Religiolus: le religioni alla berlina (con l'”imprimatur” delle medesime?)

È stato presentato a Roma Religiolus, il film che, a detta dei commentatori, intenderebbe mettere le religioni alla berlina. Mentre altri, nelle opportune sedi, si soffermeranno sulle qualità del medesimo, quello che in questa sede merita di essere sottolineato è che alla presentazione medesima hanno partecipato anche tre esponenti di altrettante religioni.

La domanda è quindi d’obbligo: si tratta semplicemente di mosche cocchiere che hanno stabilito una sorta di intelligenza con il “nemico” o invece il film non intende tanto ridicolizzare le religioni in quanto tali, ma semplicemente mettere in guardia dagli aspetti “fondamentalisti” delle medesime e quindi operarne una sorta di “purificazione”?

Difficile che sia stata la prima ipotesi ad essersi concretizzata, visto il livello degli intervenuti. Si tratta infatti di Victor Magiar, assessore alla cultura dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, di Khalid Chaouki, dell’Associazione giovani musulmani e di Paolo Naso, cristiano protestante e direttore della rivista Confronti. Ecco per esempio quanto afferma quest’ultimo a proposito del film: “Larry Charles fa un’intelligente provocazione che si basa su tre punti : c’e’ una denuncia del dogmatismo, laddove non vengono spiegate ai credenti i dogmi della fede. Poi si parla di pluralismo e dell’importanza che questo accada. Non per niente il documentario tratta questo punto in Olanda e negli Usa dove si vive un pluralismo religioso sconosciuto nel nostro Paese. Infine c’e’ una denuncia dei fondamentalismi”.

Insomma, magari (e chissà se la cosa è semplicemente un’eterogenesi dei fini) il film fa riflettere più di quanto ci si aspetti.

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11 Risposte

  1. Questo post mi ha fatto riflettere su un aspetto della Chiesa cattolica che da tempo mi preme… cioè che tende, forse anche spinta dai mass.media, a parlare per slogan, dire solo il proprio si o no ad una certa questione… senza però spiegare, far riflettere a fondo e adoperarsi con fatti concreti su come si sia arrivato a tali convincimenti… insomma mi sembra che parli un linguaggio troppo astruso ed arcaico su argomenti nuovi e complessi…

  2. …o forse sono proprio i massmedia che la fanno parlare come loro? E’ questo quello che io mi chiedo.
    Per quanto mi riguarda, le opportunità per trovare il pensiero, profondo, della Chiesa io le trovo sia qui nel web che anche al di fuori.
    Hai ragione nel dire che il linguaggio usato sia piuttosto “vecchio” e difficile ma è anche altrettanto vero che, personalemente, il più delle volte tendo a non impegnarmi nel capire quello che è stato detto.

  3. Infatti non state dicendo cose diverse ma le vostre posizioni spno come due facce della stessa medaglia.
    Fa comunque pensare il fatto che nessun cattolico abbia presenziato alla prima del film: paura di strumentalizzazioni o altro?

  4. Ciao,
    in realtà credo che sia proprio dei media parlare con un linguaggio fatto di pensieri minimali e brevi,non approfonditi, a pelo d’acqua, direbbe Baricco. La gente vuole questo. Gli uomini di Chiesa questo lo dovrebbero sapere, invece mantengono atteggiamenti (e sempre lo stesso “tono di voce da prete”) che spesso inducono quantomeno all’equivoco. Questo non fa che, continuamente, acuire la percezione di una Chiesa autoreferenziale, sola a capire quello che dice. Bisognerebbe, a mio avviso, sperimentare strade nuove, magari dal basso…
    Poi, ovviamente, il discorso sulla comunicazione della Chiesa (come se poi fosse una realtà monolitica…) meriterebbe chissà quanto spazio e comunque credo che sia sottotraccia e che prima o poi verrà fuori in modo più completo.
    Scusate se il mio commento non c’entra col post, ma mi interessava il discorso che stavate portando avanti nei commenti…

  5. admin, premetto,
    non la prendere come una ripicca alla tua riflessione.
    Io faccio parte della gente, sono la gente, io non voglio questo.
    Secondo me, mi/ti ripeto, sono i media che vogliono portarci a “pelo d’acqua” distorcendo, anche al di fuori dell’ambito religioso, le notizie che danno.

  6. Già, Silvio, però, proprio per questo (cioè per il motivo che i media vogliono portarci “a pelo d’acqua”) credo che occorra pensare a nuove vie. Non alternative, ma complementari a quelle esistenti.

  7. E’ una parola donmo!
    Ma qualcosa, dentro di me, si sta già smuovendo.
    Forse è una sensazione, forse un dato di fatto, forse…l’età che avanza 😉

  8. Non temere, Silvio…quello che cercavo di dire è che è un tratto caratteristico della nostra “cultura” postmoderna il fatto di voler tutto in pillole e in breve tempo. E, purtroppo, le audiences premiano politiche di ascolti di questo genere. Che le persone siano state formate (anche) da un certo modo di fare comunicazione è vero anche questo. Quel che volevo dire è che dobbiamo fare i conti anche noi cristiani con questo modo di comunicare, in questo mondo, e non essere autoreferenziali. Purtroppo o per fortuna, i media fanno parte delle dinamiche di negoziazione della società, che con meccanismi tutt’altro che semplici ne è espressione e causa. Come dici tu, non è semplice, è una sfida…

  9. Non credo fosse necessario un film per mettere in luce le contraddizioni della Chiesa Cattolica, o delle altre Chiese. Sarebbe interessante vedere il film per capire quanta strumentalizzazione ci sia. Sono d’accordo ad esempio con la “denuncia del dogmatismo”, perhè è un problema che tocca sia la Chiesa sia la gente comune. Ma questa denuncia è fatta per attaccare la religione e allontanare le persone dalla fede o per spronare la Chiesa a comunicare in modo più efficace? Bisognerebbe capire le intenzioni del regista….

  10. ah….comunque complimenti per il blog!

  11. grazie Diego:)

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