Svizzera: la natura? E’ meglio della chiesa

E voi? Dov’è che vi sentite più “spirituali”? In chiesa o in mezzo alla natura? La domanda è meno peregrina di quanto potrebbe sembrare, visto che è stata oggetto (non da sola, ovviamente) di un serioso sondaggio effettuato dall’agenzia specializzata zurighese GFS per conto di Reformierte Presse (qui l’ultimo numero in PDF) il periodico delle chiese evangeliche della Svizzera tedesca. Sorprendenti fino ad un certo punto i risultati: il 41% dei mille intervistati ha infatti dichiarato essere la natura il luogo più appropriato per vivere le proprie esperienze spirituali, mentre la chiesa si ferma ad un 16%. Interessanti anche le risposte relative alla definizione di “spiritualità”: il 26% degli interpellati l’ha definita infatti come “ricerca del proprio centro”, ma soltanto un 5% di loro ha messo in relazione tale concetto con una funzione religiosa. Insomma, anche in questo caso quella che sembra prevalere è l’avanzare della religiosità-fai-da-te che già notavamo in altre occasioni.

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11 Risposte

  1. Questi sono piccoli input che la Chiesa tutta, non solo quella cattolica, dovrebbe prendere in seria considerazione. C’è sempre più bisogno di un contatto con Dio, ma di un contatto diretto, senza intermediari.

  2. Marta Marta… mi starai mica diventando per caso protestante 😉
    Dai, scherzo!

  3. Il fatto è che ci vorrebbe qualche segno tangibile di novità……..

  4. Lo so… infatti mi sono ricordato pure delle Messe in giardino di cui parlavi tempo fa

  5. Mah… io credo di essere diventata un’agnostica relativista già molti anni fa…
    Detto questo: più che di religiosità fai-da-te io parlerei di spiritualità individuale. Non ci trovo proprio niente di male nel coltivare la propria spiritualità anche in modo autonomo. Le sovrastrutture ingessate e rigide stanno mostrando la corda ormai, il mondo è cambiato, la cultura è cambiata e con essa la sensibilità personale. Invece di liquidare il discorso arroccandosi sulle posizioni dure e pure di chi ritiene che la verità risieda nella ritualità liturgica, forse varrebbe la pena di mettersi in ascolto e in dialogo con altri modi di sentire, e farsi interpellare seriamente.
    A volte si ha la sensazione che sia più importante seguire i precetti che seguire il messaggio centrale del Nuovo Testamento, che invita ad amare Dio e il prossimo sopra ogni cosa (Dio, il prossimo e anche il creato, come ci ha insegnato il Poverello di Assisi).

  6. P.S. Ovviamente donMo so benissimo che tu fai parte di quelli che si lasciano interrogare. Era un discorso generico!

  7. Beh, certo Sandra, occorrerebbe davvero contemperare tutte e due le cose: ricerca/cammino individuale e comunitario. Del resto l’et/et è tipicamente *cattolico* (nel senso più pieno ed etimologico del termine, non riferito ad una chiesa, ovviamente).

  8. In fondo le grandi religioni sono nate a contatto con la Natura, no?
    Abramo, Mosè, Gesù, Maometto peregrinarono nel deserto, i monaci tibetani che vivono sul “tetto del mondo” o certi monasteri nostrani che sono in posti incantevoli.
    La maestosità, la potenza, della Natura sono senz’altro ispiratrici

  9. Molto interessante notare come la chiesa, sia intesa come istituzione, sia come il luogo stesso dell’incontro con Dio, stia attraversando un periodo di grande cambiamento in ogni ambito confessionale. Per molti aspetti, e non mi riferisco solo ad un determinato ambiente (vale per protestanti e cattolici nella stessa misura) le persone hanno sete di spiritualità genuina e di incontrare Dio personalmente ma spesso non si identificano più con certe rigide se non addirittura “morte” pratiche religiose che a volte confondono e allontanano le persone proprio dal Dio d’amore che dicono di rappresentare . Se da un lato c’è bisogno di rivalutare la chiesa come istituzione divina ravviso d’altro campo un urgente bisogno di cambiamento nel modo di fare ed di essere “chiesa” e comunità, arrivando anche ad essere disposti a lasciare tradizioni e modi di fare pieni di religiosità posticcia ma vuoti di vero cristianesimo nel cuore. So che sto toccando un terreno pericoloso, ma credo che la chiesa per tornare ad essere rilevante per il 21esimo secolo debba tenere conto che la gente è assuefatta dalle risposte preconfezionate ma ha bisogno di vedere la Parola di Dio ed i valori cristiani messi in pratica da tutti quelli che dicono di essere discepoli di Gesù. E la presenza di Dio non è relegata ad un luogo preciso, perché lo Spirito Santo è dovunque ci sia un cuore disposto ad accoglierlo!

  10. Credo che tu abbia ragione. La questione di come parlare alle persone del nostro tempo è *la* questione centrale di oggi e questo accomuna davvero tutte le chiese cristiane. E’ un argomento davvero interessante e sul quale spero di soffermarmi ancora.

  11. Invece di riflettere sul fatto che in molti hanno ormai capito e assimilato che siamo tutti parte della Natura e che dio è solo una invenzione per raccogliere offerte, state a sorridere sui sondaggi che lo dimostrano.

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