Cantico dei Cantici e Passione secondo Matteo: due rivisitazioni in musica quanto mai attuali

«Il mondo intero non è degno del giorno in cui il Cantico dei Cantici è stato dato a Israele. Tutti i libri sono santi, ma il Cantico è santo dei santi». Questo detto di Rabbi Aqiba contenuto nella Mishnah dice da solo l’importanza da sempre attribuito a questo libro biblico. È quindi da salutare con favore la messa in scena domani a Milano, al Teatro degli Arcimboldi, nell’ambito di MiTo e “Aperitivo in concerto”, dell’adattamento musicale del Cantico ad opera di due autentici mostri sacri: Lou Reed e Laurie Anderson. La rappresentazione, opera di un altro mostro sacro della musica contemporanea che risponde al nome di John Zorn, prevede una prima parte eseguita da un quartetto (chitarra, arpa, contrabbasso e vibrafono/percussioni). La seconda parte dell’opera vedrà in scena un quintetto di vocalist e di attori che canteranno e reciteranno brano del bellissimi libro biblico.

E visto che siamo in tema di rivisitazioni, non si può non citare Water Passion, opera del compositore cinese Tan Dun la cui prima esecuzione si è tenuta venerdì e sabato scorso a Rimini, che propone un’originalissima versione della Passione secondo Matteo di J. S. Bach. Maniere senz’altro “eccentriche” (nel senso più nobile del termine) di accostarsi al testo biblico, ma non per questo meno efficaci.

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