Sciopero degli stranieri: un’occasione per riflettere sulle religioni degli immigrati

Nel giorno in cui si svolge il primo sciopero degli stranieri, non solo a livello italiano ma europeo, non sarà inutile richiamare un dato che potrà sorprendere qualcuno, quello relativo alle religioni professate dagli immigrati. Secondo una vulgata corrente, infatti (specie quella che ha più interesse a soffiare sul fuoco delle polemiche e della paura) la stragrande maggioranza degli immigrati sarebbe di religione islamica, mentre in realtà le cose non stanno affatto così, come dimostra lo studio più accurato attualmente disponibile, quello curato annualmente da Caritas – Migrantes. Studio del quale conviene quindi riportare integralmente la parte relativa al rapporto religione-immigrazione:

“A turbare molti, per una malintesa volontà di difesa della religione cristiana, è il panorama multireligioso: in realtà oltre la metà degli immigrati è cristiana, i musulmani sono un terzo, le religioni delle tradizioni orientali meno di un decimo e poi, in misura più ridotta, seguono altre appartenenze. Secondo l’Agenzia europea per i diritti fondamentali, l’Italia è tra gli Stati membri più intolleranti nei confronti dei musulmani: 1 intervistato su 3 ha dichiarato di aver subìto un atto discriminatorio negli ultimi 12 mesi. Più positiva è l’esperienza che si sta facendo con gli ortodossi, i cui preti celebrano il rito liturgico nelle chiese cattoliche.  Senza confusioni e sincretismi, questo nuovo scenario dovrebbe aiutare a far riscoprire il senso religioso, a lavorare insieme per le opere di pace e il benessere della società e a non usare Dio come un’arma contro i fedeli di altre religioni. Vissuta così, la presenza multireligiosa può costituire un’opportunità di crescita individuale e collettiva, con riflessi positivi anche sui Paesi di origine”.

Dati che sono qui disponibili da una fonte insospettabile in maniera più estesa e chiara. Sfatare luoghi comuni è sempre un contributo alla chiarezza e a una discussione seria e pacata.

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2 Risposte

  1. E speriamo che le chiese tornino a riempirsi!
    Quando vivevo ancora in Italia ho avuto degli uomini di scuderia cingalesi cattolici. Dei ragazzi veramente bravi. Cosi’ bravi che mi sono data da fare per trovare loro un lavoro migliore (il padrone era il classico arricchito che paga i dipendenti una miseria e li sfrutta).
    In effetti ci dimentichiamo che moltissimi emigrati sono cattolici. TI diro’, per i miei cingalesi il sogno era: metto via un po’di soldi e vado a Roma a vedere il Papa…
    E bravo Don Mo, sempre in prima linea!

  2. sempre 🙂

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