In edicola la Bibbia “laica” ma spirituale del gruppo “Espresso – Repubblica”

Il minimo che si possa dire dell’ultima iniziativa editoriale del gruppo Espresso – Repubblica è che si tratti un  autentico ed evangelico “segno dei tempi”. Non si potrebbe definire altrimenti, infatti, l’idea di editare e diffondere su vastissima scala nientemeno che l’intera Bibbia. <<Iniziativa tanto più significativa –come nota il vaticanista del gruppo editoriale Sandro Magister nel suo blog–  in quanto “la Repubblica” e “L’espresso” sono testate leader dell’opinione laica in Italia, spesso critiche nei confronti della Chiesa cattolica e della stessa fede cristiana>>.

L’iniziativa è meritevole di segnalazione se non altro per un motivo: non solo, infatti, quella proposta è la traduzione ufficiale della Bibbia liturgica (quella che si può ascoltare in chiesa ogni domenica, insomma) ma viene proposto anche un “metodo” di lettura che vale la pena sintetizzare perché denota un particolare acume spirituale.

“Dell’Antico Testamento, per cominciare, si legga la Genesi. Non ci si stupisca se i racconti della creazione non sono uno ma due, l’uno di seguito all’altro e così diversi di stile e di contenuto. La Bibbia non vuole dire come il mondo è nato, ma perché. E anche perché, in un mondo che pure è benedetto da Dio come “buono”, si sprigiona tanto male, non per destino ma per libera scelta volontaria, travolgendo con l’uomo anche la natura (…) Letta la Genesi, si salti al Nuovo Testamento e si legga Marco, il più antico, il più breve e il più folgorante dei quattro Vangeli. Tutto imperniato sul “segreto messianico” come trama narrativa, un segreto che fa balenare solo a tratti, dalla penombra, la vera identità di Gesù, e solo alla fine la svela con le parole del centurione romano davanti alla croce: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!” (…)E poi di nuovo si torni all’Antico Testamento. Si legga il brevissimo libro di Giona, il profeta mandato da Dio a convertire e perdonare la Ninive pagana, ingoiato dal pesce e vomitato vivo il terzo giorno, scintillante racconto tutto intessuto di fine ironia: e allora si capirà perché Gesù si sia identificato nel “segno di Giona” e perché Michelangelo abbia dipinto proprio questo profeta, in forme grandiose, alla sommità della parete d’altare della Cappella Sistina, tra la Creazione e il Giudizio, tra l’inizio e la fine dei tempi. E poi si legga il libro di Giobbe, grande teologia e poesia altissima. E il Cantico dei Cantici, incantevole carme d’amore. E poi di nuovo si apra il Nuovo Testamento, col dittico del Vangelo di Luca e degli Atti degli Apostoli, con le avventure di Paolo che fa naufragio a Malta e infine arriva a Roma. Non diremo mai più che la Bibbia è noiosa”.

Proprio così. Dal Vangelo secondo L’Espresso – Repubblica, verrebbe da aggiungere, se la cosa non sembrasse irrispettosa.

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