Il dottor House e la religione: i rapporti indagati in due recenti volumi

Pochi successi sono più longevi e universali di quello del dottor House, il burbero medico americano perennemente accompagnato dal fido bastone e dalle altrettanto fidate pasticche di Vicodin. E altrettanti personaggi sono (almeno ad uno sguardo superficiale) più lontani di lui dai temi riguardanti la religione, la fede e la spiritualità. Eppure, a ben guardare, i dialoghi del celebre diagnosta sono spesso infarciti di rimandi a tali tematiche, rimandi che spesso sono all’origine anche di polemiche e censure.

Visto che la sesta serie è da poco in onda anche nel nostro Paese, può essere utile sapere che i rapporti tra House e la religione sono stati indagati in due volumi, il primo uscito lo scorso anno e il secondo arrivato da poco nelle librerie. Nel primo caso si tratta di “Dr. House MD. Follia e fascino di un cult movie”, edito da Cantagalli, e le cui tesi sono riassunte in questo articolo da uno degli autori, Carlo Bellieni, medico pure lui. Bellieni sostiene tra l’altro che “il senso religioso di House è cercare la verità sapendo che una verità c’è e che non è tutto relativo e fatuo. E da questa inquietudine trapelano segni chiari del fatto religioso”.

Il secondo volume è invece opera di don Diego Goso, prete torinese titolare del blog Lo Spillo. Ecco cosa scrive tra l’altro l’autore nell’introduzione a “Il Vangelo secondo… dr. House”, questo il titolo del volume edito da Effatà: “Scrivere un libro sul Vangelo e il burbero Dr. House può sembrare come tentare di preparare un panino unendo formaggio fresco e crema di cioccolato.
Gregory House è infatti cinico, ateo dichiarato e spesso egoista: nulla insomma a che vedere con l’immagine del Protagonista del Vangelo che si commuove per le folle, pecore senza pastore, parla solo e con passione del Regno di Dio Padre e ci regala la sua vita perché l’alleanza tra Dio e gli uomini non venga meno. E di fatto non è con Cristo che proponiamo un confronto. Sarebbe irriverente e ingiusto verso la Grazia di Dio. Il punto di partenza invece è che Gregory House sia, per come è stato pensato dai suoi autori televisivi, un buon terreno dove la Fede può essere seminata e crescere con frutto, lontana dai luoghi comuni, dalle debolezze umane, dalla religione di ruolo e non di cuore che sono proprio i bersagli preferiti dalla serie medica più seguita al mondo. E allora facciamo la barba al disordinato dottore: vediamo cosa c’è sotto la sua maschera anarchica e scopriamo un ossessionato dalla verità, una persona capace di puntare all’essenziale della vita senza lasciarsi impigliare dai suoi fronzoli. Qualità che sono ottime per una natura in cerca della Grazia”.

Un personaggio mai banale, insomma, il celebre diagnosta, nemmeno quando parla di religione.

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