabile estinzione, al cui prematuro raggiungimento si sta prodigando con tutte le sue forze.
    Morale della favola: tutto ciò che esiste non può che essere totalmente inutile, oltre che inesorabilmente e casualmente inevitabile.

    Bene e Male umani distruttivi della realtà creata da un eventuale dio

    Ad essere maligni fino in fondo si potrebbe perfino dire che la migliore dimostrazione della non esistenza di Dio è la comparsa dell’uomo che un dio non avrebbe mai creato per non farsi distruggere, dagli egoistici criteri di Bene e di Male di quest’ ultimo, tutto ciò che avrebbe così armoniosamente costruito.

    Bene e Male umani emanazione di una specie totalmente insignificante

    D’altra parte l’influenza dell’uomo sulla realtà universale, anzi multiversale, è talmente nulla che le sue azioni non contano un fico secco nell’ ambito della materia infinita. Anche se, come già fatto in passato sull’ isola di Pasqua, con l’accanimento distruttivo che sta impiegando, arrivasse a causare la distruzione totale di tutta la fauna e la flora terrestre, o di tutti i pianeti su cui riuscirà ad arrivare, non gliene fregherebbe un bel niente a nessuno. Se le azioni umane fossero determinanti per il corretto funzionamento della realtà esistente potrebbe anche essere ipotizzabile che l’uomo debba rispondere della gestione di essa di fronte ad un eventuale creatore potrebbe averlo nominato custode di essa. Ma dato che l’ umanità verrà spazzata via nella più totale inutilità dalle successive esplosioni ed implosioni della materia in cui è immersa a chi volete che interessino le insignificanti scoreggie, atomiche e non, che essa può produrre?

    Bene e Male inalterati dalla comparsa di Gesù Cristo

    La comparsa sulla Terra di Gesù Cristo non ha per nulla modificato le azioni umane. L’unica differenza è che, prima di lui gli esseri umani si scannavano in nome di Amon, Zeus, Giove, e… chi più ne ha… più ne metta…. Dopo di lui hanno continuato scannarsi esattamente come prima. A volte addirittura in nome di Gesù (Deus lo volt).

    La comparsa dell’umanità come conseguenza del caso

    Tutto ciò che è nato, tenuto conto dell’immensità della casistica dell’ immensità dei fenomeni universali nell’infinità della materia, deve la propria comparsa ad una fortuna, buona o cattiva che sia, enormemente superiore a quella che farebbe vincere il più improbabile Superenalotto umano.

    Dio non è nemmeno capace di farsi riconoscere univocamente

    Riassumendo la situazione della religione dell’umanità, prima c‘erano gli spiriti dei boschi. Poi gli dei. Poi c’hanno detto che dio è uno solo e che ci ha dato certe regole. Poi è arrivato un altro che ci ha detto che le regole non erano esattamente quelle. Poi è arrivato un altro ancora che ha detto che le regole erano ancora diverse. Senza contare tutte le sotto-religioni, le eresie, tutti quelli che non hanno avuto seguito ecc… Secondo i popoli orientali che non avevano contatti con quelli occidentali, la divinità è tutta un’altra cosa.
    Come possibile che un dio onnisciente, onnipotente, onnipresente… onni… chi più ne ha più ne metta… non sia nemmeno capace di farsi conoscere con chiarezza inequivocabile da tutta l’umanità come altre realtà inequivocabili quali il sole, il mare, ecc… ?

  10. TUTTE QUESTE PAROLE PER DIRE “NON CREDO IN DIO?” -QUANDO HO ACCANTONATO LA PRESUNZIONE ED HO CERCATO A CUORE APERTO LA “VERITA” IO L’HO TROVATO DIO. LA MIA VITA HA FATTO UN SALTO DI QUALITA’ E SONO FELICE.- QUALORA TI SENTISSI INFELICE,PROVA A FARE COME ME.-

  11. Splendido intervento Giuliano.
    Approfitto per chiedere se qualcuno ha notizia di una prossima replica del programma, purtroppo non sono riuscito a vederne se non alcuni spezzoni e mi piacerebbe riguardarli con calma.
    Chissà per quale motivo il servizio pubblico di mamma Rai ci tormenta continuamente con trasmissioni insulse mentre relega ad orari impossibili per gli umani questi rari avvenimenti?

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