Padre Matteo Ricci: apre oggi una grande mostra nel quarto centenario della morte

Di Cina si parla molto ultimamente, è vero. Ma l’occasione che si apre oggi per farlo è davvero ghiotta e da non farsi sfuggire, tanto è particolare la sua angolazione. Presso il Braccio di Carlomagno in Vaticano viene infatti inaugurata la mostra “Ai crinali della storia. Padre Matteo Ricci fra Roma e Pechino”. Prendendo spunto dal quarto centenario della morte del gesuita, matematico e astronomo che intraprese un’azione missionaria nel territorio cinese al tempo della Dinastia dei Ming, la mostra è suddivisa in cinque sezioni: La Compagnia di Gesù e Padre Matteo Ricci; Ritratti e documenti; La Roma di Matteo Ricci; Matteo Ricci e la Cina; L’opera scientifica e geografica; e L’eredità/inculturazione.

”Nella mostra sono esposti molti autografi, tra cui il trattato sull’amicizia, se gli servì da passaporto per entrare in Cina – spiega Giovanni Morello, presidente della Fondazione per i Beni e le Attivita’ Artistiche della Chiesa – In mostra anche la matrice di una lettera che papa Sisto V avrebbe dovuto scrivere all’imperatore cinese per avviare i rapporti diplomatici tra i due Stati. La lastra – continua Morello – fu scritta da Matteo Ricci, purtroppo però quando arrivò in Italia il Papa morì e il progetto non si realizzò”’.

“Li Madou” – questo il nome cinese di padre Ricci – si spense a Pechino l’11 maggio 1610. In deroga alla tradizione di non consentire l’inumazione in Cina agli stranieri, l’imperatore concesse un terreno per la sua sepoltura, come estremo tributo alla sua scienza e al suo amore per i cinesi. La via dell’ “inculturazione” scelta dal gesuita, unita alla pratica instancabile della carità, seppe dare i suoi frutti, con le conversioni di importanti dignitari e di esponenti di ceti modesti, colpiti dal grande rispetto del missionario per il Confucianesimo e per il patrimonio culturale cinese. La mostra sarà visitabile fino al 24 gennaio 2010 e l’auspicio è che serva a diffondere maggiormente la conoscenza della sua persona e del suo metodo di evangelizzazione. Qui un’intervista con Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani.

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Libertà religiosa nel mondo: luci ed ombre nel rapporto del Dipartimento di Stato americano

Qual è la situazione della libertà religiosa nel mondo? Un’interessante e particolare angolatura per parlarne è rappresentata dal rapporto che il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha presentato al Dipartimento di Stato. Con la speranza che la relazione incoraggi l’azione dei movimenti per libertà religiosa nel mondo, il rapporto mette sul banco degli accusati soprattutto alcuni Paesi, tra i quali primeggiano (naturalmente in senso negativo): Corea del Nord, Iran, Myanmar, Cina, Sudan, Eritrea, Arabia Saudita e Uzbekistan.

Michael Posner, funzionario del Dipartimento, ha affermato che la nuova politica inaugurata dal presidente Obama nei confronti del mondo musulmano non significa affatto un accantonamento del tema della libertà religiosa, dato che quest’ultima rappresenta “un diritto fondamentale, un bene sociale, una fonte di stabilità  e una chiave per la sicurezza internazionale”.  Alcuni Paesi, come la Giordania, la Spagna e altri, sono stati lodati per i loro sforzi nel campo del dialogo interreligioso, mentre  il rapporto non si esime da un’autocritica: “Siamo pienamente consapevoli che, anche in Paesi con solide garanzie giuridiche, compresi gli Stati Uniti, non siano immuni da atti di intolleranza”, ha infatti affermato il medesimo funzionario.

La Cina, che il presidente Obama visiterà nel prossimo mese di novembre, viene citata nel rapporto per la maggior tolleranza dimostrata nei confronti di alcuni gruppi religiosi, ma criticata a motivo della repressione in Tibet e di quella nei confronti dei musulmani uiguri che ha avuto luogo nella regione occidentale dello Xinjiag.

Giornata del dialogo cristiano-islamico: al via domani l’ottava edizione

Si celebra domani la Giornata del dialogo cristiano islamico, giunta alla sua ottava edizione. Le sei prime edizioni sono sempre state celebrate l’ultimo venerdì del mese di Ramadan. Ma per ragioni pratiche legate al calendario lunare islamico, dal 2008 all’evento è stato attribuita una data fissa, il 27 ottobre appunto, che ricorda l’incontro di Assisi del 1986 in cui rappresentanti di diverse religioni mondiali si sono uniti in una preghiera per la pace.

La Giornata fu ideata nel 2001, all’indomani degli atentati dell’11 settembre, come iniziativa tesa a contrastare il clima di incomprensione e talvolta di contrapposizione che si era determinato tra musulmani e cristiani. Da allora ogni anno centinaia di eventi vengono promossi in tutta Italia, ciascuno organizzato secondo specifiche modalità locali.

“La Giornata di dialogo cristiano islamico del 2009 –sottolineano gli organizzatori- avviene in un periodo particolarmente difficile. La questione della “sicurezza” che in quest’ultimo anno ha monopolizzato il dibattito politico e culturale – non sempre pacato – in Italia ha dato luogo ad una legge che in alcuni suoi provvedimenti ostacola l’integrazione degli immigrati, di cui un terzo circa è di origine islamica. I promotori della Giornata (cristiani e musulmani) invitano istituzioni politiche e religiose, società civile e cittadini ad impegnarsi affinché la logica e la pratica del dialogo prevalgano sullo scontro tra le culture”.

Tra le numerose iniziative di rilievo di quest’anno sono da ricordare: l’incontro che si svolgerà alle 13 di domani presso la Camera dei Deputati (Sala del Mappamondo), intitolato: “La libertà religiosa, un diritto universale garantito da uno Stato laico”; sempre a Roma, alle 19, l’incontro   –   presso il Centro Islamico Moschea di Centocelle, di Via dei Frassini 4 – dove si potrà assistere alla Preghiera serale islamica, per poi raggiungere la Chiesa battista di Via delle Spighe 6, dove si terrà una cena e condivisione organizzata dai movimenti giovanili islamici e cristiani. A  Firenze, presso il Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira ” si tratterà il tema: «La religione nell’educazione dei giovani d’oggi»; il 29 ottobre, a Roma, un’incontro, alle 19, alla Moschea “della Magliana” Al Fath dal titolo «La figura dell’Altro nelle scritture» con Gianni Novelli del CIPAX, l’Imam Sami Salem e Antonio Guaglione.

Religion Film Festival: assegnati i premi alle pellicole vincitrici

Sono stati assegnati i premi  della XII edizione del Religion Today Filmfestival, l’importante (ed unica nel suo genere) manifestazione cinematografica cui accennammo qui.

“Diario di un curato di montagna” è risultato il film vincitore del Gran Premio “Nello spirito della Fede”. La giuria internazionale e interreligiosa ha premiato anche come migliore film “Doubt” e come miglior cortometraggio l’iraniano “God sees”; come miglior documentario è stato premiato “Leaving the Fold”. L’alta qualità dei documentari ha inoltre convinto i giurati ad assegnare tre menzioni speciali.

Il tema di quest’anno di Religion Today, “Rinascere dall’Alto. Vita nuova nella fede”, ha invitato a riflettere sul sentimento religioso come evento del tempo presente, dedicando particolare attenzione al mondo dei giovani. Al concorso cinematografico quest’anno sono stati ammessi 57 film, provenienti da tutti i continenti e rappresentativi di un vasto panorama di diverse fedi religiose.

Nel corso della premiazione, la direttrice di Religion Today, Katia Malatesta, ha ricordato l’impegno del Filmfestival,  nella valorizzazione di un cinema di qualità, capace di testimoniare la complessità delle diverse religioni e la ricchezza dell’esperienza di fede o di incontro con l’altro, nel contesto delle sfide e dei problemi della contemporaneità.

Qui è disponibile un’intervista rilasciata dalla stessa Malatesta a Radio Vaticana.

Moschee in Europa: domani un convegno a Milano farà il punto della situazione

Mentre continuano le polemiche riguardanti l’eventuale introduzione dell’insegnamento della religione islamica nelle scuole, cade a puntino il convegno, organizzato dal Cipmo,  che si svolgerà domani a Milano dal titolo: “Moschee in Europa. Diritto o problema?”.

“In Italia – spiegano gli organizzatori- oltre alle 3 moschee di Roma, Segrate e Catania, i luoghi di culto sono centinaia, e continuano a crescere. La questione continua a dividere l’opinione pubblica e le forze politiche. Da un lato, disporre di un luogo di culto fa parte del diritto di libertà religiosa; dall’altro l’apertura di moschee e di sale di preghiera musulmane, se non regolata, può creare molteplici problemi e alimentare tensioni con i residenti. Come garantire, dunque, i diritti dei musulmani senza ledere quelli degli abitanti delle aree dove queste sorgono?”

Nel corso dell’incontro verrà affrontata la questione delle moschee nel contesto europeo e italiano, da un punto di vista giuridico, politico e sociale, fornendo un quadro aggiornato della situazione e alcune analisi per il futuro. A parlare saranno Stefano Allievi, docente di sociologia all’università di Padova, Aldo Brandirali, presidente Commissione Servizi Sociali del Consiglio comunale di Milano e Vittorio Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

In occasione dell’incontro verrà presentato il libro di Stefano Allievi: “Conflicts over Mosques in Europe: Policy issues and trends”, disponibile gratuitamente qui in pdf, ma purtroppo solo in inglese. Come afferma lo studioso, il conflitto non è “tra l’Europa e l’Islam, quanto piuttosto tra l’Europa e i suoi diversi attori, uno dei quali è l’Islam o meglio ancora i musulmani”.

Assisi: un festival dedicato al sacro e alla spiritualità nella musica e nell’arte

Il 25 e 27 ottobre prossimi saranno i giorni della prima tappa di Assisi Suono Sacro, progetto voluto dal Comune di Assisi per la direzione artistica di Andrea Ceccomori, flautista che spazia dalla musica classica a quella contemporanea e prettamente sperimentale che in questi ultimi anni ha intrapreso un cammino verso la musica intuitiva che lo ha portato sempre più a fare della sua arte un veicolo per la promozione della sacralità e della pace nel mondo.

“Protagonista di Assisi Suono Sacro –come affermano gli organizzatori- sarà il grande repertorio della musica spirituale di tutto il mondo, con un’attenzione particolare alle nuove produzioni contemporanee volte al dialogo tra i popoli e le culture. Da ricordare l’importanza della manifestazione di quest’anno, in cui si commemora l’ottavo centenario della nascita della Regola Francescana. A suggellare la serata – conclude la nota – le sonorità del pianoforte di Giuseppe Lupis, pianista italiano che da anni vive e lavora negli Usa, dove insegna presso la Grand Valley State University del Michigan”.

In occasione di questa due giorni verrà lanciato un concorso per opere inedite sia musicali che d’arte in generale, dedicate al tema del sacro e della spiritualità, i cui vincitori saranno resi noti nell’estate 2010.

Cinema e spiritualità: pellicole in scena a Roma e Trento

A Roma ha preso il via (anche se a dire il vero in tono minore rispetto agli anni passati, ma si sa che il sindaco Alemanno non è un cinefilo al pari del suo predecessore Veltroni) l’edizione 2009 del Festival Internazionale del Film. Anche i temi legati alla religione e alla spiritualità trovano spazio nella rassegna con tre titoli che vale la pena segnalare. Il primo è The Last Station di Michael Hoffman, che racconta il cambiamento spirituale di Tolstoj: in nome della sua nuova religione utopica e delle sue idee anarco-cristiane, il grande romanziere russo rinuncia al titolo nobiliare e alle sue proprietà per diventare povero, vegetariano e celibe, nonostante cinquant’anni di matrimonio con la Contessa Sofia, che lotterà fino alla fine per riprenderselo solo “all’ultima stazione”, da cui il titolo del film.

La seconda pellicola è “Popieluszko”, che racconta l’esistenza di colui che venne definito “il cappellano di Solidarnosc”, ucciso dal regime comunista polacco e cui è attualmente in corso il processo di beatificazione.

Per finire, ”Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago”, Il docufilm del regista italiano di origine kosovara, Gjon Kolndrekay, che ripercorre la vita e le opere di Li Madou – il “Saggio d’Occidente” come i cinesi chiamavano il missionario italiano – e che è stato interamente girato tra Italia e Cina, ricevendo il benestare del governo di Pechino.

Sempre in tema di cinema e spiritualità, è da segnalare che è appena iniziata a Trento l’edizione 2009 di Religion Today, dedicata quest’anno a “Rinascere dall’alto. Vita nuova nella fede”.

Buchmesse di Francoforte: nessuna crisi per l’editoria religiosa

In concomitanza con l’odierna apertura della Buchmesse di Francoforte (forse la più importante fiera libraria a livello mondiale) sono stati resi noti alcuni interessanti dati riguardanti l’editoria religiosa.

Le cifre sono confortanti e dicono che in Italia aumentano i lettori di testi religiosi (350.000 in più dal 2000 al 2007), e cresce la produzione di questo tipo di titoli, circa quattromila nel 2008, per lo più del circuito dell’editoria cattolica, con un mercato che vale – a prezzo di copertina – 235 milioni di euro. l’Uelci (Unione editori librai cattolici italiani, che ha commissionato il rapporto) sottolinea che “il circuito distributivo specializzato non riesce a cogliere questo trend favorevole e si assiste ad una contrazione delle librerie cattoliche non legate a catene”. Infatti oggi tali librerie sono 240 mentre nel 2002 erano 285, con una riduzione in sette anni di ben il 15,7%. A questa cifra bisogna aggiungere altre 488 punti vendita presso enti religiosi e monasteri, che però non vendono solo libri ma anche oggetti religiosi. Le case editrici attive nel segmento religioso sono quasi 500, di queste 209 sono editori “laici” di varia, mentre 274 sono editori religiosi puri, quasi tutti appartenenti al mondo cattolico. I titoli religiosi messi in circolazione nel 2008 sono stati ben 4125 per 9,7 milioni di copie, vale a dire un totale del 9,7% della produzione editoriale italiana.

Libri religiosi, niente crisi, insomma, come sottolinea anche il quotidiano La Stampa presentando il rapporto.

Islam: secondo uno studio uno su 4 nel mondo è musulmano e il 60% di essi vive in Asia

Presi come come siamo stati a guardarci l’ombellico, specie in Italia e specie in questi ultimi tempi, il rischio è quello di farci sfuggire dei dati riguardanti alcune tendenze globali che pure sono estremamente importanti per comprendere il mondo in cui viviamo. Uno di questi dati è rappresentato dal rapporto Mapping the Global Muslim Population, pubblicato dal centro di ricerca americano,The Pew Research Center, e avente per oggetto la diffusione dell’Islam a livello mondiale. I dati contenuti nel rapporto sono in effetti estremamente interessanti.

Si apprende quindi che quasi una persona su quattro nel mondo (“Un rapporto più alto di quanto mi aspettassi”, ha detto Brian Grim, uno dei ricercatori dell’istituto ) è musulmana, per l’esattezza il 23%, per un totale di 1,57 miliardi, e l’area in cui gli islamici sono più numerosi – più del 60 per cento – è l’Asia. In Europa quattro musulmani su dieci vivono in Russia che, con 16 milioni, supera Giordania e Libia messi insieme.

Secondo la ricerca, la popolazione musulmana si concentra soprattutto nell’area dell’Asia e del Pacifico, la quale conta il 61,9% del totale contro il 20,1% che popola il Medio Oriente e il Nord Africa. È da sfatare, quindi, l’idea che i musulmani debbano necessariamente essere arabi. “Tutta questa storia, che i musulmani sono arabi e che gli arabi sono musulmani, viene davvero cancellata da questo rapporto”, come sottolinea Amaney Jamal, professore all’Università di Princeton.

Per quanto riguarda la classifica dei singoli Paesi che contano più fedeli all’Islam, al primo posto è l’Indonesia (quasi 203 milioni), seguita da Pakistan (174), India (160), Bangladesh (145), Egitto (78), Nigeria (78), Iran (73) e Turchia (73).

Per quanto riguarda l’Italia, definita uno degli Stati con “la più piccola popolazione di musulmani in Europa, con meno dell’1% di abitanti musulmani”, i ricercatori americani ammettono che ci sono dati contrastanti e che il numero di abitanti di fede islamica oscilla fra i 30mila e 1,5 milioni.
La cifra, comunque, è inferiore ad altri Stati europei come Francia, con tre milioni e mezzo di musulmani, o Germania, che ospita tanti islamici quanti Nord e Sud America insieme, 4 milioni. L’Europa, i cui dati sono in continuo cambiamento a causa dell’arrivo di nuovi immigrati, ospita in totale solo il 2,4 per cento della popolazione mondiale di fede islamica.

“I giorni del dialogo” un calendario per conoscere le feste delle religioni

Non lo vedremo certamente mai appeso nelle cabine di qualche TIR o nelle autocarrozzerie, ma “I giorni del dialogo”, il calendario interreligioso allegato all’ultimo numero del mensile Jesus è davvero una bella idea che calza a pennello nell’attuale società multiculturale e plurireligiosa.

Al prezzo davvero modico di 2 € oltre il prezzo della rivista, mese per mese, si troveranno segnalate le principali ricorrenze delle tre grandi fedi mondiali: cristiane (delle diverse confessioni) ebraiche e musulmane. Come spiegano Antonio Tarzia, direttore della rivista, ed Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, che ha collaborato alla realizzazione editoriale, “nel lento e faticoso cammino verso la pienezza dei tempi, il calendario, da strumento ideale per fare memoria e dunque rendere presente l’azione di Dio nella storia, ha finito sempre più per essere il segno tangibile della divisione tra gli uomini. Ogni confessione religiosa ha subito la tentazione di fare del proprio calendario il segno di un’identità cercata senza l’altro. Solo la più antica scansione –quella settimanale legata al racconto creazionale della Genesi e al riposo sabbatico, di Dio prima e dell’uomo in conseguenza- è rimasta comune alle tre religioni che confessano il Dio unico, nonostante lo spostamento della festività dal sabato, alla domenica, al venerdì”.

Le feste delle varie denominazioni religiose sono segnalate con colori e simboli diversi per renderle immediatamente distinguibili. Come scritto nella presentazione, l’auspicio è quello che il calendario interreligioso “possa aiutare a fare dei giorni e dei mesi che scorrono, altrettante occasioni per ripensare la propria vita nella sinfonia dell’alterità”.