Christmas Film Festival: la spiritualità del Natale oltre i cinepanettoni

Una valida alternativa ai cinepanettoni, ma non solo, questo vuole essere il Christmas Film Festival, che prende il via domani nelle Langhe per concludersi con l’Epifania.

Ideato ed organizzato dall’Associazione Palladium Productions, il Festival, nelle intenzioni degli organizzatori, intende essere un luogo di scambio tra diverse culture e tanti modi di fare cinema, accomunati da una grande qualità e da un argomento che ha affascinato tutti i più grandi registi, da Tim Burton a Frank Capra da Paul Haggis a Pupi Avati.

Proprio quest’ultimo sarà ospite del festival e in un’intervista svela un suo sogno nel cassetto: un film sul Natale diverso da solito, “ un mio Natale indimenticabile, durante la guerra, a Sasso Marconi, dove eravamo nascosti… di come mio padre e mio zio si fossero avventurati una notte verso Bologna  con il rischio della vita, solo per recuperare una Madonna e un asinello che mancavano per il presepe… è un ricordo vivissimo, è per me l’archetipo di tutti i miei Natali…chissà….”.

Sì, decisamente qualcosa di estremamente lontano dai cinepanettoni.

Dear God: il sito per veri oranti 2.0

Davvero un progetto molto interessante (e ovviamente made in USA) questo Dear God, che consiste in una sorta di social network per oranti autenticamente 2.0. Non occorre neppure registrarsi al sito e questo rende estremamente semplice inviare la propria preghiera, che sarà condivisa con gli altri utenti e commentata da essi. Insieme alla preghiera è pure possibile inviare una foto, ed in effetti ce ne sono di molto belle.

Per non perdersi neppure un aggiornamento, è possibile sottoscrivere una mailing list, mentre il sito è navigabile per tag che danno un’idea sufficientemente chiara degli argomenti preferiti dagli oranti online ed un apposito motore di ricerca interno permette approfondite indagini all’interno del sito.

Un apposito disclaimer avverte che il progetto è totalmente indipendente, non denominazionale, che non si tratta di un gruppo new age e che non esistono rapporti o affiliazioni con chiese, gruppi od organizzazioni spirituali o religiose.

Peccato solo per la barriera della lingua, verrebbe da dire (anche se c’è da augurarsi che a qualcuno non venga in mente di tradurre il sito in latino).

Arriva il primo catalogo dei santini (e Gramsci ringrazia)

Magari a qualcuno il solo nome fa venire l’orticaria e rievoca soltanto qualcosa di polveroso e stantio, eppure i santini hanno tuttora schiere di appassionati per i quali è stato presentato ieri a Roma il “Primo Catalogo Guida Internazionale dei Santini” edito da Unificato, una casa editrice specializzata in pubblicazioni per collezionisti.

Il volume classifica, con relativa quotazione indicativa, oltre 2000 immaginette sacre, provenienti da diversi paesi tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera, Stati Uniti, Russia, Cuba e America Latina. Il catalogo si apre con i primi esemplari del Cinquecento e si chiude con le “Perle”, cioè con quelle immaginette sacre insolite e preziose, sia per l’utilizzo di materiali pregiati (santini su stoffa, con oro, ed altro) e per le tecniche di produzione (collage, canivet, santini traforati di pizzo con sorpresa, tridimensionali, ecc.).

Introducendo il volume, il vaticanista Antonio Gaspari scrive che “Per secoli, la forma più diffusa e popolare di trasmissione della preghiera, di venerazione e culto delle immagini dei santi, di educazione alle virtù cristiane, di racconto della storia della Chiesa attraverso le gesta dei suoi beati, martiri, Papi, mistici e vergini, è stata possibile grazie all’ideazione, alla produzione e alla diffusione delle immaginette sacre”. E se qualcuno avesse dubbi sulla loro efficacia, la presentazione del volume è stata anche occasione per annunciare la conversione in punto di morte di Antonio Gramsci, conversione alla quale pare non sia stato estraneo proprio un santino. Difficile dire se la cosa sarebbe stata possibile se l’immaginetta sacra fosse arrivata via sms.

Settimane Sociali di Francia: le religioni non sono una minaccia ma una risorsa

Va beh, è il terzo post consecutivo dedicato alla Francia, ma la cosa è assolutamente casuale. Bisogna parlare ancora dei cugini d’Oltralpe perché a Lione si è conclusa l’ottantatreesima Settimana Sociale, un appuntamento molto importante per il locale cattolicesimo. “Le religioni: minaccia o speranza?”, questa la tematica della Settimana, che ha prodotto due documenti: un Messaggio finale e una Dichiarazione interreligiosa.

Il Messaggio afferma tra l’altro che “le religioni non sono una minaccia ma rappresentano una risorsa per le società, un patrimonio etico da valorizzare”. Il documento invita anche a “non minimizzare le convinzioni religiose presentandole come moraliste o arcaiche, non discriminare le persone in base alle proprie convinzioni religiose, promuovere a vari livelli incontri interconfessionali ed interreligiosi”.

Affermazioni importanti vengono anche dalla Dichiarazione interreligiosa, firmata da cristiani, islamici ed ebrei. I firmatari affermano tra l’altro che “il principio di separazione del politico e del religioso è per noi una premessa e una condizione per ogni esperienza religiosa e politica serena. Ma questa premessa non è semplice neutralità, deve essere accompagnata da un atteggiamento di rispetto, da un desiderio di conoscenza e di riconoscimento dell’altro, anche se non condividiamo la stessa fede e le stesse convinzioni”.

C’è solo da rammaricarsi che appuntamenti del genere abbiano così poco posto nella stampa mainstream (non solo in Italia, ma pure nella stessa Francia, e non è che la cosa consoli).

“Monte le son”: una scuola di preghiera in Rete accompagna i giovani di Lilla

“Nel tempo del telefono cellulare e dell’Internet è probabilmente più difficile di prima proteggere il silenzio e nutrire la dimensione interiore della vita. E’ difficile, anche se spesso ne sentiamo forte la nostalgia. Difficile, ma necessario”.

Così il direttore della Sala Stampa vaticana, P. Federico Lombardi, dichiara all’interno di un articolo significativamente intitolato “Non perdere la vita di preghiera con Internet”. Uffa, ma perché, appena si accenna alla Rete, scatta quale riflesso pavloviano la messa in guardia dai suoi rischi? Il medesimo P. Lombardi (e non solo lui) sarà quindi lieto di sapere che Internet non solo può non essere di ostacolo, ma addirittura di ausilio alla vita di preghiera. Monte le son (alza il volume) è per esempio un progetto molto interessante messo in atto nei giorni scorsi dalla diocesi francese di Lilla (ne ha parlato anche il quotidiano La Croix) che consiste in un’autentica scuola di preghiera scaricabile dalla Rete.

<<Per quattro settimane –spiega l’articolo- il giovane internauta si connette al sito grazie ad un codice ricevuto all’iscrizione. Può consultare consigli pratici, scaricare un’icona di Taizé per il suo angolo di preghiera, e soprattutto scoprire ogni sera la “scheda quotidiana” per il giorno dopo. Semplice e pedagogica, questa scheda può essere letta, ascoltata o scaricata in formato MP3 per guidare la preghiera>>.

Nessun rischio, nessun pericolo, come volevasi dimostrare.

Cristo o un criminale? La locandina di un film fa discutere in Francia

È appena uscito in Francia il film L’ennemi public n. 1 – 2eme partie, seconda parte di una miniserie diretta da Jean-François Richet e dedicato alla vita del gangster Jacques Mesrine. Il film è interpretato da Vincent Cassel (più noto per essere il marito di Monica Bellucci) e la pellicola sta provocando polemiche Oltralpe per via della locandina pubblicitaria (clicca qui per ottenerne un’immagine ingrandita ma fai attenzione se sei suscettibile perchè è un’immagine molto cruda).

Non ci vuole infatti molta fantasia per accorgersi che la medesima ricorda molto da vicino quella del film di Mel Gibson La Passione di Cristo, che a sua volta provocò infuocate polemiche per via delle scene giudicate da alcuni eccessivamente pulp. In questo caso, a far discutere è soprattutto il fatto che il criminale Mesrine verrebbe così presentato come vittima espiatoria della violenza della Stato e della repressione della polizia.

Insomma, sembra di essere ancora una volta in presenza di un uso quanto meno partigiano e strumentale del simbolismo e dell’immaginario religioso simile a quello di cui parlava l’amica Giovanna qualche giorno fa. E comunque ognuno possa pensarla, i creativi il loro scopo lo hanno raggiunto di sicuro, visto che siamo qui a parlare della cosa.

Aurea: la Borsa del turismo religioso che fa bene all’anima (e all’economia)

Prende il via oggi a Foggia Aurea, la Borsa del turismo religioso (una sorta di fiera del settore, insomma). Si tratta di una manifestazione importante in quanto è l’unica specializzata a livello nazionale e internazionale per la promozione di destinazioni, itinerari, luoghi di culto, strutture, eventi e servizi del settore.

Partecipano un’ottantina di operatori italiani ed internazionali, tra cui esponenti di Giordania, Croazia, Grecia, Israele e Palestina. Sono previsti convegni, dibattiti, tavole rotonde, tra cui una sull’evoluzione del settore, un convegno sull’arte cristiana e la presentazione di un corso per incaricati del turismo, sport e pellegrinaggi, promossi dalla Cei.

Gli organizzatori sottolineano con soddisfazione come Aurea si ponga “come punto di riferimento di un segmento in continua crescita, considerato ormai il volano economico per lo sviluppo dell’industria del turismo a livello internazionale, contando su 300 milioni di viaggiatori all’anno con un fatturato di 18 miliardi di dollari”. Da non sottovalutare neppure il fatto che “il turismo religioso, rompendo gli argini codificati negli anni e assecondando il profilo del nuovo viaggiatore-pellegrino, alla ricerca di occasioni che arricchiscano la sua crescita interiore, rispettoso dell’ambiente ed esploratore attento della propria anima attraverso la cultura dei territori, si impone oggi sul mercato domestico con un + 20% e su quello internazionale con un + 36%, generando in Italia un giro d’affari di oltre ”.

Magari a qualcuno potrà fare effetto questo accostamento tra sacro e profano, ma in tempi di recessione economica e di secolarizzazione (e pure questo è un accostamento che potrà far discutere) si tratta senz’altro di un evento degno di rilievo.