John Templeton: un’esistenza a cavallo tra affari e spiritualità

Quello di John Templeton è un nome forse sconosciuto ai più. Ed è un peccato, perché il finanziere scomparso alla biblica età di 95 anni e ora celebrato quasi esclusivamente per le sue capacità nel campo degli affari, era anche un filantropo ed un cristiano a tutto tondo che non aveva timori di professare la propria fede. Riprova ne sia il fatto che è dovuta alla sua iniziativa (tramite la Fondazione che porta il suo nome) l’istituzione dell’omonimo premio che ora viene considerato una sorta di “Nobel delle questioni spirituali”. Anche l’Italia ha avuto la sua voce in capitolo, in quanto nel 1977 il premio fu attribuito a Chiara Lubich, una delle personalità migliori che il cattolicesimo italiano abbia dato alla Chiesa nel dopoguerra, fondatrice del Movimento dei Focolari e scomparsa recentemente. L’ultima edizione del Templeton Prize è invece andata a Michael Heller, una singolare ed affascinante figura di scienziato, filosofo e sacerdote. Non fosse servita che a far conoscere tali figure, l’esistenza di John Templeton sarebbe servita a qualcosa. E certamente Lassù gli servirà più questo che l’essere stato tra i principali diffusori dei fondi comuni nel mercato americano. Insomma, il mondo degli affari non è fatto solo di gnomi.

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