I giovani americani e la spiritualità: permane alta la domanda ma prevale il fai da te

Il sociologo Zigmunt Baumann definirebbe forse il fenomeno come “religiosità liquida”. Fatto sta che i dati diffusi nei giorni scorsi dal Pew Research relativamente alla religiosità dei giovani americani fanno riflettere e confermano un trend che vede le nuove generazioni cercare sempre più risposte alla sete di spiritualità non nelle chiese o nei gruppi organizzati, bensì in maniera autonoma.

Le cifre parlano chiaro: un giovane americano tra i 18 e i 29 anni su quattro (il 25%) dichiara di non appartenere ad alcuna denominazione confessionale. Per fare un paragone, analoghi studi svolti tra le generazione nata tra il 1965 e il 1980 dimostravano come la percentuale fosse di uno su quattro (il 20%) mentre per quanto riguarda i cosidetti baby boomers (i nati tra il 1946 e il 1964) la percentuale di coloro che dichiaravano la non affiliazione ad alcuna denominazione confessionale scendeva al 13%.

Queste cifre non dimostrano tuttavia che siano in crescita l’ateismo o l’agnosticismo, tutt’altro. I giovani americani dimostrano infatti un tasso di religiosità che a volte non ha nulla da invidiare a quello di altre fasce di età, come dimostrano le risposte ad alcune domande contenute nello studio. Ben tre quarti di essi (il 75%) infatti, dichiara di credere all’esistenza del paradiso e dell’inferno, la stessa percentuale degli over 30; uno stesso 75% afferma di credere all’esistenza di una vita oltre la morte e addirittura un 80% dichiara di credere nei miracoli, anche in questo caso la stessa percentuale degli over 30%, e io 45% dichiara di pregare quotidianamente.

Come sottolineano gli studiosi, ben nove americani su dieci dichiarano di credere in Dio e addirittura otto su dieci si auto-definiscono cristiani, il che non impedisce loro di ricorrere a pratiche e credenze che con il cristianesimo non hanno nulla a che vedere  quando non ne sono addirittura la negazione. È la religiosità-fai-da-te, in aumento non solo tra i giovani e non solo negli USA, ma anche tra i meno giovani di tutto il mondo.

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5 Risposte

  1. Il fai da te preoccupa, ma, in fondo, meglio così che avere una immensa marea montante di atei. Se non altro questi ragazzi “cercano” e chissà che qualche cosa non trovino.

  2. l’aspetto del cercare è senza dubbio positivo, preoccupa l’assenza (e/o la mancata ricerca) di maestri, senza i quali è difficile un autentico progresso nella vita spirituale

  3. Hai letto del nuovo attacco ai cristiani in India?

  4. ho letto si, purtroppo, sono giusto alla ricerca di notizie in senso opposto che facciano un po’ da antivirus, impresa dura ma non impossibile 🙂

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