Dialogo interreligioso: un itinerario tra mostre fotografiche e mensole per librerie

Tra gli eventi programmati in occasione dello Josp Festival, il festival internazionale del turismo religioso di cui parlavamo ieri, ce n’è uno dedicato al dialogo interreligioso che merita una segnalazione a parte. Si tratta di un percorso fotografico per descrivere, rappresentare e approfondire le diverse religioni che presenti a Roma cercando in ognuna di esse il legame tra la fede e l’appartenenza alla comunità, intesa come identità di un popolo e delle proprie tradizioni.

“Nel nome di”, questo il nome del progetto, è opera del collettivo fotografico WSP, composto da giovani fotografi freelance operanti in particolare nel campo del reportage sociale e di attualità, e ritrae diversi culti professati nella capitale, tra i quali il Cristianesimo cattolico, la Chiesa copta-ortodossa, la Pentecostale, quella di Gesù’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, l’Ebraismo, l’Induismo, l’Islamismo e il Buddismo. Gli scatti colgono momenti di preghiera e celebrazione, ma anche momenti specifici di alcune tradizioni che contemplano aspetti di convivialità e socialità. Ogni fotografo e’ stato prima osservatore, poi partecipante, infine fotografo, nel tentativo di cogliere con rispetto delle differenze un filo comune, in tempi in cui la convivenza e l’integrazione risultano così difficili o temuti.

E sempre in tema di dialogo interreligioso, cosa dire di questa mensola per libreria “religiosamente corretta”? Progettata per disporci sopra i libri fondativi delle , i medesimi, una volta allineati, risulteranno tutti alla stessa altezza. Facile con il design, meno facile nella realtà.

Josp Festival: al via il primo festival dedicato ai “viaggi dello spirito”

“Cantiamo pure ora, non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla fatica. Cantiamo da viandanti. Canta ma cammina. Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia. Canta e cammina.”. questa citazione tratta dalle opere di Sant’Agostino fa da leit motiv alla prima edizione Josp Fest, “Journeys of the Spirit Festival”, il primo festival internazionale esclusivamente dedicato ai “viaggi dello spirito”, organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi, e che prenderà il via dopodomani, giovedì, a Roma.

Il tema della prima edizione di Josp Fest (“Canta e Cammina”, appunto” è stato scelto perché descrive concretamente l’esperienza del pellegrinaggio. Il camminare infatti è una sfera della vita e, insieme al canto, aiuta a superare gli ostacoli che si trovano lungo il cammino, specialmente se è condiviso con gli altri.

«Il pellegrinaggio – spiegano gli organizztori –, che risale ai tempi dell’Impero egiziano quando le persone che risiedevano in periferia si spostavano in città per partecipare ad incontri religiosi, oggi è per lo più associato ad uno stereotipo di “viaggio” rivolto alla sola fascia di età matura. Proprio per questo Josp Fest rappresenta una grande opportunità di sfatare questi luoghi comuni, e di riqualificare il pellegrinaggio all’interno dell’industria del turismo, puntando sugli aspetti dinamici che un’esperienza del genere offre a chi la vive».

E per sfatare l’idea del pellegrinaggio vista esclusivamente come “roba da vecchi”, gli organizzatori hanno davvero predisposto un parterre di eventi di tutto rispetto. Anche i numeri sono di tutto rispetto: centocinquanta espositori provenienti da 4 continenti, convegni a tema, workshop, tavole rotonde, appuntamenti musicali e culturali. Il turismo religioso sembra davvero avere un futuro, insomma.

Fabrizio De Andrè: un ricordo a dieci anni dalla morte tra musica e spiritualità

Bella la trasmissione speciale di Che tempo che fa dedicata ieri sera a Fabrizio De Andrè nel decennale della morte. Magari a volte, nonostante le buone intenzioni di Fabio Fazio, c’è stata pure qualche scivolata nella retorica che allo stesso Faber e a tutti coloro che lo amano (ma c’è qualcuno che non lo ama?) non sarebbe piaciuta. Ma pure questo, forse, è stato un tributo da pagare per una trasmissione che rientra comunque di diritto nel ristretto novero di quelle che non faranno rimpiangere di dover pagare il canone tv.

Comunque, in questa sede, vale la pena sottolineare la dimensione spirituale dell’opera del grande cantautore genovese, sviscerata tra l’altro in due volumi: Il vangelo secondo De Andrè e La dimensione religiosa nelle canzoni di Fabrizio De Andrè. Entrambi i volumi sono peraltro citati in un articolo pubblicato dal quotidiano Avvenire un paio di giorni fa.

“Ascoltare e leggere De André –come è stato giustamente notato– era ed è comunque un atto di avvicinamento se non alla fede, certamente alla figura di Gesù che nota dopo nota, verso dopo verso si conferma “oggetto” di profondo rispetto anche per chi, cristiano non è”.

Ma non solo la figura di Gesù è stata presente nell’opera di Fabrizio: come dimenticare Tre madri e Ave Maria?

E per finire, una citazione:

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento
da “Preghiera di gennaio” – Volume I (1967)

Un grande che ci mancherà. Inutile, ma inevitabile, sottolinearlo.

Inghilterra: due nuove preghiere con un occhio alla crisi economica

Gli intrecci tra crisi economica e spiritualità si vanno facendo sempre più stretti, come notavamo tempo fa a proposito del caro petrolio. Anche ora che il prezzo del greggio è in discesa (e gli automobilisti, al momento del pieno, se ne escono con degli Alleluja! magari poco liturgici ma che provengono dal profondo del cuore) i problemi non sono certo risolti. Ne sa qualcosa la Chiesa anglicana, che ha appena composto due nuove preghiere (ne da notizie anche Il Sole 24 Ore) dedicate rispettivamente a chi è rimasto disoccupato e chi rischia di perdere il posto.

Conviene riportarne le parti principali, visto che la crisi è globale e le due preghiere possano essere apprezzate (ed usate) anche da chi non abita in terra d’Albione. La prima dice così: «La parola licenziato dice tutto: inutile, non necessario, senza scopo, in esubero. Aiutami mentre piango confuso, aiutami a pensare chiaramente e calma la mia anima. Mentre la vita continua, fammi sentire la tua presenza con me ogni giorno. Mentre guardo verso il futuro, aiutami a trovare nuove opportunità e nuove direzioni. Amen».

Mentre nella seconda si possono leggere queste parole: «La vita è cambiata: alcuni colleghi se ne sono andati, licenziati, senza lavoro. Improvvisamente, quello che sembrava così sicuro è ora molto fragile. E’ difficile sapere cosa provo: tristezza, certamente, senso di colpa, quasi, ad avere ancora un lavoro, e paura del futuro. In questa incertezza, aiutami ad andare avanti, a lavorare al meglio delle mie possibilità, affrontando un giorno alla volta e camminando sempre al tuo fianco. Amen».

Iniziativa senza dubbio meritoria, quella della Chiesa anglicana. E però merita segnalare che solo pochi mesi orsono un’iniziativa analoga venne presa nell’italianissima Prato. Del resto, di questi tempi le preghiere non sono di certo mai troppe.

Jesus, la Web Tv della Porziuncola e Catholich Google: un inizio d’anno all’insegna delle novità

Il 2009 si apre con alcune importanti novità in campo editoriale. Alcune buone altre meno, ma cominciamo dalle prime. Il mensile Jesus, fiore all’occhiello delle Edizioni San Paolo, ha iniziato con il numero di gennaio un restyling che, oltre a farne lievitare il prezzo a 4,50 € la copia (nessun cambiamento è ahimè indolore e comunque il medesimo era fermo dal lontano 1995) ne farà però pure lievitare il numero di pagine portandolo dalle attuali 100 a 116. Importanti novità si annunciano anche sul fronte delle rubriche (che purtroppo non sono online): da segnalare le neonate “A Diogneto” che sarà curata da Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, e “Il tesoro nel campo”, affidata alla penna di don Giovanni Nicolini, personalità che vale la pena di essere conosciuta.

L’altra novità che merita una segnalazione è la Web Tv della celebre basilica della Porziuncola, che trasmetterà in diretta o in modalità on demand i principali avvenimenti che si svolgeranno all’interno del celebre luogo tanto caro a San Francesco.

Non si può infine non citare la nascita di Catholic Google, che promette di aiutare i cattolici nelle proprie ricerche online ma che rischia di trasformarsi nell’ennesimo ghetto, visto che Big G svolge già egregiamente il suo compito in favore dei membri di tutte le religioni (e anche di chi non ne ha nessuna). Energie e risorse che avrebbe potuto essere impiegate in maniera più proficua, diciamo.

L’Epifania: dai Magi alla Befana passando per Yeats

Poche feste (e forse nessuna) come quella dell’Epifania sono state a rischio di fraintendimenti. A quest’ultima è addirittura toccato in sorte di essere ormai ridotta quasi esclusivamente a festa della Befana. Simpatica vecchietta, per carità, ma che poco o nulla ha a che spartire con la festività suddetta. Chi fosse desideroso di un primo approfondimento, qui può trovarne uno succinto ma abbastanza attendibile.

Ma come al solito sono i poeti a vedere più in profondità. Com’è il caso di W. B. Yeats con questa poesia tratta dalla raccolta “Brucia, Invisibile fiamma” ed intitolata semplicemente

I Magi

Ora come in ogni tempo io posso vedere con l’occhio della mente,

nei loro abiti rigidi, dipinti, i pallidi insoddisfatti

apparire e scomparire nell’azzurra profondità del cielo

con tutti i loro volti antichi simili a pietre solcati dalla pioggia,

e tutti i loro elmi d’argento che ondeggiamo l’uno accanto all’altro,

e i loro occhi ancor fissi, sperando di trovare ancora una volta,

essendo insoddisfatti del tumulto del Calvario,

l’incontrollabile mistero sul pavimento bestiale.