Islam, cristianesimo e l’acqua col dispenser (ma pur sempre umile et pretiosa)

“Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”. Così cantava San Francesco nel Cantico delle Creature. Ed in effetti, la consapevolezza dell’importanza crescente del liquido elemento è andata crescendo sempre di più, come dimostrano anche le recenti polemiche in merito alla sua privatizzazione. Di questa crescente consapevolezza sono testimonianza tra l’altro un paio di invenzioni che vale la pena citare.

La prima riguarda l’Islam, in particolare il Wudu, l’abluzione rituale minore da compiersi obbligatoriamente prima di ognuna delle cinque preghiere giornaliere. Un’azienda malese ha infatti messo in commercio un’apparecchiatura che consentirà ai devoti musulmani che decideranno di utilizzarla la possibilità di evitare inutili sprechi tramite appositi sensori. È stato infatti calcolato che se tutti utilizzassero il nuovo dispositivo (che tra l’altro durante l’uso emette versetti del Corano) anche solo durante l’annuale pellegrinaggio alla Mecca, il risparmio sarebbe di circa 40 milioni di litri di acqua al giorno. Il dispositivo sarà disponibile nei prossimi sei mesi ad un prezzo che si aggirerà intorno ai 3 – 4 mila dollari.

Decisamente più abbordabile sarà invece il prezzo dell’altra invenzione in tema di acqua, e qui siamo nel campo del cristianesimo. Complici anche i timori per l’influenza suina, i titolari di un’azienda di Meda, nel milanese, hanno infatti messo in commercio un originale acquasantiera elettronica dotata di igienico dispenser. Particolare visibilità al prodotto verrà data dalla possibile installazione di alcuni esemplari nel Duomo di Milano, ma uno dei mercati più promettenti sembra essere quello cinese: «Lì c’è un boom del cattolicesimo – spiega uno dei titolari dell’azienda produttrice con 100 milioni di credenti stimati. Ci sono dunque ampie potenzialità: una mia vicina di casa cinese ha qui un ristorante, vuole smettere con gli involtini primavera e tornare lì a distribuire l’acquasantiera…».

Messa così sembra quasi blasfema, ma è pur sempre lei, “sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta

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2 Risposte

  1. Mah…. non riesco a convincermi della bontà di queste invenzioni.
    Come non accetterò mai il segno della pace con un cenno della testa… che sembra voler dire “ti auguro pace, ma stai nel tuo!”.
    Essere cristiani non dovrebbe voler significare anche semplicità e apertura verso l’altro?
    Tu che ne pensi, onestamente?

  2. Penso questo: per quanto riguarda l’acquasantiera, per le nostre piccole realtà magari non è così, ma leggevo che in alcuni posti ci sono reali problemi per l’igiene. Tra l’altro (cosa cui non avevo mai pensato) in alcune grandi chiese hanno proprio gli uccelli che entrano dentro e utlizzano l’acqua per il loro bisogni, quindi magari una cosa del genere può essere utile. Certo, non va usata solo per dire di essere avanti con i tempi.
    Per il sengo della pace, invece, le indicazioni sono molto chiare: bisogna attenersi agli usi locali. Da noi l’uso e di darsi al mano e/o abbracciarsi, quindi non c’è motivo di fare diversamente.
    Ricordo che quando ero con le suore di Madre Teresa loro hanno l’abitudine di salutarsi all’indiana e pure io mi adattavo, ma nei nostri contesti non vedo motivo per fare gli originali a tutti i costi.

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