Scuola e dialogo interreligioso: due interessanti iniziative da nord e dal sud

Fa davvero piacere (specialmente in un periodo in cui parlar male della scuola sembra diventato di moda ed il farlo comporta meno rischi che sparare su di un’ambulanza) segnalare un paio di iniziative provenienti dal mondo dell’istruzione. Entrambe riguardano il dialogo interreligioso e la cosa è solo apparentemente lontana dal mondo della scuola, in quanto compito della medesima dovrebbe essere anche quello di preparare i futuri cittadini a vivere in un mondo in cui tali tematiche saranno sempre più presenti.

La prima notizia viene dalla Puglia, dove presso il Liceo “Tedone” di Ruvo, nel barese, è iniziato un corso suddiviso in tre appuntamenti e dedicato alla conoscenza delle tre maggiori religioni monoteiste attraverso una lente davvero particolare: quella della morte così come viene vissuta ed esperita nelle tre esperienze religiose. “Le tre giornate –come spiega il dirigente scolastico organizzatore del corso- sono state pensate secondo tre fondamentali aspirazioni: riflettere sul senso della morte alla luce delle religioni monoteiste (interventi di esperti del mondo della cultura, delle istituzioni e della comunicazione); raccontare Dio di fronte al mistero della morte (testimonianze di rappresentanti della Chiesa, della Comunità ebraica e della Comunità islamica, delle istituzioni culturali e regionali); illuminare il mistero della morte attraverso la musica (offerta di concerti e presentazione di brani significativi delle tre esperienze religiose)”.

Di diverso segno l’esperienza che prenderà il via dopodomani, venerdì, a Genova. “Il mio Dio ti fa paura?” è il nome del corso di formazione costituito da  quattro incontri e un convegno per offrire, attraverso relatori esperti del settore, riflessioni e punti di vista sui percorsi di dialogo tra le religioni che si stanno costruendo nelle aule scolastiche italiane, sui valori comuni a tutte le principali religioni e al pensiero laico, e su come questo processo possa essere influenzato dai mass media e dalle diverse tendenze dell’opinione pubblica.

La scuola italiana, insomma, non è solo bullismo. Che già si sapeva, ma fa sempre piacere tornare a constatarlo.

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