Exame.me: la vita spirituale 2.0 è online

Tutti coloro che amano una vita spirituale autenticamente 2.0, hanno ora a disposizione un nuovo strumento realizzato dal pastore protestante Brent Minter che si presenta ben fatto sin dal nome: Exame.me.

Dopo la registrazione obbligatoria al servizio, gli utenti troveranno a disposizione tre servizi: una lettura guidata delle Scritture, una guida alla preghiera e la possibilità di realizzare un vero e proprio diario per recuperare qualsiasi passaggio della Scrittura si desideri o annotare le proprie riflessioni.

Chi lo desidera, può anche provare il servizio prima dell’iscrizione. Ovviamente non potevano mancare una pagina su Facebook, un account su Twitter ed un blog a supporto del servizio.

Che si presenta davvero bene e al quale facciamo quindi i migliori auguri.

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4 Risposte

  1. uh, questo è un 2.0 che sembra proprio interessante. quasi quasi chiedo a san Tommaso se viene con me a farci un giro…

  2. facci sapere com’è andata:)

  3. Eccomi. Dopo qualche giorno, direi così: un po’ rigido, ma neanche male se pensiamo ai contenuti. Però ci sono dei limiti, che non me lo faranno utilizzare.

    Io mi ritengo piuttosto allenato alla trasparenza richiesta dal web 2.0, eppure qui mi sono ritrovato piuttosto diffidente. E in questo c’è un aspetto interessante che provo a spiegare. Il sistema Exame.me è concepito per riversarci informazioni non direttamente condivisibili. L’itinerario “chiede” informazioni che, per forza di cose, sono non solo personali, intime, ma di prima germinazione. Non si tratta quindi solo di pudore, cosa comunque fondamentale (dove vanno questa informazioni, dove sono salvate?)… Si tratta piuttosto di un limite più intrinseco, un problema presente in termini propri della comunicazione, del web 2.0: Exame.me vive di un “testo” elaborato in quella fase che precede la stessa condivisione. E la condivisione implica già una mediazione, altrimenti resta semplicemente singolare quanto equivoca, ovvero non condivisione.
    Quindi il primo limite è che Examen.me accumula testo che non solo non è condiviso, ma è intrinsecamente non condivisibile.

    Il secondo limite è che l’itinerario proposto può essere fatto bene e interessante fin che si vuole, può essere anche vario e aggiornato, ma sempre e comunque rigido e unidirezionale. Insomma, niente interazione, o per dirla con Celentano, “neanche un prete per chiacchierar”.

    Terzo limite, non so bene perché ma il sistema porta ad accelerare. Sarà la postura davanti al pc, ma la ruminatio fa fatica.

    Insomma, testo intrinsecamente non condivisibile, sistema unidirezionale, imposizione di tempi esterni all’obiettivo stesso di examen.me.

    Utile può essere che rimangono salvati i propri personalissimi appunti e che è possibile ricostruire nella sua freschezza un proprio itinerario spirituale. Ma per quello hanno già inventato, con successo, le Moleskine.

  4. Grazie delle considerazioni.
    In effetti è interessante vedere come il 2.0 può essere applicato alla vita spirituale (e pure alla vita ecclesiale in genere). Certo, quelli che tu segnali non limiti non da poco. Sarebbe interessante sapere ciò che ne pensa un nativo digitale visto che noi (che pur bazzichiamo la Rete da un pezzo) ci portiamo comunque dietro dei limiti che sono solo nostri.

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