Il terremoto, il cardinale e la notte oscura

In queste ore in cui molti si stanno interrogando sul perché di tragedie quali il terremoto che ha sconvolto una vasta area dell’Abruzzo, può essere utile riflettere sulle parole del cardinal Carlo Maria Martini. All’interno della trasmissione “Le frontiere dello spirito” andata in onda domenica scorsa, l’ex arcivescovo di Milano si stava interrogando sulla “notte dello spirito” e su come non cadere nella disperazione.

Ecco alcune delle parole del cardinale (ma vale la pena spendere venti minuti per vedere tutta la trasmissione):

“Santa Teresa di Gesù Bambino, madre Teresa di Calcutta e tanti altri grandi santi sono entrati in una situazione in cui non vedevano più nulla, camminavano nel buio e avevano dei compiti da svolgere, gravi e importanti, di responsabilità, e non sentivano più nessuna forza e nessuna voglia. Una forma come di esaurimento nervoso, ma che tocca l’intimo del cuore. E perciò, continuare, in questi momenti, è molto, molto difficile. Ci si può chiedere come si vivono questi momenti in positivo. Direi che dobbiamo guardare l’esempio di Gesù nel Getsemani: egli continua a pregare ripetendo le stesse parole, e quindi guai abbandonare la preghiera, guai abbandonare quel senso di fede che ci rimane perché allora siamo come sperduti nell’immensità del nulla. E quindi la parola e resistere, resistere, resistere. Bisogna essere forti, bisogna che Dio ci dia la sua forza e in quel momento noi vediamo quanta poca forza abbiamo, quanta poca fede abbiamo e la chiediamo a Dio. Allora possiamo anche uscire da questi momenti e vivere una vita più serena. Però credo che chiunque vuole conoscere un poco il mistero di Dio deve passare un poco attraverso questa sofferenza, perché se no è una conoscenza a buon mercato. Invece questa conoscenza, questo passare per il nulla, ci fa conoscere quel tutto che è Dio e ci aiuta nella vita quotidiana.”.

Le parole del cardinale sono accompagnate dalla visione di alcune opere dello scultore polacco Igor Mitoraj, che con i suoi busti fasciati e i suoi arti mutilati da bene il senso dell’impotenza umana di fonte alle avversità.

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4 Risposte

  1. di Santa Teresa di Gesù Bambino mi è stata regalata da un amico illuminato (anche se ciellino) una frase bellissima di cui ho fatto tesoro:

    “E’ inutile prendersi collera per le cose alle quali non si può porre rimedio”….però converrai con me, che in alcuni casi un attimo di sbandamento è lecito e consentito.
    Poi per il retso ttrovbo bellissimo il passaggio del Cardinale laddove dice che chiunque voglia conoscere un poco il mistero di Dio deve passare un poco attraverso questa sofferenza, perché se no è una conoscenza a buon mercato… E’ vero, ma quanto brucia quella ferita e quanto scava quel disagio che poi si annida e rischia id cmabiarti l’esistenza….

  2. altro che se lo sbandamento è lecito e consentito… infatti sta proprio qui la parte centrale dell’intervento (come sempre lucido e appassionato) del cardinale.
    Quanto a bruciarsi e a ferirsi, credo che lui stesso ce ne dia l’esempio in prima persona con la sua vicenda personale, che è poi ciò che da maggior vigore alla sua testimonianza.

  3. ed è bello leggere queste parole che trasmettono forza
    a coloro che in questo momento non sanno piu’ in cosa credere
    il mio pensiero è con loro
    grazie

  4. Un grazie al cardinale da tutti noi

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