Gli americani sempre molto religiosi (anche se a volte da soli)

L’America resta una nazione di credenti, anche se molti americani non considera la propria religione come

l’unico approccio alle tematiche spirituali. È uno degli aspetti più interessanti cui è giunta una vasta indagine (che ha coinvolto circa 35.000 persone) condotta dal centro di ricerche specializzato Pew Forum on Religion and Public Life da cui emerge tra l’altro che il 92% degli americani crede in Dio e il 58% prega almeno una volta al giorno. Curioso il fatto che mentre il 75% si dichiari convinto dell’esistenza del paradiso, quando si passa all’inferno, la percentuale scende al 60%. Vista l’imminenza delle elezioni presidenziali, non poteva mancare una sezione del sondaggio dedicata agli intrecci tra religione e politica. “Gli appartenenti a fedi non cristiane –affermano gli estensori del rapporto- tendono ad essere più moderati e liberal”. Addirittura i due terzi di ebrei, musulmani, hindu e buddhisti si dichiarano democratici. Insomma, un’America ancora molto religiosa, ma sempre un po’ più “fai-da-te”.

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9 Risposte

  1. So che può sembrare sbagliato giudicare le convinzioni dell’altro…
    ma a me non vanno giù molto le religioni “fai da te” perchè prendono solo quello che gli interessa, tralasciando quello che invece non gli conviene così, secondo me, da non cogliere pienamente i frutti veri dello spirito… un pò il contrario di quelli che praticano ma che alla fine non seguono quello che praticano

  2. Sì, però vedi, il *fai-da-te* in materia religiosa è solo uno dei tanti che accompagnano l’esistenza dell’uomo post-moderno. Si preferisce fare da soli in tanti campi *e* anche in quello religioso – spirituale. Ma non si può parlare di quest’ultimo senza considerare anche gli altri; sarebbe come cercare di debellare una malattie curandone solo i sintomi.

  3. Il ‘fai-da-te’ mi ha sempre messo molta paura, ma credo che sia la conseguenza a tanta solitudine, pregiudizio e, forse, a mancanza di capacità pastorali di accompagnamento dell’altro. Se ci fosse più capacità di accoglienza, ci sarebbe meno ‘fai-da-te’.

  4. Vero anche questo, però non credo scomparirebbe del tutto. Il desiderio umano di fare da soli è troppo connaturato in lui (del resto fecero così anche Adamo ed Eva…).

  5. Io penso che l’uomo per natura cerchi sempre di “adattarsi” le cose. E penso che la Fede sia una di queste cose. E’ normale e molto umano cercare di cucirsi addosso certe regole che sono oggettivamente molto rigide, piuttosto che adattarsi ad esse . Occorre dialogo, disponibilità e apertura. E soprattutto è necessario avere una buona guida spirituale, e oggigiorno è cosa rara. I pochi fortunati (come me) che l’hanno trovata ringraziano il Signore ogni istante!

  6. Già, Marta, penso tu abbia ragione; Anche Annalisa, in pratica diceva la stessa cosa, sia pure con parole diverse.

  7. Forse diciamo cose simili, anche se con parole diverse, perchè abbiamo la fortuna di aver incontrato padri spirituali e guide che ci distolgono dal ‘fai da te’. Credo che sia questione non solo di fortuna, ma anche di saper tanto cercare.

  8. Mi hai fatto venire in mente un vecchio detto: quando è pronto il discepolo, arriva il maestro.
    Magari non è letterale, ma il senso è questo. Non ricordo di chi è, però, ma non ha molta importanza.

  9. Io credo che a volte si esageri con la demonizzazione del tempo presente. Si rischia di cadere nel mito dell’età dell’oro: si stava meglio prima… Il fai de te è sempre esistito. Forse si diceva di meno. Ora lo si ammette sulla pubblica piazza. Sono d’accordo che sia sbagliato – per quanto tipicamente umano – aggiustarsi le cose da sè. E’ anche vero che questo non sempre accade per pigrizia o per voglia di comodità. Magari nasce da un vuoto di risposte. Non credo che basti seguire pedissequamente le regole per trovare risposte. Dio non è in questo. Non il Dio in cui credo io, almeno. Annalisa parla di “mancanza di capacità pastorali di accompagnamento dell’altro”. Ne faccio le spese in prima persona. E allora viene naturale rivolgersi direttamente a “Lui” – e cadere in un simil “fai da te”. Vedo troppo spesso uno scollamento tra vita e religione, e la cosa mi preoccupa. Mi rende la vita difficile, in prima persona. E rischia di minare la mia fede. Perchè di pastori ne vedo pochi, e vi assicuro che ho cercato e cerco in continuazione. Forse donmo mi potrebbe dire che il discepolo non è pronto, e quindi non arriva il maestro… ma come fa il discepolo a divenire pronto, senza maestro?

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