Cristiani Vs porno: in aumento le iniziative in Rete

Punto Informatico da notizia di quella che è solo l’ultima iniziativa di una confessione religiosa contro il porno in Rete. CP80.0rg, questo il nome della lobby che la sta portando avanti e che pare sia legata alla chiesa dei Mormoni, si propone di far passare i contenuti a luci rosse su di una porta differente da quella normalmente usata per il traffico web, la porta 80, appunto. Difficilmente la cosa andrà in porto, sia perché verrebbe messa in crisi la neutralità della Rete, sia (e forse soprattutto) per i giganteschi interessi economici in gioco. Tra l’altro, nell’articolo si cita uno studio in cui si “parla dello Utah (“mormonico” al 58%) come del maggior consumatore di pornografia made-in-USA, con una media di 5,47 sottoscrizioni a servizi a tema per ogni migliaio di utenze broadband”. Forse è per questo che viene sentita l’urgenza del problema, chissà.

In ogni caso, non è questa l’unica iniziativa anti-porno messa in atto da organizzazioni religiose. Un’altra si chiama Christians against porn e se uno riesce a resistere all’orrida musichetta in sottofondo potrà leggere alcune interessanti statistiche (ancorchè un po’ datate) in merito al consumo di pornografia online. Decisamente molto migliore è invece xxxChurch, iniziativa di Craig Gross e Mike Foster due pastori protestanti. Ma anche nel nostro Paese non mancano iniziative simili, come LiberiDalPorno.org, di derivazione protestante anche questa e con un sito molto ricco di informazioni.

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4 Risposte

  1. Beninteso, capisco ed apprezzo molto le campagne promosse per una valorizzazione della dignità ed etica umana… ma penso che tutto è praticamente e risolvibile semplicemente impostando sul proprio browser il filtro apposito…

  2. Già, ma penso che loro ne facciamo una battaglia di principio per evitare che ci sia bisogno anche di impostare i filtri, credo.

  3. Caro, caro Don, e allora perché non una campagna per togliere dalla famosa porta 80 anche i siti razzisti, quelli violenti, quelli bellicisti, poi magari quelli libertari e abortisti, poi, se queste campagne avranno successo, provarci con quelli evoluzionisti e con quelli che propugnano il materialismo storico (tutte ipotesi non inimmaginabili, nello Utah)? Sono molto contrario a questi tentativi di “bonificare” il Web, in qualsiasi senso.
    I casi sono due:
    1) Lo si fa per impedire a adulti responsabili di accedere a contenuti che, invece, a mio avviso dovrebbero poter consultare liberamente, finché contenuti e comportamenti rimangono nel lecito (se non vi rimangono, ci sono già leggi che li puniscono): questa mi pare una prevaricazione intollerabile.
    2) Lo si fa per impedire a minori di venire a contatto con contenuti impropri: Don, il mondo è pericoloso. Non si può pensare di eliminare dalla vita dei bambini e degli adolescenti tutte le potenziali seduzioni che la minacciano, tanto più quanto più sono sterminate le potenzialità di interazione date dai nuovi media; però si può circondarli con un progetto educativo che li aiuti alla responsabilità e alla consapevolezza, sperando in bene, e avendo fiducia in loro. È su questo, secondo me, che si dovrebbero concentrare gli sforzi di chi ha a cuore la loro sorte.
    In presenza di questo progetto, non esagererei la portata dell’esposizione di un ragazzo a contenuti pornografici: io ho 45 anni, e la mia infanzia e la mia adolescenza erano senza tutte queste possibilità di interazione con il mondo (grazie al Cielo, se no credo che non avrei mai superato l’esame di seconda elementare); però mi sono imbattuto spesso in giornalini e riviste porno, eppure penso di essere una persona capace di instaurare relazioni umane feconde e mature: i giornaletti erano un fenomeno del tutto secondario rispetto all’impianto principale della mia educazione, un fenomeno di cui mi sono stufato immediatamente da solo, una volta che ho strutturato un apparato emotivo e relazionale da giovane adulto.
    In assenza di questo progetto, invece, temo che le paginette porno di qualche sito scollacciato siano davvero il più piccolo dei pericoli che corrono una ragazzina o un ragazzino. Ti saluto con simpatia!

  4. Carissimo Vittorio, sottoscrivo il tuo commento non solo nelle parole, ma anche nei punti e nelle virgole: hai ragione in pieno.
    Non a caso, infatti, nel post, citavo la neutralità della Rete, che è un caso diverso, come sai bene, dal punto di vista tecnico, ma nell’esito dei risultati può portare a conclusioni come quelle descritte egregiamente da te. Per cui è decisamente meglio puntare sulla responsabilizzazione, che magari impegna di più, ma sicuramente porta a risultati più duraturi.
    Io e te siamo praticamente coetanei, per cui ti capisco benissimo anche quando parli dei giornaletti, che poi anche quando si parla di pornografia bisognerebbe intendersi.
    Giusto stasera guardavo un frammento di una trasmissione (non so quale fosse, la vedevo tramite Blob, cui bisognerebbe fare un monumento). C’era una donna che raccontava qualcosa per lei emotivamente coinvolgente e a un certo punto ha cominciato a piangere. Ti giuro: si vedeva la telecamera che a un certo punto ha cominciato a stringere e stringere per arrivare a inquadrare la lacrima che scendeva. Una cosa veramente oscena, credimi, ma proprio nel senso etimologico del termine.
    E pornografica, ma molto più pornografica di un triangolino di pelo, che poi cosa vuoi che sia, del resto, come insegnava anche Gustave Courbet, veniamo tutti da là.
    Un saluto con simpatia anche a te, scrivi sempre cose molto intelligenti e stimolanti, fallo più spesso, dai!

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