Famiglia Cristiana e il più “simpatico” del Vangelo

Tra le tante iniziative volte ad una sempre maggior diffusione della Bibbia (di cui pure abbiamo parlato) questa è senz’altro la più originale. Stiamo parlando de <<Il più “simpatico” del Vangelo>>, lanciata da Famiglia Cristiana in occasione in occasione dell’uscita del primo volume dedicato al Nuovo Testamento de “La Nuova Bibbia per la Famiglia”.

La scelta può essere effettuata tra più di trenta figure storiche e altre, non personaggi storici come gli apostoli, ma protagonisti di parabole e racconti dei Vangeli. Da Zaccheo, al buon ladrone, dal figlio prodigo alla Samaritana escludendo, però, Maria e Gesù. Per cinque settimane sarà possibile votare per posta, per fax al numero 02 – 48 07 27 78, accedendo al sito Famigliacristiana.it o attraverso la pagina di Famiglia Cristiana pubblicata su Facebook, nonché (e questa è un’autentica novità) attraverso un’apposita applicazione messa a disposizione attraverso il celebre social network. L’espressione della preferenza può essere accompagnata da un commento che motivi la vicinanza del personaggio all’esperienza umana e spirituale del lettore e tutte le segnalazioni saranno poi raccolte e le più belle e interessanti saranno pubblicate settimanale.

E il più simpatico del Vangelo chi è? Ce ne sono diversi di personaggi capaci di strappare un sorriso e una riflessione, ma forse il migliore è Zaccheo, un vero e proprio Brunetta nel Nuovo Testamento.

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Arte e spiritualità: al via la seconda edizione di “Divinamente Roma”

Dopo il successo della prima svoltasi lo scorso anno, dal prossimo 3 aprile fino al 13 dello stesso mese è stata messa in calendario la seconda edizione di “Divinamente Roma”, che si autodefinisce come “Festival internazionale della spiritualità”. Si tratta di una iniziativa ideata dall’attrice Pamela Vittoresi che, all’atto della presentazione ha affermato come le dodici manifestazioni in programma “coinvolgono tutte le forme d’arte. In particolare quest’anno, oltre alla danza, al teatro e alla musica, prederà parte all’interno della kermesse anche la cosiddetta architettura visuale. Un’altra forma d’arte per dar voce alla spiritualità. Il nostro obiettivo è quello di essere dei grilli parlanti e portare un messaggio di pace. L’Italia può essere una fucina di dialogo, un luogo di conoscenza tra culture e religioni diverse”.

L’iniziativa è senz’altro degna di nota e se si può segnalare un neo è quello della data, che coincide in massima parte con la Settimana Santa, periodo già denso di impegni. La coincidenza non dve comunque essere casuale, visto che la medesima attrice ha affermato che “chiunque abbia iniziato un percorso di conoscenza sa che l’unica vera mutazione, per una definitiva conversione dell’umanità a una possibile armonia e alla pace, comincia da se stessi: l’unico possibile punto di partenza per una risurrezione collettiva, forse il più difficile”.

Sempre sul fronte “arte – spiritualità”, un’altra iniziativa degna di menzione è Creator, un interessante progetto di musica sacra che prevede, sempre per il prossimo 3 aprile, la messa in scena di quel capolavoro haydiniano rappresentato da “Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce”.

L’uomo e il divino in due libri e altrettante mostre fotografiche

Davvero singolare il destino che accomuna due recenti libri che sono diventati anche due bellissime mostre fotografiche con un unico comun denominatore: esplorare il rapporto tra l’umano e il divino percorrendo quel terreno spinoso ma affascinante costituito dalle religioni.

Il primo libro si chiama “I colori di Dio” ed è opera del fotografo milanese Enrico Mascheroni. Con le foto in esso presenti è stata ricavata una mostra che verrà inaugurata domani a Besana in Brianza, nel milanese.

L’altro progetto porta invece il titolo de “Il Dono” ed è opera della fotografa (e molto altro) torinese Giorgia Fiorio, che ha esplorato per anni il rapporto dell’uomo con il Sacro. Ne è uscito un volume, edito da Peliti, che porta il medesimo nome ed è corredato da fotografie che definire splendide è poco. Le medesime sono esposte fino al prossimo 26 aprile presso il Palazzo Fontana di Trevi di Roma.

Come afferma l’autrice delle foto: “La storia del Credere, parallelamente a quella del linguaggio, traccia il cammino del genere umano. [..] Impronte di tracciati diversi convergono sino a sovrapporsi sull’orma della parola dono. Attraverso multiple variabili semantiche – dono – è una delle parole più antiche del linguaggio. Nella sua qualità transitiva incarna principalmente due sensi: offrire/donare e ricevere, persino prendere”.

Due dimostrazioni, i volumi e le rispettive mostre fotografiche, che dimostrano come il rapporto tra l’uomo e il divino sia sempre foriero di ispirazioni per gli artisti e di come (anche se la cosa può sembrare scontata) le immagini possano parlare molto più di mille parole.

Inghilterra: polemiche per una mancata cremazione induista

Ecco un caso in cui la libertà religiosa del singolo entra in conflitto con il diritto statuale in modo tale da farne un autentico caso di studio. La vicenda, che sta facendo discutere tutta l’Inghilterra e non solo (ieri sera ne ha parlato anche il TG1 delle 20) riguarda Davender Ghai, un settantenne induista residente nel Newcastle, che afferma di sentirsi discriminato perché, dopo la sua morte, sa già che sarà impossibile cremarlo all’aria aperta secondo i dettami della sua religione.

Ora l’Alta Corte è chiamata a pronunciarsi sulla questione, definita dai legali dell’uomo come “il più controverso caso di libertà religiosa della storia della giurisprudenza britannica”. La vicenda non è in effetti di facile soluzione, in quanto i roghi all’aria aperta sono fuorilegge fin dal 1902 e la soluzione di compromesso prospettata all’indù britannico (far assistere i suoi familiari all’intero processo di cremazione) è stata da lui respinta.

Sarà davvero interessante vedere come andrà a fine la cosa, ma si tratta davvero di un caso di scuola in cui è estremamente difficile contemperare le diverse esigenze in campo. E però di casi del genere, nelle nostre società sempre più multi-religiose, se ne verificheranno sempre di più, per cui c’è proprio da stare a vedere.

Tony Blair e le religioni: da “hobby” a impegno a tempo pieno

Già era nota da tempo la passione dell’ex primo ministro britannico Tony Blair per le tematiche attinenti il ruolo delle religioni nella società attuale, e non c’è voluta di certo la sua recente conversione al cattolicesimo per scoprirlo.

Tra l’altro, tale interesse blairiano si è anche manifestato nella costituzione della Faith Foundation, think tank dedicato appunto a studiare ed approfondire il ruolo delle religioni nella società attuale. Ora, la competenza dell’ex primo ministro britannico avrà anche un altro modo per esplicitarsi, visto che il prestigioso periodico New Statesman gli ha affidato una rubrica fissa dedicata appunto a tali problematiche. Nell’articolo del numero in edicola (intitolato “Perché dobbiamo occuparci di Dio”) Blair afferma tra l’altro che “trascorsi gli anni della mia leadership, una cosa mi ha colpito con forza sempre più crescente: fallire nella comprensione del potere della religione significa essere incapaci di capire il mondo moderno. La fede religiosa avrà lo stesso significato nel XXI secolo che ha avuto l’ideologia politica nel XX. I leader politici, siano religiosi o meno, devono avere a che fare con Dio”.

Magari le idee e le opinioni espresse nell’articolo in questione non sono proprio originalissime e profonde, però è senz’altro encomiabile che un periodico così prestigioso abbia deciso di dedicare spazio a tali problematiche. Un 7 – – di incoraggiamento se le meritano sia il giornale sia l’opinionista.

In ricordo di Mons. Romero si celebra oggi la Giornata dei missionari martiri

Il 24 marzo, anniversario dell’assassinio di Mons. Oscar A. Romero (1980), Arcivescovo di San Salvador, da ormai diciassette anni si ricordano anche tutti i missionari che sono morti nel mondo al servizio del Vangelo. L’iniziativa, nata nel 1993 ad opera del Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie italiane, si è estesa ormai a diversi altri Paesi.

Sull’impulso del Grande Giubileo dell’Anno 2000, oggi sono molte le diocesi e gli istituti religiosi che dedicano un momento dell’anno a ricordare i propri missionari “martiri”, nell’accezione più ampia di questo termine.

Nell’Anno Paolino, il tema scelto per la XVII Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri (“In carcere per Cristo, liberi di amare”) invita quest’anno a riflettere sull’esperienza missionaria dell’Apostolo delle Genti: “Nei suoi scritti Paolo più volte rivendica di avere patito in varie forme sofferenze per Cristo e nello stesso tempo di avere patito anche per la sua ‘preoccupazione per tutte le Chiese’, per le quali invocava dal Signore con una sofferenza quasi fisica il dono della fedeltà al Vangelo ricevuto” ha affermato don Gianni Cesena, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Italia.

Qui un elenco dei missionari uccisi nel corso del 2008 e negli anni precedenti.

Cristiani Vs porno: in aumento le iniziative in Rete

Punto Informatico da notizia di quella che è solo l’ultima iniziativa di una confessione religiosa contro il porno in Rete. CP80.0rg, questo il nome della lobby che la sta portando avanti e che pare sia legata alla chiesa dei Mormoni, si propone di far passare i contenuti a luci rosse su di una porta differente da quella normalmente usata per il traffico web, la porta 80, appunto. Difficilmente la cosa andrà in porto, sia perché verrebbe messa in crisi la neutralità della Rete, sia (e forse soprattutto) per i giganteschi interessi economici in gioco. Tra l’altro, nell’articolo si cita uno studio in cui si “parla dello Utah (“mormonico” al 58%) come del maggior consumatore di pornografia made-in-USA, con una media di 5,47 sottoscrizioni a servizi a tema per ogni migliaio di utenze broadband”. Forse è per questo che viene sentita l’urgenza del problema, chissà.

In ogni caso, non è questa l’unica iniziativa anti-porno messa in atto da organizzazioni religiose. Un’altra si chiama Christians against porn e se uno riesce a resistere all’orrida musichetta in sottofondo potrà leggere alcune interessanti statistiche (ancorchè un po’ datate) in merito al consumo di pornografia online. Decisamente molto migliore è invece xxxChurch, iniziativa di Craig Gross e Mike Foster due pastori protestanti. Ma anche nel nostro Paese non mancano iniziative simili, come LiberiDalPorno.org, di derivazione protestante anche questa e con un sito molto ricco di informazioni.

Vaticano a impatto zero: su Wired la storia di un progetto che farà discutere

La crescente attenzione delle religioni ai temi inerenti la salvaguardia ambientale è sotto gli occhi di tutti e pure le chiese cristiane hanno molto da dire al riguardo. Sono testimonianza del fenomeno, tra l’altro, l’istituzione di una Giornata per la salvaguardia del creato e una pubblicistica in merito in continua crescita.

È in questa temperie socio-cultural-religiosa che va inquadrata la notizia di copertina della neonata edizione italiana del mensile Wired, che riferisce con dovizia di particolari un progetto che, se andasse in porto, farebbe discutere a lungo. Lo scritto, opera di Mino Fuccillo, dopo aver descritto le azioni “verdi” messe in atto in questi ultimi anni dal Vaticano (tipo la piantagione di una “foresta climatica” in Ungheria) descrive la prossima mossa studiata dai dirigenti vaticani e che farebbe del piccolo stato il primo a “impatto zero”, come oggi si usa dire, del pianeta: la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Ma non uno qualunque, bensì quello che sarebbe il più grande mai realizzato, estendendosi su circa 300 ettari di proprietà vaticana nella zona di Santa Maria in Galeria, alle porte di Roma. Per avere un’idea delle dimensioni, basti dire che, a regime, l’impianto arriverebbe a produrre l’energia sufficiente ad una città di 130.000 abitanti. Mente di tutta l’operazione e monsignor Renato Boccardo, segretario generale del Governatorato vaticano, che dichiara al giornalista : «Lei dubita che sia esempio dato soprattutto per guardarsi con soddisfazione allo specchio? Noi avremmo bisogno di uno specchio? Di palcoscenico ne abbiamo fin troppo. Le nostre iniziative sono simboliche e pedagogiche ».

E chissà, magari un giorno anche il tradizionale colore giallo del Vaticano verrà sostituito da un bel eco-verde.

Religioni e società: allo studio un G8 per indagare le influenze reciproche

In questo periodo di turbolenza economico-finanziaria si susseguono i G8 e i G20 alla ricerca di possibili soluzioni della crisi. Ma se l’idea proveniente da Mosca andrà in porto, ci dovremo abituare anche ad un’altra terminologia: un G8 delle religioni. L’iniziativa è nata in seno al Seminario di studi sul tema “Religioni e Società: tendenze evolutive in Italia e nella scena Europea”, promosso dall’Eurispes e dal Gruppo Europeo di Ricerca e se ne è fatto portavoce Evgheny Novosselov, Segretario generale del Consiglio scientifico per gli studi religiosi e sociali dell’Accademia delle Scienze di Mosca.

L’idea non nasce ovviamente dal vuoto, ma dalla constatazione, per usare le parole di Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, che «in molti paesi del mondo è in atto un grande processo di trasformazione sociale che ha come fulcro la rinascita dello spirito religioso, percepito, soprattutto, sotto forma di religiosità individuale». Il medesimo studioso ha usato una metafora molto simpatica per descrivere come viene vissuto il cattolicesimo nel nostro Paese: <<quello degli italiani – ha dichiarato – è un cattolicesimo “automobilistico”: si viene portati in automobile per ricevere il sacramento del battesimo, sempre in automobile si va a sposarsi, e sempre sulle quattro ruote si raggiunge l’ultima dimora. Tuttavia, si registra, tra gli italiani, una nuova e forte ricerca di senso e di identità che coinvolge evidentemente anche la religione>>.

L’iniziativa di un G8 delle religioni si inserisce quindi in un fertile terreno.

Russia: istituito un Consiglio tra le associazioni religiose

A questo punto bisogna proprio ammettere che aveva ragione Winston Churchill (che in effetti al riguardo la sapeva lunga) quando definì la Russia alla stregua di “un rebus, avvolto in un mistero, dentro un enigma”. In effetti, interpretare ciò che avviene in quel Paese è estremamente difficile, specialmente in quel settore di confine che è il rapporto tra politica e religione.

Due versioni della stessa notizia stanno lì a dimostrarlo. La prima evidenzia un sordo malumore nella comunità cattolica alla riunione del Consiglio per i rapporti con le confessioni religiose. La seconda dice che ad essere discriminati sono stati semmai i Testimoni di Geova. Comunque stiamo le cose, oggetto del contendere è il nascente Consiglio per la cooperazione con le associazioni religiose, cui il leader russo Medvedev annette grande importanza (al punto da essersene assunto la guida in prima persona) ai fini dell’educazione della gioventù.

Come viene spiegato, infatti, il successore di Putin è convinto “che le giovani generazioni devono riscoprire le loro radici religiose dopo il vuoto di valori generato dall’epoca sovietica e consolidatosi negli anni ’90. Per il presidente la mancanza di punti di riferimento morali colpisce soprattutto la fascia di età tra i 14 e i 30, che rappresenta circa un quarto della popolazione complessiva. Nell’Anno della gioventù, che si celebra nel 2009, lo Stato vuole sviluppare una politica giovanile più efficace, avvalendosi proprio della collaborazione delle associazioni religiose sia a livello federale che regionale, proseguendo la cooperazione già stabilita sul tema della famiglia”.

Lo Stato, dunque, ha bisogno dell’apporto proveniente dal mondo delle religioni per essere supportato nella propria opera formativa vantaggio delle nuove generazioni. E questo non è un mistero neppure nella misteriosa Russia.