Inghilterra: polemiche per una mancata cremazione induista

Ecco un caso in cui la libertà religiosa del singolo entra in conflitto con il diritto statuale in modo tale da farne un autentico caso di studio. La vicenda, che sta facendo discutere tutta l’Inghilterra e non solo (ieri sera ne ha parlato anche il TG1 delle 20) riguarda Davender Ghai, un settantenne induista residente nel Newcastle, che afferma di sentirsi discriminato perché, dopo la sua morte, sa già che sarà impossibile cremarlo all’aria aperta secondo i dettami della sua religione.

Ora l’Alta Corte è chiamata a pronunciarsi sulla questione, definita dai legali dell’uomo come “il più controverso caso di libertà religiosa della storia della giurisprudenza britannica”. La vicenda non è in effetti di facile soluzione, in quanto i roghi all’aria aperta sono fuorilegge fin dal 1902 e la soluzione di compromesso prospettata all’indù britannico (far assistere i suoi familiari all’intero processo di cremazione) è stata da lui respinta.

Sarà davvero interessante vedere come andrà a fine la cosa, ma si tratta davvero di un caso di scuola in cui è estremamente difficile contemperare le diverse esigenze in campo. E però di casi del genere, nelle nostre società sempre più multi-religiose, se ne verificheranno sempre di più, per cui c’è proprio da stare a vedere.

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