Pete Eckert: il fotografo cieco che insegna a vedere l’invisibile

Pete Eckert è davvero un artista straordinario. Non soltanto perché ha vinto il prestigioso premio di fotografia Exposure, ma anche per la sua storia personale, sintetizzata in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera e disponibile in questa rassegna stampa (come fonte viene indicata Repubblica, ma è un errore). Pete è infatti cieco, ma questa sua condizione non gli ha impedito di dedicarsi con passione al mondo dell’arte fino ad applicarsi alla fotografia con risultati che definire lusinghieri è poco. Come faccia un cieco a fotografare è spiegato molto bene nell’articolo, che lasciamo perciò alla lettura personale. Ma in questa sede la particolarità da segnalare è un’altra: la prima persona a credere in lui, si spiega sempre nell’articolo, è stata Susan Finkleman, un’artista californiana che gli ha chiesto di fotografare le sue nozze ebraiche. Ma la cosa più straordinaria è la motivazione che la spinta a rivolgersi proprio a lui: «Il matrimonio – ha infatti spiegato – è uno dei giorni più importanti e spirituali nella vita di un individuo. Nessun altro sarebbe riuscito a cogliere questo aspetto meglio di lui». Bellissimo. Viene in mente il Piccolo Principe: l’essenziale è invisibile agli occhi. Ci voleva un cieco per ricordarcelo. Qui (dopo la pubblicità, mannaggia) è possibile vedere Pete al lavoro all’interno di una chiesa.

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2 Risposte

  1. […] vedono le stesse cose, non danno tutti lo stesso senso a ciò che vedono, ma tutti, proprio tutti (salvo una straordinaria eccezione) utilizzano il senso della vista per approcciarsi al mondo e per comunicare ad esso i loro […]

  2. La sintonia con la realtà è molto più importante e efficace del contatto con la realtà stessa: la sintonizzazione energetica con essa permette di accedere allo spirito naturale della persona e della cosa/persona che si vuole incontrare. Anche nel campo della parola, ad esempio, uno può percepire se le parole che dice siano sono sentite superficialmente o accolte nella comprensione, percependo e “vedendo” la gradualità della sintonia di ascolto, e regolandosi di conseguenza.
    Ad esempio, mentre uno annuncia un messaggio allo stesso tempo può percepire il grado di ascolto e quindi calibrare meglio la parola. Questo non solo nel campo dei sensi, ma anche in quello dell’invisibile (percezioni spirituali).

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