ONU: luci ed ombre alla Conferenza sul dialogo interreligioso

Luci ed ombre sulla Conferenza internazionale sul dialogo interreligioso sul tema “Culture di pace” promossa dal re dell’Arabia Saudita Abdullah nella sede dell’ONU a New York e che si è conclusa ieri.

Tra le luci c’è senz’altro da registrare come sia positivo che decine di rappresentanti di altrettanti Paesi del mondo – tra cui diversi capi di Stato – si confrontino con un tema (quello del dialogo interreligioso, appunto) che normalmente non figura di certo tra le priorità. Lo stesso cardinal Tauran, massima autorità vaticana nel settore, ha dichiarato che “Le Religioni, nonostante le debolezze e le contraddizioni dei loro seguaci, sono messaggere di riconciliazione e di pace”.

Ma, appunto, non mancano le ombre, come fa notare AsiaNews in un articolo in cui tra l’altro sono evidenziati anche gli aspetti positivi nell’appuntamento newyorkese. Per esempio: <<Non sono mancate voci stridenti, come una frase del premier palestinese Salam Fayyad che, parlando di Gerusalemme, l’ha descritta come “il terzo luogo più sacro per l’islam, dove Maometto è asceso al cielo e dove Gesù, il cristiano, è risorto”, senza neppure nominare gli ebrei>>. Insomma, certamente non si può dire che sia stata un’occasione sprecata, ma certamente qualcosa di più sarebeb stato auspicabile.

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