Animali e religioni tra induismo, islam e cristianesimo

Tempi duri per gli animali coinvolti in festività religiose, considerato il fatto che i medesimi si trovano “dall’altra parte della barricata”: sono cioè coloro cui si fa la festa e non certo i festeggiati.  Nel distretto nepalese di Bara, come informa Asia News, è infatti in corso la festività indù del Gadhimai Mela, nota per detenere il triste primato di maggior evento sacrificale al mondo. Durante le festività, che culmineranno dopodomani con il previsto arrivo di circa un milione di persone, “i fedeli sacrificano al dio Gadhimai migliaia di animali quali bufali, capre e polli. Secondo l’induismo essi placano con la loro sofferenza la rabbia del dio, donando agli uomini fortuna e prosperità”.  Ovviamente, i buddhisti locali e gli animalisti fanno puntualmente sentire la loro protesta (esiste anche un sito approntato appositamente) ma nulla sembra riuscire a fermare la mattanza. Eppure la cosa non ha solo risvolti religiosi, ma pure sociali, visto che durante i festeggiamenti avvengono episodi poco commendevoli, come racconta la stampa locale e il blogger Enrico Crespi in un suo interessantissimo post.

Ma per gli animali non sono tempi duri solo nel lontano Nepal: venerdì prossimo sarà infatti l’Aïd el Kébir (festa del sacrificio). La festa si svolge il decimo giorno dell’ultimo mese del calendario musulmano e consiste nell’uccisione di un montone che deve essere poi diviso in tre parti uguali: una per la famiglia, una per i vicini e una per i poveri.

Se a tutto ciò si aggiunge che al Natale manca ormai poco più di un mese e che per i tacchini si prospettano tempi bui, il quadro è davvero completo.

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3 Risposte

  1. OM NAHAMA SHIVAIE

  2. Per questo sono profondamene ATEA. Credere nell’uomo ed essere nazisti è la stessa cosa. Preferisco credere negli animali che in qualunque dio creato da una umanità malata.

  3. Siamo una razza snaturata di “animali” che sacrificano, torturano e uccidono altri loro simili, colpevoli solo di essere diversi e non poter parlare, senza nessun bisogno. L’equilibrio e il rispetto sono fondamentali per vivere in armonia con la natura.ma spesso ce ne dimentichiamo e la nostra indole di sopraffazione dopo aver distrutto popoli e religioni nel passato come nel presente, ora si accanisce verso altre creature che non possono difendersi o protestare. Ricordiamoci però che, come già successo nel passato, la natura si ribellerà. Creati dallo stesso Dio, non abbiamo motivo, nel 2012, per sopraffare altre specie (alimentare, economico…) così come non si possiamo distruggere un popolo solo per una diversità culturale o religiosa.

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