Avviso di trasferimento



Anno nuovo, spazio web nuovo. Dopo cinque anni di onorato servizio, lo spazio gratuito offerto da wordpress cominciava a stare stretto e perciò il blog si trasferisce qui.

Si tratta solo di un primo passaggio in quanto prima possibile il blog si arricchirà ulteriormente, ma intanto è già positivo che gli archivi siamo passati in maniera indolore nel nuovo sito.

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito con saggi suggerimenti all’ideazione del nuovo spazio. Suggerimenti che sono ovviamente sempre ben graditi.

A rileggerci, dunque.

 

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Una piccola Caramella volata nel paradiso dei cani

“Il giovane parti insieme con l’angelo e anche il cane li segui. E’ una frase che sta nella Bibbia. E’ una frase del libro di Tobia, nella Bibbia. (…)

Il giovane partì insieme con l’angelo e anche il cane li seguì.

In questa frase non vedete né l’angelo né il giovane: vedete solo il cane, indovinate il suo umore gioioso, lo guardate mentre segue i due invisibili: il giovane, reso invisibile dalla sua spensieratezza, e l’angelo, reso invisibile dalla sua semplicità. Il cane, sì, lo si vede. Dietro. Al seguito. Segue gli altri due. Segue le loro tracce e talora si attarda, si perde in un prato, si blocca davanti a una gallinella d’acqua o a una volpe, poi guizza via e raggiunge gli altri, s’incolla di nuovo alle falde del giovane e dell’angelo. Vagabondo, festoso. Il giovane e l’angelo camminano accanto. Forse il giovane tiene la mano dell’angelo, per guidarlo, perché l’angelo non sia troppo impacciato, lui che va nel mondo visibile come un cieco in pieno giorno. E il giovane canticchia, racconta ciò che gli passa per la testa, e l’angelo sorride, approva – e il cane sempre dietro a quei due, ora a destra, ora a sinistra.

Questo cane è nella Bibbia. Non ci sono molti cani nella Bibbia. Ci sono balene, pecore, uccelli e serpenti, ma ben pochi cani. In effetti, l’unico che conoscete è proprio questo, che scorrazza per i sentieri al seguito dei suoi due padroni: il giovane e l’angelo, il riso e il silenzio, il gioco e la grazia”.

Con queste parole di Christian Bobin tratte dal suo “Francesco e l’infinitamente piccolo”, mi piace ricordare la mia piccola cana Caramella, con cui ho convissuto per troppo poco tempo (meno di un anno) e che se n’è andata improvvisamente e forse senza soffrire. Era una cucciola gioiosa, allegra e simpaticamente dispettosa. Mi mancheranno di lei soprattutto il suo tipico scodinzolare e quel guardare di sottecchi come a dire: vedrai che ti buggero ancora un’altra volta.

Rimane il ricordo e la certezza che ci rivedremo, come dice molto bene Luise Rinser nella prefazione a “Sulla immortalità degli animali” di Eugen Drewermann: “Quando quindici anni fa il mio amatissimo cane Vanno morì io piansi molto. La mia indimenticabile amica Ingeborg mi disse allora: “Non piangere, il tuo cane adesso e presso il Grande Cane”. Aveva pensato, senza saperlo, platonicamente. Io penso realisticamente e cristianamente: rivedrò il mio cane e tutti i cani della mia vita perché sono parte della mia vita, e ciò significa che verranno redenti insieme con me poiché sono immortali. Immortali grazie a ciò che ci unisce: l’atman, il divino soffio vitale”.

Arrivederci, piccola cagnetta, quando ci rivedremo sarà per sempre.

Sarà grave?

Appena letto il titolo di questa notizia, lì per lì ho pensato che l’attacco riguardasse un sito web.

Tutto è impermanente (anche i PC)

Capita che vi rubino un portatile che vi era caro perchè dentro c’erano cose cui tenevate, come posta, foto e documenti vari. L’occasione può essere però propizia per riflettere sulla saggezza delle grandi religioni. Per pensare, per esempio, che, come ci ricorda ogni tanto chi di queste cose se ne intende, tutto è impermanente (quindi perchè non dovrebbero esserlo i PC?). Oppure, per rimanere nel solco del cristianesimo d’Occidente, che anche in ciò bisogna trovare perfetta letizia. Che poi, a pensarci bene, sono due facce della stessa medaglia