Stand-by

Causa successive assenze per servizio e per diletto (e delle due cose assieme) del titolare, il blog va in stand-by fino alla seconda settimana di luglio.

Ovviamente non vanno in stand-by le altre attività di social networking del sottoscritto (elencate qui a destra, Facebook in primis) per cui ci si legge e scrive  eventualmente lì.

Stay tuned!

L’Aquila: al via oggi il “G8 delle religioni”

Dopo i vertici di Mosca (2006), Colonia (2007) e Osaka (Giappone), promossi in occasioni e nei Paesi in cui si è svolto negli anni passati il Summit g8, i leader delle religioni mondiali tornano ad incontrarsi a Roma oggi e domani. Il vertice comincerà stamattina con una visita degli esponenti religiosi a L’Aquila, come atto simbolico verso la regione colpita dal sisma del 6 aprile. Poi l’apertura ufficiale dell’incontro si terrà a Roma nel pomeriggio a Villa Madama. Domani i lavori proseguiranno presso il Ministero degli Esteri. Per la Chiesa cattolica, parteciperà anche il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. E’ prevista anche una delegazione del Patriarcato di Mosca. L’incontro che da tre anni riunisce esponenti delle diverse fedi in occasione del summit G8 è ormai diventato una delle assemblee principali nel calendario del dialogo interreligioso.

Presentando l’incontro mons. Vincenzo Paglia, responsabile per  l’ecumenismo e il dialogo interreligioso in seno alla Cei, ha dichiarato che “i leader religiosi vogliono dire ai responsabili politici ciò che le religioni hanno in comune e cioè la convinzione che l’unità del genere umano non può essere ferita dagli interessi di parte e dalle violenza delle guerre”. Ed ha aggiunto: ”In tempi in cui i sogni si sono rarefatti, in cui anche in Europa e’ diventato difficile riscaldare i cuori con prospettive universali, le religioni sono chiamate a dare il loro contributo perché la politica impari a sognare un mondo di pace per tutti i popoli della terra”. Sul sito di Radio Vaticana è disponibile un’intervista con il medesimo mons. Paglia.

“I colori del sacro”: religioni e illustrazioni per l’infanzia in mostra da oggi ad Assisi

Si chiama “I colori del sacro” ed è l’unica manifestazione italiana  nel campo dell’illustrazione per l’infanzia dedicata a tematiche legate alle tradizioni religiose, quella che si apre oggi ad Assisi per concludersi il prossimo 15 luglio. L’iniziativa, nata inizialmente guardando alla tradizione ebraico cristiana, si è progressivamente aperta anche alle altre religioni ed esperienze culturali legate al sacro, ancor oggi vitali o che comunque sopravvivono in racconti, feste e riti appartenenti ai diversi popoli.

Nelle intenzioni degli organizzatori, le immagini degli artisti diventano veicoli per la conoscenza reciproca, finalizzata all’arricchimento e allo scambio, strumenti di dialogo diretti e facilmente comprensibili. La rassegna internazionale nasce dalla collaborazione tra la Diocesi di Padova e il Messaggero di Sant’Antonio che, nel marzo 2002, ne inaugurarono la prima edizione a Padova, negli spazi delle gallerie del Palazzo Vescovile, sede del Museo diocesano. Per diffondere quanto più il messaggio della rassegna è stata pensata fin da subito la formula della mostra itinerante e questa è appunto la volta di Assisi.

Il progetto ha anche un suo risvolto umanitario: Il tema della passata edizione, l’Acqua, ha dato spunto a quello che poi è diventato il progetto denominato “Gocce di solidarietà”e che prevedeva la raccolta di offerte spontanee da parte dei visitatori e finalizzate alla costruzione di pozzi in Burkina Faso e di cisterne in Brasile. La quarta edizione, sulla scia del tema della rassegna legato al fuoco e alla luce, intende invece sensibilizzare il visitatore alla valorizzazione di forme energetiche naturali, quali i raggi solari, proponendo ad esempio l’utilizzo di pannelli fotovoltaici in grado di trasformare in energia e calore una preziosa risorsa naturale di cui tutti disponiamo gratuitamente.

Sul sito della rassegna è possibile anche visitare le mostre degli anni precedenti.

Frank Stella: una Via Crucis per Roma con polemiche incorporate

Sono destinate a provocare polemiche le 14 stazioni della Via Crucis che il notissimo artista americano Frank Stella ha realizzato per la chiesa romana di Tor Tre Teste e che sono state presentate in anteprima a New York in attesa di giungere nella capitale. Del resto la chiesa, dedicata a Dio Padre Misericordioso e progettata da Richard Meier, alle polemiche è abituata, avendone provocate all’infinito fin dalla sua inaugurazione in concomitanza con il Giubileo del 2000.

Ma, appunto, c’è da scommettere che la Via Crucis realizzata da quello che è considerato uno dei più grandi artisti americani viventi e l’ispiratore della Minimal Art, contribuirà non poco a rinfocolare le polemiche. Il Corriere della Sera pubblica un’interessante intervista con Stella di cui purtroppo l’edizione online riporta soltanto un’anticipazione. Alla domanda su come descriverebbe la sua opera, così risponde: “Si tratta di 14 sculture piuttosto piccole –alte non più di 30 centimetri- che sporgono dal grande muro bianco al lato dei banchi. Ho usato solo acciaio inossidabile e resina plastica, curvando il metallo per creare il senso di continuità e movimento della Passione. Le 14 forme si muovono, per farti salire fino al Monte Calvario”.

Riguardo all’assenza di colore, Stella dichiara  di aver voluto “rispettare la gravitas del soggetto e il carattere ascetico della chiesa di Richard (Meier, ndr). Quando le vedi appese al muro, le mie stazioni formano un’unica immagine, ma allo stesso tempo proiettano delle ombre, creando un ulteriore livello di significato. Non volevo far competere colore e ombre e comunque queste ultime saranno completamente assorbite dal muro e dalla luce della  chiesa”.

Peccato che in rete non siano disponibili altre immagini della Via Crucis all’infuori di quelle riportate nell’articolo indicato sopra, ma c’è da scommettere che lui un’idea se l’è già fatta e sarà interessante conoscere la sua opinione.

Update: l’intera intervista è disponibile qui

“Host in the post”: in Inghilterra la comunione arriva

Che molte chiese indipendenti di derivazione protestante usassero con disinvoltura gli strumenti del marketing per attrarre nuovi fedeli, si sapeva (c’è anche un interessante blog al riguardo e la cosa non è assolutamente da riprovare). Certo però che la trovata della Open Episcopal Church e davvero di quelle da far rimanere a bocca aperta, in tutti i sensi. La piccola (ma che nel sito ufficiale si definisce “dal grande cuore”) chiesa britannica ha infatti appena lanciato un servizio denominato «Host in the post» e che mantiene veramente ciò che promette. I fruitori (anche se sembra brutto chiamarli così) del servizio, potranno infatti comodamente riceve l’ostia per la comunione comodamente nella propria cassetta postale, senza neanche l’incomodo di doversi recare in chiesa.

I costi (che coprono esclusivamente le spese postali, visto che le ostie sono gratis) sono decisamente abbordabili: ogni settimana si pagano due sterline (2,30 euro) mentre è prevista la spedizione di un pacco contenente 500 ostie al costo di 10 sterline (11,60 euro).

Ovviamente l’iniziativa è pensata essenzialmente per coloro che sono fisicamente impossibilitati a recarsi in chiesa (specialmente malati ed anziani) anche se a priori nessuno è escluso dal servizio.

Le polemiche non sono ovviamente  mancate e non mancheranno. Il teologo scozzese John Drane ha per esempio visto nell’iniziativa una conferma della propria teoria riguardante la “McDonaldizzazione” della chiesa, su cui anni fa scrisse pure un libro. Ma almeno da Mc Donald si mangia insieme, seppure ognuno seduto al proprio tavolino, qui la privatizzazione del sacramento sembra invece aver raggiunto il proprio apice, fatta salva la buona fede dei promotori dell’iniziativa.

Tony Blair e le religioni: un’iniziativa per la loro conoscenza reciproca a partire dalle scuole

Dopo il suo abbandono della politica attiva ed il suo passaggio (non è esatto parlare di conversione, come si fa invece solitamente, visto che si tratta della medesima religione) al cattolicesimo, l’ex primo ministro britannico Tony Blair sembra aver preso decisamente sul serio il suo ruolo di tessitore di dialogo tra fedi e culture.

L’ultima realizzazione della Tony Blair Faith Foundation è infatti un programma decisamente interessante e chiamato Face to Faith. È solo parlando di diverse prospettive culturali e religiose che i giovani potranno sviluppare una maggiore consapevolezza del ruolo della fede nel mondo moderno, ha affermato Blair presentando il progetto. Il quale consentirà a bambini di tutte le etnie e religioni, grazie ad un sistema di videoconferenze, di scambiarsi opinioni sul mondo di oggi e sulla fede.

In particolare, l’iniziativa è rivolta ai bambini e ragazzi delle scuole secondarie di tutti i continenti ed ha l’obiettivo di offrire ai giovani tra gli 11 e 16 anni la possibilità di poter esplorare attraverso il dialogo il rapporto tra la fede e i temi d’attualità come la carità, la povertà, la ricchezza, l’ambiente, l’arte, l’architettura, la musica e i testi sacri. Nella giornata di ieri, in concomitanza con la presentazione del progetto, si è avuta la prima videoconferenza tra i bambini di una scuola di Bolton, nella contea del Lancashire, e i bambini di Betlemme e Nuova Delhi.

Orvieto: al via il festival Internazionale d’Arte e Fede

Da ormai quattro anni, ad Orvieto, la settimana che precede la festività del Corpus Domini è caratterizzata da una manifestazione denominata Festival Internazionale d’Arte e Fede. Durante il festival sono proposte mostre, spettacoli, concerti, incontri, conferenze, attività incentrate sui temi dell’arte e della fede e sul rapporto tra di esse oggi, a livello erudito e popolare allo stesso tempo, con un taglio interculturale ed ecumenico.

Il ciclo di appuntamenti prende il via stasera con la presentazione del libro “Indagine su Gesù” di Antonio Socci (a cui sarà presente l’autore). Il programma del festival Internazionale d’Arte e Fede prosegue domani alle 18 presso la Nuova Biblioteca Pubblica con l’incontro con un’ospite d’eccezione, la scrittrice Susanna Tamaro che parlerà di “Parola che crea e parola creativa”.
Venerdì 12 giugno alle 17.30 in Duomo si terrà il momento celebrativo della figura di San Paolo, con l’esegesi “Damasco: l’origine dell’Evangelo Paolino della grazia” tenuta dal biblista Giuseppe Pulcinelli e a seguire la testimonianza di Claudia Koll. Da segnalare inoltre, in chiusura di rassegna, sabato 13 giugno alle 21 presso il Monastero di San Paolo ad Orvieto (sede del Gordon College), l’installazione d’arte contemporanea del pittore Bruce Herman, accompagnata da una performance teatrale-musicale diretta dalla regista americana Karin Coonrod con musiche di Paul Vasile.